Aiutiamo chi ci aiuta

Vogliamo oggi diffondere un appello che la Croce Verde Lissonese ha lanciato poche ore fa. Comunica infatti una loro volontaria che la Croce Verde ha “urgente bisogno di mascherine, guanti, visiere, tute ad alta protezione, ossigeno, prodotti per la sanificazione e tanto altro.” Sono state già spese circa 75.000 euro per acquistare questi prodotti, ma ne servono ancora molti altri, poiché migliaia di unità sono state utilizzate per i soccorsi degli ultimi mesi.

Il Listone invita tutti i cittadini a dare un aiuto alla Croce Verde, contribuendo con una “piccola o grande donazione” a questo link:

SOS Croce Verde lissonese Onlus (GoFoundMe.com)

Il Sindaco Concetta Monguzzi e la Giunta lo sanno bene: Protezione civile, Vigili del Fuoco, Croce Verde, Alpini, Carabinieri in congedo, Auser e altri, sono sinonimo di aiuto concreto e pronto supporto per tutti. E anche tutti noi abbiamo potuto vedere e apprezzare l’impegno e la dedizione dei loro volontari (e non dimentichiamolo, sono volontari!) questa primavera, durante la prima ondata di Covid.

Ognuno di noi può dare, nel suo piccolo, un aiuto prezioso: diamo una mano alle associazioni e in questo caso rispondiamo all’appello della Croce Verde Lissonese, sempre in prima fila per soccorrere ed aiutare i cittadini.

La violenza non risolve

Questo virus che torna a crescere ci ha resi ansiosi e stiamo correndo il pericolo di diventare anche disuniti: mentre a marzo il virus era un nemico da combattere a colpi di chiusure, misure sanitarie e morigeratezza, oggi la risalita dei casi di Covid (la fatidica e temuta “seconda ondata”) ha trovato un panorama sociale diverso, fatto di cittadini – se non impauriti o sfiduciati – addirittura arrabbiati.

Certo, il Covid ha modificato profondamente la percezione di sicurezza che avevamo, ma non dobbiamo dimenticare che le Istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, stanno muovendosi nell’unica direzione possibile, ovvero la tutela del bene primario che è la Salute.

Lascia l’amaro in bocca assistere all’escalation di violenza agita da gruppi estremisti che, sfruttando e pilotando la sensazione di precarietà di molte categorie di lavoratori, si sono riversati per le strade delle grandi città vandalizzando e distruggendo vetrine, automobili e arredi urbani.

Bisogna prendere con decisione le distanze da questi vandali distruttori e non lasciarsi neanche lontanamente tentare dal richiamo della rabbia e della violenza come possibile via per una soluzione.

I Comuni ci sono: se ne ha riprova ascoltando le puntuali comunicazioni dei Sindaci (tra i quali il nostro Sindaco Concettina Monguzzi) e attraverso gli aiuti economici, messi a disposizione da Comune e Stato già durante la prima fase dell’epidemia.

Teniamo duro e ribadiamolo a tutti: la violenza non risolve nulla, il rispetto delle persone e delle norme sanitarie sono gli unici riferimenti ai quali un cittadino onesto deve attingere.

Molotov e violenza: il centro di Milano a ferro e fuoco (ilgiorno.it – 27 ott 2020)

Uno sforzo collettivo

Il DPCM emanato ieri e in vigore da oggi, appare a molti cittadini uno sforzo gravoso, richiesto in un periodo emotivamente ancora più instabile rispetto allo scorso marzo. Ci troviamo dunque a dover fronteggiare un altro periodo scandito da regole a tutela della salute, perché ormai è chiaro che nessun assetto sociale o economico può reggersi se non c’è la Salute.

Certo, come sempre ciascuno dirà la propria: provvedimenti “troppo restrittivi”, oppure “non abbastanza rigidi”, “non andavano chiuse le palestre” (o le piscine, o i bar o i cinema… a seconda della sensibilità e i gli interessi di ciascuno) e anche “ma perché i ristoranti aperti la domenica?” Ma tant’è, per ora è così e dovremo quindi pazientare e rimandare la frequentazione di sale giochi, sale teatrali, cinematografiche e concerti, palestre, piscine, centri benessere e così via.

Dopo tanta discussione, ora le scuole secondarie superiori adotteranno una didattica a distanza per il 75% delle attività mentre gli altri ordini di scuola continueranno con la modalità in presenza. Anche qui, tanti pro e tanti contro…

I disagi ci saranno per tutti, e per molti saranno anche e soprattutto di natura economica. Ancora una volta, non abbattiamoci: ce la possiamo fare e un passo dopo l’altro, adottando tutte le precauzioni di igiene e distanziamento che ben conosciamo, cercheremo di tener di nuovo testa a questo virus e ricominciare con un nuovo spirito.

E oggi, con coscienza civile, invitiamo anche chi ci sta intorno a rispettare le regole, per il bene di tutti.

 

Testo del DPCM del 25 ottobre 2020 (Governo.it)

DPCM_26-ott_schema

La giravolta

È recentissimo l’annuncio: il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha chiesto (e probabilmente otterrà) lo stop di attività e spostamenti dalle 23 alle 5 e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, a partire dal 22 ottobre, in tutta la nostra Regione.

In prima battuta il Governo si è detto favorevole a concedere ulteriori restrizioni ma, immaginiamo, sarà anche rimasto sorpreso dalla richiesta del governatore leghista. Da domani, quindi, assisteremo a questa “giravolta”, una scelta che indica un cambio di passo molto deciso.

Fontana, salviniano di ferro, anche in supporto alle diatribe concorrenziali nei confronti del “doge” Zaia, pare aver abbandonato la linea negazionista (o comunque salviniana) che da sempre minimizza la situazione, non indossa volentieri la mascherina e che, implicitamente, sostiene le ragioni dell’economia prima di quelle della salute.

Ora invece Fontana ha riconosciuto che la situazione in Lombardia è grave e ha agito, in concerto con i sindaci, per predisporre ulteriori chiusure e limitazioni, oltre a quelle già disposte nei giorni scorsi dal premier Conte per l’intera nazione.

Ora, può sorgere il dubbio se questa nuova stretta regionale sia una mossa di natura politica o invece di giusta tutela dei lombardi. Noi propendiamo per la seconda ipotesi, tenuto conto che, a detta degli esperti, la situazione in Lombardia non solo è grave, ma potrebbe veramente esplodere, con conseguenze molto più pesanti sia dal punto di vista sanitario che economico.

Sì, stavolta Fontana ha fatto bene, secondo noi, a fare una “giravolta”. Vedremo il mitico Matteo cosa farà e cosa dirà… Potrebbe anche dire che ora è giusto agire così! Lui, di “giravolte” è esperto, ne ha già fatte ben più di una!

DPCM del 18 ottobre 2020

La situazione in Italia, con oltre 11.700 contagi nella sola giornata di ieri, è decisamente critica e giustamente ieri sera, a brevissima distanza dal precedente, il Governo ha licenziato un nuovo DPCM. Le prescrizioni, gli obblighi e i divieti, vanno tutti nella logica del contenimento di assembramenti e riduzione dei rischi. Niente di clamoroso: nella situazione attuale la salute ha dovuto fare i conti anche con l’economia e con la limitazione della nostra libertà di azione e di movimento. Anche il ritardo della comunicazione di Conte fa intuire la difficoltà di riuscire a conciliare le esigenze delle diverse componenti.

Nel merito, la stretta riguarda:
– le riunioni pubbliche, annullate
– il conferimento ai Sindaci del potere di chiudere vie e piazze note per essere luogo di assembramenti
– gli eventi sportivi non nazionali, annullati
– il lavoro nella pubblica amministrazione, a distanza
– i congressi ed i convegni in persona, vietati
– le palestre avranno tempo una settimana per sanificare e stilare protocolli di sicurezza
bar, pasticcerie, ristoranti etc. potranno aprire dalle 5 di mattina fino alle 18, dopodiché si potrà solo servire al tavolo (con un massimo di 6 commensali)
riunioni solo a distanza
divieto sagre e fiere locali
Per la scuola un capitolo a parte: resterà aperta, con accessi scaglionati e con raccomandazioni in merito a gestioni locali che consentano alternanza.

Infine, resta fondamentale ribadire la necessità di utilizzare mascherine, mantenere il distanziamento e le procedure di igiene.

Insomma, dobbiamo essere attenti e accorti perché è ormai chiaro a tutti che, se i numeri non caleranno, le restrizioni saranno ancora maggiori…

Testo completo del DPCM del 18 ottobre 2020

Nuovo DPCM, istruzioni per l’uso

Lo stavamo aspettando e puntuale è arrivato: il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è stato firmato il 13 ottobre e resterà in vigore fino al 13 novembre. Contiene nuove misure per il contenimento del coronavirus che impatteranno ancora una volta direttamente sulla nostra Amministrazione e sulla vita dei lissonesi. Con la solita tempestività, già da ieri pomeriggio il Comune ha diffuso un semplice schema riassuntivo dei principali obblighi, divieti e raccomandazioni rivolte alla cittadinanza.

Il nuovo DPCM va a disciplinare in particolar modo il “tempo libero” delle persone: dalle attività sportive alle uscite serali in ristoranti e locali, momenti in cui si tende ad “abbassare la guardia” e ad aumentare di conseguenza il rischio di contagio. Anche la nostra Polizia locale, in ottemperanza a quanto previsto e su segnalazioni di cittadini, sta intensificando i controlli nelle attività commerciali per mantenere sempre alta l’attenzione per la sicurezza di tutti.

Il nuovo decreto va inoltre a disciplinare anche eventi e sagre e dobbiamo sottolineare che la nostra Amministrazione è stata ancora una volta lungimirante, prendendo da tempo la decisione – seppur impopolare – di annullare le consuete manifestazioni che fanno da contorno alla sagra cittadina. E ben ha fatto, perché anche a Lissone – secondo i dati riportati dalla dashboard Covid di Regione Lombardia – negli ultimi 7 giorni, si è verificato un sensibile aumento di tamponi positivi, con una progressione che riflette, purtroppo, l’andamento nazionale: 2, 2, 9, 2, 9, 1, 16 casi.

Auguriamo una buona festa di Lissone a tutti i cittadini: sarà una festa anomala, senza le giostre e i “grandi pranzi” in famiglia (la raccomandazione è quella di non ricevere in casa più di sei familiari o amici non conviventi) ma sarà “in sicurezza”, e di questi tempi è una cosa importante. Con un po’ attenzione e di buon senso ce la possiamo fare, anzi: ce la dobbiamo fare!

Coronavirus, DPCM del 13 ottobre 2020 (Sito Comune di Lissone – 13 ott 2020)

Ma alla fine è la salute che conta

Questa volta la stampa locale non ha effettuato un buon servizio ai suoi lettori: lo affermiamo con dispiacere, condividendo il comunicato dell’ultimo video del Sindaco Concetta Monguzzi. 

Sabato 26 settembre, infatti, è apparso su un giornale locale un articolo con un titolo a dir poco fuorviante perché non corrisponde all’effettivo stato delle cose: parlando dell’ormai prossima “Festa di Lissone”, il titolo recitava “Ma alla fine le giostre ci saranno“. Ora, non è così semplice la scelta se far installare le giostre sul territorio lissonese o meno (scelta che spetta alla Giunta) e il Sindaco lo spiega bene nel video, ottenendo anche un largo consenso sui social dove il comunicato è stato condiviso su più gruppi e bacheche e raggiungendo oltre 15.000 visualizzazioni.

Il Listone appoggia la linea del Sindaco e concorda che una simile decisione non vada presa affatto alla leggera.  È difficile e spiacevole rinunciare ad una tradizione ormai consolidata come quella delle giostre, finora sempre presenti in occasione della festa della nostra città, ma non dobbiamo dimenticare che ogni decisione deve fondarsi sulla tutela e sul rispetto della salute e del benessere dei cittadini.

Il diritto alla Salute e  il diritto all’Istruzione sono costantemente al centro delle scelte della Giunta guidata dal Sindaco Concetta Monguzzi: a riprova di questo l’amministrazione sta tenacemente dedicandosi, da mesi ormai, non solo all’avvenuta riapertura di tutte le scuole del territorio, ma anche per garantire che la  frequenza scolastica possa svolgersi il più possibile in sicurezza per evitare il rischio – purtroppo concreto specialmente in territorio lombardo – del propagarsi di nuovi focolai.

Tanto impegno e tanta fatica potrebbero facilmente essere vanificati dagli inevitabili assembramenti – soprattutto di giovani e ragazzi provenienti anche dai comuni della Brianza – proprio in occasione delle giostre.

Questo sarà un autunno impegnativo, non solo per le istituzioni ma anche per i cittadini, cittadini ai quali il Sindaco chiede una costante collaborazione perché si adottino – sempre! – stili di vita e pratiche quotidiane prudenti in modo da prevenire ,o almeno limitare, la diffusione del virus.

La sagra sfoglia la margherita. Ma alla fine le giostre ci saranno (Cittadini – 26 set 2020)

Non rischiare? È civile

È necessario riconoscerlo, e noi del Listone lo facciamo con gratitudine: i volontari della Protezione Civile lissonese sono sempre operativi e propositivi per contribuire a migliorare il contesto cittadino, specialmente in un anno così complesso come questo 2020.

Proprio dalla loro sede in via Tripoli ci parla il Sindaco Concetta Monguzzi che, in un video di pochi giorni fa, illustra la campagna nazionale “Io non rischio“, di cui sono protagonisti proprio i volontari della Protezione Civile. L’iniziativa compie dieci anni e si protrarrà fino all’11 ottobre: in passato ha sempre visto i volontari impegnati nelle piazze e tra la gente, ma quest’anno avrà luogo “on line”, così da adattarsi alle norme di tutela della salute pubblica in tempo di Covid.

E anche in questa nuova modalità, la Protezione Civile ci mette faccia e impegno, adoperandosi per comunicare ai cittadini via web microcontenuti e organizzando tavole rotonde sull’attuale tema del rischio idrogeologico, in ogni sua sfaccettatura.

Il Listone si unisce all’appello del nostro Sindaco e invita i lissonesi a seguire questo percorso di sensibilizzazione e guida al “rischio naturale” e indirizza un sentito ringraziamento sia a chi vorrà partecipare all’iniziativa che ai nostri instancabili volontari della Protezione Civile lissonese.

«Io non rischio»: decima edizione “digital” della campagna nazionale per le buone pratiche di Protezione Civile (Comunicato stampa – 11 set 2020)

Siamo pronti: la scuola riparte

Sarà un buon anno scolastico se ognuno farà, con coscienza e impegno, il suo pezzetto: il Comune lo sa e la Giunta guidata da Concetta Monguzzi si sta spendendo da mesi, con continuità ed ingenti investimenti, perché il nuovo anno scolastico abbia tutte le carte in regola per ripartire in sicurezza.

Per la tutela del diritto all’istruzione e alla socializzazione il Comune di Lissone ha infatti investito notevoli somme, per rendere più sicuri gli spazi comuni e ottemperare alle certificazioni anti-incendio: lo stanziamento complessivo per le scuole della città nel corso del 2020 sfiora infatti un milione e 100mila euro.

Prioritario, dunque, riaprire le scuole seguendo scrupolosamente le indicazioni didattiche attualmente in vigore e integrandole alle nuove procedure a tutela della salute dei cittadini.

Saranno 1.949 gli alunni che frequenteranno le Scuole Primarie, 1265 gli alunni iscritti alle Scuole Secondarie di primo grado mentre 1305 saranno i piccoli utenti che varcheranno la soglia della Scuola dell’infanzia, tra statali e paritarie.
Questi numeri hanno determinato un enorme lavoro organizzativo da parte di Sindaco e Assessori i quali hanno realizzato interventi che hanno tratto giovamento anche dai lavori svolti dall’amministrazione negli anni passati negli edifici scolastici.

Auguriamo a tutti i professionisti della scuola, dagli insegnanti, agli educatori, passando per i collaboratori fino ai dirigenti e agli amministrativi – che da dietro le quinte fanno funzionare il sistema scolastico – una buona ripresa lavorativa e auguriamo di cuore a tutti gli alunni lissonesi di riannodare con gioia quel filo fatto di studio e affettività che li condurrà, attraverso la scuola,  ad essere “Cittadini del domani” realizzati e consapevoli.

Lissone, cantieri nelle scuole: lavori in corso in vista della riapertura di settembre (MB ìNews – 18 ago 2020)
Anno scolastico 2020/2021: rientro in classe per 4.500 alunni (Comunicato stampa – 2 set 2020)

 

(Social)mente inaccettabile

Parole ostili, dai contenuti forti, che sfociano in pesanti offese, sono quelle scritte da un cittadino lissonese di 51 anni in un gruppo Facebook locale, contro il Corpo di Polizia locale di Lissone. È seguita una denuncia da parte del Comune e del Comando di Polizia locale e la giustizia ora farà il suo corso: come ha detto il Comandante Ferdinando Longobardo “non è tollerabile che vi siano persone pronte ad offendere e minacciare chi svolge il proprio lavoro nel rispetto della legge“.

Sentendosi “forti” perché trincerati dietro ad una tastiera, è facile attaccare “il potere” e “l’autorità”; questo è solo uno dei tanti episodi di sfoghi contenenti parole violente, lesive e ingiuriose pronunciati contro autorità e rappresentanti dei cittadini.

Il Listone, insieme al Sindaco Concetta Monguzzi, è a fianco di chi vuole giustizia e vuole ribadire che la violenza, in ogni sua forma, non va mai lasciata correre. Siamo quindi a fianco delle Autorità locali e di chi quotidianamente si occupa di tutelare “il bene, la salute e il diritto alla sicurezza della comunità” e ci impegniamo, ogniqualvolta dovesse servire, a una “bonifica del virtuale” per  riportare i social ad essere un luogo di incontro e non un’avvilente arena di leoni.

Offese sui social agli agenti di Polizia Locale, il Comune denuncia un 51enne di Lissone (Comunicato stampa – 23 lug 2020)