Noi non ci stiamo!

Votata ed approvata la richiesta di dimissioni indirizzata a Fabio Meroni dal ruolo di Consigliere, nel Consiglio Comunale di lunedì 29 (18 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto). La votazione è stata preceduta da un dibattito al quale anche il Listone ha contribuito con alcune riflessioni riportate nell’intervento del capogruppo Daniele Mariani.

Meroni è un politico che ha cavalcato gli scenari della politica che contano: la gravità di quanto ha affermato, nero su bianco, nei confronti della Senatrice Liliana Segre ci lascia basiti.  Tutto questo non è definibile (come alcuni a lui vicino hanno affermato) come una semplice “caduta di stile”. Le sue parole, pensate e scritte, sono state ragionate e volontariamente divulgate via social. 

È questo” – ha sottolineato Daniele Mariani – “che determina una spaccatura tra quello che ha detto e quello che una istituzione deve rappresentare“. Che immagine vogliamo dare di Lissone?  Che messaggio veicolano quelle parole, anche alle nuove generazioni?  

Noi del Listone, prendiamo una chiara e doverosa posizione: perché le scuse, quando si ha un ruolo istituzionale, non bastano e abbiamo il dovere di mantenerci RESISTENTI a questi avvenimenti e diciamo che NOI NON CI STIAMO e non potremo mai mediare davanti a questi discorsi.

E per questo abbiamo votato FAVOREVOLE alla richiesta di dimissioni di Fabio Meroni.

Ora staremo a vedere se le dimissioni arriveranno o se Meroni resterà ancora saldo (ma forse non come prima) al suo posto, in barba alle richieste della maggioranza, delle altre minoranze, dell’istituzione comunale e, soprattutto, a Lilliana Segre.

Daniele Mariani

Clicca qui per rivedere l’intervento di Daniele Mariani (6 min)

Una questione urgente

Nel Consiglio comunale che si svolgerà stasera, dopo le consuete “Comunicazioni”, si passerà alla discussone di un “Ordine del giorno urgente” presentato dalle forze politiche di maggioranza. La questione è l’ormai (purtroppo) famosa frase che Fabio Meroni – consigliere e capo della Lega lissonese – scrisse la scorsa settimana riferendosi alla senatrice ed ex deportata Liliana Segre, riferendosi a lei con il numero di matricola del lager anziché con nome e cognome.

La notizia è stata riportata da giornali, radio, televisione e social media a livello nazionale, facendo fare anche una pessima figura alla nostra città.

È stato un errore che deriva dal metodo e dallo stile di Meroni, spesso – bisogna dirlo – sopra le righe. Non abbiamo certo dimenticato le sue “valutazioni” fatte in questi ultimi anni sui componenti della maggioranza (alcuni particolarmente presi di mira), sul Sindaco, sulla Giunta.

Insomma, il classico Meroni che prima era ben supportato dai suoi, ora invece è diventato scomodo; persino i soci di minoranza hanno preso le distanze.

Questa sera occorre essere attenti e non spostare il problema, perdendo di vista la questione fondamentale; forse qualcuno cercherà di sviare il discorso, magari (azzardiamo un’ipotesi) imputando a noi il clima d’odio e il diffondersi della notizia o facendo paralleli con altre situazioni.

La questione resta invece: può un rappresentante delle istituzioni pensare e scrivere una comunicazione del genere? Può essere credibile un contesto civile che “superi” i limiti e che esponga la città ad un danno di immagine così importante? Se la risposta è “No”, chi di dovere ne tragga le conseguenze.

Stavolta Meroni, forse, capirà di aver commesso un errore fatale, e anche il suo partito l’ha capito…

Caso Meroni-Segre: la Provincia MB prende le distanze , l’opposizione chiede le dimissioni (MonzaToday – 22 nov 2021)

Lettera aperta per Liliana Segre

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta di una nostra lettrice.

“Finché sarò in salute e sarà necessario, non smetterò di essere una voce contro ogni forma di odio». Ho letto queste parole della Senatrice Liliana Segre e poi, dopo pochi giorni, sono incappata nel post scritto dal capogruppo della Lega a Lissone, Fabio Meroni.

Ogni tanto lo incontro in giro – Lissone è grande ma non troppo – un cenno, un saluto di cortesia perché – anche se non mi piacciono le questioni che porta avanti il suo partito – penso che l’educazione non debba venire mai meno.

Quando ho letto quello che è stato capace di scrivere su Liliana Segre, apostrofarla usando il numero con cui era stata internata da bambina nel campo di Auschwitz-Birkenau (ove furono uccisi milioni di esseri umani), sono annichilita. Chiamarla così corrispondeva alla privazione del nome, ovvero alla negazione della dignità di dirsi “essere umano”: non riesco a pensare al dolore che Liliana possa aver provato, ancora una volta, per mano di Meroni che di certo ha sempre vissuto una vita agiata, comoda, e si trova a gettare veleno su chi ha tanto sofferto, su chi ha vissuto l’Olocausto e la crudeltà nazifascista sulla propria pelle.

Vorrei dire solo due cose semplici a Fabio Meroni, e mi è più facile scriverle : primo, che la Senatrice Segre è il simbolo vivente della Dignità anche di fronte alla malvagità umana, anche oggi che siamo nel 2021 e ciò che diciamo e scriviamo vola veloce in rete. Secondariamente vorrei dire a Meroni che se vuole tornare a scambiare cenni di saluto coi suoi concittadini, dovrebbe chiedere a loro tutti, indistintamente, scusa.

Lissone è salita alla ribalta delle cronache per un fatto disgustoso che non ci meritiamo. E, signor Meroni scuse vere, senza cercare riparo dietro a un “clima d’odio” che, se esiste, è anche a causa di chi non sa portare rispetto. Come ha fatto lei.

Il re è nudo

Fabio Meroni, protagonista della politica lissonese da circa 30 anni, venerdì scorso l’ha combinata davvero grossa: scrivendo su Facebook un post di una sola riga, è riuscito a sbriciolare tutta la sua carriera politica, e non solo.

Da “re” di Lissone, della Provincia di Monza e Brianza e della Lega locale, in poche ore (potenza del web…) è diventato un politico da cui prendere le distanze. Localmente, è stato “scaricato” da tutta la minoranza: Daniele Fossati (Forzi Italia), Ruggero Sala (Fratelli d’Italia), Roberto Perego (Lissone in Movimento), Pier Marco Fossati (5Stelle)ed Elisa Ratti (Gruppo misto) hanno preso le distanze dal suo incredibile post.

Se si dimetterà da tutti i ruoli che ricopre (e a leggere le reazioni sulla stampa è la sola via di uscita che gli resta), solo allora potrà riconoscere sinceramente di aver sbagliato. In ogni modo, il danno di immagine per Lissone resta: tutti ne hanno parlato: Il Corriere, Il Fatto Quotidiano, Il Giorno, La Stampa, Repubblica, Il Giornale di Monza, Il Cittadino ma anche il Tg3, Il Tg2, Mentana, Scanzi…

Noi del Listone abbiamo contestato da sempre il suo modo aggressivo, denigratorio e spregiudicato di fare politica, lo abbiamo provato più volte sulla nostra pelle. E non dimentichiamo certamente che i suoi (ora ex) amici e sostenitori in Consiglio comunale, lo hanno sempre avallato e supportato: il “re Fabio da Lissone” è sempre stato “il capo”, nonché il loro candidato sindaco.

Ricordiamo benissimo le urla, in piedi, contro tutti, le minacce in dialetto, gli insulti ripetuti, gli slogan virulenti diretti ai consiglieri di maggioranza e al sindaco. E coloro che oggi si discostano schifati, ieri ridevano sghignazzando. Oggi Il Re Meroni è nudo e Lissone è ferita anche per colpa loro.

La Lega regionale ha promesso di intervenire; speriamo non finisca tutto con una “nota sul diario” e un giorno di sospensione…

Infine, occorre ribadire che quella di Meroni non è stata una “caduta di stile” – come taluni hanno affermato cercando di minimizzare l’accaduto – ma una offesa vile e inaccettabile perché richiama uno degli aspetti più dolorosi della deportazione, avallando chi non usava nomi e cognomi ma numeri di matricola: cose e non persone. Sì, proprio inaccettabile.

Prove di coalizione?

In questo inizio di campagna elettorale, Daniele Fossati (Forze Italia) e Roberto Perego (Lissone in Movimento) sembra stiano facendo prove di “matrimonio civile”: oltre ad essere entrambi onnipresenti sui social, hanno infatti pure presentato alcune interrogazioni assieme… (inutilmente, perché comunque sarà uno solo il presentatore dell’interrogazione in Consiglio comunale). “Pista ciclabile di via Pacinotti”, Antenne telefoniche” e “Contravvenzioni” sono i tre argomenti che hanno unito appassionatamente i nostri magnifici due.

E va bene, durante il Consiglio comunale del 26 novembre ascolteremo le esposizioni degli argomenti del Fossati consigliere, e del Perego (quasi, forse, chissà…) candidato Sindaco del partito di Berlusconi e della Destra nazionale. Da oggi al prossimo mese di maggio sarà così: lamentele e critiche per tutto, drammatizzazione di situazioni, post al vetriolo e un “al lupo al lupo” continuo.

E poi ascolteremo le risposte e le ragioni degli assessori coinvolti, che senz’altro rimetteranno le cose nel giusto ordine, al proprio posto.

Noi speriamo che i cittadini attenti alla vita della città si informino, capiscano e mantengano la giusta rotta in questo mix di lavori, progetti, politica e… campagna elettorale!

Desio docet 2

Ritorniamo a parlare della città di Desio, perché ciò che è successo lì, potrebbe prefigurare una situazione simile anche a Lissone. Ci riferiamo, naturalmente, all’accordo sottoscritto in fase di ballottaggio dal centro destra desiano con Forza Italia e due liste civiche per l’appoggio al candidato sindaco Gargiulo. Su questa vicenda, ci permettiamo di fare alcune considerazioni.

Aver stipulato un accordo dopo il primo turno è comprensibile; lo è molto meno non averlo dichiarato pubblicamente e soprattutto non averlo rispettato.

Altrettanto poco comprensibile è aver strutturato l’accordo un po’ “a caso”: due poltrone da assessori (qualsiasi…), una poltrona nel CdA di BEA (qualsiasi…) ed eventuali futuri incarichi (non meglio precisati, ma da attribuirsi “in base al proprio peso politico”).

Inoltre, i programmi, i trascorsi politici e i candidati delle due componenti dell’accordo (sostenitori sindaco Gargiulo e Motta) erano piuttosto diversi e difficilmente conciliabili. Ora, invece, il “centro” del candidato Motta è stato accorpato di fatto alla destra della Lega e di Fratelli d’Italia, in particolare: un bel “cambio di rotta” (per non dire “una bella fregatura”) per una parte degli elettori desiani.

In cambio, finora Gargiulo ha solo dato il benservito… Staremo a vedere cosa succederà con le prossime nomine nelle partecipate! Intanto, ai lissonesi, conviene stare con gli occhi ben aperti!

L’accordo della coalizione Gargiulo-Motta (Il Cittadino)

Desio docet

Nei giorni scorsi a Desio è andata in scena una pagina molto amara per la politica locale. Nelle recenti elezioni amministrative, Lega e Fratelli di Italia si sono presentate con un unico candidato Sindaco (Simone Gargiulo) mentre Forza Italia ha schierato Stefano Motta, sostenuto anche da due liste civiche.

Prima del ballottaggio tra Simone Gargiulo e la candidata del centrosinistra Jennifer Moro, il centrodestra aveva siglato il 10 ottobre un accordo con Forza Italia in puro stile “vecchia politica” (accordo scritto, ma non ammesso pubblicamente!) che prevedeva, in caso di vittoria, l’assegnazione di due posti in Giunta per FI, di una “poltrona” nel Consiglio di amministrazione di BEA (Brianza Energia Ambiente, società pubblica) e non meglio precisati altri incarichi in cambio dell’appoggio a Gargiulo.

E poi? Poi, come sappiamo, Gargiulo è stato eletto, la Lega e Fratelli d’Italia hanno vinto e… si sono rimangiati la parola! Inutili sono state le proteste di Forza Italia, anche durante un infuocato primo Consiglio comunale, che è rimasta a bocca asciutta.

Proprio una brutta vicenda, roba da prima repubblica. Staremo a vedere quanto reggerà questa compagine, nata con pessimi presupposti, e vedremo anche cosa succederà a Lissone, cioè se anche qui si ripeterà in qualche modo la figuraccia desiana. Per ora qualche movimento già c’è: le velleità e le competenze di Roberto Perego (Lissone in movimento) sono già state messe all’angolo dai colleghi di minoranza… (vedi episodio sul tavolo PNR)

È rottura tra Perego e il Centrodestra? (Giornale di Monza – 9 nov 2021)

L’accordo della coalizione Gargiulo-Motta (Il Cittadino)

A Desio primo consiglio comunale infuocato, Costanza (Forza Italia) attacca il sindaco: «Non ha rispettato la parola data» (IlCittadinoMB.it – 7 nov 2021)

Per fare un tavolo…

Il primo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di venerdì scorso, era “Istituzione tavolo di lavoro per selezione e analisi progetti PNRR” (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Una bella occasione per lavorare insieme, minoranza e maggioranza, in modo che Lissone potesse essere pronta al momento giusto.

Già a luglio il Sindaco Monguzzi aveva presentato alla Provincia di Monza e Brianza una serie di progetti, studi e temi che, a detta anche del Consigliere (comunale e provinciale) Fabio Meroni, erano obiettivi condivisibili, corretti e sostanzialmente in linea.

Il passo successivo è stato l’istituzione di un tavolo di confronto politico nel quale tutti i gruppi consiliari saranno rappresentati, proprio a sottolineare l’idea di un progetto condiviso per la città di Lissone.

Tutti d’accordo, tranne il consigliere Roberto Perego, rappresentante di “Lissone in movimento”, che ha prima tentato di aggiudicarsi la presidenza del tavolo (che invece è stata giustamente assegnata al Sindaco) e poi ha proposto un emendamento che consentisse di sostituire un consigliere con un consulente, un esperto o un delegato del consigliere stesso.

La maggioranza all’unanimità ha respinto la proposta e – a dir la verità – al momento del voto dell’emendamento un bel numero di consiglieri di minoranza era fuori dall’aula, evitando così di esprimersi a favore o contro la proposta di Perego.

Una volta bocciato l’emendamento e rientrati tutti nella sala consiliare, l’istituzione del tavolo di lavoro è stata approvata da tutti, tranne che da Roberto Perego: si è astenuto e ha pubblicamente dichiarato che lui non parteciperà ai lavori. Peccato, ha perso un’occasione importante e ha mostrato un atteggiamento tutt’altro che collaborativo e lungimirante.

Questi “movimenti“ – secondo noi – sono segnali importanti: Roberto Perego  deve prendere atto che i suoi colleghi di minoranza lo hanno “scaricato”; si vociferava anche che potesse essere lui il prossimo candidato sindaco per il centrodestra, invece nemmeno presidente del tavolo l’hanno fatto…

Si salvi chi può!

Ci siamo: è partita “di fatto” la corsa al governo locale di Lissone. Il secondo politico in azione si chiama Pietro Di Salvo, ex assessore ed ex componente della destra cittadina nei passati governi lissonesi targati Lega-PDL-Udc. È il “secondo” in quanto il numero uno è sempre l’inarrivabile (per gli altri compagni di futura coalizione) Daniele Fossati che, sulla scorta dei continui “attentati” rispetto alla pista ciclabile Pacinotti, ha già dichiarato la sua candidatura a consigliere di Forza Italia.

Ora però è arrivato il secondo starter: Pietro, un nome importante. Lui è già conosciuto in città: politico di vecchia scuola, politicamente molto a destra, in passato non si è particolarmente distinto nel ruolo di Assessore, bisogna ammetterlo. Dapprima in quota Movimento Sociale Italiano, poi Alleanza Nazionale, poi Pdl e ora in Fratelli d’Italia, e già nel governo di Fabio Meroni-Ambrogio Fossati. A Lissone si presenta ora con la lista “Noi di destra” che si colloca ancora più a destra di Fdi e, come si può leggere sulla sua pagina Facebook, è pronto “a riprendersi Lissone 2022”.  Così scriveva domenica, ottenendo, dopo oltre 12 ore, ben 8 commenti e 47 Like….

“Ho deciso di mettere a disposizione la mia persona e le mie competenze per la città di Lissone 2022
Scendo in campo con idee chiare e tanti progetti da fare!!! Per il mio partito FDI per il bene del mio Paese sono a disposizione per riprenderci Lissone e portarla ai Fausti che merita, città tra le più laboriose di Monza e Brianza !!!!”

Noi siamo rimasti un po’ frastornati dalla notizia, perché cotanta competenza potrebbe risollevare molto “Lissone 2022”. Ha già cambiato il nome della nostra città e, soprattutto, la porterà ai Fausti (sic!) che merita. Con la F maiuscola….

Constatiamo poi che, nell’elenco di nome e cognomi che segue la dichiarazione, non ha chiamato in causa (in termini social “taggato”) né Ruggero Sala né Giovanni Camarda, i “guru” locali di FDI e rappresentanti ufficiali del partito di Giorgia Meloni a Lissone. Probabilmente vedremo, fin da subito, le scintille… Il primo errore tattico è stato fatto, e poi che un candidato esca così allo scoperto, significa che è forte o è debole.

Insomma, Di Salvo comincia in salita e vedremo se arriverà fino alle elezioni del 2022, che ruolo avrà e se stavolta porterà più fortuna al candidato sindaco della coalizione di centro destra (si vocifera con insistenza che sarà un avvocato con studio in città). E così per noi lissonesi… si salvi chi può!

Volumetria e memoria corta

25Leggiamo con attenzione i commenti di Daniele Fossati e di altri sulla ciclabile Pacinotti, un’opera che continua a suscitare pareri discordanti ma che, alla fine, permetterà di collegare Lissone a Vedano ed al Parco di Monza. Secondo il consigliere di Forza Italia, il Comune avrebbe dovuto espropriare una parte del terreno per poter avere corsie più ampie e “non rovinare così una strada di 12 metri”.

Immaginiamo che non si riferisca alla zona di fronte alla OEB (dove ci sono le case, evidentemente non spostabili né eliminabili) ma più a est: forse si riferisce proprio a quei terreni situati subito prima del comune di Vedano.

Ma quei terreni, ve li ricordate? Noi si: quella zona era un “Ambito di Trasformazione”, cioè terreno verde che il Pgt di Fossati Daniele e della sua squadra di governo di allora, guidata dal sindaco Ambrogio Fossati, si riprometteva di trasformare in residenziale! (vedi scheda AT1 del Pgt di allora)

Poi, con il Sindaco Monguzzi e il nuovo Pgt, per fortuna le cose sono cambiate e si è evitato che anche lì, in Via Pacinotti, si costruissero nuovi appartamenti che avrebbero sicuramente amplificato i problemi di convivenza (tra residenti e aziende) e di servizi. Più appartamenti significa più persone residenti e quindi più servizi, ma anche più autovetture (in circolazione e da parcheggiare) e meno sicurezza sulla viabilità, soprattutto ciclabile e di attraversamento. Non solo: quella zona è stata inserita nell’ambito del Parco GruBrìa e quindi non sarà sufficiente una semplice modifica al Pgt attuale per tornare a renderla edificabile (vedi scheda Pgt attuale, con l’area inserita del Parco).

Certo, la campagna elettorale ormai in corso spinge molti a dimenticarsi delle scelte del passato, per concentrarsi su quelle che oggi fanno discutere. Noi, invece, aspettiamo la fine dei lavori per poter usufruire anche del nuovo pezzo di ciclabile!