I rifiuti della sindaca

Finalmente la Sindaca si è svegliata dal torpore ed è intervenuta nei confronti di Gelsia! Erano giorni e giorni che i cittadini lamentavano disservizi in città: mancati ritiri di sacchi blu, gialli, arancio, vetri, carta e soprattutto rifiuti organici, con quel che ne consegue. Lissone, da città del design a città del rifiuto.

La situazione, per fortuna, si sta normalizzando ma le scorse settimane, per i paladini (a parole) del decoro urbano, deve essere stata particolarmente funesta.

Purtroppo non bastano le penali e le lettere roboanti: serve intavolare con Gelsia Ambiente un tavolo di lavoro permanente, serio e risoluto. Ma siamo alle solite: la distanza dai problemi reali di Lissone si ripercuote, ancora una volta, sui cittadini sotto forma di disagi e disservizi. Cittadini in attesa al telefono per oltre 20 minuti per parlare con Gelsia, segnalazioni al Comune, lamentele sui social… e la sindaca si irrita! E allora, finalmente, una presa di posizione e strategie di controllo “postumo”. Ma non è così che funziona, non è così che si prevengono i disservizi e gli ammassi di rifiuti.

Segnaliamo alla Sindaca anche la situazione dei contenitori di indumenti usati: in Viale Martiri della Libertà, nel parcheggio del supermercato, è uno scempio, e anche le altre postazioni non sono messe molto meglio…

Vada, signora Sindaca, vada a fare un giro per Lissone, ma risolva, per favore. Noi restiamo a disposizione, e tanto le si doveva!

P.S. Ci segnalano che questa mattina, 22 settembre, alla discarica non ritiravano verde e legno perché i cassoni erano pieni, anche quello degli ingombranti era al limite e per quanto riguarda la carta… beh, niente da fare perché il compattatore è rotto almeno da metà giugno!

 

 

Effetti visivi

Gli “effetti visivi” conseguenti al nuovo appalto per la gestione del verde urbano ancora tardano a manifestarsi. Erba alta, giardini trascurati, siepi che esplodono. La propaganda leghista lissonese ci aveva fatto ingolosire: i problemi del verde a Lissone? Saranno solo un ricordo.

Con Lando e Paninforni – riferimenti e fari per la maggioranza, dicono – a questo punto avremmo dovuto avere una città più decorosa con luoghi curati, verde manutenuto alla perfezione, erba e rami raccolti (sempre!) subito dopo il taglio. Insomma, piacevoli effetti visivi.

Ma purtroppo così non è. Di fatto, basta camminare in piazza, nei giardini… Saremmo stati i primi ad essere contenti del cambio di passo, ma dobbiamo invece prendere atto che tra i proclami e la situazione attuale c’è un abisso.

Anche la pulizia della città lascia molto a desiderare anche se, nel merito, ci deve pensare “la catastrofica Gelsia” (cit Camarda).

Cari lissonesi, vi ricordate del naufragato monumento Covid, ricordate la pista ciclabile l’interrotta di fronte ad una famosa azienda, ricordate l’uscita del Comune di Lissone da “Territori virtuosi 2”? Bene, oggi prendete atto anche del maxiappalto del verde che, ahimè, non decolla e sembra restare al palo.

Insomma, più slogan che altro. Ormai è cominciato il countdown elettorale e tra promesse, propaganda, vuoti progettuali e slogan autoreferenziali siamo sempre messi peggio. Questo, invece, si vede benissimo.

Ma quanto ci costi?

Ora lo scrive, nero su bianco, anche la Corte dei Conti – organo di controllo della spesa pubblica e dei conti di Comuni, Province, Regioni e Stato – che ha ritenuto opportuno precisare come PEDEMONTANA stia effettivamente costando TANTISSIMO alla comunità.

E non si riferisce al traffico, alla viabilità, alla mobilità, al deposito e movimento terra, ai rumori, alle polveri e all’impatto sulla vita di chi abita nelle zone interessate dall’opera. La Corte dei Conte, naturalmente, si concentra sui costi. Ebbene, ad oggi, risulta che un chilometro di Pedemontana stia costando circa 52 milioni di euro!

Non servono passerelle e dichiarazioni del ministro Salvini o di altri politici che sostengono che l’opera è strategica, finanziata ed appaltata. Oltretutto, sappiamo bene che imprevisti, modifiche e varianti si scopriranno solo in corso d’opera ed è logico aspettarsi un incremento dei costi.

La Corte dei Conti non prende in considerazione la violenza subita dai territori coinvolti, ad esempio di un bosco nel Vimercatese che verrà “asfaltato” per collegare la Pedemontana alla A4. 52 milioni al Km sono una cifra enorme, ma anche l’impatto ambientale non va certo sottovalutato.

Ma siamo sicuri che sia ancora tutto in linea con aspettative, idee, prospettive? Dal punto di vista locale, il Comune si interfaccia con i vertici di Pedemontana tramite una società di consulenza e chissà quante ore e quante riunioni per l’assessore Massimo Rossati (Sindaca non pervenuta), per gli Uffici, per la Polizia locale…

Sicuramente la cifra denunciata della Corte dei Conti è ancora approssimativa ma invita comunque a riflettere, anche perché – come sempre – alla fine paga sempre Pantalone…

Pedemontana a perdere per la Corte dei conti: «Ora costa 52 milioni di euro al chilometro» (IlCittadinoMB – 18 lug 2025)

Siamo tutti orecchi!

Come già anticipato, il Presidente della Commissione Urbanistica Andrea Carraretto ha convocato per stasera alle 20 una riunione durante la quale si parlerà, finalmente, di Pedemontana. E le aspettative sono molto alte.

Sarà suo compito e suo dovere relazionare la Commissione della quale – non per caso – è Presidente e dovrà essere preciso e puntuale. Suo compito e suo ruolo saranno quelli di relazionare, gestire la discussione e intervenire come moderatore.

Carraretto – eletto con molti voti dei cittadini di Santa Margherita – dovrà essere preparato e “sul pezzo”; è compito della politica e non della parte Assessorile fornire informazioni, seguire e controllare gli sviluppi di un’opera così importante e di impatto anche per la nostra città.

In passato, con le altre forze di minoranza avevamo chiesto di convocare i vertici di Pedemontana, di poter partecipare (almeno come componenti di Commissione) agli incontri e alle occasioni di confronto. Anche questa volta, niente da fare: la risposta è stata semplicemente NO, richiesta bocciata.

Allora stasera saremo tutti orecchi, per avere informazioni e aggiornamenti da  chi ci vorrà illuminare sul presente, sul proseguo dei lavori e su altro. Ci sarà anche qualche rappresentante di Pedemontana? Non lo sappiamo…

Il nostro consigliere Nava ed il consigliere De Vincentis (membri della 4° Commissione) faranno domande e daranno il proprio contributo, insieme a chi vorrà (e potrà?) parlare. Di sicuro, il Presidente Carraretto potrà far parlare (o meno) chi crede: questo è un suo diritto, e noi speriamo proprio che non sia sordo alle richieste del pubblico presente in aula.

Presidente Carraretto, questa sera saremo tutti orecchi!   

Link per la diretta streaming: https://lissone.consiglicloud.it/home

La Commissione su Pedemontana

Il Presidente della 4° Commissione Andrea Carraretto si è (finalmente!) degnato di convocare la Commissione Urbanistica per il prossimo lunedì 14 luglio.

Finalmente, perché il tema principale all’ordine del giorno è di quelli tosti: “INFORMATIVA AGGIORNAMENTI CANTERIZZAZIONE PEDEMONTANA”.

Andrea Carraretto e l’Assessore Massimo Rossati ci racconteranno ciò che loro già sanno: lo stato di avanzamento della cantierizzazione di Pedemontana. La Commissione è pubblica: è possibile partecipare di persona (ma senza diritto di parola) oppure potrà essere seguita a distanza (qui il link).

Noi invitiamo tutti gli interessati a presentarsi in Comune, nella sala consiliare, lunedì 14 luglio alle 20:00. Bisogna partecipare e bisogna anche far capire che le paure e le criticità sulla cantierizzazione sono tutt’altro che fugate. Mezzi in transito, polveri, rumori, traffico e lavorazioni in corso rappresentano la vera scommessa di Pedemontana.

I nostri Commissari chiederanno a che punto sono i lavori e a che livello di rispondenza rispetto al cronoprogramma iniziale.

Ricordiamo che la maggioranza – Carraretto in primis – ha recentemente bocciato la mozione che chiedeva a Pedemontana di installare una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona interessata dai lavori e di rendere noti i dati. E questo dimostra come – ANCHE SU PEDEMONTANA – i nostri amministratori siano distanti dai problemi della città, dei cittadini e dalla ricerca di possibili soluzioni mitigatorie.

Vi aspettiamo in Comune, lunedì sera!

Questa mozione è importante!

Sono state queste le parole di Andrea Carraretto, Presidente della Commissione Pianificazione e Gestione del Territorio. E allora ci siamo illusi e abbiamo pensato: se la mozione è importante la si vota a favore. Invece, come al solito, nemmeno a parlarne…

La Mozione – proposta dal Comitato di Santa Margherita e presentata da Vivi Lissone, Listone e Pd – chiedeva semplicemente di conoscere i dati della qualità dell’aria nella tratta di lavoro e cantierizzazione di Pedemontana a Santa Margherita e Bareggia. Chiedeva di rendere pubblici periodicamente tali dati e nel caso in cui le centraline di rilevazione ARPA non fossero attualmente presenti, di richiederne l’installazione.

Dopo la presentazione della Mozione, l’assessore Massimo Rossati ha preso subito la parola e ha iniziato a snocciolare tutta una serie di leggi, regolamenti, disposizioni, tavoli di lavoro, note regionali etc. 40 minuti di lezione teorica e tecnica allo scopo di spostare il fuoco dalle semplicissime richieste della mozione: fornire i dati delle centraline ARPA e, nel caso non fossero attualmente presenti, richiederne l’installazione.

E che dire di Andrea Carraretto, residente proprio a Santa Margherita, che nella veste di Presidente di Commissione ha affermato che, forse, Pedemontana farà i rilievi, che i dati sono già sul sito (dati relativi ad altri luoghi, però, non a Lissone…) e che la mozione andava quindi bocciata.

Il consigliere Marco Fossati (Forza Italia) nel suo intervento ha utilizzato tre volte il termine “credo”: credo che Pedemontana i dati li avrà, credo che li consegnerà, credo che la mozione vada bocciata…

Una (l’ennesima!) delusione per noi e una sconfitta politica per i “paladini del territorio”: Carraretto, Scotti, Bonafè, Fossati che non hanno saputo fare e dire nulla. Per loro va bene così: il diktat era che la Mozione andava bocciata e così è stato, senza dubbi o ripensamenti. Questo ed altro abbiamo visto in passato, e purtroppo continueremo a vedere

Ma i cittadini (soprattutto quelli Santa Margherita e Bareggia!) sanno riconoscere (e se ne ricorderanno a tempo debito…) chi ha a cuore la loro situazione e chi, invece, tace o racconta storie (per non dir di peggio) in forza di un patto politico.

Ci dispiace ma, per ora, nessun Comitato di cittadini o Consigliere comunale avrà a disposizione i dati della qualità dell’aria nella zona interessata dai cantieri. Dobbiamo solo sperare che Pedemontana, di sua iniziativa e in autonomia, raccolga ed elabori i dati (ma dovrà prima posare una centralina!) e poi li renda noti. Quindi, possiamo ragionevolmente dire: MAI.

E meno male che la Mozione era IMPORTANTE! In caso contrario, chissà che fine avrebbe fatto…

Mozione “Qualità dell’aria nei territori in cui i cantieri di Pedemontana sono attivi”

Gelsia è una calamità naturale!

Nei giorni scorsi l’assessore Camarda è entrato “a gamba tesa” commentando un disservizio di GELSIA. Un cittadino, infatti, si lamentava sui social, con tanto di foto, di come, dal 2 giugno e per tutta la settimana, non siano stati ritirati i sacchi blu e gialli posti di fronte alla sua abitazione. E lo stesso cittadino, ironicamente, riportava i ringraziamenti da parte di zanzare, mosche, corvi e altro…

E allora l’assessore Camarda, il nostro re dei selfie, cosa pensa bene di fare? Mette un bel “like” e commenta:Credo che Gelsia sia una calamità naturale per la nostra città“.

Sì, una “calamità naturale”. Una forzatura bella e buona che è stata evidenziata dai nostri consiglieri durante le comunicazioni nel Consiglio comunale di giovedì 12 giugno, nel silenzio generale dell’aula.

A noi, questa situazione fa sorgere almeno tre domande:

1) Ma l’assessore Massimo Rossati, con delega (anche) all’Ambiente, cosa dice? E, soprattutto, cosa fa?

2) L‘assessore Giovanni Camarda sa che il Comune deve presidiare e deve lavorare a stretto contatto con Gelsia?

3) E la sindaca Borella, cosa pensa della “calamità naturale” GELSIA?

Lissone, una Città con la C maiuscola, non si merita tanta indolenza e tanta trascuratezza da parte dell’Amministrazione.

P.S. Ora il commento di Camarda su Gelsia – una calamità naturale – è magicamente sparito…

Avanti, si volti pagina

Non c’è pace per la sindaca Borella. Tra litigi con gli Assessori, pochezze di contenuti, commercianti scontenti e street food imbarazzanti, ora ci si mette anche la questione VEFER. Il Comune ha vinto la causa, ma a leggere i suoi commenti sulla stampa locale, non sembra molto soddisfatta, anzi. Il Consiglio di Stato ha dichiarato la vittoria del Comune di Lissone con una sentenza (che abbiamo già pubblicato) molto chiara, dettagliata e che non lascia dubbi.

Se il Comune, oggi, ha vinto, significa che chi ha operato nel 2014 ha svolto correttamente il proprio compito di tutela del territorio. E questo bisogna ben ricordarlo!

Tempo fa, Consiglieri e Assessori di Borella, improvvisandosi giudici, avevano già sentenziato delle responsabilità patrimoniali dell’amministrazione Monguzzi. Il consigliere leghista Massimiliano Paninforni aveva addirittura posto un’interrogazione (la cui risposta entra di diritto nella “storia delle supercazzole”) per proporre l’azione risarcitoria diretta a quei “cattivoni di prima”. Voleva vendessero la casa, il “giudice” Paninforni!

L’impressione è che alla sindaca quasi dispiaccia di aver vinto la causa perché non può dire “Hanno sbagliato!”. Ora che il caso è chiuso, della questione VEFER resta solo una parente stretta in Giunta, un rimborso delle somme già pagate in passato al Comune, le solite accuse alla sinistra, qualche geometra a bocca asciutta e qualche costruttore senza il suo cemento quotidiano…

La giunta Monguzzi, con la propria compagine di Consiglieri, ha protetto il territorio e ha strategicamente operato come si doveva. Grazie anche ai vari Segretari comunali che si sono succeduti e che, con la loro attività, hanno contribuito al risultato.

Archiviata la questione, speriamo che la sindaca si concentri sui suoi “guai”, sui litigi, sulle attività produttive e sulle cose da fare, perché mancano meno di due anni al termine del mandato.

Ora più che mai, il confronto con l’amministrazione precedente e con la ex sindaca Monguzzi è impietoso ed è evidente anche agli elettori della destra. Immaginiamo cosa succederà quando comincerà la corsa per il futuro candidato Sindaco! Il Tutor, Camarda, il Vicesindaco Bonafè sono già lì, belli pronti…

“La Giunta Monguzzi? Bravi in niente, esposta città a rischio dissesto” (Cittadino – 17 mag 2025)

Monguzzi: “Mai c’è stato accanimento sull’azienda, contenta di come è finita” (Cittadino – 17 mag 2025)

Vefer: “Una sconfitta per Lissone e per tutto il territorio” (IlCittadinoMB.it – 17 mag 2025)

La sentenza definitiva

Riceviamo e pubblichiamo qui sotto, immediatamente e molto volentieri, la lettera che ci hanno inviato i nostri consiglieri comunali Concettina Monguzzi e Marino Nava (ex Sindaco ed ex ViceSindaco) su una delle questioni più scottanti dell’ultimo ventennio nella nostra città: la questione legale VEFER Spa – Comune di Lissone. Ricorderete la vicenda e la richiesta di rifusione del danno per mancata autorizzazione a costruire da parte della società lissonese che chiedeva al Comune un risarcimento di ben 21.380.000 euro.

Di che danno si parla? La storia della vicenda inizia nel lontano 2004 e la trovate ben dettagliata nella sentenza.

Noi ricordiamo che la causa nasce dalla volontà della prima amministrazione Monguzzi di limitare il consumo di suolo, eliminando sulla città circa 30 Ambiti di Trasformazione, cioè terreni liberi individuati nel PGT del 2012 (prima della amministrazione Monguzzi) sui quali si concedeva di costruire residenze; tra questi, appunto, c’era anche quello oggetto del ricorso di VEFER (denominato AT7).

Questo AT7 concedeva ben 100.000 metri cubi di costruzione: 12 palazzoni, nuovi residenti, nuove criticità, e CONSUMO DI SUOLO. Lissone, questo, non poteva (e non può nemmeno ora) permetterselo, neppure se riguarda geometri locali, costruttori vicini, industriali e/o finanzieri, neppure se molto vicini all’attuale Giunta.

Lissone è già al tracollo e per noi è stata giusta la coraggiosa decisione – portata avanti con l’approvazione alla Variante del PGT del 28.02.2014 – che, in sostanza, ha modificato la destinazione da RESIDENZIALE ad AGRICOLA (zona verde). Segnaliamo che l’AT7 è lo stesso perimetro sul quale stiamo subendo ora la cantierizzazione di PEDEMONTANA.

Dal 2014 si sono susseguite una causa dietro l’altra, con udienze e relative sentenze, fino ad oggi. Il Consiglio di Stato, finalmente, con sentenza definitiva pubblicata il 7 maggio 2025 ha infine stabilito che il Comune di Lissone, nel suo agire, ha avuto ragione e Vefer invece torto, assegnandole quindi di pagare anche le spese legali di soccombenza.

Ed ecco qui la lettera dei nostri consiglieri:

Siamo molto felici della sentenza emessa e viene così posta la parola FINE con la decisione del Consiglio di Stato. Abbiamo messo in sicurezza il Territorio preservando il consumo di suolo. Abbiamo resistito con l’appello alla Sentenza del TAR, che vedeva il Comune condannato nel novembre 2021, con le motivazioni oggi accettate, poco prima della fine del Mandato Amministrativo nel 2022. 

Oggi possiamo dire che la scelta fu giusta e possiamo anche rimandare al mittente le accuse di aver danneggiato economicamente la Città (qualche sciocco Consigliere già aveva deciso, lui senza titolo, fossimo in torto e dovessimo soccombere, anche pagando personalmente) ed esprimere grande soddisfazione per la conclusione della questione con una definitiva vittoria.

Come sempre il tempo è galantuomo e oggi possiamo affermarlo ancora di più. Ci spiace, ironicamente, per chi voleva proporre un’azione di rivalsa nei nostri confronti (la Lega di Lissone con il suo Sindaco) e ci spiace per chi pensava già di avere in mano, soldi, volumetrie, opportunità commerciali e tecniche. Siamo profondamente diversi nel merito e nel metodo, da questa sentenza, noi personalmente ma anche chi aveva amministrato con noi, usciamo più forti, più consapevoli e definitivamente sereni.

La Città oggi deve celebrare, davvero, un grande risultato della Giustizia e della lungimirante scelta politica di mettere in sicurezza il territorio, con l’unica logica del BENE COMUNE”.

La sentenza del Consiglio di Stato sulla causa Comune di Lissone-VEFER

Verdi dalla rabbia!

Sono verdi dalla rabbia… No, non i leghisti, non la Giunta né la Sindaca Borella. I CITTADINI sono verdi dalla rabbia! Ad oggi, 2 maggio, la situazione del verde pubblico non è mai stata così imbarazzante: giardini e parchi gioco impraticabili, rotonde stradali dove le installazioni posizionate al centro non si vedono neppure più, prati con erba alta e popolati da pericolosi “forasacchi“. Soprattutto questi ultimi, pericolosi per i cani, ora sono davvero un problema.

Certo, in Giunta, prima l’assessora Carolina Minotti ed ora l’assessora Serena Arrigoni sul benessere animale poco dicono e soprattutto poco fanno. Ricordiamo solo sporadici appuntamenti per l’educazione dei padroni degli animali. Evidentemente sono finiti i tempi dei cagnolini “acchiappa like” noleggiati in campagna elettorale…

Tornando al verde, dopo quasi 3 anni chi avrebbe dovuto risolvere la situazione (non critica come ora, per altro) è lì che guarda, in silenzio. E i consiglieri di maggioranza, sotto la guida del pessimo presidente del Consiglio Roberto Perego, non vedono, non dicono, non parlano.

I cittadini invece – quelli verdi di rabbia – segnalano, telefonano e scrivono, con buona pace dei verdi padani lissonesi…

Così è, e se Lissone oggi è questo, è anche colpa di chi ha votato partiti e persone, credendo a mirabolanti promesse. Non ci resta che attendere…