Sgombero o non sgombero? Questo è il problema…

Sono mesi che segnalo la cosa” queste le parole del Capogruppo di Forza Italia, Daniele Fossati; lui, che dirige anche il collega di partito Ignazio Lo Faro, ci ha tenuto a dirlo e a dirlo forte! Dal titolone comparso in 41esima pagina del Giornale di Monza – articolo firmato da Omar Porro – questo si capisce: “Guardate tutti, io ho segnalato la situazione da mesi per risolvere il problema. Il Comune non ha fatto nulla ed è corretto che momenti di disperazione siano sfociati in un “incatenamento” alle serrande del Comune”.

A contorno, la triste storia di un cittadino italiano quasi sessantenne che, sfrattato, si è trovato “in strada”, in pieno inverno. Ha deciso così di occupare abusivamente lo spazio dell’ex discarica di Via Bottego, portandoci dentro una roulotte. In effetti ci sarebbero tutti i motivi per l’interessamento di un Consigliere Comunale per sensibilizzare il proprio Sindaco ad intervenire e a trovare una soluzione.

Purtroppo, però, le cose non sono proprio così. Non è come dicono e fanno scrivere sui giornali la coppia Fossati-Lo Faro, i quali solo da qualche giorno hanno cambiato la “verve” delle loro affermazioni e che ora sono compassionevoli, preoccupati e forieri di consigli e suggerimenti postumi, un po’ per tutti.

NON è così: li ricordiamo bene noi i ragionamenti degli “azzurri” in Consiglio comunale: “Voi siete solo capaci a fare i forti coi deboli e i deboli coi forti, perché non ripristinate lo stato di legalità all’ex discarica dove c’è una persona che occupa abusivamente la proprietà? Perché non ci andate? Perché tollerate questo abuso? Occorre che vi muoviate! E’ vergognoso!” e via di slogan e ragionamenti filosofico-politici rispetto all’insicurezza e allo stato di “abbandono” della città.

Ora, invece, dopo che Polizia locale e Carabinieri hanno eseguito l’intervento di sgombero e ripristinato ordine e legalità – non senza momenti di tensione – i due paladini di Forza Italia diventano improvvisamente attenti alle ricadute e alle conseguenze sociali dello sgombero e dell’incatenamento. Valutazioni, forse, che qualcuno stava facendo già da mesi…

In realtà qui si parla di un cittadino italiano, assistito da tempo dagli Uffici comunali che cercano di fare la propria parte per un aiuto personale e familiare in una situazione molto delicata.

È insopportabile che chi ha comunque un ruolo istituzionale cambi così repentinamente il proprio punto di vista: prima duri e puri a richiamare la legalità e la necessità di effettuare lo sgombero, poi compassionevoli verso le conseguenze di quell’atto di forza.

Attualmente non abbiamo ulteriori informazioni, vista la necessaria privacy e prudenza. Di sicuro, effettuato lo sgombero e ripristinata la legalità, all’eventuale stato di bisogno il Comune valuterà le condizioni e la situazione, intervenendo nei modi e tempi opportuni. Ma diciamoci le cose come stanno, con al centro la persona e non la diatriba politica.

“Sono mesi che segnalo la cosa” (Giornale di Monza – 23 apr 2019)

Fabio Meroni, resta con noi

Possiamo solo immaginare quanto Fabio Meroni ci tenesse a candidarsi e ad essere eletto sindaco a Camparada, per poter poi aspirare a diventare il nuovo presidente della Provincia di Monza e Brianza (solo i Sindaci possono rivestire tale incarico) sostenuto magari dai suoi nemici-amici di Forza Italia… (vedi “Un amore a senso unico“). Per la prestigiosa poltrona da Presidente, siamo convinti che Meroni sarebbe stato disposto a metterci la faccia, senza badar troppo alla provenienza, e avrebbe poi ricambiato politicamente…

Ma già nel 2014, come Consigliere comunale, aveva lasciato segni indelebili: uno stuolo di critiche per aver puntato dritto alla poltrona, stravolgendo la graduatorie (entrato in Consiglio con 7 preferenze, dopo 4 dimissioni) e per essersi insediato in un territorio e in una realtà che non conosceva. Addirittura ci fu chi creò un gruppo Facebook che lo invitava ad andarsene da Camparada…

E ora – di nuovo – Meroni era pronto a “invadere” il territorio di Camparada: farsi eleggere Sindaco, essere eletto presidente della Provincia e poi governare, magari più in Provincia che nel piccolo Comune brianzolo!

Ma il centrodestra di Camparada è insorto all’unisono contro l’intromissione del “lumbard” lissonese. Già, perché la forza di Meroni è stata questa: non appena ha annunciato di esser pronto a candidarsi a Camparada per riunire con la sua candidatura tutte le forze di centrodestra, come per magia il centrodestra di Camparada si è ricompattato come non mai: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia uniti sì, ma sotto il nome di un’altra candidata sindaco…

Immaginiamo che Meroni ora sarà “attapirato” per essere stato fermato dai vertici del suo partito, che hanno ritenuto di proporre un nome diverso. Chissà se il pluri-ventennale politico lissonese ha esaurito il proprio credito nel partito… Staremo a vedere: la politica (che spesso è “fantapolitica”) ci ha abituato a tutto, e al contrario di tutto.

Noi ci auguriamo che Meroni non se la prenda troppo: come recita il testo di un noto canto di Chiesa noi diciamo: “Resta con noi, non ci lasciar…” Perché così per altri 3 anni il Consiglio comunale di Lissone lo potrà vedere protagonista nei banchi dell’opposizione e capo indiscusso della minoranza “verde padana”. Sì, perché il giallo e l’azzurro qui ormai sembrano scomparsi…

Camparada, ecco la squadra dei candidati di Mariangela Beretta (Giornale di Monza.it – 19 apr 2019)

Un amore a senso unico

È ufficialmente operativo il nuovo Consiglio provinciale eletto il 17 marzo scorso. Dopo la cerimonia di insediamento, hanno iniziato il loro mandato i 16 consiglieri (8 di BrianzaReteComune, 4 di Insieme per la Brianza e 4 di Lega Nord Monza e Brianza) sotto la guida del presidente in carica Roberto Invernizzi, sindaco di Bellusco ed eletto nel settembre 2017. Anche questa volta Lissone ha due rappresentanti in Consiglio: il nostro sindaco Concettina Monguzzi – alla quale è stata confermata la carica di vicepresidente – e il leghista Fabio Meroni.

E qui comincia il bello: il mandato del presidente Invernizzi scadrà a settembre e il nuovo eletto, per legge, dovrà essere scelto tra i sindaci della provincia di Monza e Brianza. E a maggio in alcune città brianzole – ad esempio a Camparada – si terranno le elezioni amministrative.

Camparada… Chi ha buona memoria ricorderà che il nostro consigliere Meroni nel 2014 si presentò proprio alle elezioni di Camparada, raccogliendo 7 (sette!) preferenze: entrò comunque in Consiglio comunale dopo che i 4 (quattro!) prima di lui rinunciarono all’incarico.

E tutto questo perché? Secondo quanto si diceva e quanto riportato allora dalla stampa, Meroni aveva bisogno di un posto in Consiglio comunale (in un qualsiasi paese brianzolo) per poter ripresentarsi ed essere eletto in Consiglio provinciale.

E oggi? Oggi invece Meroni ha bisogno di un posto da Sindaco per poter aspirare all’ambita carica di presidente della Provincia ed è quindi tornato alla carica a Camparada, proponendo la sua candidatura “per compattare il centrodestra” e… “per amore di Camparada”!

Ma a Camparada nessuno è fesso e la durissima replica del sindaco Giuliana Carniel non lascia nulla di sottinteso: “Meroni sta di nuovo prendendo in giro i camparadesi “ e, dopo aver ricordato quanto successo 5 anni fa, conclude: “I camparadesi hanno bisogno di un vero sindaco, non di un politico di professione che ha ben altre ambizioni”.

Il Consiglio della Provincia si insedia: cosa cambia (Il Giorno – 11 apr 2019)

Meroni (Lega): “Io candidato? Lo farei per amore” (Cittadino – 30 mar 2019)

Carniel contro Fabio Meroni: “Non ci prenda in giro” (Cittadino – 9 apr 2019)

Prima… gli ultimi

Si sente parlare spesso di “percezione” delle persone a proposito della sicurezza, di fenomeni come il troppo caldo o il troppo freddo e così via. Noi invece oggi parleremo di qualcosa che – al contrario – forse non è sufficientemente “percepito” dai lissonesi, come in questi giorni ha giustamente sottolineato il nostro Assessore alla Persona, Anna Maria Mariani.

Si tratta dell’entità della spesa sostenuta nel 2018 dal nostro Comune per interventi in campo socio-economico: una cifra di oltre 5 milioni di euro in aiuto alle fasce più deboli della popolazione lissonese. Una cifra “da record”, viene definita dalla stampa locale e che dimostra ancora una volta l’attenzione dell’Amministrazione verso i minori, le famiglie in difficoltà, gli anziani e le persone disabili.

Forse “chi se la passa bene” non ha – appunto – la percezione di quanto possa essere necessario, e a volte indispensabile, poter contare su un sostegno economico, educativo o di assistenza per chi si trova in difficoltà.

Una spesa esagerata? Proprio no, a sentire ciò che dice Anna Maria Mariani: “Gli aiuti non bastano per capire il «sommerso» di difficoltà che colpisce anche Lissone: basti pensare che delle 245 domande presentate per usufruire del “Reddito di inclusione”, solo 29 sono state presentate da persone già conosciute al servizio”.

In questo caso bisogna quindi cercare di “percepire” cioè –  come da definizione – “prendere coscienza di una realtà esterna”. Da parte nostra, noi abbiamo “percepito” e ringraziamo l’Assessore Mariani e tutto il suo gruppo di lavoro per l’impegno e l’attenzione che quotidianamente rivolgono a chi necessita di un aiuto o di un sostegno.

Servizi alla Persona, nel 2018 investimenti per oltre 5 milioni (Comunicato stampa – 26 mar 2019)
Numeri da record: ben 5 milioni di euro per i servizi sociali (GiornalediMonza.it – 30 mar 2019)

Il Movimento… della Lega

Càpita a Roma da quasi un anno, càpita ormai in tutte le questioni governative: sulla Tav, sul reddito di cittadinanza e sulla quota100, sui migranti e sulle poltrone ministeriali…  Ci sono due “leader” che si insultano a distanza e poi il povero Conte, il mediatore, interviene dando un colpo al cerchio e uno alla botte e si va avanti così; da mesi, sempre così.

E direte: ma Lissone cosa c’entra? C’entra, perché qui a Lissone il Consigliere Piermarco Fossati – il consigliere accusato dagli attivisti storici di non rappresentare più la linea originale del Movimento 5stelle lissonese – sta interpretando un po’ la parte di Di Maio, solo che qui manca il “Conte” della situazione e…. lui è ormai sopraffatto dal socio leghista che dispone, tratteggia la linea, comanda.

Era meglio quando in Consiglio c’era Emanuele Sana” – si dice nei corridoi – “lui era ‘autonomo’”. Vedremo se il Movimento, alle prossime elezioni lissonesi, perderà consenso (come attualmente succede in tutta Italia). Peccato, a noi interessa anche l’apporto singolo che può dare al Consiglio, qui ed ora, il consigliere Piermarco Fossati.

Allora noi di una Lista civica, letta, citata e contraddistinta dalle scomode verità, diciamo al Piermarco locale: dài prova anche tu – come Di Maio – ad alzare la testa e a camminare da solo, vedrai che ce la fai. Al massimo, telefona a Conte che era un tecnico ed ora è del “Movimento della Lega”… o a Salvini, il “Capitano”.

Un riflesso perditempo: riflessioni necessarie

Nessuno lo ascolta, quasi fosse invisibile… Roberto Perego, ex candidato sindaco, purtroppo non riesce a decollare, e nemmeno a lasciare il segno. In bilico tra l’essere guidato da Fabio Meroni e fughe in avanti in solitaria – peraltro senza efficacia – non ce la fa nelle piccole cose, figuriamoci su quelle grandi… Per sua fortuna ci siamo noi e il nostro sito, il più citato della politica locale, memoria storica e attento osservatore di ciò che succede in città.

Ma ecco i fatti: domenica 3 marzo, con tanto di foto riflessa nei vetri delle porte dei bagni del Cimitero, il consigliere Perego Roberto pensava di fare un vero e proprio scoop: i nuovi bagni erano tutti e tre guasti, con tanto di cartelli apposti. Naturalmente lo “scoop” è stato subito subito postato su Facebook  con le solite drammatiche considerazioni su costi, sprechi, problemi… insomma, un disastro!

Ma che disastro?? Un banale guasto all’impianto di scarico, sabato pomeriggio, ha reso necessaria la chiusura de servizi; chiamato lunedì la società degli spurghi, il problema è stato risolto e i bagni sono stati riaperti il 5 marzo. Già domenica c’era online la risposta dell’Assessore Nava: “I guasti capitano, anche a casa, risolviamo e riapriamo“. Detto e fatto.

Il Cittadino, ovviamente, pubblica la “notizia” con foto e considerazioni del consigliere Daniele Fossati e la risposta di Nava. Ma… e il nostro consigliere Perego?? Niente, nessuna menzione, nessuna visibilità, scomparso. E allora lo citiamo noi: è lui, il vero fotografo dello scoop, lui che si vede anche riflesso nel vetro, tipo fantasma .
Ma lo scoop? Ah già, lo scoop non c’era… E chissà se ha aggiornato il suo post con la soluzione del problema… Vabbè, alla prossima.

“I bagni non vanno: soldi buttati nel cesso” (Cittadino – 9 mar 2019)

Il ritornello che stona

Se arriverà la fine del mondo, sappiate che il consigliere di opposizione Ruggero Sala già ne conosce la causa: la colpa è sicuramente della ZTL! Per lui, la ZTL è il male assoluto. Infatti dal 2017, quando è tornato in Consiglio Comunale – dopo aver svolto le funzioni di assessore e vicesindaco negli anni della cementificazione a Lissone, fra il 2002 e il 2007 – non fa altro che parlare di questo.

Lui la ZTL non la vuole, e questo lo abbiamo capito. Peccato che, ancora, non si sia reso conto che i cittadini nel 2017 hanno scelto chi la ZTL l’ha voluta, l’ha istituita e l’ha difesa, e cioè il Sindaco Monguzzi e la sua coalizione. Ma lui non si arrende: imperterrito, dice di difendere gli interessi dei commercianti, che nel 2017 gli ha dato in dote 300 preferenze.

E allora rieccolo: se i negozi chiudono, colpa della ZTL. Se Lissone è una città “morta”, è colpa della ZTL. Se qualcosa a Lissone va male, è colpa della ZTL. Se a Santa Margherita una banca chiude gli sportelli, si lamenta della ZTL. Cosa c’entra, vi chiederete voi. Non c’entra niente, ma così è. E la “solita solfa”, condita da una buona dose di ipocrisia, si è sentita anche l’altra sera in il Consiglio Comunale: cinque minuti di intervento, tutto così.

Pazienza se i numeri dicono che le imprese a Lissone sono in aumento, se attraverso il bando Sto@ i negozianti del Centro hanno ricevuto contributi dalla Regione, se nei negozi del centro città i disabili non possono entrare perché le barriere architettoniche non lo consentono.

Questo ritornello non lo sentiamo mai. Peccato! Per onestà intellettuale sarebbe bello ogni tanto cambiare musica.

La bagarre che fa distrarre

Un giornalista l’ha recentemente definita “bagarre”: a noi – ancora una volta – pare l’ennesimo spreco di energie che andrebbero invece destinate al perseguimento del bene comune.

Di cosa parliamo? Si tratta della serie di rimbrotti, mormorii, provocazioni, polemiche da bar (che non ci aspetteremmo da un consigliere comunale) che hanno per protagonista il grillino Piermarco Fossati e che ogni lettore di social e stampa locale si è recentemente dovuto sorbire.
Nel web, tra commenti e rimpalli, è arduo trovare un post che non costituisca spunto per una polemica: tra i cittadini c’è chi notifica la falsità (presunta o reale non è dato sapere) delle tabelle sulla “Pensione di cittadinanza”, c’è chi contesta la parola “Onestà” riferita al movimento grillino e c’è addirittura chi, con ilare empatia, scrive: “Capisco perché i precedenti 5s hanno lasciato! “.

Insomma, una bagarre più o meno social della quale – ci scommettiamo – i cittadini farebbero volentieri a meno, e oltretutto alcune contestazioni (vedasi l’ormai “famoso” tortino di ceci o la polemica sulla nuova cartellonistica in via Mameli) sono dei veri e propri autogol…

Che dire? Speriamo che presto la bagarre lasci posto il a quello che è il fine autentico della missione di ogni Consigliere, anche di minoranza: parlare ed agire per il bene della propria città senza perdersi in… bagarre!

Bagarre tra attivisti e “ex” Cinque stelle (Giornale di Monza 12 feb 2019)

#iostoconConcetta

È notizia recente e che gode di giusto risalto sui network e sulla stampa locale che il Sindaco di Lissone, Concetta Monguzzi, abbia presentato un esposto ai Carabinieri per una minaccia ricevuta via Facebook come commento alla notizia della sua partecipazione ad un convegno sull’accoglienza dei migranti.

Si tratta di parole durissime e violente che non lasciano adito ad interpretazioni di sorta: “Sparagli nella testa, cosa dite?”. Sono parole che sono delle vere e proprie pietre, parole e intenzioni che sono frutto di quel razzismo armato dalla “politica della paura” e – si sa – la paura uccide la mente, il pensiero, la razionalità.

Una politica che non può non essere chiamata in causa in quanto certi partiti – quotidianamente e sotto gli occhi di tutti – con propagande perenni si divertono a flirtare con i cosiddetti “leoni da tastiera”, fomentando un clima di estremismo e vigliaccheria.  Vigliaccheria ed estremismo che, oltre ad essere ingiustificati, sfociano poi in minaccia: chi insulta si pone volutamente al di fuori da qualsiasi possibile dialettica politica e dialogo. Minacciare chi crede nella convivenza pacifica tra diversi non è più solo un’esclusiva degli estremisti, e i social tristemente lo dimostrano.

Bene ha fatto quindi il nostro Sindaco a denunciare e ad affermare con voce chiara, ferma e istituzionale che l’odio va condannato e che le opinioni cessano di essere tali quando vengono espresse con violenza e con minacce. La prevaricazione non avrà la meglio, finché ci sarà chi avrà il coraggio di opporsi alle derive, alle ritorsioni, alle minacce.

E allora #iostoconConcetta: siamo con te come Sindaco, con te come donna, con te come bersaglio di violenza.

“Sparargli nella testa”: il sindaco di Lissone minacciato di morte su Facebook (MBNews – 7 feb 2019)

Vi stupiremo con effetti speciali!

Durante il Consiglio comunale gli interventi fatti durante lo spazio dedicato alle “Comunicazioni” (che normalmente tali non sono…) sono sempre motivo di pungolo e confronto tra consiglieri ed amministrazione; ma l’altra sera il tutto si è trasformato in uno vero è proprio show…

Dopo l’appello e il consueto Inno di Mameli, il consigliere Carlo Erba della Lega (anche se loro continuano a dichiararsi “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” nonostante il Matteo capitano nazionale abbia rottamato quella dicitura assieme a persone e idee di secessione…) sotto lo sguardo attento del sempiterno Fabio Meroni, si è avvicinato al Presidente del Consiglio chiedendo di poter proiettare delle slide durante il suo intervento: evidentemente un argomento tanto importante o uno scoop così clamoroso da richiedere la proiezione di immagini in aula consiliare.

Sicuramente in aula più d’uno avrà pensato: “Chissà che contributo straordinario, che immagini da stupore”. Quasi come quella vecchia pubblicità, ricorderete: “Vi stupiremo con effetti speciali, ma noi siamo scienza non fantascienza!”. In una città complicata come Lissone chissà che non possa arrivare un contributo, un consiglio, un’idea brillante per tutti i 46mila abitanti della città… Insomma: Consiglieri tutti attenti, Assessori con carta e penna, Sindaco in ascolto ma… niente di tutto ciò, purtroppo!

Una vera delusione: il consigliere Erba ha proiettato un documento in PowerPoint costituito da 4 slide (una di copertina iniziale, due con foto e una finale, in proiezione continua). Qualcuno potrebbe pensare: “Saranno almeno state foto molto interessanti”. Nemmeno quello: erano foro di tre-paletti-tre senza adesivo catarifrangente (potevano sembrare di più perché il documento continuava a girare – e velocemente! – ma erano sempre gli stessi…). Tra l’altro, chi seguiva il Consiglio da casa non ha avuto nemmeno la possibilità di capire di cosa si stesse parlando perché le slide non sono state inquadrate dalla telecamera e il Consigliere non ha neppure spiegato quale fosse il problema!

Carlo Erba ha quindi puntato il dito contro l’Assessore Nava chiedendo le dimissioni (!) perché non sono stati messi degli adesivi catarifrangenti sui paletti dissuasori della sosta in via San Rocco. Tempo fa, infatti, era stata segnalata la mancanza dei catarifrangenti in due vie: via Monza e via San Rocco. In via Monza il problema è stato risolto con la semplice posa dei catarifrangenti, purtroppo così non è (ancora) stato fatto in via San Rocco.

“Che scoop incredibile!” dirà qualcuno ironicamente. No, lo scoop è successivo e consiste nel ragionamento fatto da Erba: la questione dei paletti – secondo il buon Carlo – testimonia una “forma mentis” dell’Assessore che lui non può più tollerare e quindi DIMISSIONI, DIMISSIONI, DIMISSIONI!

Solo nella seduta di giovedì scorso, le fatidiche DIMISSIONI sono state chieste almeno da altri tre Consiglieri di minoranza, evidentemente convinti che questo sia il loro ruolo: dividersi gli interventi e in chiusura chiedere le dimissioni.
Boh! E’ pur vero che domandare è lecito e rispondere è… cortesia.

Consiglio comunale del 31 gennaio 2019