Il 29 febbraio, di un anno bisestile, qualcosa si muove

Nell’anno del Signore 2024, il giorno 29 del mese di febbraio, nell’amministrazione Borella qualcosa “si è mosso”. Da ieri, infatti, l’ascensore di Piazza Libertà è finalmente operativo!

Alla fine ce l’hanno fatta, la Sindaca, o i Consiglieri Scaffidi ed Arosio che alcune settimane fa avevano promesso sui social il “pronto intervento”.  Anche se non proprio “pronto”, visto il tempo che c’è voluto per mettere a disposizione dei cittadini un’opera – richiesta e attesa – che rende il parcheggio e la piazza usufruibili da tutti.

E allora, dopo un anno e mezzo di governo, si scopre che i nostri supereroi eletti si sono rivelati normalissimi, anche modesti, forse. Nessuna magia, nessun risultato eclatante, anzi: scorrendo i social arriva un vero e proprio bagno di consapevolezza. A parlare (male) sono i lampioni spenti, le strade piene di buche, la carenza di manifestazioni e di novità.

Però dal 29 febbraio una grande notizia c’è: l’ascensore funziona, è stato fatto il collaudo e affidato l’incarico per la manutenzione ordinaria e straordinaria e da ieri, quindi, si muove. Una notizia sensazionale, bella pronta e da mettere in evidenza sul giornale locale del sabato.

Speriamo solo che non si debba aspettare il prossimo anno bisestile per vedere altri risultati, altrimenti ne riparleremo nel 2028…

E il PNRR? Nulla…

Da quando l’assessore Camarda ha fra le sue deleghe l’”Attuazione di progetti finanziati tramite PNRR” (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), dei progetti non se ne sa più nulla: nulla dice e nulla fa su questo tema.

Mentre altre città “volano” e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sostiene che l’Italia sia una delle nazioni europee meglio messe (per meriti suoi e anche di chi l’ha preceduta), noi ci confrontiamo con Monza, Vedano, Seregno e… niente: Lissone si è fermata. Gli unici progetti portati avanti sono quelli dell’amministrazione Monguzzi.

Dall’assessore Giovanni Camarda, che ha la “super-delega” al PNRR, nessuna notizia, nessuna novità, nessun proclama.

Il (fondato) sospetto è che l‘attribuzione di questa nomina fosse di facciata, per mitigare la bocciatura da vicesindaco richiesta da gran parte della maggioranza: Forza Italia e Lega in primis, ma anche da una parte di Fratelli d’Italia.

L’idea era che, con questa prestigiosa delega attribuita a Camarda, il suo partito avrebbe accettato l’ingresso di Gianfilippo Alibrandi in Giunta, anche se inesperto e neppure residente a Lissone. Ma purtroppo, da allora, sul PNRR Camarda nulla ha detto, nulla ha fatto, nulla ha immaginato.

Ma noi non perdiamo le speranze: Camarda, facci sognare, se sei capace!

Lissone, politica insicura

Oggi Lissone non è una città sicura, e lo scriviamo con rammarico e con amarezza. L’ultimo episodio, relativo ad un tentativo di “sottrazione” di un bambino fuori de scuola, testimonia come si debba stare molto attenti. In merito al grave episodio, avvenuto all’esterno dalla scuola San Mauro, la Sindaca Borella non ha neppure ritenuto opportuno informare il Consiglio Comunale. D’altra parte, è ormai chiaro come lei ed il Presidente Perego considerino “accessori” i propri consiglieri di maggioranza.

La Giunta è ormai collegata ciascuno ai propri rappresentanti politici, e su tutti c’è la macchina amministrativa (guidata dai Dirigenti) che procede per gestire l’ordinario. E per lo straordinario, c’è quello che ha lasciato l’amministrazione Monguzzi, con il PNRR ormai affossato nelle mani di Camarda.

Lissone, che secondo gli annunci elettorali avrebbe dovuto diventare una “città sicura”, ogni giorno si sveglia con un problema diverso.

L’Esercito – che presidiava la Stazione ferroviaria – non si vede più; la Polizia locale – che doveva aumentare i presidi – non decolla, pare, per effetto della continua mobilità e dei trasferimenti; il progetto dell’illuminazione pubblica è al palo. Addirittura, in risposta ad una signora nel pubblico, il Vicesindaco ha ammesso che lui non riesce a migliorare la situazione dei pali spenti e di farlo lei, se è capace.

Nelle ultime settimane si sono verificati danneggiamenti notturni alle auto e le strade, sempre più disastrate, sono insicure e pericolose; in piazza Libertà ci sono ragazzini che importunano famiglie ed anziani e la sicurezza dei bambini, dopo l’abolizione della ZTL, è molto più a rischio.

E in tutto questo, settori Servizi sociali e Cultura: non pervenuti. Quel meccanismo virtuoso di prevenzione e cura e di assessori fra la gente è stato interrotto ed è scomparso.

Ma per i consiglieri di maggioranza va tutto benissimo, e anzi: si sprecano a lodare manifestazioni deserte e inutili. Allora, forse, il problema non è solo la sicurezza, ma anche la politica. E i cittadini, ormai, l’hanno capito.

Un tempo era tutta campagna… elettorale!

I cittadini lissonesi sono letteralmente esasperati. Da cosa? Dallo stato in cui versano strade – secondarie e principali – della città: buche, avvallamenti e pericolose sporgenze del manto stradale che obbligano a improvvisi rallentamenti e a sterzate per evitare che il proprio veicolo si danneggi o causi incidenti. La situazione è così ormai da mesi, e peggiora ogni volta che piove.

Molte le persone via social che si sentono non solo ignorate ma persino beffate: “Aspettate le votazioni… Con i filmati promettevano mari e monti“, “Abbiamo delle strade penose e non fanno niente“, “Pessima amministrazione“, “Via Carducci al buio e piena di buche” E qualche cittadina si chiede dove sia il Sindaco, se non veda le strade e perché non interviene.

Insomma, se allo stato delle strade dovessimo dare un nome, questo sarebbe TRASCURATEZZA.

Se poi guardiamo le locandine e i video della campagna elettorale dell’attuale sindaco (“Per una Lissone con strade e marciapiedi più sicuri”, “La vivibilità di una città passa anche attraverso la sistemazione dei marciapiedi”) ci saremmo aspettati ben altra attenzione allo manutenzione di strade e marciapiedi, dopo oltre un anno e mezzo di governo della città.

A voi l’impresa di trovare le parole giuste per definire questo “cambio di programma”, nell’attesa che finalmente si provveda almeno al “rattoppo” delle buche più pericolose. Anche questo rientra tra le azioni idonee a garantire “sicurezza” ai cittadini.

Ps: oltre alla “trascuratezza”, sono state fatte anche altre scelte che certamente non aiutano. Ad esempio: l’appalto disdetto per la ciclabile in viale della Repubblica–Martiri della Libertà, prevedeva anche il rifacimento della sede stradale, rifacimento che ora dovrà essere fatto a cura del Comune di Lissone, con relative procedure di appalto e tempi di esecuzione sicuramente molto più lunghi.

Quasi quasi ce la facevamo

Lunedì sera, in Consiglio comunale, per un soffio non è passato un ordine del giorno presentato dalle minoranze: si richiedeva al Governo italiano di intervenire presso quello ungherese per concedere gli arresti domiciliari ad Ilaria Salis, in attesa del processo.

Le privazioni, le catene, il collare e in generale e condizioni disumane di detenzione PRIMA del processo e PRIMA di un giudizio, avrebbero meritato una ben altra votazione. Ma così non è stato.

Colpa di una maggioranza impietosa, giudicante e miope. Fratelli d’Italia, agli ordini di Camarda, la Lega agli ordini di Lando. Feroci i loro giudizi: Ilaria deve stare lì, senza dignità. È un’estremista – secondo loro – e merita quindi tutto ciò, anche se una sentenza non è ancora stata emessa. Così la pensano le “persone per bene”, e lo dicono pure al microfono.

Sensibili e di buon senso, invece, i consiglieri Daniele Fossati, Andrea Carraretto, Cesare Viscardi e il Presidente Roberto Perego che hanno dato ascolto alla loro coscienza e hanno votato con le minoranze.

Spiace – e anche molto – che il Presidente avesse in precedenza espulso dall’aula il consigliere di Vivi Lissone Luca De Vincentis, che non è rientrato al momento della votazione su un emendamento proposto da Daniele Fossati, precedente alla votazione sull’ordine del giorno stesso. Il suo poteva essere il voto in più che avrebbe fatto la differenza.

Alla fine, 10 voti a favore e 10 contrari, ma la mozione non è passata. Stavolta, quasi quasi ce la facevamo. Forse per Lissone non tutto è perduto…

Ordine del giorno: Appello a favore del trasferimento di Ilaria Salis

Chiuso il centro odontoiatrico. E ora?

Riprendiamo oggi la questione della chiusura del centro odontoiatrico di via Bernasconi. Nel Consiglio comunale del 26 gennaio scorso il Listone aveva presentato un ordine del giorno che, emendato dalla maggioranza, è stato poi votato all’unanimità.

Bene, possiamo ora affermare che, non avendo approfondito, né la Sindaca né l’assessore ai Servizi sociali avevano le idee chiare sull’argomento. In Consiglio e nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali, la Sindaca Borella e l’Assessore lo Faro indicavano infatti come data di fine servizio 31 marzo, seguendo quanto riportato nella lettera ricevuta da ATS.

Ai pazienti, invece, era stato riferito che il servizio sarebbe terminato il 31 gennaio 2024, e così noi abbiamo riportato. E infatti, dal 1° febbraio l’ambulatorio odontoiatrico è chiuso.

Forse, mesi fa, si sarebbe potuto fare qualcosa. Oggi, invece, vogliamo sapere cosa si stia facendo in concreto per ripristinare il servizio odontoiatrico. Niente promesse e basta “faremo”: bisogna muoversi e agire ORA.

Stavolta “colpa di quelli di prima” non regge proprio, e i pazienti questo lo hanno ben capito!

Ospedale senza dentista: chiude (per ora) il centro odontostomatologico (PrimaMoza.it – 31 gen 2024)

Via i dentisti dall’ospedale, la protesta: “Il centro è già stato chiuso” (PrimaMonza.it – 12 feb 2024)

Ciao, Renzo

Ci lascia oggi Renzo Perego. Durante il primo mandato Monguzzi, è stato Presidente del Consiglio comunale e nel 2017, cinque anni dopo, ha ricoperto la carica di Assessore.

Persona seria e riservata e iscritto nelle fila del Partito Democratico, è sempre stato attivo e impegnato nella scuola e nella politica locale. È stato una colonna della Democrazia Cristiana e di quel Centrosinistra in cui, per una vita, si è rispecchiato.

Lascia una città che ha modificato e migliorato, spendendosi fino alla fine. Dopo una lunga carriera per il bene comune, lascia un grande vuoto. Tutta la nostra Lista Civica porge sentite condoglianze alla famiglia.

Ciao Renzo, ora riposa in pace e proteggi i tuoi cari.

Chi non parla e chi non cancella

L’assessorato ai Servizi sociali e alle Politiche per la salute della città di Lissone “pesa” quasi un terzo del bilancio comunale e ha la dirigente più “importante” del Comune. L’assessore di riferimento, Ignazio Lo Faro, ha quindi una delega impegnativa e delicata per i temi che affronta ma, in Consiglio comunale, benché sollecitato e coinvolto in varie questioni su temi attinenti al suo assessorato, non interviene mai.

Non c’è possibilità di confronto e dialogo con lui, legittima aspettativa di chi vorrebbe invece capire cosa pensa e quale sia il suo contributo personale. Lui si limita a “leggere”, virgole e punti compresi! Legge, saluta e spegne immediatamente il microfono. Ciò che gli uffici scrivono, lui lo legge tutto d’un fiato. Eppure, Lo Faro ha avuto più preferenze di tutti, in Forza Italia, contribuendo attivamente alla vittoria della candidata Borella.

Nello scarno e freddo curriculum pubblicato sul sito comunale, leggiamo: “Conseguimento degli obiettivi assegnati nel pieno rispetto delle tempistiche stabilite, ottenendo risultati soddisfacenti sia su attività sviluppate a livello individuale che partecipando attivamente a progetti di team con impegno, capacità e dedizione costanti.”

Forse si riferisce all’ambito lavorativo; quello che vediamo in Consiglio è che ride e gesticola con Camarda – suo vicino di banco – e rincuora la sindaca Borella. Altro che “team” e dedizione costante…

E a proposito del vicino di banco, ci chiediamo quando l’assessore Camarda si deciderà ad aggiornare il proprio profilo Facebook, visto che a tutt’oggi risulta essere ancora Vicesindaco di Lissone!

Complimenti, dunque, ai nostri assessori: Lo Faro, che non parla e Camarda, che non cancella…

 

 

 

Il dissenso del presidente

Il Presidente del Consiglio Comunale di Lissone, Roberto Perego, ancora una volta si è dimostrato non all’altezza del ruolo e non “Presidente di tutti”. Durante le comunicazioni del Consiglio Comunale di venerdì  02 febbraio, ha interrotto le Comunicazioni dei Consiglieri per far sapere che lui si dissociava e prendeva le distanze da ciò che il consigliere Mattia Gelosa (Pd) stava dicendo.

Ma cosa aveva detto Mattia di tanto sconvolgente? Semplicemente stava commentando le dimissioni dell’ormai ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, citando le inchieste che lo vedevano coinvolto, gli auguri di morte ad un giornalista, l’apertura in pubblico della cerniera dei pantaloni e il linguaggio scurrile utilizzato che certamente non si addice a chi ricopre un ruolo istituzionale e, addirittura, dovrebbe occuparsi di cultura…

Tra politica, cultura, furti, offese, parolacce e gestacci, la situazione  era ormai insostenibile e richiedeva (già da tempo…) le dimissioni del sottosegretario. (E questo, a nostro parere, è anche ciò che pensava la maggior parte degli italiani).

Ma a questo punto il presidente Roberto Perego, paladino dei diritti altrui (soprattutto se “potenti”) si è sentito in dovere di prendere le distanze e, con un ragionamento da “finta minaccia”, si è rivolto a Gelosa dicendo, in sintesi: “Se Sgarbi si sentirà offeso dalle sue parole, che sono state davvero pesanti, lei ne risponderà in proprio ed io prendo le distanze. Ne pagherà le conseguenze”.

Una minaccia vuota, inutile, spocchiosa, sprezzante della tutela che un Presidente deve a tutti i suoi Consiglieri. Probabilmente il “tutor” una cosa del genere non l’avrebbe mai detta “ai suoi”, ma a Mattia Gelosa sì! Ricordiamo che in altre situazioni (ad es. caso Scaffidi) il Presidente si è ben guardato dal prendere le distanze da ciò che veniva affermato in aula da un consigliere! Veramente imbarazzante, questo tutor,  così come le giustificazioni arrivate dai banchi della maggioranza.

Noi saremo sempre dalla parte di chi argomenta, dibatte e denuncia. Nessuna paura e nessuna velata minaccia possono inibire l’autonomia dei consiglieri. Peccato che proprio Perego non lo ricordi e non difenda mai il ruolo. Ma essendo inadeguato… resta tutor di parte.

Alcune risposte ed altre domande

Venerdì 26 gennaio è stato discusso in Consiglio Comunale l’Ordine del giorno, presentato dai consiglieri del LISTONE, sulla chiusura del Centro Odontostomatologico di via Bernasconi, della quale vi avevamo informato i giorni scorsi. Il Consiglio di Presidenza ha giustamente ritenuto “urgente” la questione e ha provveduto ad anticiparne la discussione prima degli altri argomenti all’Ordine del giorno.

Ben hanno fatto i nostri Consiglieri Concetta Monguzzi e Marino Nava a raccogliere le sollecitazioni dei cittadini e ad illustrare in aula i termini e i contenuti della discussione. È stato subito chiaro che molti – consiglieri e assessori – erano all’oscuro della chiusura del centro e della sospensione delle cure a Lissone.

La sindaca Laura Borella ha sottoposto la problematica al direttore generale della ASST BRIANZA – dott. Carlo Alberto Tersalvi – il quale ha inviato con tempestività (26 gennaio 2024) una risposta dalla quale si capisce che:

  • è vero che il Centro chiuderà. Viene indicata la data del 31 marzo 2024, ma il personale preposto ha indicato ai pazienti la data del 31 gennaio 2024. Quale sarà la data esatta?
  • a seguito della “erosione dell’importo economico aggiudicato in sede di gara”, la società aggiudicataria (Medici Odontoiatri Associati S.r.l.) ha chiesto il recesso anticipato e quindi saranno chiusi sia il Centro di Macherio che quello Lissone.
  • gli utenti verranno indirizzati presso altri centri, in altre città e con altri medici.
  • entro la fine del 2024, a seguito di una nuova procedura di gara, probabilmente il servizio potrà riprendere.

La risposta del Direttore (di nuova nomina) ci lascia perplessi e ci poniamo alcune domande.

Come mai sono terminati i fondi aggiudicati in sede di gara? È stata fatta una errata previsione dei bisogni? Il bisogno di cura è aumentato?
Non è possibile prorogare il servizio, con l’immissione di altri fondi?
Perché la Sindaca, responsabile della salute dei propri cittadini, non è stata avvisata?
Come mai l’Assessore alle Politiche Sociali non è intervenuto?

Noi riteniamo che la salute sia un “bene di merito” e che non debba quindi sottostare alle logiche del mercato: non è una merce! Si parla molto di politiche di contrasto alla povertà, ma il primo contrasto alla povertà è l’erogazione di servizi per tutti.

L’ordine del giorno (dopo un emendamento) è stato votato da tutto il Consiglio Comunale che ha espresso un impegno verso il Sindaco e la Giunta: quello di attivarsi perché il servizio rimanga a Lissone, città di 46.000 abitanti che non può impoverirsi di luoghi di cura.

Noi sicuramente non staremo inattivi: agiremo nel nostro ruolo di controllo e terremo monitorati i tempi e le azioni.

Mozione “Richiesta mantenimento centro odontostomatologico Lissone” ed emendamento
Risposta di ASST Brianza