A Cesare quel che è di Cesare…

Diciamolo subito: il sindaco di Lissone Concettina Monguzzi – ora anche Presidente della Provincia pro tempore – appartiene ad una lista civica. Lo precisiamo, noi del Listone, perché il Cittadino di Monza e Brianza, in un suo articolo, ha commesso un errore: non offensivo ma nemmeno banale, e che riteniamo utile correggere.

Nell’articolo si anticipano i nomi dei due candidati alla presidenza della Provincia di Monza e Brianza: il leghista Luca Santambrogio, sindaco di Meda e dipendente del Comune di Lissone nel settore Servizi sociali, e Concettina Monguzzi, il nostro sindaco che da anni si spende anche per la Provincia, con deleghe importanti, con la fiducia del Presidente Invernizzi e del Partito Democratico, che l’ha sostenuta come candidata.

E l’errore? Nell’articolo in questione, si attribuisce al Sindaco Monguzzi di essere tesserata del Partito Democratico: intendiamoci, nessun problema, anzi si governa insieme da oltre 7 anni, condividendo strategie e metodologie del centro sinistra, ma ci piace ricordare e sottolineare che il nostro sindaco non è iscritta ad alcun “partito”. 

Dal nostro punto di vista, l’appartenere ad una lista civica e quindi non legata e soggetta a “giochi” superiori, rappresenta un punto di forza. Ad esempio, il sindaco leghista di Giussano, eletto giusto un paio di mesi fa, dopo la vittoria aveva presentato ufficialmente una squadra definita “la migliore”, salvo poi – dopo l’intervento di politici sovracomunali della coalizione – dover accettare un ridimensionamento con altri nomi proposti/imposti dai partiti.

Ecco perché ribadiamo con forza che avere per la Provincia un candidato di una lista civica rappresenta un plus sia per il territorio che per la Provincia stessa.

Vedremo chi vincerà, se l’esperta Monguzzi o il neofita (in fatto di Provincia) Santambrogio, ma occorre “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Concetta quel che è di Concetta”: se proviene da una lista civica è sbagliato scrivere che appartiene al Partito Democratico.

E le liste civiche, anche stavolta, potrebbero fare la differenza…

S’è perso la via (Bellerio)

Non è passata certo inosservata la notizia della “promozione” a vice di Salvini del giovane lissonese Andrea Crippa, da sempre portabandiera del movimento “Giovani Padani” della Lega e già consigliere di opposizione nella nostra città, dove si era distinto più per le (mancate) presenze che per le sue dichiarazioni.

Buon per lui; meno bene per il “nostro” Fabio Meroni, che d’ora in poi si troverà a dover “prendere ordini” da un 33enne nei confronti del quale voci di corridoio dicono non nutra una particolare stima. E sempre le stesse voci di corridoio dicono che la mancanza di stima e di fiducia è abbondantemente ricambiata…

Ora che le gerarchie si sono ribaltate, che ne sarà mai di Fabio Meroni e di tutto il suo “entourage”? Dal pulpito del suo profilo social, ogni tanto manda strali difficili da comprendere per i comuni mortali, ma si intuisce che i destinatari siano le nuove leve della Lega. Già qualche mese fa non erano mancati bisticci con i giovani leghisti di Lissone; ora però la situazione per Meroni si è decisamente complicata.

La scalata al potere della Lega vede Lissone protagonista ma – beffa delle beffe – il protagonista non è lui. Anni di militanza nella Lega Nord non gli sono serviti a farsi strada in via Bellerio, dove adesso comanda uno dei suoi più acerrimi rivali in Brianza.

E allora? Esclusa la possibilità di un’uscita dalla Lega (Meroni nel Grande Nord proprio non ce lo immaginiamo!), il suo ruolo è destinato a rimanere entro i confini della città: in Consiglio comunale potrà continuare a sfogare la sua rabbia coi (brutti) modi che è solito utilizzare, ma non deve dimenticare che, al di fuori dei confini lissonesi, c’è qualcuno pronto a bacchettarlo…

In Brianza, a Lissone Salvini sceglie il suo vice (GiornaleDiMonza.it – 14 giu 2019)

Al suol non si comanda

Salvaguardia del territorio e riqualificazione dell’esistente: sono queste le parole chiave che ci hanno guidato in questi sette anni di amministrazione del territorio di Lissone. E proprio la scorsa settimana, nei Consigli comunali del 10, 11 e 12 giugno, abbiamo avuto modo di confermare questo indirizzo urbanistico, approvando la proroga del Documento di Piano in vigore dal 2014 e in scadenza a luglio.

Il Documento di Piano è stato così prorogato in attesa di poterlo adeguare ai principi che saranno contenuti nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che la Provincia dovrà a sua volta adeguare entro 24 mesi dall’approvazione del PTR (Piano Territoriale Regionale) da parte di Regione Lombardia.

Il principio fondamentale che guiderà gli adeguamenti di Regione e Provincia sarà proprio la riduzione del consumo di suolo, principio riconosciuto ormai anche da Regione Lombardia – a guida leghista – e che la precedente amministrazione Monguzzi con lungimiranza aveva già adottato nel Pgt del 2014.

Anche la Variante al Piano delle regole e dei servizi – approvata la scorsa settimana – ha seguito la stessa linea di indirizzo: oltre ad aver  recepito una sentenza del TAR  (relativa ad un’area edificabile sulla quale da molti anni vigeva una pendenza legale da parte del proprietario), la variante ha riguardato l’affinamento delle norme tecniche di attuazione che regolano gli interventi edilizi e soprattutto la modifica della destinazione d’uso di una parte del Piano integrato di intervento di via Bernini, approvato dalla precedente amministrazione Lega-PdL.

Con questa modifica di destinazione d’uso, è stato possibile evitare la realizzazione di nuovi 8.000 mc di edilizia residenziale (oltre 30 nuovi appartamenti) e consentire l’ampliamento dell’attività commerciale Decathlon e del relativo parcheggio, oltre alla sistemazione di tutta la viabilità intorno alla zona interessata.

Con l’approvazione del Documento di Piano e della Variante al Piano delle regole e dei servizi, abbiamo mantenuto fede al programma elettorale che ci vede concentrati – oggi come nel 2012 – alla riqualificazione dell’esistente, allo sviluppo delle attività commerciali e alla riqualificazione del territorio.

Per la cronaca, il Movimento 5stelle e Lissone in movimento hanno votato contro la Variante del piano delle regole e dei servizi, mentre Lega e Forza Italia hanno pensato bene di togliere la scheda all’ultimo secondo e non partecipare neppure alla votazione…

Di onorevole… non c’è più nulla

Lunedì sera, in Consiglio Comunale, nel momento dedicato alle comunicazioni, il solito Fabio Meroni se l’è presa con il nostro sito. Come sempre, direte voi. Il sito del Listone è scritto da “mentecatti”, e l’ha ripetuto più volte nei 5 minuti a sua disposizione, una al minuto potremmo dire: un record. Offese e ragionamenti a cui siamo abituati.

Essere commentati, citati, letti e riletti, annotati e poi richiamati ci dà soddisfazione, ma ormai nemmeno più tantissima… Sia Fabio Meroni che Ruggero Sala, che Daniele Fossati, che Piermarco Fossati (non in rigoroso ordine di importanza) sono soliti commentare e rilanciare i nostri articoli capendo però solo ciò che vogliono.

Ad esempio lunedì si parlava di “monotono verde-lega”: ma il ragionamento era riferito al confronto con il governo nazionale giallo-verde… che a Lissone non esiste.

O ancora: rispetto all’aiuto che in qualità di consigliere provinciale Fabio Meroni avrebbe potuto dare al nostro Sindaco – attualmente Presidente pro tempore della Provincia di Monza e Brianza – era un auspicio a superare le divisioni interne (solo e fino alle elezioni del prossimo Presidente).

Ma niente, non siamo capiti. Anche perché Fabio da Lissone ha tuonato vibrante che gli spiace ma la politica è una cosa seria e, visti anche i commenti del Listone, se potrà fare uno sgambetto al Sindaco lo farà volentieri.

Appunto, la politica è una cosa seria; si auspicava infatti una collaborazione “paesana” tra i due, in ruoli diversi ma con il risultato – per la Provincia – di fare bene per i cittadini tutti, anche lissonesi.

Non sarà così e lo ha dichiarato forte Meroni: il fatto che abbia detto in modo “trasparente” che lui di aiuti a Concetta NON ne darà, gli fa onore; ma non troppo. Anzi, per niente. Anzi…

E sono rimasti in quattro…

Ormai la cosa è di pubblico dominio e in città molti seguono la querelle con un interesse quasi pari a quello per la recente saga “Pamela Prati-Mark Caltagirone”! Sui social media locali, infatti, è in corso una “battaglia” senza esclusione di colpi tra l’attuale consigliere 5Stelle, Piermarco Fossati, e i simpatizzanti del “MoVimento”, che invece tanto simpatizzanti di lui non lo sono.

Ricorderete che Piermarco Fossati entrò in Consiglio dopo motivate dimissioni di Emanuele Sana che, con coerenza, ha grossomodo così ragionato: ho dato 5 anni della mia vita alla città di Lissone e ai suoi cittadini e la seconda bocciatura elettorale (dietro Monguzzi e Meroni) mi induce a riflettere sul senso della mia permanenza e sul mio impegno. Non ho vinto ma nemmeno migliorato, e quindi mi faccio da parte.

Perfetto! Se non che – a quasi due anni di distanza – crediamo che Sana sia molto pentito… Sul suo profilo Facebook accusa Fossati di essere troppo “filo-leghista” (lo abbiamo già detto anche noi…) e lo incolpa della perdita di consenso elettorale dei 5Stelle a Lissone nelle ultime elezioni europee. Lo accusa di aver dilapidato un “tesoretto” di lavoro e credibilità sul territorio, oltre che di aver perso la loro specificità di vicinanza alla base e ai confronti democratici. Effettivamente, qui a Lissone il colore più acceso ora è un monotono verde-lega!

Con Emanuele Sana anche una folta schiera di simpatizzanti-attivisti (ora ex simpatizzanti, diciamolo pure) evidenziano come, di fatto, il Movimento a Lissone stia scomparendo.  Tutte considerazioni, queste, inframmezzate da epiteti tipo “babbeo”, “somaro” e simili…

Lui, Piermarco, è “troppo omologato” e “troppo vicino a Fabio Meroni”, il vero re della minoranza. Certo, le differenze tra Sana e Fossati in termini di contenuti, di “seguaci” – in Consiglio comunale e non solo – e di “distanza” dai leghisti, sono molto evidenti.

Forse il consigliere 5Stelle non ha davvero ancora “carburato e masticato” la politica locale. Staremo a vedere (o a leggere) presto.

Fuoco a… 5Stelle (Giornale di Monza – 4 giu 2019)

Il sindaco Presidente

Il nostro sindaco Concettina Monguzzi, sarà a capo della provincia di Monza e Brianza per i prossimi mesi. Toccherà infatti a lei, in qualità di  vicepresidente, traghettare la nostra provincia verso l’elezione del nuovo Presidente. Dopo l’ultima tornata elettorale, infatti, e dopo due mandati consecutivi, Roberto Invernizzi non è più il sindaco di Bellusco e quindi non può più ricoprire il ruolo di Presidente della Provincia.

Come succede per le elezioni del Consiglio provinciale, anche l’elezione del Presidente è “indiretta”, cioè hanno diritto di voto i Consiglieri provinciali in carica (a loro volta sindaci) e dopo le elezioni del 17 marzo, l’assise è formata da 8 componenti della lista “Brianza rete comune”, 4 di “Insieme per la Brianza” (centro destra) e 4 della Lega.

Nelle amministrative del 26 maggio hanno votato 31 dei 55 comuni della Brianza: in alcune città si andrà al ballottaggio e in altre è cambiata la composizione dei Consigli comunali, con nuove maggioranze e nuovi equilibri che potrebbero avere un peso nella scelta del nuovo Presidente.

Il Listone auspica, per collaborare fattivamente con il Presidente ad interim Monguzzi, che l’altro lissonese presente in Consiglio Provinciale – il leghista Fabio Meroni – sia disponibile a superare le divisioni interne, perché la Provincia ha uno sguardo più ampio e merita, fino alla nuova elezione, l’apporto proattivo di tutti.

Per intanto anche noi del Listone vogliamo ringraziare Roberto Invernizzi per l’importante lavoro svolto in questi anni e auguriamo buon lavoro alla nostra Concettina Monguzzi nel suo nuovo ruolo di guida della provincia di Monza e Brianza.

La Provincia è utile e resta riferimento per il territorio (Il Giorno – 29 mag 2019)

Benvenuto nuovo Statuto!

Martedì 8 maggio, intorno alla mezzanotte e dopo lunga ad approfondita discussione, il Consiglio comunale ha approvato ALL’UNANIMITÀ il nuovo Statuto comunale, il documento che stabilisce le linee guida per l’organizzazione interna della macchina comunale, le sue attività e le forme di controllo e di partecipazione popolare. Quello attualmente in vigore – approvato nel lontano 2000 – necessitava di parecchi adeguamenti normativi e, approfittando dell’occasione, sono stati anche rivisti i principi, le finalità e le forme di partecipazione popolare da attuare nel nostro Comune.

La Commissione Affari istituzionali ha iniziato il processo di revisione all’inizio di questa legislatura affrontando un lavoro lungo e impegnativo; proprio per la l’importanza di questo documento, tutti i componenti si sono impegnati per ottenere la più ampia condivisione dei contenuti, obiettivo raggiunto grazie alla determinazione e all’impegno di ciascuno.

Prima di essere operativo, il nostro Statuto dovrà ora essere pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione, affisso all’Albo pretorio e infine inviato al Ministero dell’Interno.

Ma quali sono le novità e i punti qualificanti del nuovo Statuto?
Come prima cosa sono stati ridefiniti i principi cardine e ispiratori dell’azione amministrativa, ponendo maggiore attenzione al ruolo della famiglia, della maternità e della paternità, del governo del territorio – primario bene comune! – limitando il consumo di suolo  e meglio valorizzando gli spazi verdi e gli insediamenti urbani per assicurarne la qualità e la tutela.

Sono poi stati ribaditi con forza il valore del lavoro e il principio delle pari opportunità e all’unanimità è stato inoltre approvato un emendamento che impegna nella lotta alle mafie e al contrasto dell’illegalità, argomenti quanto mai attuali in questo periodo.

Per quanto riguarda la partecipazione popolare – ambito che coinvolge direttamente i cittadini – oltre agli strumenti già presenti sono stati inseriti tre nuovi istituti: la consultazione popolare, le indagini di opinione diffuse e il bilancio partecipativo. La partecipazione a queste consultazioni è stata estesa ai sedicenni, agli apolidi e ai cittadini stranieri legalmente soggiornanti in Italia e residenti nel Comune di Lissone da almeno cinque anni.

Queste sono solo alcune anticipazioni, il testo completo del nuovo Statuto sarà a breve disponibile online sul sito comunale.

Un grazie ai membri della Commissione e a tutti quanti hanno lavorato per dotare la nostra città di uno Statuto aggiornato e al passo coi tempi, e che speriamo possa restare attuale per i prossimi 20 anni!

I puntini sulle i

Anche chi la scuola l’ha finita da un pezzo, ogni tanto avrebbe bisogno di un bel ripasso: è un esercizio utile – ad esempio – ripassare gli avvenimenti e le questioni sempre “calde” che riguardano la città in cui si vive,. Se poi a peccare di memoria corta è un consigliere comunale di minoranza,  in questo caso Roberto Perego della lista civica “Lissone in movimento”, allora sentiamo proprio la necessità di mettere “i puntini sulle i”. Perego dà prova di memoria corta quando chiede su un gruppo social, riferito all’attuale giunta: “Ma non siete x consumo di suolo zero?”.

E allora, come si usa dire, “repetita iuvant” e noi del Listone non ci stanchiamo certo di ripetere, dati alla mano, che SÌ, LA GIUNTA MONGUZZI APPENA INSEDIATA HA OPERATO ATTIVAMENTE ED È RIUSCITA A CAMBIARE UN MOSTRUOSO PGT, voluto dalla passata amministrazione a guida leghista, che prevedeva 29 Ambiti di Trasformazione: una vera e propria distruzione/trasformazione di suolo lissonese in cemento, come se non si fosse già costruito abbastanza!!

La provincia di Monza e Brianza, seguendo la rotta indicata dall’amministrazione Monguzzi e ritenendo il PGT in contrasto con le scelte del Piano territoriale provinciale, si è appellata al Presidente Mattarella, ottenendo l’annullamento di una volumetria di oltre 390mila mc, che corrispondono a circa 1500 nuovi appartamenti!

E qui al ripasso urge affiancare una bonaria tirata d’orecchi allo smemorato consigliere Perego che sembra “lavarsi le mani” quando afferma che “Io in consiglio comunale non c’ero, non ho votato nessun provvedimento prima di Luglio 2015. Chi c’era cosa ha fatto oltre a scrivere sul Listone?”

Il Listone ha manifestato, il Listone ha appoggiato l’allora candidata Monguzzi e il Listone ha sposato da subito – credendoci e agendo – la causa anti cementificatrice lissonese: una grossa componente del Listone, infatti, proviene proprio dal Comitato “UovodelPonte”, nato nel 2006 nel quartiere “da là dal punt” per fermare la costruzione di un mega-palazzo di 12 piani proprio a forma di uovo.

Peccato che lo sguardo di Perego spesso non vada oltre al suo criticare ciò che il Listone scrive.

Fiori neri

È davvero preoccupante sapere che un ex consigliere comunale, nonché ricandidato al Consiglio Comunale nel 2017 (e per fortuna non eletto!), domenica 28 aprile si sia permesso di pubblicare un post su Facebook per ricordare il giorno della morte del duce, invocando fiori su Piazzale Loreto.

Così, dopo che le cronache recenti ci hanno mostrato un gruppetto di Ultras della Lazio stendere uno striscione in ricordo di Benito Mussolini nei pressi di Piazzale Loreto facendo il saluto romano, dopo le lapidi oltraggiate in varie città italiane, ora pure Lissone si trova a dover subire un episodio di stampo neo-fascista del quale avrebbe volentieri fatto a meno.

Giovanni Camarda – l’autore del post – già aveva avuto modo di polemizzare sul significato del 25 Aprile, ma a a quest’ultimo brutto episodio non possiamo proprio passar sopra, anche a rischio di dare a lui una visibilità che assolutamente non si merita. Anche perché – lo ricordiamo – Camarda è stato consigliere comunale a Lissone, eletto nelle liste del Pdl a sostegno del sindaco leghista Ambrogio Fossati. Poi, durante il mandato, si è dichiarato “indipendente” e si è “spostato a destra”, ripresentandosi alle elezioni del 2012 nella lista di Federalismo e libertà.

È passato poi – sempre più a destra – a Fratelli d’Italia, di cui era il candidato di punta nelle elezioni comunali del 2017, contribuendo così a portare voti a Fabio Meroni. Sarebbe interessante sapere se anche per Meroni il 28 Aprile è un giorno da ricordare per portar fiori in Piazzale Loreto, o se invece è una data che sancisce la morte di un dittatore.

Sapere che chi esibisce ora senza ritegno posizioni da neo-fascista ha occupato le poltrone del Consiglio comunale di Lissone non ci fa piacere. Anzi: sapere che lo stesso individuo cerchi di fare proselitismo su Facebook, ci fa stare ancor meno sereni.

Noi condanniamo fermamente le dichiarazioni di Camarda: chiunque ricopra – oggi e in futuro – ruoli amministrativi e di governo (anche locale) certe cose non può dirle, scriverle, ma nemmeno pensarle! Chiunque cerchi di far rinascere un’ideologia di morte e l’apologia del fascismo che ha portato duce e camicie nere a rivalersi sui più deboli, va pubblicamente contestato; e chi inneggia a un dittatore non esprime libera voce ma deve essere redarguito al pari di una piaga sociale, come la mafia.

25 aprile simbolo di democrazia, ma qualcuno ricorda Mussolini (Giornale di Monza – 30 apr 2019)

Sgombero o non sgombero? Questo è il problema…

Sono mesi che segnalo la cosa” queste le parole del Capogruppo di Forza Italia, Daniele Fossati; lui, che dirige anche il collega di partito Ignazio Lo Faro, ci ha tenuto a dirlo e a dirlo forte! Dal titolone comparso in 41esima pagina del Giornale di Monza – articolo firmato da Omar Porro – questo si capisce: “Guardate tutti, io ho segnalato la situazione da mesi per risolvere il problema. Il Comune non ha fatto nulla ed è corretto che momenti di disperazione siano sfociati in un “incatenamento” alle serrande del Comune”.

A contorno, la triste storia di un cittadino italiano quasi sessantenne che, sfrattato, si è trovato “in strada”, in pieno inverno. Ha deciso così di occupare abusivamente lo spazio dell’ex discarica di Via Bottego, portandoci dentro una roulotte. In effetti ci sarebbero tutti i motivi per l’interessamento di un Consigliere Comunale per sensibilizzare il proprio Sindaco ad intervenire e a trovare una soluzione.

Purtroppo, però, le cose non sono proprio così. Non è come dicono e fanno scrivere sui giornali la coppia Fossati-Lo Faro, i quali solo da qualche giorno hanno cambiato la “verve” delle loro affermazioni e che ora sono compassionevoli, preoccupati e forieri di consigli e suggerimenti postumi, un po’ per tutti.

NON è così: li ricordiamo bene noi i ragionamenti degli “azzurri” in Consiglio comunale: “Voi siete solo capaci a fare i forti coi deboli e i deboli coi forti, perché non ripristinate lo stato di legalità all’ex discarica dove c’è una persona che occupa abusivamente la proprietà? Perché non ci andate? Perché tollerate questo abuso? Occorre che vi muoviate! E’ vergognoso!” e via di slogan e ragionamenti filosofico-politici rispetto all’insicurezza e allo stato di “abbandono” della città.

Ora, invece, dopo che Polizia locale e Carabinieri hanno eseguito l’intervento di sgombero e ripristinato ordine e legalità – non senza momenti di tensione – i due paladini di Forza Italia diventano improvvisamente attenti alle ricadute e alle conseguenze sociali dello sgombero e dell’incatenamento. Valutazioni, forse, che qualcuno stava facendo già da mesi…

In realtà qui si parla di un cittadino italiano, assistito da tempo dagli Uffici comunali che cercano di fare la propria parte per un aiuto personale e familiare in una situazione molto delicata.

È insopportabile che chi ha comunque un ruolo istituzionale cambi così repentinamente il proprio punto di vista: prima duri e puri a richiamare la legalità e la necessità di effettuare lo sgombero, poi compassionevoli verso le conseguenze di quell’atto di forza.

Attualmente non abbiamo ulteriori informazioni, vista la necessaria privacy e prudenza. Di sicuro, effettuato lo sgombero e ripristinata la legalità, all’eventuale stato di bisogno il Comune valuterà le condizioni e la situazione, intervenendo nei modi e tempi opportuni. Ma diciamoci le cose come stanno, con al centro la persona e non la diatriba politica.

“Sono mesi che segnalo la cosa” (Giornale di Monza – 23 apr 2019)