Agosto, a Lissone

Ad agosto succede sempre qualcosa” … lo si usa dire negli ambienti finanziari, in quelli politici e in quelli amministrativi. Ma non a Lissone. Intanto oggi, 3 agosto, il mercato è sempre lì, al solito posto nel piazzale degli Umiliati. Secondo a quanto annunciato durante l’incontro informativo del 14 luglio in Biblioteca, i lavori dovevano iniziare a fine luglio; e invece no, data “bucata” e obiettivo fallito.

Di più: i validatori del progetto non hanno ancora dato l’ok e la ditta che eseguirà i lavori – come avevamo anticipato – inizierà a fine agosto. Noi avevamo pronosticato il 24. Staremo a vedere, ma spesso – ne converrete – ci azzecchiamo…

E se i lavori, come previsto, dureranno (almeno) 272 giorni, l’attuale Sindaca non farà certo in tempo ad inaugurare l’opera prima delle prossime elezioni amministrative.

E ad agosto, non succederà nulla neppure per quanto riguarda il candidato sindaco, sostituto di Borella nel caso decida di non ripresentarsi. Il problema è “Ruggero Sala e soci interni ed esterni“. Lui si dichiara pronto, “scalda i motori” e, quando finirà il suo incarico in Regione, ne vedremo e sentiremo delle belle nei confronti della Sindaca e della Coalizione uscente…

Qualcuno fa anche il nome del possibile sostituto di Borella. Azzardiamo il nome? Sarà, si dice, “un Giovanni”… Vedremo se a settembre uscirà allo scoperto e scavalcherà l’altro contendente omonimo…

Altre voci si spendono per un “nuovo polo” formato dai vannacciani di Stefano Arosio ed altre figure storiche locali…

Ma – tranquilli! – ad agosto non succederà nulla. Gli ormai ex “migliori” di Lissone, ad agosto, si riposano e anche lo story telling in stile meloniano è in pausa.

Buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre! 

La Redazione del Listone

Una nuova fermata ferroviaria

A breve, l’Amministrazione comincerà il racconto su un nuovo obiettivo raggiunto, secondo lo stile “trumpiano” che ogni mattina annuncia un accordo con l’Iran e tanto altro ancora. La notizia sarà che verrà istituita nuova fermata ferroviaria a Santa Margherita.

La Lega di Lissone ha già mostrato un rendering del progetto e qualche consigliere di Forza Italia potrebbe andare a cercarla”… Ma purtroppo, al momento, non c’è nulla! Ricordiamo che il consigliere Andrea Carraretto, in Commissione, affermava che sarebbe stato impossibile ottenerla e che comunque quella fermata non serviva.

Oggi, invece, dichiara che lui ci pensava già nel 1990… Ottimo, diciamo però le cose come stanno: Edoardo Pallavicini (Fdi) è esperto di treni, ferrovia, tratte e da mesi si “confronta” con Carraretto, da mesi parla di Pedemontana e treni, di possibili modifiche.

La scorsa settimana ha portato in Consiglio comunale una mozione che è stata votata all’unanimità: da maggioranza e minoranza. Questa mozione impegna Sindaco e Giunta a chiedere a Regione e RfI di istituire una fermata della linea ferroviaria Seregno-Carnate a Santa Margherita, a servizio anche dei quartieri Seregno sud, San Giuseppe e Lazzaretto.

Ora si dirà che questo è un grande risultato e che Lega e Forza Italia hanno contribuito. Ma – diciamolo – non è proprio così e il consigliere Pallavicini, che per ruolo non può dirlo, lo sa benissimo. Così come lo sa benissimo anche chi, dopo 36 anni, ora sembra accorgersi dell’esigenza.

Speriamo che chi ha il potere di decidere in Regione sia sensibile alle esigenze del nostro territorio e dia una mano ad alleviare gli annosi problemi di ritardi e sovraffollamento; in caso contrario, saremo di fronti all’ennesima illusione e all’ennesima “fregatura”.

Bisogna fare di più

La nostra lista civica è da sempre sensibile all’argomento CLIMA e mai come in questi ultimi tempi è risultato evidente che “bisogna fare di più”. Dobbiamo renderci conto della necessità di piantumare, di de pavimentare, di rendere drenanti gli spazi esterni e di vivere nella consapevolezza che il futuro è oggi. Non è più possibile rimandare e ce ne siamo resi conto tutti in questo inizio di estate torrida.

Nel video che vi proponiamo qui sotto, i nostri testimonial Davide e Stefania hanno provato nei giorni scorsi a “misurare” e “confrontare” la temperatura in diversi luoghi di Lissone e in situazioni diverse: in strade asfaltate, al parco giochi, al bosco urbano, sotto il sole e all’ombra di un albero.

Certo, all’ombra fa meno caldo che sotto il sole, ma è interessante capire QUANTO è la differenza di temperatura nei 2 casi per capire come questa differenza incida, già da ora, nella nostra quotidianità.

Cosa si può fare e cosa può fare chi amministra la città? Nel 2024 abbiamo incontrato la professoressa Elena Granata, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano. Ci ha mostrato come i grandi eventi ambientali le ondate di caldo, i cambiamenti climatici e le isole di calore all’interno della città siano strettamente collegati. Allora occorre partire dall’analisi ambientale (Piano Clima) prima di stendere il Piano di Governo del Territorio.

Lo abbiamo detto e ribadito in Consiglio comunale, ma finora nulla si è mosso.

Chissà, forse il caldo di questa estate potrebbe essere uno stimolo a prendere in considerazione un nuovo modo di programmare il futuro della nostra città-

Buona visione ed arrivederci a settembre, quando continueremo con le nostre proposte e attività di sensibilizzazione sul clima.

Guarda il video “MOLTO CALDO, POCO VERDE

Siamo alla frutta

Secondo quanto affermato da Matteo Lando nel lontano settembre 2025, i lavori del piazzale degli Umiliati avrebbero dovuto iniziare subito dopo la festa di Lissone, quella del 2025 naturalmente.

Poi ci hanno raccontato che nel 2026 Borella e la sua Giunta avrebbero dato una nuova vita ad un luogo inadeguato e sottoutilizzato. Poi, infine, sono stati indicati gli importi (coi due lotti si arriva oltre 3.800.000 euro), i bandi, gli appalti e recentemente è stato reso pubblico anche il progetto.

Legata a tutto ciò, c’è anche la questione del Mercato del lunedì che – secondo le previsioni – avrebbe già dovuto essere spostato. A giugno sono stati segnati i nuovi stalli nelle vie Don Bernasconi-Ponchielli-Manara e i cittadini hanno iniziato – giustamente – a chiedere quando il Mercato si sarebbe spostato. All’inizio di luglio. No, a metà luglio. No, a fine luglio…

Oggi siamo al 27 di luglio e il mercato è ancora lì, al suo posto, come sempre. E di lavori neanche l’ombra. “Iniziano a fine luglio – avevano detto – almeno le recinzioni”. Invece niente. Probabilmente partiranno a fine agosto, dopo le ferie.

E la frutta? Per ora sempre al solito posto. Uno story telling ridicolo, una politica che parla al presente di risultati che devono ancora arrivare. “Voglio-Posso-Decido” è lo stile di governo del quale vanno fieri, dall’alto (!) del loro 50,qualcosa % degli elettori… Una politica decisamente alla frutta.

Per ora, comunque, pere, mele, banane e anche qualche cocomero, sono ancora lì, nel piazzale degli Umiliati. Invece le zucche, quelle vuote, stanno altrove.

È calato il sipario

È calato il sipario: quello che è stato affermato durante il Consiglio comunale di mercoledì 22 luglio è che i lavori di riqualificazione del piazzale degli Umiliati sono una scelta strategica ed è stato ribadito come non sia possibile rimandare l’inizio dei lavori e quindi mantenere le tradizioni della Sagra lissonese.

Matteo Lando, Marco Fossati, Gianfilippo Alibrandi e il Vicesindaco Oscar Bonafè, tutti all’unisono a ribadire che i lavori partiranno a breve, ben prima della metà di ottobre. Ad aspettare fino a dopo la Sagra, i lavori non potrebbero concludersi prima delle elezioni amministrative del prossimo anno, dicono. Ma non saranno conclusi nemmeno iniziando ora, diciamo noi.

I disagi, i malcontenti e le situazioni non chiare alle quali i lissonesi andranno incontro nei prossimi mesi saranno numerosi ed è utile ricordarli e metterli tutti in fila.

  • L’inizio lavori comunicato è la fine di luglio 2026. Peccato che manchi ancora una validazione del progetto… Se tutto va bene, potrebbe essere intorno al 24 agosto.
  • La durata dei lavori sarà di 272 giorni, quindi la fine è prevista entro maggio 2027. Beata speranza… basta un mese di troppo caldo o troppo freddo o un contrattempo qualsiasi – e ne capitano! – e la scadenza magicamente può slittare di settimane o mesi.
  • L’interruzione della viabilità su via Volturno avrà conseguenze davvero importanti. Soprattutto per i mezzi pesanti, non sarà facile fare il “giro dell’oca” per raggiungere la via Goito.
  • Il progetto complessivo comprende anche un terreno di proprietà di un privato cittadino, che è ignaro di tutto…
  • Sarà invertito il senso di marcia di via Rossini e si ipotizza l’installazione di un nuovo semaforo su via Matteotti. Record! In via Matteotti 3 semafori in 200 metri (incroci Volturno-Rossini-Dante)
  • Il classico Luna park, come ormai noto, per quest’anno non ci sarà. L’ipotesi di spostarlo “alla Stazione” ha avuto un netto parere negativo di RFI e allora sarà prorogato quello (molti più piccolo) della Bareggia e i lissonesi, secondo i nostri amministratori, potranno divertirsi lì, con gaudio.
  • Infine, anche la scelta dello spostamento del mercato in via Don Bernasconi (proprio vicino alla Casa di Comunità) sembra essere alquanto infelice…

Questo hanno deciso Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. E non importa dei cittadini, degli operatori, dei giostrai… La regola è: voglio-dispongo-comando (Roberto Perego docet…).

Con questa superficialità e arroganza, con chi confonde opere e tradizioni, non andremo lontani e pensiamo che i lissonesi ormai l’abbiano capito. Ora speriamo che i “danni” alla ormai “ex” piazza del mercato non siano irreparabili.

Comunque, sulla scelta e sui tempi dell’intervento, è ormai calato il sipario.

La chimera dell’affido

Sono ben 4 anni che, fra le pieghe del Documento Unico di Programmazione. si legge come sia un obiettivo dell’Amministrazione quello di affidare la Gestione del Palazzetto dello Sport comunale. Eppure, al momento, tutto tace. Anzi: puntuale come le tasse, con Delibera del 1° luglio 2026, la Giunta ha deliberato di concedere alle associazioni l’utilizzo del Palazzetto.

Nel 2025, 6 Associazioni sportive lo hanno avuto in uso continuativo. Si tratta di 4 sodalizi lissonesi e 2 di fuori città. Altre associazioni, inoltre, lo hanno avuto saltuariamente, per attività temporanee o per manifestazioni uniche.

Tutto normale, ma poi alcune Associazioni ci hanno riferito di averne chiesto l’utilizzo – ad esempio per i saggi di fine anno – ma il permesso non è stato concesso. La motivazione ufficiale è la volontà di custodire e preservare il Palazzetto: il troppo utilizzo potrebbe rovinarlo o danneggiarlo. Stando così le cose, alcuni dubbi sui criteri e sull’arbitrarietà delle decisioni sono leciti e purtroppo anche umani.

In ogni modo, anche quest’anno – e fino alla fine della stagione 2026/27 – la situazione non cambierà: nessun bando di gestione, allenamenti e partite di (fortunate o privilegiate) associazioni sportive che “se lo meritano” e utilizzo straordinario per alcuni eventi, sportivi e non.

Nel 2025, l’introito per le casse comunali è stato di 23.500 euro: una cifra irrisoria per il Bilancio comunale, ma per la Giunta Borella che – ricordiamolo! -ha aumentato tasse e IMU, è già qualcosa!

Ricapitolando: affidi 2026/27 ri-deliberati, bando di assegnazione e gestione rimandato al futuro prossimo…

Ma forse è meglio così: fra meno di 10 mesi si vota ed è meglio aspettare il nuovo Sindaco e la nuova squadra. Dopo aver perso la gestione del Cimitero per ben 15 anni, non vorremmo essere di nuovo testimoni di progetti raffazzonati e vincolanti per la città per fini meramente elettorali (ogni riferimento a progetti in corso è puramente casuale).

Probabilmente ci saranno già altri lavori e le attività che inizieranno, ma non saranno conclusi prima della scadenza elettorale… Sarebbe troppo, anche per noi.

Più confusi che persuasi

Doveva essere la serata della chiarezza. È stata, ancora una volta, la rappresentazione plastica di un metodo che esclude, rinvia e confonde. In Biblioteca civica, all’incontro organizzato martedì 14 luglio dal Giornale di Monza, l’esordio è stato già rivelatore: lamentarsi della scarsa partecipazione dei lissonesi – con una sala comunque ben oltre la metà della capienza e in una serata torrida e poco attrattiva – è parso più uno scivolone che un invito al dialogo.

In platea, tra il pubblico, diversi rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Al tavolo, la Sindaca, Assessori, Tecnici e Imprese hanno snocciolato numeri e promesse, riferendo di circa 10 mesi di lavori (sulla fiducia) e 3,2 milioni di euro (sicuri). I rendering mostrano una piazza ridisegnata tra alberature, strutture di accoglienza, spazi per sport e svago. Tutto molto suggestivo, finché non si passa dal disegno alla vita reale.

E qui iniziano i problemi. Il mercato del lunedì resterà, ma con una logistica che desta interrogativi e poche certezze. Il Luna park della festa patronale seguirà la stessa sorte, tra ipotesi e dubbi. Nel frattempo, la città dovrà fare i conti con mesi di chiusure, spostamento di attività e manifestazioni e traffico deviato su una viabilità già provata dai cantieri della Pedemontana. Non a caso, dai pochi interventi del pubblico, sono emerse preoccupazioni concrete su manovre di mezzi pesanti, strettoie, circolazione d’emergenza e perfino su nuovi semafori “creativi”.

Come se non bastasse, si scopre solo ora che il progetto dovrà passare al vaglio di una società esterna di Ancona per la certificazione. Scelta sensata e per certi versi obbligata, certo, ma comunicata a giochi già avviati, con il risultato di aggiungere altre incognite ai tempi che già oggi appaiono ottimistici.

È il nodo politico, quello vero, che però continua a essere accuratamente aggirato. Questo progetto è nato senza un confronto preventivo con le minoranze e con una trasparenza tutta da dimostrare, a partire da una gara d’appalto lampo di soli 17 giorni in pieno periodo natalizio e conclusa con un solo partecipante. Un capolavoro di tempismo, se non altro.

Lo spazio riservato alle domande avrebbe potuto finalmente portare un po’ di luce. Avrebbe, appunto. E invece niente microfono al pubblico, niente interventi diretti, ma solo “pizzini” raccolti prima della lettura. Il risultato è stato prevedibile: le domande tecniche sono passate mentre quelle davvero scomode – sulle modalità con cui il progetto è nato e è gestito – semplicemente non si sono viste perché si è ritenuto inaccettabile il metodo dei “pizzini” che non consente di esporre le motivazioni alla base delle domande stesse.

Più che un confronto, una selezione di domande. Quando qualcuno ha provato a far notare l’inopportunità di questa modalità, la risposta è stata un’alzata di spalle. Evidentemente il contraddittorio, quello vero, è considerato un optional.

Al termine, il vero dibattito si è svolto fuori, in piazza IV Novembre, tra alcuni cittadini e rappresentanti delle opposizioni. Lì, senza foglietti, sono emerse le domande che dentro non hanno trovato spazio.

È l’ennesima occasione mancata. Un percorso che dovrebbe essere trasparente procede tra ritardi, comunicazioni parziali e molte zone d’ombra. Altro che partecipazione: qui si recita a soggetto e il pubblico, più che coinvolto, è tollerato. Non si esce convinti, né informati. Si esce, ancora una volta, più confusi che persuasi.

Cerchiamo di capirci!

Cerchiamo di capirci: siamo stanchi di essere presi in giro, e lo diciamo come Lista civica e anche a nome dei nostri Consiglieri. A leggere le “storie della Sindaca” sembra che questa Giunta abbia avuto un ruolo e dei meriti nella recente riqualificazione della Fondazione RSA Agostoni, la nostra Casa di Riposo, per intenderci. La verità, invece, è che – grazie al famoso “Superbonus 110%” – il Consiglio di Amministrazione e il Presidente si sono dati da fare e hanno centrato l’obiettivo.

La sindaca Borella sta seguendo le orme del suo capitano Salvini e dal suo Assessore Camarda: partecipare, tagliare nastri, gongolare… Anche quando il risultato è di altri.

Esattamente come l’altra questione che imperversa in città. Il NO di RFI all’allestimento del Luna park nel “parcheggione” a lato dei binari è stato un duro colpo e così la Sindaca ha modificato “la storia”. Quella era una proposta, un indirizzo, un tentativo…

Questa volta “i migliori” sono riusciti a trasformare una “ordinaria ricorrenza” (la Sagra con il tradizionale Luna park) in una straordinaria bocciatura! Le giostre sosteranno alla Bareggia una settimana in più, ma non sarà certo la stessa cosa.

Così stanno le cose: la Casa di Riposo è stata sistemata grazie al CDA, le giostre sono state “cassate” da RFI e l’errore, in questo caso, è stato clamoroso. Anche perché i lavori nel piazzale degli Umiliati non finiranno sicuramente prima della tornata elettorale ed era quindi inutile iniziare i lavori a fine luglio e di conseguenza annullare il Luna park.

La politica deve tornare ad essere seria e vera. Se si fanno errori, basta dirlo. Se si fanno cose, basta dirlo. Se le cose le fanno altri, basta dirlo. Anche assegni, buchi, nomine, aiuole etc. sono cose che andrebbero spiegate, e seriamente.

Quando l’indirizzo finisce in un binario morto

C’è stato un momento, martedì sera, in cui nell’aula del Consiglio comunale di Lissone è calato un silenzio di quelli che non hanno bisogno di spiegazioni. L’intervento della sindaca Laura Borella – infilata tra le comunicazioni iniziali, prima dell’ordine del giorno – ha avuto l’effetto di una doccia gelata: quest’anno niente Luna Park, almeno non nella sua forma tradizionale. E poi, minuto dopo minuto, è emerso un quadro che definire imbarazzante è già un esercizio di diplomazia.

La storia è semplice: causa dei lavori in Piazzale degli Umiliati, la Giunta decide di “mantenere la tradizione” e individua – con tanto di delibera e cartine – il “parcheggione” e le zone limitrofe alla Stazione come possibile nuova sede per le giostre. Una scelta ardita, ma tranquilli: “è solo un atto di indirizzo”. Tradotto: abbiamo detto agli uffici di vedere se si può fare. Un po’ come prenotare un matrimonio senza sapere se la chiesa esiste…

Nel frattempo, minoranze, cittadini e perfino qualcuno in maggioranza, facevano notare che un Luna Park accanto ai binari poteva presentare delle criticità: rumore, luci, sicurezza, treni che passano. Ma la linea della Giunta pare fosse: tutto sotto controllo. Fino a quando – finalmente! – è stato chiesto il parere a RFI che, in data 25 giugno, mettendo nero su bianco, ha risposto: NO! No per il rumore, no per le luci, no per l’afflusso di persone, no per la sicurezza. Non un’opinione, ma il parere dell’unico soggetto che ha l’autorità di affermarlo.

Qui la domanda, rimbalzata in aula, resta sospesa: ma davvero nessuno, prima di annunciare, progettare, convocare, rassicurare, ha pensato di scrivere o telefonare a RFI? La sindaca ha provato a minimizzare: era solo una verifica, gli uffici non sono stupidi, nessuno pensava a giostre proprio sotto i cavi… e meno male! Ma il punto non è questo, il punto è come un’ipotesi fragile sia stata, per settimane, una soluzione quasi certa in termini di aspettative create, giostrai coinvolti, graduatorie rifatte e con il problema di chi escludere da spazi che, di fatto, non esistevano…

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lavori in piazzale degli Umiliati al via (giustamente), sagra confermata, ma Luna Park cancellato. Una retromarcia tanto improvvisa quanto prevedibile perché non serviva essere tecnici ferroviari, bastava il buon senso o – più banalmente – chiedere prima.

Qualcuno ha parlato di “figura da cioccolatai”. Espressione colorita e poco istituzionale, ma efficace. Perché il pasticcio è tutto lì: fretta, superficialità e allergia all’ovvio. Non basta rifugiarsi nell’“atto di indirizzo”, ma quando si annuncia una soluzione, quella soluzione deve stare in piedi, altrimenti non è indirizzo: è improvvisazione.

Il paradosso finale è che l’unica cosa che non ha retto è proprio quella che si voleva salvare: le giostre quest’anno non ci saranno. In conclusione: prima di salire sulle montagne russe, conviene verificare che i binari esistano davvero…

Scusi, lei chi è?

Durante il Consiglio comunale del 7 luglio scorso, il presidente Roberto Perego si è di nuovo distinto, in negativo. Si è infatti reso protagonista di un “teatrino” che, se non fosse che è avvenuto in una sede istituzionale, farebbe quantomeno sorridere.

Ma cosa ha combinato stavolta? Il Presidente ha messo alla porta, con tono piuttosto perentorio, nientemeno che il Presidente di Bea Spa, Mario Carlo Novara, non proprio uno sconosciuto…

Il Consiglio comunale verteva proprio sulla questione dell’aggregazione societaria tra BrianzAcque Srl e gruppo Bea, per la creazione di una Holding di servizi multiutility in Brianza. L’ospite “a sorpresa” era quindi una persona di livello che avrebbe potuto contribuire in modo proficuo alla discussione. Ma dopo l’accoglienza piuttosto gelida (“Scusi, chi è lei? Io non l’ho invitata, mi dispiace”) il Presidente di Bea ha pensato bene di togliere il disturbo, lasciando l’aula, che nel frattempo continuava a discutere se la sua presenza fosse opportuna o meno, in quanto non preannunciata.

Alla fine, raggiunto l’accordo di dare la parola anche al presidente di Bea (oltre, naturalmente, che a quello di BrianzAcque, lui sì regolarmente “invitato”), ci si è accorti che ormai Mario Carlo Novara se ne era andato… Un vero peccato, perché alle numerose domande dei Consiglieri, forse, il “cacciato” avrebbe potuto rispondere integrando l’ottimo Enrico Boerci, presidente di BrianzAcque.

Una figuraccia e uno sgarbo istituzionale di cui la nostra città non aveva proprio bisogno. Persino il Cittadino di Monza, nel suo “barometro politico” ha relegato il Presidente Perego fra chi “scende” in caduta libera…

Purtroppo, la composizione del Consiglio e la nomina “partitocratica” di Assessori e Vicesindaci ha attribuito a Roberto Perego il ruolo di Presidente del Consiglio.  Lui, che quando era in minoranza sembrava preciso, attento e propositivo, ora fa “figuracce”, insulta o critica chi esprime dissenso o disaccordo, non ha certo un comportamento “terzo”, come richiederebbe il suo ruolo, sempre ligio al potere della Sindaca e della Giunta. Per non parlare dei pubblici litigi con il compagno (forse ormai ex) di lista Daniele Fossati.

Il potere l’ha trasformato ed è un vero peccato per la città e per i cittadini. Ma bisogna resistere, almeno altri 10 mesi…