A Cesare quel che è di Cesare…

Diciamolo subito: il sindaco di Lissone Concettina Monguzzi – ora anche Presidente della Provincia pro tempore – appartiene ad una lista civica. Lo precisiamo, noi del Listone, perché il Cittadino di Monza e Brianza, in un suo articolo, ha commesso un errore: non offensivo ma nemmeno banale, e che riteniamo utile correggere.

Nell’articolo si anticipano i nomi dei due candidati alla presidenza della Provincia di Monza e Brianza: il leghista Luca Santambrogio, sindaco di Meda e dipendente del Comune di Lissone nel settore Servizi sociali, e Concettina Monguzzi, il nostro sindaco che da anni si spende anche per la Provincia, con deleghe importanti, con la fiducia del Presidente Invernizzi e del Partito Democratico, che l’ha sostenuta come candidata.

E l’errore? Nell’articolo in questione, si attribuisce al Sindaco Monguzzi di essere tesserata del Partito Democratico: intendiamoci, nessun problema, anzi si governa insieme da oltre 7 anni, condividendo strategie e metodologie del centro sinistra, ma ci piace ricordare e sottolineare che il nostro sindaco non è iscritta ad alcun “partito”. 

Dal nostro punto di vista, l’appartenere ad una lista civica e quindi non legata e soggetta a “giochi” superiori, rappresenta un punto di forza. Ad esempio, il sindaco leghista di Giussano, eletto giusto un paio di mesi fa, dopo la vittoria aveva presentato ufficialmente una squadra definita “la migliore”, salvo poi – dopo l’intervento di politici sovracomunali della coalizione – dover accettare un ridimensionamento con altri nomi proposti/imposti dai partiti.

Ecco perché ribadiamo con forza che avere per la Provincia un candidato di una lista civica rappresenta un plus sia per il territorio che per la Provincia stessa.

Vedremo chi vincerà, se l’esperta Monguzzi o il neofita (in fatto di Provincia) Santambrogio, ma occorre “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Concetta quel che è di Concetta”: se proviene da una lista civica è sbagliato scrivere che appartiene al Partito Democratico.

E le liste civiche, anche stavolta, potrebbero fare la differenza…

Al suol non si comanda

Salvaguardia del territorio e riqualificazione dell’esistente: sono queste le parole chiave che ci hanno guidato in questi sette anni di amministrazione del territorio di Lissone. E proprio la scorsa settimana, nei Consigli comunali del 10, 11 e 12 giugno, abbiamo avuto modo di confermare questo indirizzo urbanistico, approvando la proroga del Documento di Piano in vigore dal 2014 e in scadenza a luglio.

Il Documento di Piano è stato così prorogato in attesa di poterlo adeguare ai principi che saranno contenuti nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che la Provincia dovrà a sua volta adeguare entro 24 mesi dall’approvazione del PTR (Piano Territoriale Regionale) da parte di Regione Lombardia.

Il principio fondamentale che guiderà gli adeguamenti di Regione e Provincia sarà proprio la riduzione del consumo di suolo, principio riconosciuto ormai anche da Regione Lombardia – a guida leghista – e che la precedente amministrazione Monguzzi con lungimiranza aveva già adottato nel Pgt del 2014.

Anche la Variante al Piano delle regole e dei servizi – approvata la scorsa settimana – ha seguito la stessa linea di indirizzo: oltre ad aver  recepito una sentenza del TAR  (relativa ad un’area edificabile sulla quale da molti anni vigeva una pendenza legale da parte del proprietario), la variante ha riguardato l’affinamento delle norme tecniche di attuazione che regolano gli interventi edilizi e soprattutto la modifica della destinazione d’uso di una parte del Piano integrato di intervento di via Bernini, approvato dalla precedente amministrazione Lega-PdL.

Con questa modifica di destinazione d’uso, è stato possibile evitare la realizzazione di nuovi 8.000 mc di edilizia residenziale (oltre 30 nuovi appartamenti) e consentire l’ampliamento dell’attività commerciale Decathlon e del relativo parcheggio, oltre alla sistemazione di tutta la viabilità intorno alla zona interessata.

Con l’approvazione del Documento di Piano e della Variante al Piano delle regole e dei servizi, abbiamo mantenuto fede al programma elettorale che ci vede concentrati – oggi come nel 2012 – alla riqualificazione dell’esistente, allo sviluppo delle attività commerciali e alla riqualificazione del territorio.

Per la cronaca, il Movimento 5stelle e Lissone in movimento hanno votato contro la Variante del piano delle regole e dei servizi, mentre Lega e Forza Italia hanno pensato bene di togliere la scheda all’ultimo secondo e non partecipare neppure alla votazione…

Malaffare a casa nostra

Un giro di mazzette, appalti pilotati, infiltrazioni della ’ndrangheta e un sistema di potere definito “feudale” tra Varese e Milano. Questo è quanto emerso dall’inchiesta della Dda e che ha portato ad indagare a vario titolo ben 95 persone tra politici, amministratori pubblici e imprenditori.

E in tutto questo anche la Brianza ha avuto i suoi protagonisti: tre imprenditori – di Muggiò, Paderno Dugnano e Limbiate – indagati a vario titolo, un’azienda di Lesmo coinvolta in appalti sospetti e l’ex sindaco di Giussano (Pdl)  indagato per corruzione.

Noi non siamo rimasti indietro perché anche Lissone ha avuto la sua “citazione” sulla stampa locale e nazionale: nel gennaio dello scorso anno, infatti, in una saletta privata della discoteca Noir a Lissone Daniele D’Alfonso – impresario nel ramo servizi ambientali – ha invitato per una serata di divertimento, ma soprattutto “di rappresentanza e di affari”, alcuni tra gli indagati eccellenti di questa indagine. (A proposito, è interessante e divertente leggere le intercettazioni riportate dai giornali sulle aspettative di D’Alfonso della serata e su come definisce il comportamento dei suoi ospiti…).

La proprietà e la gestione del locale, sia chiaro, non sono coinvolti nell’inchiesta; ciò detto, leggendo gli articoli di stampa, le telefonate e le frequentazioni a Lissone, ci sono dei precedenti di avvenimenti e frequentazioni che non sono trascurabili. Rileviamo, ad esempio, che secondo la testimonianza di Antonino Belnome, collaboratore di giustizia, il Noir era un posto in cui gli ‘ndranghetisti erano ospiti graditi e potevano consumare a volontà senza pagare un euro. La sicurezza del locale, poi, era gestita da Paolo De Luca, arrestato nel 2016 con l’accusa di associazione mafiosa.

Nonostante ciò, nel marzo 2018 la Lega Nord ha chiuso la propria campagna elettorale regionale  proprio nei locali del Noir di Lissone, presente anche il Segretario nazionale lombardo della Lega. Certo, lascia un po’ perplessi la concomitanza di luoghi e persone che avrebbero suggerito una scelta diversa per un evento di quel tipo.

L’inchiesta sugli appalti, comunque, è in continua evoluzione ma le parole che in questi giorni sentiamo più spesso ripetere nei notiziari sono “nuova tangentopoli”.  E quindi? Quindi occorre essere vigili, attenti e non mollare il terreno dell’impegno, della legalità e della trasparenza.

Tempi più lunghi per assegnare un appalto? Fa niente, nonostante alcuni consiglieri di opposizione spingano per assegnazione dirette e per “accorciare” la burocrazia.
Appalti a ditte non della nostra zona? Fa niente, perché una sana rotazione delle assegnazioni tramite bando evita “lobby” e i soliti noti come vincitori.
Procedure complicate? Fa niente, perché, se ben utilizzata, la burocrazia può essere il primo scudo contro il malaffare e contro i favoritismi.

Chissà se al centrodestra lissonese tutto questo è chiaro… Di sicuro, chi pensa che le mazzette e le infiltrazioni malavitose nella pubblica amministrazione (anche brianzola) non ci siano o siano “acqua passata”, si sbaglia di grosso.

Lavori pubblici assegnati a tavola. A Lissone il ritrovo della lobby (Cittadino – 11 mag 2019)

Tangenti Milano, la cena d’affari con i politici nella discoteca dove la ‘ndrangheta beveva a sbafo (IlFattoQuotidiano.it – 7 mag 2019)

Beccati! Ma non basta…

“Beccati!” Ci verrebbe voglia di fare un titolone così per riprendere la notizia della settimana: grazie alle telecamere recentemente installate sul territorio lissonese, si sono potuti identificare alcuni dei responsabili di danneggiamenti e abbandoni di rifiuti in città. Già in passato, in relazione a danneggiamenti contro il patrimonio pubblico, pare siano stati identificati dei minori che poi hanno ripagato e/o stanno attendendo i passi della giustizia.

Ma stavolta la notizia è pubblica: una coppia di eleganti “signori” arrivano con una Bmw Station wagon nei pressi del cantiere della SP6 e, con disinvoltura, scaricano e abbandonano dei rifiuti (sembra dei bancali di legno).

Per chi tutti i giorni si sforza di educare, suggerire e cerca di mantenere bella e decorosa la nostra città, tutto ciò è insopportabile, deludente e demotivante. Il Listone, al fianco del Sindaco, denuncia con forza questi comportamenti: non aver ancora capito che “il pubblico” siamo noi, che il degrado contribuisce ad alimentare altro degrado e a far passare il concetto del “a me cosa me ne frega”, oggi NON È PIÙ TOLLERABILE .

La maggior parte dei lissonesi differenzia, ricicla, conferisce correttamente alla piattaforma ecologica e presta attenzione all’ambiente; ma altri – elegantemente e con disinvoltura – sembrano non aver ancora capito. In giro si trovano ancora sacchetti di immondizia lasciati per strada sotto i cestini arancio, rilasci abusivi in Piazza Mercato e al Bosco Urbano…

E allora, certo, avanti con videosorveglianza, fototrappole, Guardie ecologiche volontarie, Vigili urbani, Carabinieri… Questa volta hanno funzionato i controlli e le relative sanzioni ma – attenzione! – l’obiettivo da raggiungere non è economico o punitivo ma principalmente educativo, di esempio e di motivazione.

Per raggiungere questo traguardo – soprattutto in una più ampia prospettiva – occorre educare al rispetto della cosa pubblica ricorrendo a metodologie e strumenti che siano al passo con i tempi e che riescano a coinvolgere e responsabilizzare soprattutto i più giovani, senza annoiarli…

E questo sarà proprio l’argomento del nostro prossimo post.

Rifiuti abbandonati, sanzioni ai responsabili individuati grazie alle videocamere (Comunicato stampa – 29 apr 2019)

I puntini sulle i

Anche chi la scuola l’ha finita da un pezzo, ogni tanto avrebbe bisogno di un bel ripasso: è un esercizio utile – ad esempio – ripassare gli avvenimenti e le questioni sempre “calde” che riguardano la città in cui si vive,. Se poi a peccare di memoria corta è un consigliere comunale di minoranza,  in questo caso Roberto Perego della lista civica “Lissone in movimento”, allora sentiamo proprio la necessità di mettere “i puntini sulle i”. Perego dà prova di memoria corta quando chiede su un gruppo social, riferito all’attuale giunta: “Ma non siete x consumo di suolo zero?”.

E allora, come si usa dire, “repetita iuvant” e noi del Listone non ci stanchiamo certo di ripetere, dati alla mano, che SÌ, LA GIUNTA MONGUZZI APPENA INSEDIATA HA OPERATO ATTIVAMENTE ED È RIUSCITA A CAMBIARE UN MOSTRUOSO PGT, voluto dalla passata amministrazione a guida leghista, che prevedeva 29 Ambiti di Trasformazione: una vera e propria distruzione/trasformazione di suolo lissonese in cemento, come se non si fosse già costruito abbastanza!!

La provincia di Monza e Brianza, seguendo la rotta indicata dall’amministrazione Monguzzi e ritenendo il PGT in contrasto con le scelte del Piano territoriale provinciale, si è appellata al Presidente Mattarella, ottenendo l’annullamento di una volumetria di oltre 390mila mc, che corrispondono a circa 1500 nuovi appartamenti!

E qui al ripasso urge affiancare una bonaria tirata d’orecchi allo smemorato consigliere Perego che sembra “lavarsi le mani” quando afferma che “Io in consiglio comunale non c’ero, non ho votato nessun provvedimento prima di Luglio 2015. Chi c’era cosa ha fatto oltre a scrivere sul Listone?”

Il Listone ha manifestato, il Listone ha appoggiato l’allora candidata Monguzzi e il Listone ha sposato da subito – credendoci e agendo – la causa anti cementificatrice lissonese: una grossa componente del Listone, infatti, proviene proprio dal Comitato “UovodelPonte”, nato nel 2006 nel quartiere “da là dal punt” per fermare la costruzione di un mega-palazzo di 12 piani proprio a forma di uovo.

Peccato che lo sguardo di Perego spesso non vada oltre al suo criticare ciò che il Listone scrive.

Lissone a quota… 1!

Sì, +1. Proprio questo è il saldo tra i cittadini lissonesi nati e quelli deceduti nel corso del  2018. Esaminando l’Annuario statistico dei Servizi demografici 2018 pubblicato recentemente dal Comune di Lissone, questo e tanti altri dati permettono di avere una fotografia della popolazione della nostra città e della sua evoluzione nel corso degli  anni.

Quello che più ci colpisce nell’analisi del resoconto, è proprio il rilevante calo delle nascite (43 nati in meno) e il contemporaneo aumento dei decessi (99 morti in più) che hanno portato a +1il saldo demografico di Lissone, saldo che negli scorsi anni è stato invece di +134 (2017) e +114 (2016). Una particolarità: nel 2018 i nuovi nati sono stati 179 femmine (42%) e ben 245 maschi (58%): uno squilibrio che negli anni precedenti non era così netto.

Lissone è ora una città di 46.060 abitanti e forse può essere poco significativo confrontare i nostri numeri con quelli nazionali, ma noi ci proviamo lo stesso…

Per il 2018, in Italia, il calo delle nascite si è assestato intorno al 9% e anche a Lissone la diminuzione è del  9%. Siamo invece in netta controtendenza per quanto riguarda le morti: mentre a livello nazionale si assiste ad un calo del numero dei decessi (- 2%) a Lissone riscontriamo un aumento di oltre il 30%! Le motivazioni di un dato così anomalo sono sicuramente molteplici e non ci sentiamo di azzardare ipotesi e teorie: possiamo solo prendere atto che questi numeri riflettono l’evolversi delle abitudini e delle situazioni di chi vive a Lissone.

Se però confrontiamo i nostri attuali tassi di natalità e mortalità con quelli nazionali, vediamo che i nostri valori ora sono entrambi 9,3 (cioè 9,3 nati e 9,3 morti ogni 1000 abitanti) mentre il tasso di natalità nazionale è 7,4 (quindi più basso) e quello di mortalità è10,5 (più alto).
Tutto sommato, quindi, non dovremmo preoccuparci e lamentarci troppo: in media, a Lissone, si nasce di più e si muore di meno…

Annuario Statistico dei Servizi demografici: nel 2018 crescita zero e lieve aumento della componente straniera (Comunicato stampa – 11 apr)

Indicatori demografici (Comunicato stampa ISTAT – 7 feb 2019)

Lissone, un grande Salone

Lo avevamo anticipato sul nostro sito: quella appena trascorsa  è stata la settimana del Salone del Mobile di Milano e del relativo e ormai tradizionale FuoriSalone , e l’invito nostro e dell’Amministrazione  è stato quello di “fare squadra”, di partecipare ed esserci.

All’esposizione in Fiera hanno partecipato alcuni mobilieri lissonesi e a tutti ha fatto visita l’Assessore allo Sviluppo economico Alessandro Merlino, in rappresentanza di Sindaco e Giunta e, virtualmente, della città intera. Un saluto e un incontro e sincero e cordiale.

Anche al FuoriSalone – cioè in altre “location” sparse sul territorio milanese – la nostra città era “presente”: grande qualità e tanta gente in Bovisa, grandissima affluenza in Brera, nel cuore della “movida” milanese, straripante di folla in tutte le aree destinate all’incontro “Design-Operatori-Clienti”.

L’Assessore Merlino ha lavorato sodo per presentare e valorizzare la presenza lissonese a questo evento di risonanza internazionale: ha indirizzato i suoi sforzi per “fare rete” ed assieme ad APA Confartigianato di Lissone, agli artigiani operativi e volenterosi, alle idee/opere degli studenti dell’Istituto IPSIA Meroni, agli uffici del Comune ed  alla Giunta… alla fine ha fatto “GOAL”!

Un goal che rilancia il brand “Lissone” e la sua vocazione al mobile e al design, che apre le porte ad un indispensabile Marketing Territoriale, che promuove la consapevolezza del nostro saper essere operosi, intelligenti, visionari, e le storie di molte famiglie/imprese in città lo testimoniano.

Complimenti allora e grazie a tutti gli attori di questa edizione che in termini di organizzazione, visibilità e partecipazione abbia ottenuto un risultato ancora migliore dello scorso anno. Perché è proprio vero che  #L’UnioneFaLaForza

Il treno lungo lungo…

Ecco il treno – lungo lungo – che percorre la città…”. iniziava così una vecchia filastrocca per bambini. Ci è tornata in mente in questi giorni perché sembra proprio che saranno lunghi lunghi (e anche molto larghi e pesanti!) i treni merci della linea Rotterdam-Genova e che transiteranno sulla S11 Milano-Chiasso, passando quindi anche da Lissone.

Ad oggi, le previsioni sono di essere a regime nel 2025 e le cifre fanno veramente impressione: convogli lunghi 750 metri, più larghi di quelli attualmente in circolazione e di un peso complessivo di circa 2.000 tonnellate. È previsto il passaggio giornaliero di 170 di questi convogli merci, oltre ai 98 treni “normali” dei pendolari della linea S1.

Il tunnel del San Gottardo è già pronto dal 2017 mentre quello di Monteceneri lo sarà entro la fine dell’anno.

Ma noi… siamo pronti? Assolutamente no!

Dal punto di vista strutturale, occorrerà adeguare ponti, gallerie, binari, stazioni e sistemi di controllo per far fronte al nuovo flusso di traffico. E anche i residenti dei comuni interessati al transito di questa “Tav delle merci”, forse non sono ancora sufficientemente informati su ciò che verrà realizzato e quali saranno le conseguenze in termini di pericolo, rischi, inquinamento acustico e impatto ambientale.

Intanto a Monza si è già costituito un “Comitato antirumore – No Tav in Monza” che nell’assemblea della scorsa settimana ha fatto il pienone…

In arrivo i super treni da 750 metri (Cittadino – 6 apr 2019)

La Tav Merci spaventa Monza. Sala gremita all’assemblea, ecco le novità (MBNews – 8 apr 2019)

Lombardia Connection

È stato pubblicato recentemente il secondo rapporto sulla presenza mafiosa in Lombardia, redatto dall’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano, con ha lo scopo di identificare quale sia oggi il ruolo delle organizzazioni mafiose nell’economia lombarda. Nella prima parte del rapporto sono analizzati i 5 settori che vengono ora ritenuti strategici per la malavita, a cominciare da quello edilizio e dei lavori pubblici per poi passare al commercio, al turismo, all’industria del divertimento e da ultimo – ma di certo non ultimo per importanza – alla sanità lombarda.

In questo panorama meritano attenzione alcuni “nuovi settori” emersi in questi ultimi tempi e che hanno risvolti particolarmente inquietanti.

Il primo è quello della gestione dei rifiuti: negli ultimi tre anni, infatti, è aumentata la pratica criminale dell’incendio di discariche – alcune delle quali più volte – al punto che, anche per la Lombardia, si è arrivati ad utilizzare l’immagine di “terra dei fuochi”. È questo un fenomeno che, dall’analisi, non sembra interpretabile solo come somma di singoli episodi e dietro al quale si intravede la mano della criminalità organizzata.

Il secondo settore riguarda quello che è sempre stato uno dei fiori all’occhiello della Regione Lombardia: la Sanità, pubblica e privata. Questo ambito risulta particolarmente esposto a pressioni di varia natura e dall’analisi del materiale giudiziario raccolto, risultano casi di infiltrazione mafiosa anche in strutture pubbliche di eccellenza, con medici pregiudicati o indagati, degenze di boss sotto falso nome e sospette frequentazione tra medici e boss mafiosi loro parenti o compaesani.

E poi ci sono le Farmacie, il cui acquisto diventa ora un’ottima opportunità per riciclare denaro “sporco” e per gestire traffici illegali di farmaci e droghe di natura farmacologica, soprattutto quando è possibile contare su medici compiacenti.

E Lissone? Sì, purtroppo anche Lissone non è completamente immune da questo clima malavitoso. Nulla di recentissimo, ma nei resoconti del Rapporto viene riportata la questione dell’affidamento della sicurezza esterna di due noti locali lissonesi a società gestite da affiliati alla locale di ‘ndrangheta di Seregno e il caso di un’organizzazione di albanesi che reinvestiva i proventi del traffico di droga e dello sfruttamento della prostituzione in due società di vigilanza privata con sede a Lissone.

Occorre dunque restare sempre vigili, ecco perché oggi ospitiamo questa riflessione: in territori ricchi come quello lombardo – con cittadini a volte ancora increduli di fronte all’evidenza – la malavita trova terreno fertile e deve essere impegno di ciascuno riconoscere le situazioni a rischio e reagire agli atteggiamenti ambigui di chi usa mentalità e modi malavitosi che nulla hanno a che vedere con lo spirito e la storia del nostro territorio.

Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia – Parte seconda (a cura dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata – cross.unimi.it)

In commissione antimafia il fenomeno degli incendi nelle discariche (QuiComo.it)

La ‘ndrangheta ha una strategia per mangiarsi la sanità lombarda: i parenti dei boss diventano medici e farmacisti (BusinessInsider.com)

Buon lavoro al nuovo Prefetto

Da martedì scorso, la provincia di Monza e Brianza ha un nuovo Prefetto. Giovanna Vilasi, in carica dal 2012,giunta a fine mandato, è stata infatti sostituita da Patrizia Palmisani, già Prefetto della Provincia di Lodi.

Nel giorno stesso del suo insediamento, il nuovo Prefetto ha voluto incontrare Il Presidente della Provincia Roberto Invernizzi, il Vice Presidente Concettina Monguzzi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine per immergersi subito nella sua nuova realtà territoriale.

Come ha anticipato  Roberto Invernizzi, grandi temi che Patrizia Palmisani si troverà ad affrontare in questo nuovo incarico saranno quelli della mobilità, dello sviluppo delle potenzialità del territorio brianzolo, dell’accoglienza e della sicurezza, anche quella sul lavoro.

Un ringraziamento a Giovanna Vilasi che ha sempre lavorato in stretto contatto con le forze dell’ordine, i sindaci e gli amministratori provinciali; siamo sicuri che questo proficuo metodo di collaborazione potrà continuare anche sotto la guida di Patrizia Palmisani.

Ancora una donna – quindi – al vertice della nostra Prefettura: una donna capace e con esperienza che saprà sicuramente condividere le speranze e affrontare i problemi della comunità brianzola. Buon lavoro!

Il nuovo Prefetto MB visita la provincia: stretta di mano con il Presidente (MBNews – 26 mar 2019)