Il prossimo Consiglio

Domani, giovedì 22 gennaio, si svolgerà il primo Consiglio comunale del 2026. Come sempre, a partire dalle 20:30, sarà possibile seguire i lavori anche da casa e ascoltare e verificare l’andamento della politica locale. Questa volta l’ordine del giorno è breve, ma sostanzioso

Dopo le consuete “Comunicazioni” di Assessori e Consiglieri, andrà infatti in discussione il DUP (Documento Unico di Programmazione), il documento che elenca e sancisce gli obiettivi dei singoli assessorati e dell’Amministrazione Borella. Azioni, settori e servizi e anche opere e passi per raggiungere gli obiettivi. Un momento di confronto e discussione per sapere su cosa la Giunta viene impegnata e quali visioni ha per Lissone.

In un periodo dove la distanza tra cittadini e politica è sempre più grande (grazie anche agli esempi nazionali e mondiali), noi cerchiamo di dare il nostro contributo richiamando anche alla partecipazione consapevole, seppure se a distanza. A chi invece volesse essere presente in Consiglio, ricordiamo che ora non si può bere neppure un caffè visto, che la concessione del bar è scaduta

L’invito è quello di “partecipare” comunque, perché solo così, rendendosi conto dei temi e delle prospettive, si potrà in futuro premiare, o meno, la classe di amministratori che ora governa la nostra città.

E che sia un buon Consiglio!

 

Bentornato falò di Sant’Antonio!

Quest’anno è tornato il Falò in piazza Mercato! Una tradizione lissonese che – dopo il Covid – rischiava di perdersi, è ritornata grazie agli ALPINI lissonesi. Grazie infatti all’impegno del sodalizio cittadino, ritrovarsi sabato sera intorno al fuoco è stato un momento aggregativo importante e ha regalato un’emozione a grandi e piccini.

Moltissimi i cittadini che, in rispetto della tradizione contadina, propiziatoria di buoni auspici, hanno voluto assistere all’accensione del fuoco. Quest’anno Sant’Antonio, protettore degli animali e simbolo di purificazione, ha fatto il pienone! Molti hanno anche assaggiato il risotto con la luganega, cucinato e offerto degli Alpini sotto i classici gazebo blu.

Purtroppo, questa sarà forse l’ultima volta che la piazza del Mercato ospiterà il Falò. È in corso infatti il bando per la riqualificazione della Piazza, che sarà rifatta e “snaturata” rispetto ad alcuni utilizzi attuali.

Comunque, complimenti ai mitici organizzatori, gli “Alpini di Lissone”, per questa edizione 2026 e un plauso anche agli altri protagonisti della manifestazione: la Banda Santa Cecilia, la Pro Loco, il Circolo Fotografico F64 e le altre associazioni presenti. Complimenti a tutti!

Un cimitero migliore?

Dopo l’affidamento che è partito il 1° gennaio 2026, il servizio cimiteriale di Lissone migliorerà. Lo afferma pubblicamente l’Assessore incaricato, Gianfilippo Alibrandi. In effetti, negli scorsi mesi si sono evidenziate problematiche di vario tipo: da un increscioso episodio di attesa di ore per la tumulazione, alla carenza di posti liberi a terra (tanto da dover creare in fretta e furia nuove postazioni laterali), ma anche disservizi “già previsti” legati al fatto che l’unico dipendente comunale del Cimitero è prossimo alla pensione. Certo, con queste premesse il servizio non potrà che migliorare!

Ma alcuni dubbi restano: ricorderete che avevamo chiesto conto delle cifre espresse nei conteggi, avevamo anticipato come ci fosse la necessità e la richiesta di avere “tombe di famiglia”, e chiesto della gestione delle “cappelle gentilizie” di privati poste sul terreno del Cimitero.

Avevamo anche criticato l’assegnazione ad un ente terzo della gestione del Cimitero, con le relative decisioni, tariffe e scelte strategiche. Una scelta fatta dall’Amministrazione senza nessuna condivisione politica.

Qualcuno, dai banchi della Giunta e della Maggioranza, diceva speranzoso: “vedrete, si presenteranno molti operatori e con le migliorie sceglieremo un ottimo servizio-gestore.” Bene, si è presentato un unico operatore e quindi nessuna miglioria, solo economia già fissata.

E allora ci domandiamo se i cittadini lissonesi approvino la decisione di esternalizzare i servizi cimiteriali, se quelli che parlavano di “tombe di famiglia”, siano soddisfatti visto che, per almeno 15 anni, non saranno realizzate, e se quei Consiglieri che hanno votato per l’interesse pubblico siano consapevoli dell’interesse votato.

Da parte nostra, vigileremo, senza alcun pregiudizio nei confronti dell’assegnatario. Questo è il ruolo che svolgiamo e, visto che spesso riceviamo segnalazioni e lamentele, continueremo ad esercitarlo. Con buona pace di Roberto Perego, di Gianfilippo Alibrandi e dei loro colleghi che passeranno alla storia lissonese come “coloro che hanno esternalizzato il servizio cimiteriale per 15 anni”. Il tempo dirà se sarà stato un bene o un male.

A volte ritornano

Ci risiamo. Sabato 17 gennaio l’Assessore allo street food e mercatini “sovracomunali” Alibrandi ci delizierà con una delle sue iniziative: ci riprova con gli ambulanti di Forte dei Marmi. Il mercato – con marchio registrato – arriverà di nuovo in città. Questa volta si svolgerà in via Don Minzoni e limitrofe, che ospiteranno “una boutique a cielo aperto” con orario continuato dalle 8 alle 19.

L’Assessore Alibrandi dovrebbe realizzare che il suo lavoro sarebbe quello di agevolare i commercianti locali, non quello di portare in città nuovi player e competitors. Con lo street food regionale insiste e con iniziative come questa crea di fatto un secondo mercato dell’abbigliamento, in diretta concorrenza con i negozi locali.

Lui, che in Consiglio comunale è sempre molto fiero quando comunica l’apertura di nuovi negozi, tace invece quando in città i negozi scompaiono… Con la fine dell’anno, parecchi sono i negozi che hanno abbassato la saracinesca: ad esempio un’edicola, un bar (2 con quello del Comune), una macelleria… Ma l’Assessore pare non accorgersi. Eppure basterebbe, un pomeriggio, passeggiare in via Loreto e limitrofe, in Piazza Libertà, via Manzoni… Il salotto di Lissone è sempre più in declino.

Ora i commercianti “agevolati” sono quelli che vengono da fuori, quelli locali devono arrangiarsi. Ricordiamo anche che, qualche mese fa, il presidente dell’Associazione dei Commercianti del Centro ha dato le dimissioni.

Insomma, nel prossimo Consiglio comunale Alibrandi ci dirà che noi siamo in malafede, che siamo i soliti criticoni, che i mercatini si facevano anche gli anni scorsi… Vero, ma ricordiamo che non si faceva solo quello: c’erano le feste locali, le iniziative nel centro città, con una scaletta di iniziative programmate e strutturate. Tutte cose che Alibrandi non sa.

Allora tutti pronti sabato 17 per il classico selfie, con buona pace dei commercianti di Lissone.

Chiude il bar del Comune

Con amarezza – ma senza alcuna sorpresa – apprendiamo che il servizio bar all’interno del Municipio di Lissone cessa la propria attività. Il contratto quinquennale con il gestore uscente è giunto a scadenza e il nuovo bando di concessione è andato deserto. Nessun candidato, nessuna proposta, nessuna continuità.

Si dice – e l’ipotesi appare tutt’altro che peregrina – che il bando presentasse condizioni talmente rigide da scoraggiare qualsiasi potenziale gestore dotato di un minimo di buon senso imprenditoriale. Ma il punto politico non è questo, o almeno non solo. Il punto è che oggi Lissone perde un altro presidio di vita quotidiana, e lo perde per una scelta amministrativa, non per una fatalità. Un bar comunale non è semplicemente un luogo dove si consuma un caffè: è uno spazio di relazione, di incontro informale tra cittadini, dipendenti comunali, amministratori, anziani che trovano lì un momento di socialità. È una piccola ma significativa infrastruttura civica.

La sua chiusura si aggiunge a un quadro già preoccupante: negozi che abbassano le serrande, attività storiche che rinunciano perché non più sostenibili, un centro cittadino che lentamente si svuota. Ogni chiusura, presa singolarmente, può sembrare marginale. Sommate, invece, raccontano una città che fatica a restare attrattiva e viva.

Quando un bando pubblico va deserto, l’Amministrazione dovrebbe interrogarsi seriamente sul perché. Se ciò non avviene, il sospetto è che ci si rifugi dietro la burocrazia per non assumersi responsabilità politiche. Le regole sono uno strumento, non un fine. Quando diventano un ostacolo anziché un’opportunità, il risultato è sotto gli occhi di tutti: spazi chiusi, servizi persi, occasioni mancate.

Qui non siamo di fronte a un incidente di percorso, ma all’ennesimo segnale di una gestione che fatica a tenere insieme regole e realtà. Una città non si misura solo dai grandi annunci o dai rendering futuribili, ma anche – e forse soprattutto – dalla cura dei suoi spazi quotidiani. E su questo terreno, purtroppo, l’Amministrazione continua a mostrare crepe sempre più evidenti. Perdere il bar del Municipio è un piccolo segnale, certo, ma di quelli che indicano ancora una direzione sbagliata.

Dobbiamo tutti chiedere all’Amministrazione comunale di:

  • rendere pubblica una valutazione politica delle ragioni per cui il bando è andato deserto;
  • rivedere in tempi rapidi le condizioni della concessione, eliminando eventuali vincoli sproporzionati;
  • valutare soluzioni transitorie che consentano di non lasciare il Municipio privo di questo servizio per mesi, se non anni.

Non per fare un favore a qualcuno, ma per restituire alla città un servizio minimo e un luogo di relazione che non avrebbe mai dovuto essere messo a rischio.

Lissone: super affitto per il bar del Comune, canone da 275mila euro (IlCittadinoMB.it – 4 nov 2025)

Lissone, chiude il Bar del Comune: prima si serviva il caffè, ora solo l’amaro… (IlCittadinoMB.it – 10 gen 2026)

Il Marchese Oscar

Che triste immagine… Il Vicesindaco della seconda città della Brianza deriso e “simpaticamente” paragonato dalla stampa locale, anche come immagine, al famoso “Marchese del Grillo”.

Nel celeberrimo film il regista Monicelli costruisce l’altra faccia del borghese meschino e giustiziere, attraverso la caricatura di un nobile arrogante e precursore della decadenza romana. Colto ma volgare, prevaricatore e crudele, Onofrio del Grillo è tra le maschere più riuscite interpretate da Alberto Sordi.

Indimenticabile è lo slogan secondo il quale: “io so’ io e voi nun siete un cazzo!”. Il duo Monicelli-Sordi lo ha fatto passare alla storia come il motto che evidenzia privilegi ed iniquità sociali. (Slogan tanto caro al Consigliere Bertolini che, quando non è ascoltato o non riceve risposte, lo cita spesso in Consiglio per accusare chi ha potere, oggi a Lissone).

Ma come mai il Giornale di Monza paragona ironicamente il Marchese al Vicesindaco? Perché il nostro assessore Oscar Bonafè (come in precedenza avevamo già scritto) durante un Consiglio comunale, a microfono aperto, si è lasciato sfuggire la considerazione che ha dei Consiglieri di minoranza e in generale, forse, di chi non ha potere.

In passato aveva già mostrato una certa insofferenza alle domande, alle critiche e alle richieste di approfondimento ma mai si era lasciato andare a simili considerazioni, offensive e lesive della dignità della minoranza e del Consiglio stesso.

Ora, forte di aver sostituito Camarda, forte di aver portato in Giunta anche la sostituta dell’Assessore Minotti, forse non si è reso conto che quello che stava dicendo non fosse proprio da Oscar… E, secondo l’articolo, nemmeno il fido scudiero, inconsapevole, Marco Fossati.

Ci spiace leggere questi paragoni e ci spiace che l’esercizio del potere sia, ormai, a senso unico. Se chiedi, non sei nessuno; se proponi, vuoi mettere in difficoltà e non sei nessuno, e se non hai potere…”nun sei un cazzo!  Effettivamente… direbbe il Marchese Oscar!

Cosa resterà… del 2025

Nei giorni scorsi, tutti noi abbiamo salutato il vecchio anno; ma cosa ci ha lasciato – amministrativamente parlando – il 2025? L’ultimo anno di “Borella e soci” ci ha lasciato svariati “scivoloni” e tanti momenti bui.

Il primo argomento di cui vogliamo fare memoria è la conclusione della vertenza VEFER. Il Comune ha vinto la causa in corso, nessun risarcimento, nessun danno alle casse comunali. E nessuna rivalsa sulle casse e sulle case degli amministratori della precedente giunta Monguzzi. Svanite, quindi, le speranze di una “vendetta economica” da parte di Sieli, Scotti, Lando e Paninformi. Quest’ultimo – lo ricordiamo – avrebbe gioito a vedere “rovinati” gli ex amministratori, perché lui si reputa “giudice e giustiziere”…

La sentenza definitiva (9 mag 2025)
Avanti, si volti pagina (19 mag 2025)
Le bugie regnano… (3 set 2025)
Cattiveria o incapacità (6 ott 2025)
Bastava leggere (15 ott 2025)

Il secondo argomento che ci pare significativo segnalare è la “scomparsa” del progetto del Monumento ai Caduti della Pandemia, un simbolo di resistenza, di ricordo e di speranza. Il Covid era riuscito ad unire tutti gli amministratori con un voto unanime del Consiglio comunale e con l’impegno a realizzarlo. Anche nel 2025 nulla è successo, anzi: in piazza IV Novembre è stato rimosso persino il propagandistico progetto in miniatura, servito solo a fare la solita foto coi soliti visi orgogliosi e fieri.

Senza alcuna vergogna (23 dic 2024)
Una figuraccia (10 mar 2025)

Il terzo punto è il ruolo svolto dal Presidente del Consiglio Roberto Perego, il peggiore della storia lissonese. Passato da “Tutor” a vero attore dell’azione di maggioranza, ora decide lui tempi, ritmi ed argomenti. I Consiglieri di maggioranza sono stati spesso bacchettati e, tra un turn over e l’altro, sembrano confusi. Un Presidente di parte del cerchio magico di Borella e Bonafè che – seppur tra un litigio interno e l’altro – ha dichiarato che lui non farà mai il Sindaco… In effetti, nessuno ne sentiva il bisogno, essendo quella un’ipotesi surreale, visti anche i risultati…

Basta, Presidente! (14 mag 2025)
Lissone, siamo alla farsa (28 lug 2025)
C’era una volta un presidente civico (5 nov 2025)
Una mozione urgente (15 dic 2025)

In ultimo, ma certo non per importanza, il maxi progetto di riqualificazione del piazzale degli Umiliati (piazza del mercato). È un progetto che non è stato condiviso né con la minoranza né con Cittadinanza ma ha un merito: quello di smentire coi fatti la storiella del fatidico “buco finanziario”. L’opera di riqualificazione, alla fine, costerà oltre 3,5 milioni di euro e richiede quindi casse floride, risorse in parte ricorrente ed in parte capitale disponibili. Il famoso “buco” – poi ridefinito “GAP finanziario” – era evidentemente una grande balla… Lasciando perdere, per ora, l’affidamento (senza gara) del progetto ad uno studio di architettura nel quale lavora la figlia di un candidato della lista civica di Roberto Perego (quello di cui sopra) alla quale è stata affidata la direzione del progetto.

Il più adatto (5 mar 2025)
La giostra dei lavori (17 set 2025)
Le risorse ritrovate (31 ott 2025)
La malafede è a sinistra o a destra? (1 dic 2025)

Insomma, Vefer, Monumento Covid, Presidente del Consiglio, e progetto di piazzale degli Umiliati: chiudiamo così, solo per ora, il 2025…

Non è un buon inizio

In questi primi giorni dell’anno, il nostro bosco urbano si presenta così:

Lissone - Rifiuti bosco urbano

Segno emblematico di noncuranza del bene comune, disprezzo per la salvaguardia dell’ambiente, attenzione unicamente al proprio bisogno ed interesse, arroganza e prepotenza di chi si sente “padrone del mondo”.

Il gesto scellerato di una persona vanifica il lavoro continuo e progettuale di tanti e questo provoca rabbia, disagio e intolleranza.

Noi continueremo a lavorare per la difesa e la protezione dell’ambiente e del suolo, che riteniamo fondamentali per la salute personale e della terra.

A chi di dovere, ribadiamo con forza che occorre contrastare e sanzionare simili pratiche.

Natale 2025

Il Natale spesso è una festa rumorosa: ci farà bene stare un po’ in silenzio, per sentire la voce dell’amore.

Papa Francesco

Ai nostri lettori e alle loro famiglie un augurio speciale: che siano questi giorni di pace e serenità.
Buon Natale a tutti e arrivederci a presto, sempre dalle pagine del nostro sito.

“Voi non siete nessuno”!

Nel Consiglio comunale della scorsa settimana, durante la discussione della Mozione Urgente, il vicesindaco e architetto Oscar Bonafè ha espresso il suo pensiero, affermando pubblicamente quella che, evidentemente, è la sua VERITÀ, una verità nuda e cruda.

A microfono aperto, in presenza di Consiglieri di maggioranza e minoranza, dei colleghi assessori, della sindaca, di alcuni cittadini e di 85 lissonesi collegati a distanza, rivolgendosi ai gruppi di minoranza ha proprio detto:VOI NON SIETE NESSUNO”.

Sì, “Voi non siete nessuno”! Una frase violenta ed umiliante e che, visto il suo ruolo, è ancora più grave. Non è la prima volta che il Vicesindaco, candidamente, sferra attacchi e pugnalate vere e proprie. D’altra parte, chi comanda a Lissone (Borella-Perego-Bonafè) è un cultore della ripicca continua e della rivalsa perenne.

Il consigliere Marco Fossati, che evidentemente non ha capito molto della situazione, ha addirittura percepito che, con la nostra Mozione, volessimo mettere in mora l’Amministrazione. Nessun altro della Maggioranza (oltre a Fossati) ha parlato, non avendo nessuna voce in capitolo e non avendo nemmeno memoria storica. Consiglieri che non conoscono il passato, animati da una continua voglia di ripicca, spesso in malafede e arroganti.

Noi siamo scandalizzati dall’arroganza e dalla superficialità di Bonafè. I nostri consiglieri erano candidati e sono stati eletti, mentre Bonafè è espressione di un’area geo-politica e quindi non ha avuto nemmeno bisogno di candidarsi: aveva la poltrona già pronta.

I nostri elettori, quindi, hanno votato NESSUNO, hanno delegato a rappresentarli NESSUNO. Allora gli elettori stessi, sono NESSUNO?

Ecco perché la politica continua a perdere credibilità. Ecco perché presto servirà “cambiare aria” in città. A Lissone non servono assessori arroganti, che lavorano per ripicca, che sminuiscono gli altri e che tendono a travisare i fatti. Amici di amici, indicati da fuori, che non conoscono studi professionali, che credono che il Fuori Salone sia un ambiente e che la minoranza vada calpestata. Ne riparleremo presto.