Buona anche la seconda!

Dopo quello del 18 giugno, è stato un successo anche il secondo “Altro Consiglio”, che si è svolto ieri sera presso Villa Magatti. Erano esauriti i posti a sedere in quella che fu una sala consiliare – e che per una sera ha ripreso la sua nobile funzione – con anche persone in piedi e attente ai lavori dei consiglieri comunali di minoranza.  Corretti e preparati, hanno lavorato senza gettoni, senza ufficialità ma seguendo le regole e i tempi del vecchio regolamento per le comunicazioni ed i temi all’ordine del giorno.

Era previsto anche di dare la parola al pubblico per eventuali “comunicazioni” (3 minuti a testa) e gli interventi ci sono stati. Sono stati interventi concreti, mirati, sul degrado e sulla viabilità, sulla situazione dei cantieri e di varie vicende per le quali l’Amministrazione Borella poco o nulla ha fatto.

Dare la parola ai cittadini è stato un elemento di novità positivo e apprezzato da molti.

Ottimo il presidente dell’”Altro Consiglio”, Paolo Rivolta (che – diciamolo – batte il “vero” presidente Perego sotto tutti i punti di vista), e ottimi anche gli interventi sulle delibere.

Il primo punto all’ordine del giorno che riguardava una riqualificazione edilizia, non è stato votato perché argomento giudicato di competenza degli uffici tecnici.

Il secondo punto relativo ai riconoscimenti allo scomparso geometra Guglielmi è stato da tutti interpretato come “riparatore” delle scarne commemorazioni durante dello scorso Consiglio comunale (ufficiale), perché (neanche a dirlo…) sono state seguite le tempistiche previste dalle “nuove regole”! In ogni modo la proposta è stata votata all’unanimità, dopo averla emendata perché conteneva un errore e una iniziativa ritenuta non opportuna.

Approvata all’unanimità anche l’eliminazione dei vincoli sul diritto di superficie, trasformato – a pagamento – in diritto di proprietà per i piani artigianali particolareggiati.

Contrari, astenuti o non votanti, invece, sul subdolo argomento presentato come “Contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi popolari” (sul quale siamo evidentemente d’accordo) ma ignobile il vero scopo che è un attacco diretto a Ilaria Salis (e al suo partito) e l’appoggio ad una mozione simile, già approvata in Regione Lombardia. Attualmente a Lissone non risulta alcun caso di occupazione abusiva, ma i nostri consiglieri della Lega tanto dovevano fare per eseguire gli ordini “dall’alto” e l’hanno fatto. Loro sì, che sono ridicoli. E gli altri si accodano.

In conclusione, l’”Altro Consiglio” funziona e ha un buon riscontro tra i cittadini, in barba a chi ha “mandato a vedere” i numeri dei presenti.

I consiglieri Paninformi e Scaffidi hanno dichiarato che loro andranno avanti senza nessuna modifica, e che di noi non hanno bisogno. Vedremo il 24 luglio, quando in Consiglio comunale sarà finalmente discussa la petizioneSulle regole non si scherza”.

Ma perché?

Un nostro elettore ci ha posto alcune domande in relazione al fatto che, di nuovo, martedì 16 diserteremo il Consiglio Comunale. Perché non tornate in Consiglio e – anzi – ancora protestate?” e anche “Perché non è stata ancora discussa la petizione presentata a metà giugno e supportata dalle firme di tantissimi cittadini?“.

Domande interessanti alle quali rispondiamo volentieri.

Non torniamo in Consiglio comunale perché le modifiche apportate al regolamento – così come concepite e così come approvate – rappresentano un atto di prepotenza. Perché non sono state concordate e questa scelta non è stata per nulla democratica. Quindi, ancora martedì 16 faremo di nuovo l”Altro Consiglio”, a villa Magatti. Per dire la nostra (e anche la vostra), per lavorare sui temi della città e per esercitare la nostra rappresentanza.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la petizione “Sulle regole non si scherza” è stata sottoscritta da 644 cittadini e quindi, come da regolamento, dovrà essere discussa in Consiglio comunale entro 30 giorni dalla presentazione. Attendiamo notizie a breve.

Purtroppo, a Lissone succede come al governo nazionale: chi ha vinto le elezioni impone e dispone senza alcun rispetto. L’ultimo esempio? L’intitolazione del

l’aeroporto di Malpensa a Berlusconi. Non importa che questa scelta sia stata divisiva, non importano le perplessità anche a livello europeo, non importa che il nome e la sua fama vengano spesso associate a “cattive condotte”… Potevano farlo? Sì. Era opportuno? Decisamente No.

A Lissone, come a Roma, non interessa rispettare le idee e le differenze. È più semplice “comandare” e… stop! A noi questo non sta proprio bene e il disertare il Consiglio comunale è la nostra democratica forma di protesta. Ecco il perché.

Locandina Altro Consiglio

Martedì 16, un “Altro Consiglio”

Di nuovo un “Altro Consiglio”, martedì 16 luglio alle 20:30, sempre presso Villa Magatti. Continua la protesta dei Consiglieri comunali di minoranza che, in contemporanea allo svolgimento del Consiglio comunale “ufficiale” e ormai ad uso e consumo della maggioranza, lavoreranno con il medesimo Ordine del giorno, ma anche con una opportunità in più.

Dopo le Comunicazioni dei Consiglieri (5 minuti), sarà infatti lasciato spazio ai Cittadini presenti che potranno prenotarsi e intervenire facendo le proprie COMUNICAZIONI (3 minuti).

Inaugureremo una nuova modalità di incontro e dialogo tra i cittadini e i Consiglieri di minoranza che ascolteranno e, al bisogno, stileranno un elenco delle problematiche significative da trasmettere al Comune.

Speriamo che il Consigliere Massimiliano Paninforni (Lega) questa volta abbia più rispetto dei Consiglieri e dei Cittadini che interverranno, lui che, nonostante la presenza di un centinaio di persone, definì “una pagliacciata” la prima sessione dell’ALTRO CONSIGLIO del 18 giugno.

Naturalmente, noi saremo presenti all’appuntamento di martedì prossimo in Piazza Pertini, faremo le nostre COMUNICAZIONI e ascolteremo quelle che arriveranno dalla città. E poi diremo anche la nostra sugli argomenti iscritti all’Ordine del giorno.

Ci vediamo martedì sera!

Locandina Altro Consiglio

Tutti a casa

Grande risultato del nostro presidente del Consiglio comunale e “tutor” Roberto Perego! Con una mail sintetica, risoluta e lapidaria, scrive ai Consiglieri: “Egregi consiglieri Visto che non sono pervenute interpellanze ed interrogazioni per il Consiglio Comunale Riservato del 19/07/2024 nei termini stabiliti per la sottomissione (28/6/2024) il question time è annullato. RP“.

Aldilà dell’uso infelice del termine “sottomissione”, è stato quindi annullato il “Question time” del 19 luglio. Le minoranze continuano nella loro posizione di protesta ed, evidentemente, in maggioranza nessuno ha necessità di porre domande, chiedere informazioni o chiarimenti. E così, senza le nostre interrogazioni, niente Consiglio e tutti a casa (o in vacanza…).

E se per caso ci fosse qualcosa di urgente da discutere, potremmo anche immaginare che – invece di farlo pubblicamente nell’aula consiliare – i nostri consiglieri di maggioranza possano tranquillamente ritrovarsi a casa di un consigliere, invitare anche qualche dirigente e lavorare addirittura fuori orario…

Comunque, come avrete capito, la protesta delle minoranze continua e le interpellanze (e ce ne sono…) verranno presentate quando si deciderà di riprendere la partecipazione ai Consigli. I nodi, comunque, arriveranno al pettine, anche senza la SOTTOMISSIONE al “Question time”.

Il “tutor” e la Sindaca volevano dei Consigli comunali snelli, veloci, “efficienti ed efficaci” e questo hanno avuto: un Consiglio comunale annullato. Meglio di così…

Io con voi non ci sto più

Con largo anticipo, l’ex Vicesindaco Ruggero Sala ha dato il via alla sua campagna elettorale. Ambisce ad essere il perno aggregante della destra lissonese, in chiave elettorale, per poter vincere le future elezioni cittadine nel 2027. E lo vuole fare senza la Lega – targata Laura Borella – e senza Lissone in Movimento, guidato da Roberto Perego.

Entrambi, infatti, lo hanno cacciato dalla maggioranza, dalla carica di Vicesindaco e spazzato via dallo scenario politico locale. Dopo l’espulsione dal governo locale, il partito (Fratelli d’Italia) l’ha allora destinato in Regione Lombardia, a collaborare con i Consiglieri regionali.

Ora, dopo le elezioni europee e in vista delle amministrative, Ruggero è convinto che “il suo partito” sarà l’ago della bilancia, in città. Ma quale Partito? Quello dei “nemici” Camarda e Scaffidi? Quello dell’ex amico Arosio? Oppure quello dell’escluso Foligno?

Le correnti sono così diverse e strane, che il partito della Giorgia nazionale rischia la scissione… A meno che Sala venga “espulso” anche da lì, anche se non lo crediamo proprio. Ma non si può mai dire. Ad esempio, proprio in questi giorni, la Lega ha espulso Paolo Grimoldi, un leghista storico legato a Bossi ma che si è espresso in modo critico riguardo a Salvini.

Eppure, la politica dovrebbe aggregare invece che dividere e, giustamente, gli elettori sono frastornati.

Ma per restare alle questioni lissonesi, vedremo se Fratelli d’Italia condividerà quanto affermato Ruggero Sala nell’intervista al Giornale di Monza riguardo il mancato dialogo con i cittadini, i lavori in città, la situazione del commercio e le attività produttive e tanto altro ancora. Oppure se troverà la capacità politica di esprimere un altro pensiero.

Intanto, i cittadini leggono, riflettono e sempre di più esprimono pesanti critiche all’operato (ma soprattutto al “non operato”) di una maggioranza che sta mostrando tutti i suoi limiti, operativi e progettuali.

«Al lavoro per un progetto nuovo». Ma senza l’attuale sindaco Borella (Giornale di Monza – 2 lug 2024)

Verde pubblico e verde leghista

Ormai la situazione – quella reale e quella sui social – è imbarazzante: il “verde leghista” ha dipinto tutta Lissone! L'”ordinario” e lo “straordinario” sono ormai scomparsi, così come i Consiglieri comunali della Lega, coi propri fedeli muti supporters, che non danno più segni di vita. Nessuno più scrive post e nessuno più interviene.

Il “verde marcio” dell’acqua di Piazza Libertà predomina, mentre il “verde incolto” delle aiuole lì vicino rende il degrado ancora più percepibile. Ma mai come succede per il verde pubblico: sulla pagina Facebook di un Consigliere di maggioranza, una cittadina chiede conto della situazione dei giardini di via Montanelli e le immagini allegate sono davvero impietose (vedi sotto).

Certo, chi ha dato fiducia alla “verde Lega” non può e non deve lamentarsi, ma ci sono anche altri cittadini che vedono sterpaglie che superano il metro di altezza, rotonde ormai trasformate in giungle e marciapiedi che a pieno titolo possono essere annoverati tra i giardini pubblici…

I nodi arrivano al pettine e le posizioni critiche verso l’attuale amministrazione aumentano; lo si vede chiaramente anche nei durissimi commenti. Ovvio, se in campagna elettorale si è promesso l’impossibile o se non si è in grado di realizzare nemmeno “l’ordinario”.

Intanto, in Consiglio comunale Forza Italia e Fratelli d’Italia sono sempre più all’angolo e non riescono ad incidere sui risultati. I consiglieri “critici” Daniele Fossati e Omar Foligno restano in maggioranza, ma spesso restano in un significativo silenzio…

Fino a quando? “Anche senza di loro la Maggioranza andrà avanti senza problemi – dicevano – e infatti va avanti… col semaforo VERDE!

Andranno avanti finché non ci sarà un altro consigliere “critico”. E allora forse sì, che si vedranno davvero i sorci VERDI…

 

 

Bravo, continua così!

Un paio di settimane fa, l’ex vicesindaco e assessore Giovanni Camarda ha pubblicato un post su Facebook che richiamava un video della scorsa campagna elettorale. Nel video si evidenziava come, all’esterno del nuovo Palazzetto dello Sport, fossero presenti le tipiche recinzioni arancioni dei “lavori in corso” e per questo Camarda accusava di “incuranza” l’amministrazione Monguzzi. Naturalmente, tutto sarebbe cambiato votando Laura Borella sindaco alle elezioni amministrative ed esprimendo la preferenza per Camarda.

Ora che i lavori al posteggio del Palazzetto sono terminati, l’assessore scrive “Promessa mantenuta!”. E via di complimentoni da seguaci di Fratelli d’Italia, della Lega e anche di qualche cittadino.

Allora anche noi ci complimentiamo, ma diciamo anche la nostra e ricapitoliamo la storia, a beneficio di tutti e soprattutto di chi – in maggioranza – non la conosce.

Il progetto di riqualificazione di tutta l’area del quartiere Don Moscotti (ex LS/1) prevedeva varie fasi, scandite da un cronoprogramma.

Dapprima il maxi-trasloco di un centinaio di famiglie nelle nuove palazzine, poi la demolizione della “stecca” di case popolari, poi la realizzazione del nuovo Palazzetto, poi la conclusione parcheggi a servizio e la costruzione del campetto da basket-calcetto all’aperto. Prossimamente, ci sarà anche la riqualificazione del parcheggio e dei giardini vicino alla Scuola Buonarroti con il relativo collegamento con la ciclabile di Viale Martiri della Libertà.

Ma in tutto questo, cosa c’entra l’assessore allo Sport? Nulla!
Il progetto era quello? Sì. Le fonti di finanziamento erano già state identificate? Sì.

Quindi bastava NON FERMARE le opere già previste. C’è da dire che la Giunta ha già dato dimostrazione di riuscire a bloccare progetti ed opere già in realizzazione (ad esempio la ciclabile in Viale Martiri della Libertà). E allora, in questa ottica, il nostro Assessore-quasi-eroe è stato sicuramente efficace perché – tra un selfie e l’altro – è riuscito a NON FERMARE LE OPERE.

Complimenti, quindi, per la promessa mantenuta e aspettiamo i prossimi post e fotografie pubblicitarie. Noi le faremo sempre i nostri (ironici) complimenti.

La strigliata

Dal solito giornale locale leggiamo come la Sindaca, durante l’ultimo Consiglio, abbia voluto “dare una strigliata” ai Consiglieri comunali di minoranza, riuniti in contemporanea nell’”Altro consiglio

Diciamo subito che la Sindaca di Lissone, al massimo, potrebbe strigliare i suoi amati cavalli: non certo dei Consiglieri, sicuramente non i nostri. Non siamo all’asilo e neppure in un maneggio. Forse non ha ancora capito che lei deve essere “il Sindaco di tutti” e pare non abbia nemmeno ben capito il motivo delle rimostranze dei Consiglieri di minoranza.

Nessuno contesta la legittimità delle nuove regole del Consiglio, ma la minoranza (e due Consiglieri di maggioranza) contesta la modalità con quale queste regole sono state decise (senza confronto né condivisione) e gli effetti di tali regole, che limitano in modo inaccettabile la possibi­lità di esprimersi dei Consiglieri durante lo spazio delle comunicazioni e delle commemorazioni.

Sono un comportamento e una visione miope e semplicistica: i “capi” decidono e gli altri – per fortuna non proprio tutti – dietro. Ma i cittadini cominciano a rendersi conto di come le cose funzionano (o non funzionano) e il confronto e le riflessioni sono presto fatte.

A parte concludere (per fortuna, almeno questo) le opere sospese o non ancora terminate dalla precedente amministrazione (e reclamate come proprie dall’assessore al selfie), non si vede nulla di nuovo e anche l’ormai famoso “ordinario” che doveva essere “straordinario” non si vede neanche all’orizzonte…

Per ora, la Sindaca nomina e revoca vicesindaci, esibisce assegni scenografici, richiede consulenze legali (ma non scritte, solo verbali…), convoca riunioni in luoghi inappropriati ed infine – secondo il giornale amico – ora dà anche presunte “strigliate” alle legittime rimostranze dei Consiglieri di minoranza…

Intanto, il tempo passa e non c’è stato alcun commento sulle 644 firme della petizione già consegnate. Noi però siamo tranquilli perché il passaggio in Consiglio comunale della petizione è garantito, e siamo anche fiduciosi che i tanti cittadini presenti all’”Altro Consiglio” potranno presto avere ancora voce… Presto.

La Borella “striglia” chi diserta (Cittadino – 22 giu 2024)

Né capo né coda

Durante il Consiglio Comunale del 18 giugno (quello svoltosi in via Gramsci, per intenderci), il Grande Capo della Lega – Massimiliano Paninforni – ha detto la sua. Se fosse un indiano, sarebbe stato “Capo Tuonante”, ma in città nessuno lo vede e lo conosce e inoltre i suoi interventi in Consiglio non sono particolarmente brillanti. Ma c’è poco da discutere: quando uno è CAPO è CAPO, e lui è il Capogruppo della Lega in Consiglio comunale e lui, quindi, dirige.

Nell’ormai misero spazio dedicato alle Comunicazioni, riferendosi all’assenza delle minoranze per i motivi a tutti ormai ben noti, Paninforni ha affermato che noi non torneremo indietro, con voi o senza di voi, noi andremo avanti, perché noi lavoriamo!

Da vero capo lombardo, ha quindi delineato la strategia della coalizione borelliana; in caso contrario non avrebbe “tuonato” in quel modo e la Sindaca non avrebbe sorriso compiaciuta, con la fedele assessora Arrigoni.

Tra le altre cose, Paninforni ha poi definito l’”Altro Consiglio” una pagliacciata, una scelta scellerata, narcisista ed egoista. Ma cosa avrà voluto dire con “egoista”? Che ci sia rimasto male perché ci siamo tenuti tutto il pubblico per noi?

Mah, forse gli appartenenti alla maggioranza seguono “corsi formativi” a noi ignoti, ma che, se li frequenti, poi fai il CAPO.

Come Marco Fossati (FI) che, con un contorto ragionamento, ha affermato che il percorso delle modifiche (al regolamento del Consiglio comunale) è stato molto intenso IN MAGGIORANZA, è stato molto tribolato e la mediazione c’è stata, IN MAGGIORANZA.

Peccato, però, che questo genere di percorso non deve essere fatto in solitaria ma con la partecipazione di coloro che ne sono coinvolti (le minoranze, ovviamente) rispettando i ruoli, le persone e le idee di tutti, non solo di coloro che sono attualmente in maggioranza.

Sono concetti difficili, ma forse alla “Scuola dei Capi” non sono ancora arrivati a questa lezione…

Da parte nostra, non possiamo che prendere atto dell’affermazione che “non si tornerà indietro” e, comunque, le 644 firme della petizione sono state presentate e protocollate.

Vedremo se potranno in qualche modo incidere sulle prossime decisioni o se 644 cittadini resteranno “a bocca asciutta”, e sarebbe grave!

Vedremo anche quanto contano le parole dei CAPI: se non sapranno mantenere quanto detto, allora sarebbe meglio che andassero a nascondersi e si dimettessero.

Inutili, quindi, le proteste di Omar Foligno e Daniele Fossati: loro non sono CAPI. Ne prendano atto: Lega e Forza Italia – con Borella e Perego – hanno già deciso tutto (o no?!).

Buona la prima!

Grande successo, ieri sera, per il primo “Altro Consiglio”, con oltre un centinaio di persone presenti: cittadini, amici, giornalisti. In piazza Pertini, davanti a Villa Magatti (non a caso storica sede del  Consiglio comunale), abbiamo visto tutte le minoranze unite per i lavori del Consiglio Comunale, ed è stato a tratti persino emozionante.

Dopo le commemorazioni (in questo caso del geometra Guglielmi) sono stati consegnati al Presidente dell’Altro Consiglio – Paolo Rivolta – i fogli con le ben 644 firme della petizione, firme che oggi saranno ufficialmente protocollate.

A questo punto, l’Amministrazione Borella dovrà fare sul serio e sarà un obbligo parlarne in Consiglio comunale. Il tempo delle parole e della finta disponibilità al dialogo ora deve lasciare spazio alla discussione della petizione in Consiglio.  I cittadini sono stati invitati ad assistere e speriamo intervengano numerosi.

Oltre cento persone, dicevamo, ad ascoltare in Piazza Pertini; e nella sala consiliare di via Gramsci? Giusto un paio…

Tornando al nostro di Consiglio: dopo le Comunicazioni – con interventi di tutti i Consiglieri e secondo le vecchie regole – si è passati ai lavori dell’Ordine del giorno.
Su 3 degli argomenti è stata posta una pregiudiziale perché, durante la discussione nelle Commissioni, la maggioranza non era riuscita a garantire il numero legale.

Si è discusso, invece, del “Consiglio comunale dei Ragazzi”, che quest’anno era incentrato sul tema del RISPETTO, e di una mozione sul recente imbrattamento della pietra di inciampo in Via P.R. Guliani. Infine, dopo i ringraziamenti al pubblico presente, i lavori sono stati chiusi dall’ottimo presidente, Paolo Rivolta.

Buona l’organizzazione (con tanto di diretta Facebook), tanta partecipazione, contenuti importanti.
Siamo soddisfatti, ma non ci fermiamo di certo qui: questa è solo la prima di altre iniziative…
Perché SULLE REGOLE NON SI SCHERZA!