Il prossimo Consiglio

Domani, giovedì 22 gennaio, si svolgerà il primo Consiglio comunale del 2026. Come sempre, a partire dalle 20:30, sarà possibile seguire i lavori anche da casa e ascoltare e verificare l’andamento della politica locale. Questa volta l’ordine del giorno è breve, ma sostanzioso

Dopo le consuete “Comunicazioni” di Assessori e Consiglieri, andrà infatti in discussione il DUP (Documento Unico di Programmazione), il documento che elenca e sancisce gli obiettivi dei singoli assessorati e dell’Amministrazione Borella. Azioni, settori e servizi e anche opere e passi per raggiungere gli obiettivi. Un momento di confronto e discussione per sapere su cosa la Giunta viene impegnata e quali visioni ha per Lissone.

In un periodo dove la distanza tra cittadini e politica è sempre più grande (grazie anche agli esempi nazionali e mondiali), noi cerchiamo di dare il nostro contributo richiamando anche alla partecipazione consapevole, seppure se a distanza. A chi invece volesse essere presente in Consiglio, ricordiamo che ora non si può bere neppure un caffè visto, che la concessione del bar è scaduta

L’invito è quello di “partecipare” comunque, perché solo così, rendendosi conto dei temi e delle prospettive, si potrà in futuro premiare, o meno, la classe di amministratori che ora governa la nostra città.

E che sia un buon Consiglio!

 

Il Marchese Oscar

Che triste immagine… Il Vicesindaco della seconda città della Brianza deriso e “simpaticamente” paragonato dalla stampa locale, anche come immagine, al famoso “Marchese del Grillo”.

Nel celeberrimo film il regista Monicelli costruisce l’altra faccia del borghese meschino e giustiziere, attraverso la caricatura di un nobile arrogante e precursore della decadenza romana. Colto ma volgare, prevaricatore e crudele, Onofrio del Grillo è tra le maschere più riuscite interpretate da Alberto Sordi.

Indimenticabile è lo slogan secondo il quale: “io so’ io e voi nun siete un cazzo!”. Il duo Monicelli-Sordi lo ha fatto passare alla storia come il motto che evidenzia privilegi ed iniquità sociali. (Slogan tanto caro al Consigliere Bertolini che, quando non è ascoltato o non riceve risposte, lo cita spesso in Consiglio per accusare chi ha potere, oggi a Lissone).

Ma come mai il Giornale di Monza paragona ironicamente il Marchese al Vicesindaco? Perché il nostro assessore Oscar Bonafè (come in precedenza avevamo già scritto) durante un Consiglio comunale, a microfono aperto, si è lasciato sfuggire la considerazione che ha dei Consiglieri di minoranza e in generale, forse, di chi non ha potere.

In passato aveva già mostrato una certa insofferenza alle domande, alle critiche e alle richieste di approfondimento ma mai si era lasciato andare a simili considerazioni, offensive e lesive della dignità della minoranza e del Consiglio stesso.

Ora, forte di aver sostituito Camarda, forte di aver portato in Giunta anche la sostituta dell’Assessore Minotti, forse non si è reso conto che quello che stava dicendo non fosse proprio da Oscar… E, secondo l’articolo, nemmeno il fido scudiero, inconsapevole, Marco Fossati.

Ci spiace leggere questi paragoni e ci spiace che l’esercizio del potere sia, ormai, a senso unico. Se chiedi, non sei nessuno; se proponi, vuoi mettere in difficoltà e non sei nessuno, e se non hai potere…”nun sei un cazzo!  Effettivamente… direbbe il Marchese Oscar!

“Voi non siete nessuno”!

Nel Consiglio comunale della scorsa settimana, durante la discussione della Mozione Urgente, il vicesindaco e architetto Oscar Bonafè ha espresso il suo pensiero, affermando pubblicamente quella che, evidentemente, è la sua VERITÀ, una verità nuda e cruda.

A microfono aperto, in presenza di Consiglieri di maggioranza e minoranza, dei colleghi assessori, della sindaca, di alcuni cittadini e di 85 lissonesi collegati a distanza, rivolgendosi ai gruppi di minoranza ha proprio detto:VOI NON SIETE NESSUNO”.

Sì, “Voi non siete nessuno”! Una frase violenta ed umiliante e che, visto il suo ruolo, è ancora più grave. Non è la prima volta che il Vicesindaco, candidamente, sferra attacchi e pugnalate vere e proprie. D’altra parte, chi comanda a Lissone (Borella-Perego-Bonafè) è un cultore della ripicca continua e della rivalsa perenne.

Il consigliere Marco Fossati, che evidentemente non ha capito molto della situazione, ha addirittura percepito che, con la nostra Mozione, volessimo mettere in mora l’Amministrazione. Nessun altro della Maggioranza (oltre a Fossati) ha parlato, non avendo nessuna voce in capitolo e non avendo nemmeno memoria storica. Consiglieri che non conoscono il passato, animati da una continua voglia di ripicca, spesso in malafede e arroganti.

Noi siamo scandalizzati dall’arroganza e dalla superficialità di Bonafè. I nostri consiglieri erano candidati e sono stati eletti, mentre Bonafè è espressione di un’area geo-politica e quindi non ha avuto nemmeno bisogno di candidarsi: aveva la poltrona già pronta.

I nostri elettori, quindi, hanno votato NESSUNO, hanno delegato a rappresentarli NESSUNO. Allora gli elettori stessi, sono NESSUNO?

Ecco perché la politica continua a perdere credibilità. Ecco perché presto servirà “cambiare aria” in città. A Lissone non servono assessori arroganti, che lavorano per ripicca, che sminuiscono gli altri e che tendono a travisare i fatti. Amici di amici, indicati da fuori, che non conoscono studi professionali, che credono che il Fuori Salone sia un ambiente e che la minoranza vada calpestata. Ne riparleremo presto.

La minoranza che lavora

C’è una strana sindrome che colpisce periodicamente questa maggioranza: ogni volta che la minoranza svolge il proprio ruolo istituzionale, qualcuno si sente attaccato, messo sotto accusa o, come si dice, “preso in castagna”. È successo anche nel Consiglio comunale del 18 dicembre, a proposito della mozione PNRR sugli interventi antincendio e di messa in sicurezza delle scuole.

Secondo il consigliere Marco Fossati, quella mozione sarebbe stata una sorta di trappola politica. Peccato che i fatti – quelle fastidiose cose che non si piegano alle interpretazioni – raccontino tutt’altro. La mozione è stata infatti protocollata il 3 dicembre, quando i termini per presentare le domande scadevano il 15 dicembre. Se davvero l’intento fosse stato quello di cogliere la Giunta in fallo, sarebbe bastato protocollare la mozione qualche giorno dopo… Invece la minoranza ha scelto di muoversi per tempo, con un obiettivo semplice e dichiarato: richiamare l’attenzione su un’opportunità utile alla città e al suo bilancio.

La Giunta ha comunque presentato una sua richiesta nei termini, limitata a un solo edificio scolastico. L’assessore Oscar Bonafè ha chiarito che gli altri due plessi, pur bisognosi di interventi, richiedono lavori di importo superiore ai 140 mila euro e quindi sono soggetti a procedure di gara pubblica incompatibili con le tempistiche del bando; spiegazione che la minoranza ha accolto, ritenendola corretta. Un comportamento piuttosto singolare, per chi sarebbe animato da intenti polemici.

Il problema, evidentemente, non è il merito delle questioni, ma l’idea stessa che la minoranza eserciti il proprio ruolo senza timori reverenziali. Così, per la maggioranza, una mozione informativa diventa un attacco, un promemoria istituzionale una provocazione.

In questo clima si inserisce l’intervento del consigliere leghista Massimiliano Paninforni, che ha colto l’occasione per commentare con “piena e profonda soddisfazione” l’assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms, parlando di processo politico, magistratura ideologizzata e volontà popolare tradita. Un intervento dal forte sapore sovranista, condito con la consueta retorica da campagna elettorale permanente, che lascia però aperta una domanda piuttosto semplice: che relazione ha tutto questo con l’amministrazione di Lissone? Il contrasto resta evidente: da una parte chi lavora su atti, scadenze e opportunità concrete; dall’altra chi preferisce la rivendicazione continua, il vittimismo politico e i comizi fuori contesto.

La minoranza continuerà a fare ciò che le compete: proporre, vigilare, segnalare occasioni utili alla città e riconoscere i risultati quando arrivano. Se questo viene vissuto come un fastidio, non è un problema politico della minoranza, ma una difficoltà di chi confonde il governo della città con una perenne campagna elettorale.

Una mozione urgente

Il 21 novembre scorso, il Ministero ha rilasciato un AVVISO PUBBLICO “per la concessione di contributi in favore di enti locali per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico”, e ciò anche grazie all’utilizzo di fondi europei sul PNRR. Un’ottima occasione per i nostri istituti scolastici, sempre bisognosi di interventi per la sicurezza dei nostri bambini e ragazzi.

Secondo lo spirito propositivo che contraddistingue questa minoranza, al completo, abbiamo protocollato in data 3 dicembre una mozione, definendola “URGENTE” e chiedendo a tutto il Consiglio Comunale di votare per impegnare Sindaco e Giunta ad attivarsi affinché anche Lissone potesse accedere ai finanziamenti PNRR e dare informazione poi delle tre proposte progettuali (come da Avviso). Scadenza del termine di presentazione: ore 18 del 15 dicembre 2025. OGGI!

Ma dal 3 dicembre ad oggi, il nulla: nessun riscontro e nessuna comunicazione ci è pervenuta. In compenso, il presidente Roberto Perego ha pensato bene di iscrivere la questione all’ordine del giorno del Consiglio comunale che si svolgerà 3 giorni dopo la scadenza dei termini, cioè il 18 dicembre.

Ovviamente, in questo modo la mozione perde il suo significato e una votazione su una mozione che si riferisce a qualcosa di ormai “scaduto” non ha molto senso. È nello lo stile di Perego Roberto: lavorare sottotraccia, con il sorriso, e poi dire “è scaduto il termine, ma cosa volete votare” …

Siamo sicuri che dopo il nostro invito la Giunta abbia presentato qualcosa. Abbandonato il progetto “Territori Virtuosi 2” (che avrebbe fatto risparmiare molte risorse), investiti capitali sulla annunciata riqualificazione della Piazza Mercato, ogni recupero di fondi terzi è importantissimo. Staremo a vedere…

I veri cementificatori

Incredibile! Durante l’ultimo Consiglio comunale il consigliere comunale Andrea Carraretto ci ha urlato “CEMENTIFICATORI”! Lui, di professione geometra di cantiere. Lui, che aveva votato 31 Ambiti di Trasformazione (cioè cambio di destinazione per rendere edificabili zone che non lo erano). Lui, che è Presidente della Commissione urbanistica, e che la convoca solo quando glielo chiedono i “potenti” della Giunta.

Insomma, il geometra Carraretto, cresciuto a pane e cemento, ci accusa di essere NOI del Listone i veri CEMENTIFICATORI di Lissone! Già questo farebbe ridere. Ma a voler ben leggere il messaggio che voleva mandare, ci viene più da piangere.

Lui, Marco Fossati, Ignazio Lofaro e Giovanni Camarda, approvando il PGT nel 2012, avevano “regalato” alla città decine e decine di migliaia di metri cubi, regalo cancellato proprio dalla successiva amministrazione Monguzzi, della quale facevamo parte a pieno titolo.

Non rendersi conto di come proprio la sua parte politica sia espressione di quel mondo che gravita attorno al MATTONE è sconcertante, ma è un indicatore dello stato di confusione che regna in Forza Italia e dello smarrimento del suo rappresentante più tecnico in Consiglio.

Stavolta il geometra Carraretto ha esagerato; forse è giunto il momento che si prenda una pausa e chieda un avvicendamento, perché non si vive di solo cemento…

Marco, l’indovino

Marco Pirola, direttore del Cittadino, è un vero e proprio indovino! Oltre un mese fa aveva previsto le dimissioni dell’assessora Carolina Minotti e aveva anche annunciato, ben prima della Sindaca, chi l’avrebbe sostituita, con tanto di nome e cognome. C’è stata qualche timida smentita (ridicola, col senno di poi) dei fedeli Borelliani, ma poi tutto è successo come previsto.

Carolina Minotti si è dimessa (dopo aver fatto alcune discutibili affermazioni e prolungate assenze in Consiglio) con lettera alla Sindaca e al suo posto è stata nominata Elisa Belloni.

Sì, Elisa Belloni in Cazzaniga (Massimiliano), lui già consigliere e capogruppo di Forza Italia in Consiglio a Lissone, nuora di Edoardo Cazzaniga, già presidente della RSA Agostoni ed ex-candidato Sindaco. Una famiglia molto nota in Forza Italia. Elisa Belloni, amica di Luca Veggian (marito della ormai ex assessora Minotti) che, seppur non candidata a Lissone, è stata nominata Assessore alla cultura lo scorso mercoledì 3 dicembre.

Allora Marco Pirola è proprio un indovino, oppure – più semplicemente – da giornalista arguto quale è, ha seguito, la pista degli amici degli amici, dei profili social, delle indiscrezioni e/o di qualche malumore…

Speriamo che la neoassessora possa sostituire, in meglio, l’amica dimissionaria. Per ora, la sindaca Borella, mera esecutrice della volontà del partito e dell’area di Faletra-Bonafè-Carraretto, ha eseguito il compito assegnatole. Chi decide è la Forza della coalizione a cui spetta la poltrona; tutto regolare e già visto.

In bocca al lupo alla nuova assessora! Non la conosciamo ma, ne siamo sicuri, diventeremo presto anche noi “amici”. E in bocca al lupo a Lissone, che di questi tempi, ne ha proprio bisogno.

Katia non c’è…

Katia non c’è più, è stata cacciata dal Direttivo di “Lissone in Movimento” che ha regolato i conti tra Roberto Perego e Daniele Fossati e ha espulso la propria Segretaria. Lei era il Segretario cittadino della Lista Civica e recentemente aveva preso posizione in favore di Daniele Fossati. Allora si sono riuniti e l’hanno “fatta fuori”, con il sorriso gentile di chi ti colpisce alle spalle.

Sono mesi che tra Perego e Fossati non corre buon sangue. Alcuni scontri sono avvenuti anche durante i Consigli comunali: su chi rappresentasse la Lista civica, su chi avesse preso i voti e su chi dicesse la verità. E poi, su Francesco Giordano litigi scontati e su firme e uso del simbolo, su ruoli e seguiti ridicoli. Due personalità molto diverse ed evidentemente incompatibili: Perego, uomo di potere, nel cerchio magico della Borella, soldato obbediente ed ex tutor; Fossati, spirito libero, tagliente, spregiudicato nei confronti di tutti.

Peccato che una lista civica si sia prestata a “far fuori” la propria Segretaria per il potere e la poltrona; ma si sa che comandano i numeri, non il buon senso.

Tra i componenti del Consiglio direttivo – amici e persone non indipendenti da Perego – probabilmente qualcuno avrà anche capito cosa stesse succedendo ma senza avere il coraggio di opporsi.  Essere liberi e indipendenti è problematico, si perdono magari occasioni e opportunità. Quello che è certo, è che la persona che ha supportato Daniele Fossati è stata messa “fuori gioco”. Che peccato e che delusione per chi ha votato questa Lista civica!

Immaginiamo che a breve Daniele Fossati abbandonerà “Lissone in Movimento”. Lui, però, è tutelato dal fatto di essere un Consigliere comunale: ha in mano il microfono (che per lui è una vera e propria arma) anche se presto sarà relegato al ruolo di spettatore scomodo. Ad esempio, durante l’ultimo Consiglio, Fossati ha presentato un emendamento – secondo noi molto opportuno – ad una mozione della Maggioranza (sulla quale non era stato neppure interpellato…) che è stato miseramente bocciato: tutti hanno votato contro.

Il potere dei suoi (ex?) amici è questo: se sei contro “il sistema”, sei contro di me e io ti “annullo”, con varie modalità, secondo le situazioni, e poi sorrido: niente di personale – ci mancherebbe! – è solo la legge dei numeri…

Questa è una amara eredità che ci lascerà l’amministrazione Borella-Perego-Bonafè; se ne sarà resa conto anche Katia, alla quale va tutta la nostra solidarietà.

Quando va di moda l’imboscata politica e la verità non paga (Cittadino – 29 nov 2025)

La malafede è a sinistra o a destra?

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, l’assessore ai Lavori pubblici e Vicesindaco, arch. Oscar Bonafè ha risposto ad una nostra interrogazione e, nella chiosa finale, si è lanciato in accuse gratuite ed insinuazioni circa la malafede delle nostre domande. Già avevamo chiesto a febbraio e poi ancora a novembre come mai, fra oltre 160 studi di architettura e oltre 7.000 studi di ingegneria presenti a Milano, per la riqualificazione di piazzale degli Umiliati venne chiesto il preventivo proprio allo studio LAND Srl e solo a quello.

Fu una richiesta di offerta effettuata verso un unico operatore e successiva determina n. 1242 del 29.11.2024. L’importo a base d’asta fu di 139.959,71 euro (40,29 euro sotto il limite di legge di 140.000,00 che impone più richieste di offerta…) e l’unico studio interpellato offrì uno sconto del 5%. Quindi un unico invitato e un unico presentatore di offerta che si aggiudicò il tutto.

Lo Studio LAND ha le competenze e la professionalità richiesta e ha già iniziato a lavorare. In Commissione urbanistica, ad esempio, è stata illustrata una sintesi del progetto. Lo ha presentato una giovane architetto lissonese, Martina Erba, e ha fatto proprio una bella impressione: giovane, entusiasta, conoscitrice del territorio e con una dialettica tecnica ma concreta. Nulla da ridire, seriamente. Tornando alla politica, però, siamo sinceramente stupiti di alcune metodologie seguite da questa Giunta e dai suoi tecnici.

Precisiamo infatti che Bonafè, l’architetto-assessore-vicesindaco, ha dichiarato di non conoscere lo Studio LAND e così pure il dirigente Salvatore Di Sarno. Ma allora, noi che – secondo l’assessore – “siamo in malafede”, abbiamo immaginato che a conoscere molto bene lo Studio di architettura potrebbe essere invece un candidato della Lista civica “Lissone in Movimento”, capitanata dal Presidente Roberto Perego. Stiamo parlando di Ruggero Erba, papà dell’architetto Martina Erba e candidato nella coalizione a sostegno della sindaca Borella. Almeno lui conoscerà lo studio dove lavora sua figlia!

Ma come? Nessuno conosceva professionalmente lo studio, ma l’architetto incaricato di sviluppare il progetto è proprio la figlia di un candidato (non eletto in Consiglio) molto vicino a Roberto Perego… Tutto regolare, tutto lecito, tutto in buonafede, ovviamente. A leggere la determina – che pesa alla fine 168.701,84 euro – si capisce ci si rende conto di quanto siamo stati fortunati: nessuno conosceva lo Studio e l’invito unico ha prodotto uno sconto del 5% con relativa fulminea aggiudicazione. E l’architetto che sviluppa il progetto è addirittura una lissonese, proprio un caso fortuito e fantastico!

Complimenti a tutti: presidenti, architetti e candidati! Trasparenza, etica tecnica e comportamentale ai massimi livelli.

A Natale puoi…

Come previsto, si è dimessa l’assessora Carolina Minotti: lo ha annunciato la sindaca Borella durante il Consiglio comunale del 26 novembre leggendo la lettera di dimissioni. E ora avanti il prossimo (o meglio: la prossima).

Non si sentirà molto la mancanza dell’assessora Minotti, molto occupata tra famiglia e lavoro e quasi sempre assente dai Consigli comunali. Vedremo come si comporterà la new entry della Giunta lissonese, se sarà più efficace ed efficiente.

Le voci sul nome della prossima assessora ci sono e sono tutte concordi: moglie di un ex consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia (Massimiliano), nonché nuora dell’ex Presidente della Rsa Agostoni (Edoardo). Lo aveva scritto il direttore del Cittadino, Marco Pirola, alcune settimane fa: sarà un’amica di Forza Italia, vicina all’area politica di Gianni Faletra (Provinciale).

Non sappiamo chi abbia scelto la persona e neppure come facesse a saperlo, già qualche settimana fa, il quasi-indovino Marco Pirola. Noi intanto aspettiamo a breve la nomina ufficiale da parte della sindaca.

Certamente a Lissone succede di tutto: tra vicesindaci rimossi, vicesindaco nominato e poi ricollocato, assenze e votazioni senza discussione, cambio di deleghe e nomine “piovute dall’alto” dei provinciali, ora c’è anche questa patata bollente. E in tutto questo, la Sindaca fa la figura di una osservatrice; Pirola lo aveva anticipato, e probabilmente così sarà.

E il presidente Perego? Con la prossima probabile “investitura” gli sarà difficile approdare in Forza Italia: è troppo affollato!