La circolare ludica

Segnaliamo oggi una sorprendente circolare che lunedì 12 ottobre il Preside dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Europa Unita” di Lissone ha indirizzato “agli studenti, alle loro famiglie e a tutto il personale”. Di solito, i Dirigenti scolastici si occupano della gestione amministrativa e didattica della scuola, della sicurezza e del coordinamento del personale docente e ATA.

Questa volta invece si è andati oltre: nella circolare il Preside ha fatto “promozione” degli eventi promossi dall’Amministrazione per la Festa patronale, dando un particolare risalto al concerto di Fabio Rovazzi del 17 ottobre, con tanto di link per la prenotazione e per il calendario completo degli eventi!

Sabato 17, quindi, tutti gli studenti in piazza a ballare con Rovazzi!
Oltre al fatto che il concerto avrà sicuramente un costo rilevante per le casse comunali (ma di questo ne riparleremo), troviamo quantomeno inusuale il contenuto di questa circolare che, invece di trattare di questioni che riguardano l’Istituto o la didattica, avalla e fa propria una scelta del Comune di Lissone e invita a partecipare alle manifestazioni correlate, al concerto di Rovazzi in particolare.

Lo stesso giorno, un altro Istituto lissonese ha emesso invece una più sobria circolare in occasione della festa patronale.

Altrove: dal Congo di Luca Attanasio all’Africa che cambia

“Altrove” è una parola che può significare molte cose. Può indicare un luogo lontano, ma anche la volontà di guardare oltre ciò che conosciamo. È proprio “altrove” che ha portato il pubblico la prima serata dell’omonima rassegna culturale, organizzata dal Comune di Lissone nella Biblioteca civica e dedicata a Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, ucciso il 22 febbraio 2021 insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo.

A raccontare Luca è stato innanzitutto il padre Salvatore, partendo dal ragazzo caparbio che riuscì ad arrivare alla Bocconi, laureandosi con lode e che lasciò un lavoro avviato verso una brillante carriera per dedicarsi agli studi diplomatici. Una scelta che avrebbe segnato tutta la sua vita professionale, fino all’incarico di ambasciatore in Congo.

Poi il racconto è diventato quello di un Paese. Evelyne Kasongo, giovane attivista congolese per i diritti umani residente in Italia, ha ripercorso la storia coloniale e le drammatiche condizioni della Repubblica Democratica del Congo. Un territorio vasto circa otto volte l’Italia, con una ricchezza mineraria straordinaria e una popolazione ancora segnata da estrema povertà, sfruttamento e violenze. Coltan, cobalto, rame, oro, sono risorse indispensabili anche per la tecnologia che utilizziamo ogni giorno, ma che troppo spesso non hanno prodotto benessere per chi vive sopra quelle ricchezze.

Evelyne ha ricordato anche le atrocità subite dalle donne e la violenza utilizzata nei conflitti come strumento di sopraffazione. In questo contesto, ha sottolineato il valore dell’impegno di Luca Attanasio, diplomatico che aveva scelto di conoscere da vicino la realtà del Paese e di occuparsi concretamente delle persone che lo abitavano.

È stato quindi ancora Salvatore Attanasio a tornare sulla morte del figlio e sulle domande che, dopo oltre cinque anni, attendono ancora risposta. Ha contestato la ricostruzione di un semplice tentativo di sequestro, richiamando testimonianze e perizie che, a suo giudizio, delineano una vicenda molto più complessa. Ha parlato dei procedimenti giudiziari: quello celebrato in Congo, nel quale lo Stato italiano si costituì parte civile e che portò alla condanna all’ergastolo di sei cittadini congolesi e quello italiano, conclusosi nel 2024 con un non luogo a procedere per il riconoscimento dell’immunità funzionale a due funzionari del Programma alimentare mondiale. In Italia lo Stato non si costituì parte civile e non chiese la revoca dell’immunità. Ancora oggi non esiste una risposta giudiziaria definitiva sui mandanti e sulle ragioni dell’assassinio.

La domanda di una signora del pubblico ha infine aperto un’ultima prospettiva. Evelyne ha raccontato di un’Africa che sta cambiando rapidamente, sempre meno disposta ad accettare i rapporti di dipendenza del passato e sempre più alla ricerca di nuovi interlocutori. Cina e Russia – ha spiegato – stanno aumentando la propria presenza economica nel continente, sfruttandone come altri le immense risorse ma offrendo, nella sua lettura, anche occasioni di sviluppo e maggiore autonomia.

Uno scenario sul quale si può discutere, ma che i cambiamenti geopolitici di questi anni rendono tutt’altro che improbabile. Forse è proprio questo il significato più interessante di “Altrove”: partire dalla storia di un uomo, attraversare la tragedia di un Paese e finire per guardare un mondo che sta cambiando.

Il salto della quaglia

Oggi vi raccontiamo di un politico lissonese che questa settimana ha fatto  “il salto della quaglia”, come si usa dire di un parlamentare o un amministratore che cambia partito o schieramento nel corso del suo mandato.

Da Lissone in Movimento – lista civica nata per intercettare il voto di centro di chi non voleva dare il proprio voto a Berlusconi e alla destra – il nostro presidente del Consiglio Roberto Perego ha deciso di “cambiare casacca” ed è entrato a far parte di Forza Italia. Ha così rinnegato la sua (e anche di altri) creatura, comunicando il suo “salto” via PEC, come se nulla fosse. Un “salto della quaglia” che per alcuni è incomprensibile ma che presto sarà più chiaro.

Manco a dirlo, anche questa volta l’avevamo previsto” ipotizzando già da tempo che Perego avesse mire più alte. E comunque, ora si posiziona più a destra, altro che moderato… Tradire la fiducia di chi lo ha votato – a maggior ragione perché era in una lista civica – forse non è un problema per chi è già passato da Alleanza nazionale e dalla Lega.

La sindaca Borella, che non controlla più la sua maggioranza, ne ha preso atto e gli altri partiti di coalizione pure. Di questi tempi ognuno ha i propri grattacapi interni: la Lega, viste le misere percentuali e i grattacapi per il “Capitone” e Fratelli di Italia per lo spauracchio di Ruggero Sala, pericolosa incognita.

Forza Italia, invece, sembra ne esca rafforzata dall’ingresso di Perego, ma noi non lo crediamo affatto anche perché lui “andrà lì a comandare” e presto presenterà il conto, vedrete. Chissà che non ci sia una sua prossima autocandidatura, in barba al “selfie man” Camarda…

Per ora, un “in bocca al lupo” a Perego e anche alla sua ex lista civica, ormai orfana delle due “colonne” Roberto Perego e Daniele Fossati (del quale aspettiamo notizie…) che lasciano i cittadini elettori di “Lissone in Movimento” senza rappresentanza in Consiglio comunale, in barba a tutto e a tutti.

Ormai mancano pochi mesi alle elezioni, e forse Perego avrebbe potuto aspettare a cambiare casacca… ma di questi tempi sembra sia tornato di moda il tormentone di Rovazzi: Andiamo a comandare!

Andiamo a comandare!

Udite udite! Sabato 17 ottobre si esibirà a Lissone il cantante ROVAZZI! Sì, proprio lui, quello famoso che ha “spaccato” con il brano “Andiamo a Comandare!”.

È questa l’ultima mossa della Giunta per salvarsi dal “flop” della soppressione del Luna Park in occasione della Sagra. A parte i costi – che pare siano non indifferenti – resta la delusione per una Amministrazione che “comanda” e decide in barba a tutto e a tutti. Vanno a comandare…, ma a noi sembrano un po’ stonati.

È stata una decisione fulminea: lunedì 5 ottobre Giunta straordinaria e il giorno seguente Comunicato stampa con il programma delle manifestazioni (già preannunciato da giorni) e articolo sul Giornale di Monza (cartaceo) il giorno stesso. Che efficienza e che tempismo perfetto!

I componenti presenti in Giunta, all’unanimità, hanno approvato il programma e la relativa spesa nel tentativo di salvare il salvabile, sostituendo una consolidata tradizione lissonese (le giostre) con l’esibizione in piazza Libertà del mitico Rovazzi. Il resto del programma sembra un “déjà vu” del FUORI GP 2026 con l’assessore Camarda vero regista della festa (nonostante l’organizzazione delle manifestazioni sia di competenza dell’assessore Alibrandi), visto che sono stati inseriti momenti di sport e di interesse per i giovani.

Gli Uffici hanno preparato tutto in gran fretta per essere pronti prima dell’uscita sui giornali del programma delle manifestazioni per la Sagra. Ma non basterà l’extra spesa per lenire i “mal di pancia” (così il Vicesindaco Oscar Bonafè aveva definito le proteste dei lissonesi) e non basteranno due ore il sabato sera per convincere i cittadini che chiedevano di posticipare l’inizio lavori nella Piazza Umiliati (ormai ex piazzale delle giostre).

Tutto è regolare e tutto rientra nella norma “straordinaria” di chi ha perso il polso della città e forse il buon senso e ancora una volta risulta evidente la distanza della Giunta dai cittadini.

Nell’antica Roma si organizzavano spettacoli al Colosseo per ottenere il consenso della plebe e distrarla dai problemi politici e dalle difficoltà reali. Ora, non sappiamo se in Giunta ci sia uno stratega o uno storico, ma quello che è sicuro sono le date, gli importi, le situazioni e le delusioni.

Faremo subito richiesta di accesso agli atti – anche se ci risponderanno al limite dei 30 giorni – e poi potremo essere più precisi e trasparenti citando documenti, fonti e pareri.

Nel frattempo, alla Festa di Lissone “COL TRATTORE, ANDIAMO A COMANDARE…BUM BUM BUM!”

Annuncio programma manifestazioni per la Sagra di Lissone 2026

Nessuno escluso

Molto presto i cittadini lissonesi si renderanno conto di ciò che l’attuale Giunta e la Maggioranza di destra hanno decretato, tutti insieme e nessuno escluso. Hanno cancellato una delle tradizioni della Sagra più sentite e amate in città: un giro alle giostre e poi la classica passeggiata tra le bancarelle, magari con una frittella o un sacchetto di dolciumi in mano.

La Sindaca, con gli assessori Bonafè e Camarda in particolare, hanno minimizzato il malessere parlando di “un breve mal di pancia”. Ma ora, sui social, il mal di pancia si sta trasformando nella consapevolezza di una decisione subìta e non compresa. “Sarebbe bastato aspettare” é l’obiezione più frequente, ma – decisi e forse ignari delle conseguenze – l’Amministrazione è andata diritta per la sua strada, quella di chi “ha vinto le elezioni e ora decide”, senza se e senza ma. La politica ha deciso e comanda.

Ma poi – vedrete – nessuno sarà responsabile. Tutti diranno “Io? No, mi occupo di sport”. “Io? No, sono ai Servizi sociali”… Insomma, alla fine la colpa non sarà di nessuno.

Invece va detto in modo chiaro: l’Amministrazione tutta è corresponsabile delle scelte e delle tempistiche del progetto di riqualificazione del piazzale degli Umiliati.
E va detto anche che in futuro nulla sarà come prima: saranno ammesse solo giostre “basse” e si comincia a vociferare di spazi ridotti, più ordinati e meno “maranza”…

Ricordiamo che il Luna Park si svolse anche durante la più grande pandemia della nostra storia, seppure con accessi controllati.  Ha resistito persino al COVID, ma nulla ha potuto contro l’amministrazione di Laura Borella.

E chi oggi non è d’accordo con queste scelte e con le modalità con le quali sono state fatte, se lo tenga bene in mente. E nel 2027, quando potrà esprimersi con il voto, agisca di conseguenza, perché senza memoria è tutto molto pericoloso.

Comicità e ironia

Il nostro Presidente del Consiglio ha colpito ancora. Lui, in Consiglio comunale, non sempre equidistante e indipendente dalle parti, ha spesso delle uscite “infelici”.

Questa volta, durante il Question Time del 25 settembre, dopo aver chiesto il grado di soddisfazione ad una risposta, ha dato del “comico” al nostro consigliere Marino Nava.

La risposta all’interrogazione presentata dal Listone, come ribadito durante la replica, era decisamente insoddisfacente e allora alla sua domanda “Mi dica il grado di soddisfazione!”, il nostro Consigliere ha risposto con IRONIA: “In una scala da 0 a 20 sono soddisfatto -40!” e a quel punto il presidente Perego ha dato del “comico” al Consigliere Nava.

Ma la risposta data era “ironica”, non “comica”, perché su certe cose c’è ben poco da ridere. In effetti lo stile sarcastico e ironico di Nava è noto, mentre dobbiamo constatare che il Presidente ironico non lo è per nulla.

Capiamo che rimpianga i “bei vecchi tempi”, capiamo che stia ricercando spazio in un nuovo partito aspirando ad un ruolo di prestigio, ma deve solo aspettare, e non molto: per fortuna presto sarà libero e noi con lui…

Le nostre 4 interrogazioni

Ecco il resoconto delle 4 interrogazioni presentate dal Listone durante il Consiglio comunale del 25 settembre e dedicato al “Question Time”: c’è la domanda, la risposta ed un nostro breve commento.

  • VENDITA DELL’IMMOBILE SCUOLA MATERNA DI VIA PENATI

Domanda 1 – SCUOLA PENATI

Risposta 1 – relatore: assessore Oscar Bonafè

Commento 1 – Ha risposto l’assessore Bonafè (Patrimonio) ma non l’Assessore Lo Faro (Servizi sociali). È stato trattato solo il tema della vendita dell’immobile, rispondendo solamente alla domanda sullo studio peritale di Clusone (BG) che deve stimarne il valore. A brevissimo, venderanno l’ormai ex scuola materna Penati senza discutere e concordare quali servizi e quali esigenze sociali saranno ospitate nell’immobile. Un vero peccato, perché non si è capita la necessità di vendere l’immobile né per quali scopi sarà utilizzata la struttura. Assolutamente insoddisfatti.

  • SITUAZIONE DEL CENTRO SPORTIVO DI VIA DEI PLATANI

Domanda 2 – CENTRO SPORTIVO

Risposta 2 – relatore: assessore Giovanni Camarda

Commento 2 – La Sindaca ha illustrato i lavori in corso come di “ordinaria manutenzione”, ma in verità non lo sono ed anticipano, invece, quelli “straordinari”, senza fidejussioni, senza autorizzazioni e con alcune voci non consentite nel Piano Economico Finanziario che è a supporto dell’intervento. Delusi e insoddisfatti dalle risposte e dal fatto che l’Assessore non fosse presente in aula; a volte sembra che nessuno si faccia carico delle questioni, e si parla come se si fosse lì di passaggio…

  • REGOLE DI UTILIZZO DEL PALAZZETTO DELLO SPORT

Domanda 3 – PALAZZETTO DELLO SPORT

Risposta 3 – relatore: assessore Giovanni Camarda

Allegati: Delibera di utilizzo del Palazzetto dello Sport – Calendario settimanale delle assegnazioni – Tariffe dei Servizi comunali – Calendario delle manifestazioni al Palazzetto dello Sport – Modulo per la concessione dell’utilizzo del Palazzetto dello Sport

Commento 3 – Siamo soddisfatti della risposta e soprattutto degli allegati forniti: costi, servizi, orari, assegnazioni. Purtroppo è ancora lontano l’affidamento della gestione del Palazzetto, che era invece inserita come obiettivo nel Documento Unico di Programmazione. Evidentemente la decisione è quella di aspettare il cambio di Amministrazione.

  • CAMPEGGIO TEMPORANEO DI VIA CILEA

Domanda 4 – CAMPEGGIO TEMPORANEO

Risposta 4 – relatore: assessore Giovanni Camarda

Commento 4 – In occasione del Fuori GP, il Comune ha dispensato delibere e autorizzazioni fulminee, proponendo un nuovo servizio nato dall’iniziativa di un cittadino che ha presentato “autonomamente” una SCIA su un terreno comunale (e teoricamente non disponibile perché in comodato ad un’associazione sportiva). Situazioni al limite che l’assessore – lo ribadiamo: assente! – avrebbe senz’altro potuto spiegare meglio. Ovviamente, non soddisfatti.

 

L’assessore assente

Durante la seduta di Consiglio Comunale dedicata al “Question time” di venerdì 25 settembre (della quale scriveremo a breve) molte questioni riguardavano l’Assessorato allo SPORT. In particolare, 3 delle 4 domande poste dal Listone erano di competenza dell’assessorato allo Sport e alle Politiche giovanili.

Di regola, il calendario delle sedute del “Question time” è fissato l’anno precedente durante una riunione dei Capigruppo: vengono programmate in totale 4 sessioni e le domande devono essere protocollate almeno 20 giorni prima della data di svolgimento.

Il fatto è che, venerdì sera, l’assessore Giovanni Camarda non era presente in aula, neppure in collegamento remoto come sarebbe invece stato possibile. La giustificazione? Un laconico “motivi personali”.

I social dicono che fosse a Catania o dintorni, i beninformati sussurrano anche che fosse in viaggio con un amico DJ, ma questi sono “affari suoi”. Può andare dove vuole, con chi vuole e quando vuole, ma il rispetto per le istituzioni venerdì sera avrebbe imposto la sua presenza, almeno virtuale. E questo non tanto per rispetto verso i suoi Consiglieri – che sono ormai rassegnati al proprio ruolo di votanti seriali – ma verso la città, verso i Consiglieri che pongono domande, verso i colleghi di Giunta, verso Lissone.

Le risposte, scarne e insufficienti, sono arrivate per iscritto, firmate da lui ma illustrate dalla Sindaca Borella. Noi la ringraziamo per lo sforzo, ma le risposte avrebbe dovuto darle e illustrarle lui di persona: sia per dovere che per la conoscenza diretta delle informazioni richieste.

Gli altri assessori “interrogati” c’erano tutti: hanno spiegato e hanno fatto quello che il loro ruolo (e il loro stipendio) richiede. Saranno stati stanchi, scocciati e disturbati? Può essere, ma erano lì e hanno fatto il loro dovere. Anche l’assessora Arrigoni, che non aveva risposte da dare anche se ci è sembrata molto attenta e commentava parecchio – ha rispettato il suo ruolo.

La Sindaca evidentemente non è riuscita ad imporre la presenza (neppure da remoto) ad un suo Assessore e l’assenza per “motivi personali” è in questo caso molto debole, anche se la legge lo consente: nulla da dire sotto il profilo giuridico, ma l’etica comportamentale è cosa diversa.

In questi quattro anni, abbiamo visto di tutto, ma questa assenza su argomenti importanti e sui quali abbiamo sollevato mille dubbi imponeva una gestione diversa: la presenza e una dettagliata spiegazione.

Assessore Camarda, questa volta, sul Question time, hai meritato proprio una secca bocciatura! Presidente Perego, il nostro grado di soddisfazione è: assolutamente insoddisfatti!

Il pesce puzza dalla testa

Una delle conseguenze della (criticatissima) scelta di riqualificare integralmente il piazzale degli Umiliati, è stata lo spostamento – per almeno 280 giorni – del tradizionale mercato del lunedì. La zona prescelta dalla Giunta (via Bernasconi e limitrofe), oltre ad essere adiacente al vecchio Ospedale (oggi Casa di comunità, punto prelievi, ambulatorio e molto altro) è densa di abitazioni, di attività e di forte passaggio. Inutile dire che i residenti e gli artigiani della zona sono oggi soggetti a problemi e pesanti conseguenze di questa scelta.

Pulizia, rifiuti, parcheggi, rumori mattutini, difficoltà di passaggio e – udite udite! – un grande odore di pesce. Proprio così: una situazione insopportabile che ci hanno segnalato, in particolare, su largo Ponchielli.

Chi ha acquistato casa qui, un quartiere residenziale, ora si è ritrovato fisicamente dentro al mercato del pesce! Le bancarelle sono vicinissime alle abitazioni ed emanano odore di fritto e di acqua mista a pesce, con nugoli di moscerini che stazionano sui liquami, anche per giorni. Grazie all’intervento del Comune (Ufficio ecologia) una volta è passata l’idropulitrice di Gelsia, ma non può essere a disposizione ogni lunedì perché è un’attività extra capitolato.

Occorre che l’Assessore Alibrandi (responsabile del trasloco che, secondo Marco Fossati, potrebbe anche essere definitivo) sposti immediatamente il banco del pesce in una postazione che non sia così vicina alle abitazioni. Dove, possiamo suggerirglielo noi, visto che lui proviene da Giussano e forse non conosce bene la zona… Il posto c’è, l’importante è che intervenga e i tempi, se si vuole, possono essere immediati.

Sollecitiamo un veloce intervento e porteremo avanti questa giusta richiesta, sempre al fianco dei cittadini che, anche questa volta, sembra siano loro gli umiliati…

Venite a vedere come si decide

Questa sera, venerdì 25 settembre, alle 20.30 torna a riunirsi il Consiglio comunale di Lissone, questa volta nella forma del Question Time, una seduta nella quale i Consiglieri possono rivolgere domande puntuali all’Amministrazione e ricevere le relative risposte. In piccolo, è lo stesso meccanismo utilizzato alla Camera e al Senato. Un’occasione, quindi, per capire non soltanto cosa decide l’Amministrazione, ma anche come ci arriva.

Il Consiglio comunale è pubblico e può essere seguito anche da casa, in streaming, sul portale del Comune: lissone.consiglicloud.it/home. Noi pensiamo però che, quando possibile, essere presenti di persona abbia un significato diverso. Ascoltare direttamente domande, risposte e discussioni permette infatti di osservare da vicino quei meccanismi politici che spesso, leggendo solo i comunicati o i resoconti successivi, rimangono difficili da comprendere.

Un esempio molto concreto è quello che riguarda il Piazzale degli Umiliati. Le mozioni presentate dalla minoranza – con le quali si chiedeva di rinviare l’inizio dei lavori a dopo la Sagra di Lissone per consentire la presenza delle giostre – non erano nate nei palazzi della politica, ma dalle richieste di cittadini che chiedevano di tener conto di una esigenza tanto semplice quanto comprensibile. Quelle richieste sono diventate mozioni, ma quelle mozioni sono state bocciate dalla maggioranza. Oggi, a ridosso della festa, i lavori non sono ancora iniziati. Difficile trovare un esempio più concreto della distanza che può crearsi tra ciò che i cittadini chiedono e le decisioni assunte dall’Amministrazione.

È proprio qui che la partecipazione diventa qualcosa di più della semplice presenza in aula. Un’Amministrazione sa di essere osservata e sa che le proprie decisioni vengono ascoltate, discusse e valutate dai cittadini. La partecipazione non garantisce che una decisione venga cambiata, ma può contribuire a orientare il confronto e, soprattutto, a prevenire decisioni che la città potrebbe trovarsi poi a subire.

Per questo è importante esserci: non per fare il pubblico di una rappresentazione già scritta, ma per capire direttamente come si prendono le decisioni che riguardano Lissone. Perché la democrazia non comincia e finisce con il voto, ma vive anche della presenza di cittadini che vogliono sapere, capire e, quando serve, far sentire la propria voce.