Il salto della quaglia

Oggi vi raccontiamo di un politico lissonese che questa settimana ha fatto  “il salto della quaglia”, come si usa dire di un parlamentare o un amministratore che cambia partito o schieramento nel corso del suo mandato.

Da Lissone in Movimento – lista civica nata per intercettare il voto di centro di chi non voleva dare il proprio voto a Berlusconi e alla destra – il nostro presidente del Consiglio Roberto Perego ha deciso di “cambiare casacca” ed è entrato a far parte di Forza Italia. Ha così rinnegato la sua (e anche di altri) creatura, comunicando il suo “salto” via PEC, come se nulla fosse. Un “salto della quaglia” che per alcuni è incomprensibile ma che presto sarà più chiaro.

Manco a dirlo, anche questa volta l’avevamo previsto” ipotizzando già da tempo che Perego avesse mire più alte. E comunque, ora si posiziona più a destra, altro che moderato… Tradire la fiducia di chi lo ha votato – a maggior ragione perché era in una lista civica – forse non è un problema per chi è già passato da Alleanza nazionale e dalla Lega.

La sindaca Borella, che non controlla più la sua maggioranza, ne ha preso atto e gli altri partiti di coalizione pure. Di questi tempi ognuno ha i propri grattacapi interni: la Lega, viste le misere percentuali e i grattacapi per il “Capitone” e Fratelli di Italia per lo spauracchio di Ruggero Sala, pericolosa incognita.

Forza Italia, invece, sembra ne esca rafforzata dall’ingresso di Perego, ma noi non lo crediamo affatto anche perché lui “andrà lì a comandare” e presto presenterà il conto, vedrete. Chissà che non ci sia una sua prossima autocandidatura, in barba al “selfie man” Camarda…

Per ora, un “in bocca al lupo” a Perego e anche alla sua ex lista civica, ormai orfana delle due “colonne” Roberto Perego e Daniele Fossati (del quale aspettiamo notizie…) che lasciano i cittadini elettori di “Lissone in Movimento” senza rappresentanza in Consiglio comunale, in barba a tutto e a tutti.

Ormai mancano pochi mesi alle elezioni, e forse Perego avrebbe potuto aspettare a cambiare casacca… ma di questi tempi sembra sia tornato di moda il tormentone di Rovazzi: Andiamo a comandare!

Andiamo a comandare!

Udite udite! Sabato 17 ottobre si esibirà a Lissone il cantante ROVAZZI! Sì, proprio lui, quello famoso che ha “spaccato” con il brano “Andiamo a Comandare!”.

È questa l’ultima mossa della Giunta per salvarsi dal “flop” della soppressione del Luna Park in occasione della Sagra. A parte i costi – che pare siano non indifferenti – resta la delusione per una Amministrazione che “comanda” e decide in barba a tutto e a tutti. Vanno a comandare…, ma a noi sembrano un po’ stonati.

È stata una decisione fulminea: lunedì 5 ottobre Giunta straordinaria e il giorno seguente Comunicato stampa con il programma delle manifestazioni (già preannunciato da giorni) e articolo sul Giornale di Monza (cartaceo) il giorno stesso. Che efficienza e che tempismo perfetto!

I componenti presenti in Giunta, all’unanimità, hanno approvato il programma e la relativa spesa nel tentativo di salvare il salvabile, sostituendo una consolidata tradizione lissonese (le giostre) con l’esibizione in piazza Libertà del mitico Rovazzi. Il resto del programma sembra un “déjà vu” del FUORI GP 2026 con l’assessore Camarda vero regista della festa (nonostante l’organizzazione delle manifestazioni sia di competenza dell’assessore Alibrandi), visto che sono stati inseriti momenti di sport e di interesse per i giovani.

Gli Uffici hanno preparato tutto in gran fretta per essere pronti prima dell’uscita sui giornali del programma delle manifestazioni per la Sagra. Ma non basterà l’extra spesa per lenire i “mal di pancia” (così il Vicesindaco Oscar Bonafè aveva definito le proteste dei lissonesi) e non basteranno due ore il sabato sera per convincere i cittadini che chiedevano di posticipare l’inizio lavori nella Piazza Umiliati (ormai ex piazzale delle giostre).

Tutto è regolare e tutto rientra nella norma “straordinaria” di chi ha perso il polso della città e forse il buon senso e ancora una volta risulta evidente la distanza della Giunta dai cittadini.

Nell’antica Roma si organizzavano spettacoli al Colosseo per ottenere il consenso della plebe e distrarla dai problemi politici e dalle difficoltà reali. Ora, non sappiamo se in Giunta ci sia uno stratega o uno storico, ma quello che è sicuro sono le date, gli importi, le situazioni e le delusioni.

Faremo subito richiesta di accesso agli atti – anche se ci risponderanno al limite dei 30 giorni – e poi potremo essere più precisi e trasparenti citando documenti, fonti e pareri.

Nel frattempo, alla Festa di Lissone “COL TRATTORE, ANDIAMO A COMANDARE…BUM BUM BUM!”

Annuncio programma manifestazioni per la Sagra di Lissone 2026

Nessuno escluso

Molto presto i cittadini lissonesi si renderanno conto di ciò che l’attuale Giunta e la Maggioranza di destra hanno decretato, tutti insieme e nessuno escluso. Hanno cancellato una delle tradizioni della Sagra più sentite e amate in città: un giro alle giostre e poi la classica passeggiata tra le bancarelle, magari con una frittella o un sacchetto di dolciumi in mano.

La Sindaca, con gli assessori Bonafè e Camarda in particolare, hanno minimizzato il malessere parlando di “un breve mal di pancia”. Ma ora, sui social, il mal di pancia si sta trasformando nella consapevolezza di una decisione subìta e non compresa. “Sarebbe bastato aspettare” é l’obiezione più frequente, ma – decisi e forse ignari delle conseguenze – l’Amministrazione è andata diritta per la sua strada, quella di chi “ha vinto le elezioni e ora decide”, senza se e senza ma. La politica ha deciso e comanda.

Ma poi – vedrete – nessuno sarà responsabile. Tutti diranno “Io? No, mi occupo di sport”. “Io? No, sono ai Servizi sociali”… Insomma, alla fine la colpa non sarà di nessuno.

Invece va detto in modo chiaro: l’Amministrazione tutta è corresponsabile delle scelte e delle tempistiche del progetto di riqualificazione del piazzale degli Umiliati.
E va detto anche che in futuro nulla sarà come prima: saranno ammesse solo giostre “basse” e si comincia a vociferare di spazi ridotti, più ordinati e meno “maranza”…

Ricordiamo che il Luna Park si svolse anche durante la più grande pandemia della nostra storia, seppure con accessi controllati.  Ha resistito persino al COVID, ma nulla ha potuto contro l’amministrazione di Laura Borella.

E chi oggi non è d’accordo con queste scelte e con le modalità con le quali sono state fatte, se lo tenga bene in mente. E nel 2027, quando potrà esprimersi con il voto, agisca di conseguenza, perché senza memoria è tutto molto pericoloso.

Comicità e ironia

Il nostro Presidente del Consiglio ha colpito ancora. Lui, in Consiglio comunale, non sempre equidistante e indipendente dalle parti, ha spesso delle uscite “infelici”.

Questa volta, durante il Question Time del 25 settembre, dopo aver chiesto il grado di soddisfazione ad una risposta, ha dato del “comico” al nostro consigliere Marino Nava.

La risposta all’interrogazione presentata dal Listone, come ribadito durante la replica, era decisamente insoddisfacente e allora alla sua domanda “Mi dica il grado di soddisfazione!”, il nostro Consigliere ha risposto con IRONIA: “In una scala da 0 a 20 sono soddisfatto -40!” e a quel punto il presidente Perego ha dato del “comico” al Consigliere Nava.

Ma la risposta data era “ironica”, non “comica”, perché su certe cose c’è ben poco da ridere. In effetti lo stile sarcastico e ironico di Nava è noto, mentre dobbiamo constatare che il Presidente ironico non lo è per nulla.

Capiamo che rimpianga i “bei vecchi tempi”, capiamo che stia ricercando spazio in un nuovo partito aspirando ad un ruolo di prestigio, ma deve solo aspettare, e non molto: per fortuna presto sarà libero e noi con lui…

L’assessore assente

Durante la seduta di Consiglio Comunale dedicata al “Question time” di venerdì 25 settembre (della quale scriveremo a breve) molte questioni riguardavano l’Assessorato allo SPORT. In particolare, 3 delle 4 domande poste dal Listone erano di competenza dell’assessorato allo Sport e alle Politiche giovanili.

Di regola, il calendario delle sedute del “Question time” è fissato l’anno precedente durante una riunione dei Capigruppo: vengono programmate in totale 4 sessioni e le domande devono essere protocollate almeno 20 giorni prima della data di svolgimento.

Il fatto è che, venerdì sera, l’assessore Giovanni Camarda non era presente in aula, neppure in collegamento remoto come sarebbe invece stato possibile. La giustificazione? Un laconico “motivi personali”.

I social dicono che fosse a Catania o dintorni, i beninformati sussurrano anche che fosse in viaggio con un amico DJ, ma questi sono “affari suoi”. Può andare dove vuole, con chi vuole e quando vuole, ma il rispetto per le istituzioni venerdì sera avrebbe imposto la sua presenza, almeno virtuale. E questo non tanto per rispetto verso i suoi Consiglieri – che sono ormai rassegnati al proprio ruolo di votanti seriali – ma verso la città, verso i Consiglieri che pongono domande, verso i colleghi di Giunta, verso Lissone.

Le risposte, scarne e insufficienti, sono arrivate per iscritto, firmate da lui ma illustrate dalla Sindaca Borella. Noi la ringraziamo per lo sforzo, ma le risposte avrebbe dovuto darle e illustrarle lui di persona: sia per dovere che per la conoscenza diretta delle informazioni richieste.

Gli altri assessori “interrogati” c’erano tutti: hanno spiegato e hanno fatto quello che il loro ruolo (e il loro stipendio) richiede. Saranno stati stanchi, scocciati e disturbati? Può essere, ma erano lì e hanno fatto il loro dovere. Anche l’assessora Arrigoni, che non aveva risposte da dare anche se ci è sembrata molto attenta e commentava parecchio – ha rispettato il suo ruolo.

La Sindaca evidentemente non è riuscita ad imporre la presenza (neppure da remoto) ad un suo Assessore e l’assenza per “motivi personali” è in questo caso molto debole, anche se la legge lo consente: nulla da dire sotto il profilo giuridico, ma l’etica comportamentale è cosa diversa.

In questi quattro anni, abbiamo visto di tutto, ma questa assenza su argomenti importanti e sui quali abbiamo sollevato mille dubbi imponeva una gestione diversa: la presenza e una dettagliata spiegazione.

Assessore Camarda, questa volta, sul Question time, hai meritato proprio una secca bocciatura! Presidente Perego, il nostro grado di soddisfazione è: assolutamente insoddisfatti!

La bella addormentata nel bosco (urbano)

Un nostro solerte lettore ci ha segnalato che al Bosco Urbano i prati sono attualmente impraticabili. Siamo andati a verificare e, tra rifiuti, erba altissima e rami di piante spezzati, siamo rimasti sconcertati di come la Sindaca Borella (non) si occupi del nostro unico polmone verde.

Anziché impegnarsi in costose e improbabili riqualificazioni, sarebbe meglio che, memore dei passati slogan elettorali, la Sindaca si concentrasse su ciò che oggi già c’è, ed è talmente trascurato da farci vergognare, noi per lei.

Per fortuna i camminamenti, voluti dalla precedente amministrazione, sono percorribili e le numerose piantumazioni sono ancora vive e vegete, sopravvissute alla trascuratezza di questa amministrazione. Il Bosco urbano? Non se ne curano o, se se ne curano, evidentemente lo fanno in modo inefficace, vista la situazione attuale.

Non mancano invece le promesse: rendere Lissone più verde, più pulita, più curata e più sicura; ma se tanto mi dà tanto… i risultati sono sotto gli occhi di tutti e ci pare che i cittadini ne siano consapevoli.

Ci domandiamo allora come mai chi frequenta il Bosco urbano non riscontri alcun problema, come se lo “straordinario” abbia lasciato il passo “all’ordinariamente trascurato”. È come se ci si fosse arresi: ebbene, noi no, non ci arrendiamo e – immaginiamo – neppure chi ci legge.

Qualche Consigliere di maggioranza dovrebbe andare a fare un giro al Bosco urbano, constatare, e chiedere di intervenire a chi di dovere. Questo è quello che deve fare oggi chi allora sosteneva che avrebbe fatto risorgere la città dalle ceneri…

Da parte nostra, noi “facciamo suonare la sveglia” e ribadiamo che Lissone si merita molto di più.

Le future domande

In vista del prossimo “Question Time” del 25 settembre, i nostri Consiglieri hanno presentato 4 interrogazioni delle quali vi anticipiamo i titoli senza, per ora, entrare nel merito.

L’“ispirazione” delle domande da porre deriva come sempre da segnalazioni, commenti, notizie e da Associazioni che ci interpellano in qualità di Lista civica. Siamo da oltre 15 anni al servizio della nostra città e siamo sempre presenti con il nostro bagaglio di esperienza, lungimiranza e trasparenza che la città ci riconosce.

Ecco i titoli delle “Question” presentate:

– CENTRO SPORTIVO DI VIA DEI PLATANI (A.C. LISSONE). Situazione attuale

– PALAZZETTO CITTA’ DI LISSONE – REGOLE DI UTILIZZO PER LE SOCIETA’ SPORTIVE. Situazione attuale

– VENDITA IMMOBILE SCUOLA MATERNA DI VIA PENATI. Volontà Borella e procedimento.

– TEMPORARY CAMPING. Situazione e procedimento.

Naturalmente anche altre forze di minoranza hanno presentato interrogazioni, nella logica di conoscere e, se possibile, migliorare il funzionamento della nostra città.

Anche i consiglieri di Maggioranza, spesso ignari di ciò che succede a Lissone, normalmente ascoltano con molto interesse domande e risposte. In effetti dovrebbero già “sapere”, ma l’impressione è che qualcuno davvero “non sappia” o sia frastornato dalle tante notizie e situazioni…

Purtroppo, le risposte e le spiegazioni che vengono fornite spesso sono semplicemente lette, non argomentate e senza indicazione di tempistiche precise, e quindi piuttosto generiche. Ma noi continuiamo a domandare e speriamo sempre che la prossima volta potrà andare meglio…

Appuntamento, quindi, per le “Question” di venerdì 25 settembre.

La mannaia prima ancora di cominciare

Settembre è arrivato e la prima seduta del Consiglio comunale ha già fornito materiale sufficiente per capire che il copione non è cambiato: quando una questione rischia di diventare davvero politica, ecco che arriva “la procedura” a mettere tutto a posto. Il tema del Luna Park della sagra lissonese ne è l’esempio perfetto.

A luglio, la richiesta di rinviare l’avvio dei lavori di Piazza Mercato – quanto bastava per salvare la Festa di Lissone – era arrivata da Daniele Fossati e la minoranza ha accolto con favore la proposta, ritenendo sensato discuterne. La Presidenza del Consiglio, però, dichiarò “non urgente” questo ordine del giorno e ora, quando finalmente l’argomento è arrivato in Aula, il cantiere è già stato consegnato per l’inizio lavori e quindi la maggioranza ha presentato in questo Consiglio comunale una pregiudiziale.

A cassare con orgoglio ogni discussione è stato Matteo Lando (Lega): ormai è troppo tardi, il contratto è firmato e il Comune non può più rinviare i lavori. È una nostra scelta di non fare le giostre quest’anno. Punto.

E qui sta il vero capolavoro politico: prima non se ne discute perché non ci sono i requisiti per discuterne, poi non se ne discute perché è troppo tardi per farlo. Veramente geniale!
Perché il punto non è stabilire qui se la pregiudiziale sia giuridicamente fondata. Il punto è un altro: chi ha deciso che quella questione non dovesse essere discussa quando era ancora politicamente discutibile? La risposta è scritta negli atti: il Presidente del Consiglio comunale, Roberto Perego.

È proprio qui che il Regolamento diventa una ghigliottina istituzionale e non serve più a ordinare la discussione, ma a stabilire preventivamente quali questioni possono arrivare al confronto e quali possono essere lasciate maturare fino a diventare, guarda caso, non più discutibili. Non è una questione di simpatie o antipatie, ma è una questione di metodo e il metodo produce un risultato politico preciso: la minoranza non viene necessariamente battuta nel merito, semmai viene privata del merito.

Tra i diversi interventi arrivati dai banchi della minoranza – tutti concordi nel sottolineare il problema – il notro consigliere Marino Nava ha centrato il punto: magari dietro questa scelta non c’era alcuna strategia. Magari. Ma il risultato è esattamente quello: quando finalmente si arriva in Aula, la decisione politica è già stata resa irreversibile dai fatti.

Dai banchi dell’opposizione è arrivata anche un’altra considerazione che merita di essere citata: la scelta di fare o non fare la Sagra era, prima di tutto, una scelta politica. Non si trattava di chiedere all’Amministrazione di violare un contratto, ma di domandarsi se fosse stato opportuno arrivare a quel contratto in quel momento. Una domanda che, se a luglio poteva ancora essere posta e discussa, a settembre, invece, la risposta era già stata scritta dal cantiere.
La politica doveva sostituirsi agli avvocati; invece gli avvocati si sono sostituiti alla politica.

Abbiamo già imparato la lezione nella prima seduta. Marco Fossati (Forza Italia) può continuare la sua personale crociata contro Bonaccini, il PD e, ormai per estensione, contro la sinistra tutta. Un’ossessione che sembra avere trovato nel Consiglio comunale il luogo ideale per essere coltivata con ostinata puntualità. Peccato che, mentre combatte le sue battaglie nazionali, a Lissone ci siano cittadini che aspettano risposte molto più prosaiche, semplicemente un medico di famiglia, una strada decente, un po’ di verde, una Sagra…

Per il resto, tranquilli, il regolamento provvede. A Lissone la politica può aspettare. La ghigliottina regolamentare, invece, è sempre puntuale.

Adesso basta!

“Adesso basta! D’ora in poi vi querelo, voi millantate le notizie”. Durante il Consiglio comunale di lunedì 7 settembre, l’ex vicesindaco e assessore Giovanni Camarda ha così tuonato.

E ora che lui “si metterà di traverso” e ci querelerà, noi del Listone siamo preoccupati… Forse lo ha già fatto, perché ha anche affermato che “la misura è colma”. Sì, noi siamo proprio dei cattivoni perché riportiamo e scriviamo ciò che leggiamo nelle delibere di Giunta e nelle determine. E in ogni articolo indichiamo la provenienza delle informazioni.

Purtroppo, ora l’Assessore si è proprio stancato. E ci querelerà. Allora noi promettiamo di essere ancora più accorti. Se lui si sta preparando per essere candidato nel 2027, benissimo! Anche noi come Lista civica ci stiamo preparando…

Intanto, i nostri Consiglieri hanno richiesto l’accesso agli atti del Fuori GP e poi, documenti alla mano, faremo un bel riassunto di costi, contributi, rischi e piani di sicurezza. Il tutto senza “millantare” o fare illazioni, forse.

Tanto ci pensa Camarda e il suo seguito di assessori/e e consiglieri/e a ringraziare e a magnificare l’operato e il successo del Fuori GP.

1.000 e non più 1.000

Ci eravamo lasciati venerdì scorso con una anticipazione: “Dalla prossima settimana (…) ne leggerete delle belle, a partire magari da chi si dichiara “un uomo da 1.000 preferenze personali” … Potevamo disattendere la curiosità di qualche lettore e di qualche consigliere di maggioranza? Nemmeno per sogno!

Ma andiamo per gradi. La candidata Sindaca della destra lissonese nel 2027 dovrebbe essere di nuovo Laura Borella. Ha governato per un quinquennio senza brillare – per la verità non solo per colpa sua – ed è consuetudine che un “ciclo” contenga due lustri, dei quali il secondo almeno tentato. Probabilmente non vincerà, ma dovrebbe almeno tentare, magari evitando di fare mega fotocopie di assegni elettorali…

Si vocifera però che l’attuale sindaca ci stia ancora pensando e che la sua ricandidatura non sia poi così “automatica” (pare che ci siano malumori per la composizione delle squadre che dovrebbero comporre i partiti a sostegno di Borella, Vannacciani compresi).

E allora? Allora gli appetiti del potere, seppur locale, spingono a candidature spontanee e l’autocandidato in questione – già componente della attuale Giunta – pare che in più situazioni abbia affermato che, se non c’è Laura, tocca a me, ho 1.000 preferenze personali, vinceremo”, alludendo anche al fatto di poter contare sull’appoggio delle Associazioni lissonesi…

Ecco, bisognerebbe PRIMA attendere che Borella declini la sua candidatura e POI pensare al nuovo candidato. Ricordiamo che nessun candidato a Lissone ha mai ottenuto un risultato così notevole (la più votata come Consigliere è stata nel 2022 la nostra Concetta Monguzzi, con oltre 650 preferenze).

Inoltre, il candidato sindaco non può vantare le sue “preferenze personali” perché, al contrario dei Consiglieri, il suo nome non può essere indicato come preferenza sulla scheda elettorale…

Quindi il nostro Giovanni – lo chiameremo così, utilizzando un nome di fantasia – dovrà prima attendere che l’attuale Sindaca decida di non ricandidarsi e poi che la coalizione di destra scelga da quale partito debba provenire il candidato sindaco, tenendo conto di equilibri molto delicati.

A quel punto, potrebbe forse indicare a tutte le Associazioni delle quali sostiene di avere il sostegno il nome di due candidati (una donna ed un uomo); uno o due nomi li possiamo anche immaginare, ma vedremo cosa succederà.

Per ora, siamo a “1.000 e non più 1.000”!