Pensiline sì, ma…

Parliamo oggi di “pensiline”, cioè installazioni dotate di copertura e di seduta per permettere a chi utilizza il Trasporto Pubblico Locale di attendere all’asciutto ed all’ombra. La nostra Lista civica già nel 2023 e poi nel 2024, dando voce ad alcuni genitori di ragazzi utilizzatori, aveva richiesto all’amministrazione una pianificazione per l’installazione di nuove pensiline. Un servizio utile per gli studenti ma anche per agli anziani e per a chiunque utilizzi il trasporto pubblico locale.

Finalmente, dopo quasi 3 anni, abbiamo visto che in città sono comparse due nuove pensiline: una in Viale Repubblica (dove c’è il muro del Cimitero) e l’altra in viale Martiri della Libertà (dove c’è il giardino Marinai d’Italia). “Benissimo!” dirà qualcuno, e anche noi l’abbiamo pensato. Ma…

La pensilina zona Cimitero non sarà di ingombro alla prevista ciclabile che l’amministrazione Borella si è “persa” sino ad ora? È stata infatti posizionata proprio dove dovrebbe (il condizionale è d’obbligo…) passare la ciclabile ed il relativo marciapiede. Come si farà?

Per posare invece quella in viale Martiri della Libertà, è stata eliminata la siepe che circondava il giardino pubblico, rendendolo così meno sicuro per i bambini. Inoltre, la nuova pensilina è posizionata su una piattaforma rettangolare in cemento, riducendo (seppur di poco) la superficie drenante che a Lissone è già al minimo storico.

Insomma, due opere necessarie ma che, così realizzate, pongono interrogativi e riflessioni. Di questo passo, l’ultimo anno amministrativo della giunta Borella potrebbe essere peggio dei primi quattro…

E il Presidente? Muto!

Il Presidente della Commissione Urbanistica e Territorio – Carraretto – ha firmato la convocazione per lunedì 13 aprile, alle 20:00, nell’aula del Consiglio Comunale. Ricordiamo che della precedente convocazione e del suo successivo annullamento, ne avevamo già scritto alla fine di febbraio.

Il problema è stato che l’orario della convocazione (ore 18) era stato contestato da tutti i Commissari, sia per gli impegni di lavoro che per consentire ai cittadini interessati di poter partecipare. Ma, nonostante questo, il Presidente aveva pensato bene di convocarla comunque alle 18, salvo poi annullarla successivamente per l’annunciata assenza dei Consiglieri partecipanti…

Secondo la nostra ottica, è Pedemontana che, intervenendo in modo così pesante e devastante sul nostro territorio, deve essere disponibile e a disposizione dei rappresentanti nominati dal Consiglio Comunale, e non viceversa. Abbiamo già detto della inadeguatezza del Presidente, e questa ne è una conferma, nonostante le giustificazioni dei colleghi di maggioranza.

In ogni modo, lunedì 13 avremo la possibilità di verificare con i Tecnici di Pedemontana lo stato di fatto, il cronoprogramma dei lavori, i prossimi interventi, anche quelli mitigatori. Sarà anche l’occasione per ascoltare ciò che la dirigenza ed i tecnici di Pedemontana avranno da comunicare alla città. I problemi ci sono e sono molti, e dal nostro punto di vista l’Amministrazione deve poter dire la sua, così come la Commissione e i cittadini.

Nessun pregiudizio ma nemmeno nessun timore riverenziale. L’opera si sta inserendo – e “per sempre” – nel nostro territorio: dovrà farlo nel modo meno traumatico possibile e costituirà una nuova lettura del paesaggio, del trasporto su gomma, della viabilità e della mobilità locale e non. Quindi ben venga la Commissione con Pedemontana, ben venga la discussione e l’incontro, finalmente!

E il Presidente? Muto!

Pedemontana: i commissari l’hanno vinta. Posticipato l’orario della seduta pubblica (Giornale di Monza – 7 apr 2026)

Pasqua 2026

Che quest’anno la santa Pasqua sia portatrice di pace e serenità, per ciascuno di noi e per il mondo intero. Ne abbiamo
un gran bisogno.
Auguri di buona Pasqua a tutti i lissonesi!

Forza JIT!

Da oggi, e fino al 6 aprile, a Lissone si respirerà un’aria “internazionale”: inizia lo JIT, Junior international Tournement! Un torneo di 12 squadre di basket di giovani atleti, rappresentanti di quella voglia di stare assieme e vincere che porta con sé entusiasmo, colore ed energia positiva.

Lo JIT 2026 – organizzato da APL Lissone – prenderà il via oggi alle 19:30 con un’amichevole che si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport della Città di Lissone, in via Di Vittorio.

Questo torneo è anche un’occasione di incontro tra culture e consuetudini diverse, un prezioso momento di confronto e scambio sia per chi ospita gli atleti che per chi è ospitato. Un evento e un clima educativo anche per i “piccoli”, che osservano e respirano l’aria dei “grandi”, atleti italiani e stranieri.

Il Palazzetto, il PalaFarè e la palestra della San Mauro saranno tirate a lucido per l’occasione, con il classico gran finale del lunedì di pasquetta alle 17.

Dobbiamo essere orgogliosi di organizzare e ospitare questo Torneo, che nel nuovo Palazzetto ha proprio trovato la sua giusta collocazione. Anche in questo caso, le scelte effettuate nel passato sono state un giusto l’investimento per un presente e un  futuro migliore.

Il cantiere fantasma

Abbiamo letto con interesse sul Cittadino di sabato 28 marzo l’editoriale “Quando un cantiere salva il consenso” e, all’interno, un’intervista al leghista Matteo Lando, capo della maggioranza lissonese.

Lando parla di risultati e progetti e confronta questi “suoi” 4 anni con i precedenti della Giunta Monguzzi: accenna alle caldaie, alle asfaltature e, naturalmente, alla Piazza del mercato. Un’intervista a tratti tragicomica.

Lui, che aveva annunciato l’inizio dei lavori subito dopo la Sagra paesana (ottobre 2025) e a tutt’oggi nulla si è visto.
Lui, che ignora o finge di non sapere dei progetti che sono stati accantonati dalla attuale Giunta. (Uno di questi, ad esempio, prevedeva in oltre dieci immobili comunali (tra i quali le scuole) la sostituzione delle caldaie in bando project. Si tratta del progetto “Territori Virtuosi 2”, con appalto già assegnato al vincitore e poi invece abbandonato…)
Lui che cita come “suo” risultato il ritorno del Centro Psico Sociale a Lissone: evidentemente non lo sa chi lo riporterà, davvero, in città.
Lui, che si vanta delle opere di riqualificazione dei giardini pubblici: in effetti sono quelle che arriveranno come compensazioni di Pedemontana.

Insomma, Lando è un politico imbarazzante, che cita risultati e progetti non suoi, alcuni nemmeno iniziati, altri nemmeno progettati.

Fuori posto e inopportuno riteniamo sia anche il confronto con il secondo mandato dell’amministrazione Monguzzi, sia per i lavori eseguiti che per le opere progettate ed ora in conclusione.

Certo che è difficile confrontarsi con questa amministrazione, pare che lì la memoria (uffici inclusi) sia proprio una “merce rara”.

Il (poco) verde di Lissone

Nel “Question Time” del 6 marzo, abbiamo sottoposto all’Amministrazione un’interrogazione sull’argomento “Piantumazioni e cura del verde pubblico” e abbiamo ricevuto la solita risposta “politica”. Questa la situazione del verde nei giardini delle scuole comunali: alla data del 6 marzo, 25 erano gli alberi che erano stati abbattuti: alcuni definiti stentati, senescenti o deperiti, altri perché” cresciuti in zone che interferiscono con manufatti” oppure “per prevenire danni a manufatti”. Oltre a questo, sono ancora previsti “lavori di abbattimento degli alberi ad alto fusto presso il giardino della Scuola Elementare MORO”; il numero delle “vittime” non è stato precisato.

Logiche di sicurezza, giuste, ma anche affiancate da logiche di svogliata manutenzione: la manutenzione “costa” in termini di impegno e di spesa, quindi la cosa più semplice da fare è abbattere.

Con un appalto ad hoc, il Comune sta “ripulendo” i giardini delle scuole lissonesi, senza che nessuno ne sappia nulla e lontano anni luce dal “sentire” dei cittadini. Cittadini e genitori più che perplessi, si pongono domande e ci chiedono, imbarazzati, se noi ne sappiamo qualcosa. Per questo abbiamo posto le domande a chi di dovere.

Abbiamo ricevuto una risposta puntuale sulle piante già tagliate, un po’ più generica sui prossimi tagli alla scuola Moro (quanti alberi ad alto fusto saranno tagliati?) e assolutamente sfuggente e generica, invece, per quanto riguarda la ripiantumazione: tempi, luoghi e stanziamenti necessari.

Si dice: verranno messe a dimora lo stesso numero di piante, in parte nei giardini scolastici e in parte “altrove”, la piantumazione avverrà “in seguito” e “le somme previste per la piantumazione risultano ancora da impegnare”… Tradotto: si comincia a tagliare, poi si vedrà…

Forse agli Uffici ed alla politica poco importa della ripiantumazione, forse si sconta il grande lavoro degli Uffici, impegnati in altri ambiti a seguire altri progetti. La coperta è sempre corta, si sa, ma a Lissone siamo messi proprio male. E i cittadini lo sentono e lo vedono: poca cura del verde, abbattimenti, trascuratezza e sporcizia; niente di incoraggiante. Nel 2027, dal canto nostro, ci sarà di rimetterci prioritariamente mano…

DOMANDA: Piantumazione e cura del verde pubblico
RISPOSTA: Relatore: assessore Oscar Bonafè

Un NO forte e chiaro

Il primo dato significativo di questa consultazione referendaria è stata la grande affluenza alle urne, in controtendenza rispetto all’andamento delle ultime tornate elettorali. Speriamo proprio che il dato del 59% di elettori indichi l’inizio di una nuova stagione di impegno civile e consapevolezza del voto.

Gli Italiani hanno quindi detto NO alla riforma della Giustizia, così come è stata proposta e come è stata presentata. I sostenitori del SÌ – Premier, Ministri, politici e commentatori vari – hanno spesso parlato a sproposito, utilizzando esempi fuori luogo (pedofili, bambini, delinquenti, mafiosi) e situazioni che nulla avevano a che fare con il quesito referendario.

L’Italia ha detto NO, contro i potenti di turno (Governo, Reti televisive, organismi vari) e contro una campagna per il SÌ che ledeva l’intelligenza dei cittadini… Non è servito eliminare per 20 giorni le accise, non è servito “far finta” di essere distanti da Trump e non è servito neppure richiamare i fedelissimi a scambi clientelari.

Un voto, quello espresso dai cittadini, che manda un messaggio chiaro, alla Premier in primis. Noi ci siamo, noi votiamo, noi ci informiamo e la “Giustizia”, modificata con questa approssimazione e con questa evidente malafede, non si tocca.

Arriveranno le precisazioni e le minimizzazioni ma l’importante è che ora si riparte e i politici, volenti o nolenti, dovranno farsene una ragione. La strada che doveva “scardinare” la Costituzione e portare al premierato è stata bloccata.

L’Italia s’è desta, di nuovo!

La memoria selettiva

Durante il prossimo Consiglio comunale, non mancheranno le commemorazioni per Umberto Bossi e, come sempre accade in questi casi, ascolteremo parole solenni, elogi e ricostruzioni indulgenti. È giusto così: la morte di una persona merita sempre rispetto. È umano, ma non è sufficiente, perché il rispetto non può trasformarsi in rimozione della memoria.

Perché Bossi non è stato solo un carismatico protagonista politico ma è stato il principale artefice di una stagione che ha diviso il Paese, legittimando un linguaggio fatto di contrapposizioni, slogan identitari e ostilità verso intere parti d’Italia.

È stato il tempo dei cori contro il Sud, delle ampolle del Po, di una cultura politica che ha contribuito a cambiare il linguaggio pubblico, rendendolo più aggressivo, più semplificato, più incline alla costruzione sistematica di un “nemico” utile al consenso.

Non si può nemmeno dimenticare come quella stagione si sia chiusa: tra scandali, inchieste, un progressivo svuotamento di credibilità e le contraddizioni di un progetto che, nel tempo, ha smarrito sé stesso.

Viene poi spontaneo pensare alla Lega dei giorni nostri: il suo attuale “sostituto” incarna proprio ciò che la “Lega di Umberto Bossi” combatteva: il centralismo, il potere a tutti i costi, l’inciucio continuo (vedi Vannacci). La Lega attuale è la degenerazione della Lega Nord di Bossi e Maroni, quella nata nei paesini e che, bene o male, diede voce a molti cittadini.

Il rispetto per la morte di una persona è doveroso, ma ricordare una figura pubblica significa tenerne insieme tutte le dimensioni: non solo quelle che fanno comodo oggi, ma anche quelle che interrogano, che dividono, che chiedono una riflessione.

Per questo, mentre ascolteremo parole di elogio – prevedibili e legittime da parte di chi ne condivide la storia politica – crediamo sia doveroso, per chi ha una visione diversa, non rinunciare a un esercizio di memoria critica.

La memoria, quando riguarda figure pubbliche di questo peso, non può essere selettiva.

Il preavviso

Complimenti all’assessore Gianfilippo Alibrandi per la sua ottima memoria!  “Fin da subito la data mi è sembrata strana, ma prima di parlare ho voluto sincerarmene” ha dichiarato al Giornale di Monza, pungolando il nostro consigliere Marino Nava che, durante il Consiglio comunale del 6 marzo scorso, aveva indicato il 13 febbraio 1926 (anziché il 3 agosto 1926) come data della fondazione della OEB.

Ne avevamo scritto qui, abbiamo riascoltato la registrazione ed – effettivamente – veniva citato il 13 febbraio. Probabilmente Nava è stato tratto in inganno da una informazione reperita sul web (Il 13 febbraio 2026 l’azienda ha ricordato Giannantonio Brugola …nel contesto dell’anno del centenario dell’azienda) e quindi – per tramite nostro – il Consigliere si scusa per l’errore.

Però, ci piacerebbe che – grazie alla sua formidabile memoria – l’assessore al Commercio e alle Attività produttive si ricordasse anche dei commercianti e degli imprenditori lissonesi, visti gli scarsi risultati finora ottenuti.

Chissà che – ora che lo abbiamo allertato – il 3 agosto l’assessore ci stupisca! Noi speriamo in qualcosa di meglio del suo primo Natale, dei suoi FUORISALONE e degli ormai triti e ritriti street food…

Vedremo se, grazie anche agli ottimi rapporti con OEB, riuscirà ad organizzare qualcosa di buono, per la OEB e per la città. Ora Alibrandi ha persino ricevuto il preavviso!

Perché NO

Quello di oggi è un vero e proprio invito ad informarsi. Nelle scorse settimane siamo stati in piazza e abbiamo constatato che molti, purtroppo, confondono il Referendum con una sorta di sondaggio: Meloni SÌ, Meloni NO.

Tifoserie contrapposte che ultimamente sui social trovano spazio, con personaggi discutibili e macchiette al limite della tragicommedia. L’ultimo, ad esempio, ha invitato ad utilizzare il “solito metodo clientelare” per portare voti al SÌ. Detto così, come se fosse una cosa normale (ma forse per lui lo è).

Il Referendum del 22 e 23 marzo mette in gioco le regole democratiche fissate nella Costituzione, l’indipendenza della Magistratura e la politica vorrebbe metterci “lo zampino”.

In questi giorni si sente di tutto e di più: qualcuno parla di riforma epocale della Giustizia, qualcuno sostiene che ora la Giustizia non funziona e quindi voterà SÌ…

Allora noi invitiamo tutti, indecisi e non, a partecipare all’incontro di giovedì 19 durante il quale si entrerà nel merito del Referendum, delle riforme proposte e delle conseguenze del risultato.

Il voto al Referendum è importante: non va sprecato e non va svilito. E, informandoci, il nostro voto sarà anche più consapevole.