Apriti, Sesamo!

Grazie alla segnalazione di un nostro lettore, vi raccontiamo oggi di una curiosa situazione che si verifica a Lissone. Siamo alla Ciclostazione, il deposito biciclette situato vicino alla Stazione ferroviaria: è una struttura comoda e utile, utilizzata soprattutto dai pendolari che possono così lascare la propria bicicletta al riparo e in sicurezza.

In passato, per mesi e mesi, la porta è rimasta aperta perché la serratura era rotta ma ora, dopo la riparazione, si può entrare utilizzando la tessera sanitaria, documento strettamente personale, e questo garantirebbe il controllo degli accessi. Le telecamere di sicurezza dovrebbero fare il resto.

E invece… abbiamo scoperto che la porta della Ciclostazione si apre non solo utilizzando la tessera sanitaria, ma anche il bancomat e addirittura la tessera di BrianzaAcque, che non è assolutamente un documento personale! E quindi chiunque può entrare e uscire senza lasciare traccia. Guardate il video qui sotto.

E allora? La tanto proclamata “sicurezza” è tutto un bluff?

Chissà se qualcuno se ne è accorto. Certo, gli amministratori sono stati impegnati in un altro grande bluff, quello sul “Fuori Salone” che, nonostante le promesse e le dichiarazioni, per il secondo anno consecutivo ha visto assente il Comune di Lissone. Ma di questo ne parleremo ampiamente in un prossimo articolo.

Comunque abbiamo avvisato del malfunzionamento con una mail indirizzata all’URP.

Ci auguriamo che la porta abbia un destino diverso da quello del defibrillatore all’esterno della Biblioteca, assente ormai da mesi e mesi, e speriamo anche che, dopo l’intervento di riparazione, la porta della Ciclostazione non si apra al solo “Apriti sesamo”!

Apertura porta della ciclofficina (video)

Risposte e valutazioni

Ecco il resoconto delle 5 interrogazioni presentate dal Listone durante il Consiglio comunale del 12 aprile e dedicato al “Question Time”: domanda, risposta e un commento.

  • GIOCO D’AZZARDO

Domanda 1 – RICHIESTA DATI RELATIVI AL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO A LISSONE

Risposta 1 – relatore: Sindaco Laura Borella

Commento 1 – L’interrogazione viene inviata per conoscere i dati del gioco d’azzardo legale a Lissone, una fenomeno in forte espansione soprattutto dopo gli anni della Pandemia, al fine di programmare iniziative di intervento e di sostegno verso le persone che soffrono di gioco d’azzardo patologico. Su richiesta, i dati vengono forniti ai Comuni dalla Agenzia delle dogane e dei Monopoli di Stato e, a seguito della nostra interrogazione, tali dati sono stati richiesti.

Nella risposta viene detto che non è stata portata avanti alcuna applicazione del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale il 20/03/2020, tranne che il controllo da parte della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato.

È confermata la riduzione della TARI del 20%, prevista dal regolamento comunale, per gli esercizi di somministrazione che espongono la scritta NO SLOT.

La nostra interrogazione ha destato l’attenzione su questa problematica: siamo parzialmente soddisfatti, ma attendiamo i dati del giocato e di verificare ciò che succederà in futuro.

  • RIUNIONE POLITICA

Domanda 2 – RIUNIONE POLITICA DI MAGGIORANZA ALLA PRESENZA DI DIRIGENTI E SEGRETARIO COMUNALE IN LUOGHI NON ISTITUZIONALI

Risposta 2 – relatore: Sindaco Laura Borella

Commento 2 – Non siamo soddisfatti: la risposta ricevuta nega, nero su bianco, che sia avvenuto alcun incontro di maggioranza al di fuori dei luoghi istituzionali con la presenza di Presidente e Vice Presidente del Consiglio, di alcuni dirigenti Comunali e del Segretario del Comune di Lissone. Restiamo stupiti e perplessi davanti a questa dichiarazione: a noi risulta, invece, che la riunione ci sia stata. Ci vuole coraggio e forse anche una buona dose di faccia tosta. Zero in credibilità.

  • FONDI DISABILITA’

Domanda 3 – FONDI A FAVORE DI PERSONE CON GRAVE DISABILITA’

Risposta 3 – relatore: Sindaco Laura Borella

Commento 3 – La interrogazione viene posta per avere informazioni e delucidazioni sui tagli dei fondi regionali a favore delle persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità per il triennio 2022- 2024. Lo scopo è quello di capire le ricadute sul sostegno alle persone e alle loro famiglie nel Comune di Lissone.

L’interrogazione segue un Ordine del Giorno già approvato in Consiglio, nel quale si impegnava il Sindaco a farsi portavoce presso la Giunta Regionale delle difficoltà degli Enti Locali ad erogare servizi consoni alle necessità.

La risposta – a firma del sindaco – premette che Regione Lombardia, con una delibera del 18 marzo, ha cercato – per il 2024 – di riequilibrare i contributi, soprattutto per i caregiver familiari, “anche se di importo ridotto”. Nella risposta si elencano i dati relativi alle risorse, ai servizi e al numero di persone che usufruiscono per la misura B1 e B2, facendo riferimento alla decisione di spostare risorse da altri sostegni per far fronte alla diminuzione dell’erogazione.

Dalla risposta non è possibile capire quanto sia stato il lavoro del Sindaco per presentare la realtà difficile in Regione e per chiedere, insieme ad altri sindaci, il ripristino delle risorse, non solo per il 2024, ma anche per le annualità future, al fine di provvedere ad una programmazione certa e sicura.

Nonostante l’approvazione della DGR 2033/2024, permangono forti criticità in quanto:

  1. i tagli non sono stati completamente ripristinati
  2. per compensare almeno parzialmente, sono state utilizzate risorse sottratte al sostegno ai caregiver familiari
  3. non vi sono risorse per rispondere alle nuove richieste di accesso per la Misura B1
  4. non vi sono decisioni per le prossime annualità, ma il ripristino parziale delle risorse è stabilito per il solo 2024.

Riteniamo quindi che il Sindaco e l’assessore al sociale debbano ancora – e con atti formali – chiedere e far pressione a Regione Lombardia, facendo cassa di risonanza anche delle Associazioni coinvolte nella problematica.

La risposta ci ha fornito i dati di coloro che usufruiscono delle risorse e dei servizi, ma non ha esplicitato l’ingaggio e l’impegno della Amministrazione per il ripristino delle risorse.

  • CENTRO ODONTOSTOMATIOLOGICO

Domanda 4 – CENTRO ODONTOSTOMATOOGICO A LISSONE

Risposta 4 – relatore: Sindaco laura Borella

Commento 4 – L’interrogazione viene posta perché il 31 gennaio 2024 è stato chiuso il Centro Odontostomatologico a Lissone, un servizio molto utile per tantissime persone e famiglie.

Noi avevamo già posto il problema in Consiglio, a fine gennaio, discutendo una mozione che chiedeva l’impegno del Sindaco affinché questo servizio  rimanesse attivo. Il Sindaco, attraverso una comunicazione del direttore di ASST, in quella occasione ci aveva assicurato che il Centro sarebbe stato aperto fino al 31 marzo e che ASST avrebbe fatto il possibile per evitare disagi agli utenti. La chiusura del centro è avvenuta, invece, il 31 gennaio 2024. Per questo nell’interrogazione abbiamo chiesto delucidazioni e atti compiuti da Sindaco e Giunta verso ASST per richiedere il ripristino del servizio.

La risposta è scarna: racconta di una telefonata al direttore sanitario della ASST il quale conferma che il centro è stato chiuso per esaurimento dei fondi disponibili sulla gestione del servizio e che ASST provvederà ad una nuova gara per l’affidamento della gestione.

Speriamo che questa volta le risorse messe a disposizione siano congrue così da soddisfare le necessità dei cittadini di Lissone. È molto triste che un servizio indispensabile sia chiuso per erosione dei fondi!

  • CENTRO SPORTIVO DI VIA BERTRAME

Domanda 5 – LAVORI PRESSO IL CENTRO SPORTIVO COMUNALE EDOARDO MAURI – VIA BELTRAME

Risposta 5 – relatore: Assessore Oscar Bonafè

Commento 5 – Non siamo soddisfatti. La risposta vale, anche per chi si aspettava notizie sui lavori, un rotondo NULLA. E l’Assessore Camarda, che aveva promesso, venerdì sera era giustamente assente. Anche qui, zero in credibilità.

 

Stasera ci sono le interrogazioni

La sessione del Consiglio comunale di stasera – 12 aprile – sarà dedicata al “Question time” con argomenti all’ordine del giorno interessanti e che riguardano direttamente la vita della nostra città. La Giunta è molto attenta ai selfie e a dare notizie, ma la città ha bisogno di concretezza, sicurezza e miglioramenti che ad oggi ancora non si vedono e che nessuno, soprattutto, avverte.

Il Sindaco e gli Assessori dovranno relazionare su ogni singolo argomento: a volte semplicemente leggono un testo, a volte commentano, ma in ogni modo una risposta ai quesiti posti – a voce e per iscritto – la devono dare.

Sono 5 le interrogazioni presentate dal Listone: chiare, semplici, su fatti precisi: informazioni sul gioco d’azzardo a Lissone, dati e previsioni sui fondi per grave disabilità, azioni intraprese dopo la chiusura del Centro Odontostomatologico di Lissone, stato dei lavori del Centro sportivo di via Beltrame e chiarimenti sullo svolgimento di una riunione di maggioranza, svoltasi con modalità anomale.

Le risposte saranno “non soddisfacenti”, come spesso succede? Noi speriamo di no. Staremo a sentire e – soprattutto – vedremo se le azioni ed i fatti rispecchiano le enunciazioni e i proclami.

Normalmente i consiglieri di maggioranza sono abbastanza disinteressati a domande e risposte, ma vedremo se stasera qualche argomento “scottante” riuscirà a risvegliare anche la loro attenzione. 

Si comincia alle 20:30 e ricordiamo che è possibile assistere di persona ai Consigli comunali, nella zona riservata al pubblico.

Qui sotto l’ordine del giorno con tutte e 16 le interpellanze presentate e il link per assistere in streaming.

Un gesto inaudito e violento

Lo scorso weekend è stata ricoperta di vernice nera la pietra d’inciampo di Gianfranco de Capitani da Vimercate, un ragazzo lissonese, antifascista, che abitava in via Padre Reginaldo Giuliani e che è stato deportato nel campo di sterminio di Mauthausen ed è deceduto ad Ebensee  il 5 dicembre 1944, a 19 anni. Un gesto efferato e oltraggioso.

La pietra d’inciampo ha lo scopo di “riportare a casa” e riportare nella memoria collettiva le persone che sono morte nei campi di concentramento. Un sampietrino con un nome inciso e inserito nel marciapiede di fronte all’abitazione o al luogo di vita delle persone decedute. Un sampietrino che si inserisce nei nostri percorsi quotidiani, nella fretta del nostro passo, costringendoci a rallentare, a ricordare.

Gianfranco de Capitani da Vimercate non ci racconta solo del passato, ma ci insegna la consapevole scelta di una piena umanità di fronte all’intolleranza – presente ancora oggi – e alle atrocità di certi comportamenti, alle violazioni della dignità dell’essere umano, alle violenze e alle umiliazioni. Lui che, non ancora ventenne, ha saputo scegliere da che parte stare.

Cancellare il suo nome con lo spray nero, oscurare il suo sacrificio e nascondere il motivo della sua morte, è un gesto di una violenza inaudita. Non è solo rovinare con un atto vandalico una pietra d’ottone, è una ferita in ognuno di noi. La vernice è stata posta in modo completo e deciso su tutta la pietra e questo è segno di consapevolezza del gesto in chi l’ha eseguito. Tutto ciò è ingiustificabile e deve far scaturire un impegno maggiore verso la salvaguardia della memoria.

Ringraziamo chi è intervenuto prontamente, sia nella segnalazione che nella pulizia della pietra. Ringraziamo l’ANPI di Lissone, custode attenta e preziosa della memoria e della cura dei valori fondanti la nostra Costituzione.

Imbrattata una Pietra d’inciampo: “Un oltraggio miserabile” (PrimaMonza.it – 9 apr 2024)

 

Invisibili, ancora

Torniamo oggi col pensiero al drammatico anno 2020: le strade vuote, il silenzio della città, i negozi con le serrande abbassate e il suono continuo e angosciante delle ambulanze che amplifica il senso di paura in tutti noi. Nei telegiornali, immagini di file di bare, colonne dell’Esercito e della Protezione Civile per garantire i servizi indispensabili. Ospedali, medici, infermieri, operatori sanitari, tutti in prima linea, senza tregua, a prendersi cura dei malati con ogni mezzo tra mille difficoltà.

E poi i morti, i tanti morti. In silenzio, soli, senza gli affetti, una violenza nella violenza. Il Covid, la più grande pandemia della nostra storia, ha lasciato il segno in tantissimi di noi.

Ecco perché il Consiglio comunale di Lissone – su proposta del PD – ha votato all’unanimità la realizzazione, entro il 18 Marzo 2024, di un monumento a ricordo delle vittime lissonesi del Covid: per ricordare, dare speranza, rappresentare la memoria ed il rispetto di tanti morti invisibili, delle molte persone volate via in solitudine, senza neppure un ultimo saluto.

Ecco, con questo obiettivo la nostra Lista Civica ha cercato di dare il proprio contributo nelle uniche due riunioni effettuate dalla Sindaca Borella e dal Presidente Perego con il supporto dell’assessore Bonafè.  Un obiettivo purtroppo fallito, e non certo per nostra volontà.

Non è nostra intenzione fare polemica su un argomento del genere (ce ne guardiamo bene) perché siamo consapevoli della sofferenza di molte famiglie e perché il Sindaco e la Giunta che amministravano in quel periodo hanno fatto tutto il possibile per “stare al fianco” dei cittadini, e tutto questo non può essere usato per altri scopi.

Ma il Sindaco Borella, il presidente Perego e l’assessore Bonafè, avallati da una maggioranza miope e prepotente, non hanno però voluto condividere l’iniziativa, usare il buon senso, e stavolta hanno davvero esagerato.

Sarebbe stato di buon senso invitare – anche come forma di rispetto – chi ha dovuto amministrate un periodo così drammatico: sicuramente avrebbero potuto contribuire con pensieri interessanti.

Sarebbe stato utile anche riconoscere il lavoro comune svolto da tutte le forze politiche allora presenti in Consiglio Comunale, nello sforzo condiviso di lavorare per il bene della città e di mostrare che la Politica può trovare mezzi e modi di fronte ad un reale e importante risultato da raggiungere.

Già nella prima riunione, i Consiglieri del Listone hanno chiesto il coinvolgimento di tutte le forze presenti in Consiglio comunale e anche – ufficialmente – dell’ex Sindaco Concettina Monguzzi, che il Covid lo ha gestito davvero e in prima persona. Ma ciò non è successo.

Nella seconda riunione hanno evidenziato come – per il ritardo dell’amministrazione – non sarebbe stato possibile rispettare la data di consegna e che le poche informazioni ricevute (ad es. nessuna indicazione di costi e finanziamenti) non erano sufficienti per decidere insieme e in tempi brevi luogo, opera, messaggio.

In seguito, esclusivamente via mail (come se non fossero disponibili di persona), è stato chiesto di scegliere tra due progetti redatti dagli studenti dell’Istituto Meroni. I nostri Consiglieri hanno presentato delle osservazioni per completare ed integrare il progetto ma… Qualcuno le ha lette? Sono finite nel cestino? Chissà, nessuno ha fatto sapere nulla.

Leggetele, le nostre osservazioni. Le trovate QUI e in fondo alla pagina.

Imperterriti, arroganti, superficiali e in forza del voto dei lissonesi, sono andati avanti per conto loro, tanto è vero che, oggi, sarà posato un plastico in argilla per un’opera scelta da loro, in un luogo scelto da loro.

Venerdì 12 aprile saranno discusse in Consiglio comunale due interpellanze sul monumento, presentate da forze di minoranza . Ma, a questo punto, chissenefrega? Il lavoro dell’Istituto Meroni è un buon lavoro, e per questo ringraziamo i ragazzi e i loro professori, ma non può andare bene così, noi non siamo proprio d’accordo.

In primis, perché su una vicenda di questo genere non si può utilizzare il metodo “borelliano” per cui: “decido io perché questa è casa mia e voi non contante nulla”. Lissone non le appartiene: lei è Sindaco pro tempore e ha solo “preso in prestito la città”.

Inoltre, perché i morti di Covid non sono né della Lega, né di Fratelli d’Italia né di Forza Italia o di Lissone in movimento: sono di tutta la città e tutti i cittadini devono poter dire la loro, anche e soprattutto attraverso i loro rappresentanti. Questo è possibile solo condividendo le scelte, essendo uniti, come al tempo Covid: “una cosa sola”.

Noi siamo ammutoliti, esterrefatti e abbastanza schifati. Invisibili.

La maggioranza non è in grado di dire nulla: subisce, mugugna singolarmente e qualcuno presenta proposte che nemmeno vengono discusse. Questa volta Borella-Perego-Bonafè hanno davvero deluso. Non ce lo meritiamo, come persone, come politici, come comunità ferita e in silenzio.

Siamo tornati INVISIBILI, e anche Lissone con noi.

Invito al posizionamento del modello del monumento Covid-19

 

I luoghi del design

È stato recentemente pubblicato un libro che riguarda anche la nostra città: “111 Luoghi del design a Milano che devi proprio scoprire“, di Sara Pupillo. In particolare, il “Luogo n. 24” che si consiglia di visitare, è il MAC di Lissone, il nostro Museo di Arte Contemporanea. Molto bene, è proprio una bella soddisfazione!

Purtroppo, la foto presente nel libro che mostra l’edificio del MAC e la sua collocazione risulta ormai vecchia. Il famoso “cubo” che pubblicizzava il PREMIO LISSONE 23, infatti, ora non c’è più, è stato rimosso.

Un vero peccato: il libro – appena uscito – è già superato. Chi arriva a Lissone e non troverà più il cubo presente nell’immagine sarà disorientato.

Ma come mai è stato tolto e che fine avrà fatto il prestigioso cubo del Premio Lissone? Speriamo non sia finito in discarica, ci auguriamo che l’Assessore Carolina Minotti non abbia autorizzato la sua distruzione.

La nostra speranza è che il cubo torni al suo posto, magari dopo un restauro o una miglioria. Era un simbolo significativo, portava il nome della città e pubblicizzava il famoso “Premio Lissone” che tanto rappresenta per il nostro MAC.

Assessore Minotti, pensaci tu!

E Pasqua sia, nei tuoi occhi
e Pasqua sia, nel tuo cuore,
e Pasqua sia, nelle tue mani
per donare ciò che senti di più prezioso nel tuo cuore,
per riempire gli occhi di lacrime d’emozione.
Buona Pasqua di Luce e Pace!

(Stephen Littleword – scrittore)

Auguri di buona Pasqua a tutti i lissonesi!

Meriti e colpe

Il “crack” lo si avverte in modo evidente e su ben due fronti: è il rumore della attuale maggioranza che pare sempre meno unita, ed è il rumore dell’allargarsi di quella ormai evidente frattura tra i cittadini e la giunta.

Lo si avverte dalle lamentele, e lo si vede emergere sui social. Una cittadina, che quotidianamente si trova a dover far fronte ai disagi che la città comporta in caso di disabilità, su Facebook pone una domanda al consigliere di maggioranza e amministratore del gruppo Daniele Fossati: “Mi dice per favore, cosa è stato fatto fino ad ora sul territorio, per abbattere le barriere architettoniche?”.

La risposta è chiara e semplice: “Sinceramente oltre a sistemare il centro diurno disabili ti dico molto poco purtroppo… sai che sono sempre sincero e onesto.”, (E noi aggiungiamo anche che il progetto e le risorse per il Centro Diurno Disabili erano frutto della precedente amministrazione; poi il progetto è stato revisionato per l’aggiornamento dei costi e messo a bando. Con i risparmi, si potrà poi realizzare l’impianto di condizionamento).

L’amaro commento della cittadina è stato: “Un applauso alla Sindaca, ed altri Consiglieri che, per avere i voti si sono spesi molto bene in campagna elettorale, mettendo in primis disabili di famiglia”, e la cosa avrebbe potuto finire lì.

Invece no. Più tardi arriva il contributo dell’assessore Camarda che si erge ad avvocato difensore dei consiglieri comunali: “trovo veramente ingiusto questo attacco ai consiglieri, purtroppo se i consiglieri si trovano come risposta dal Sindaco che non abbiamo soldi, poco possono fare…”. In questo modo addossa al sindaco la responsabilità delle decisioni e della delusione dei propri consiglieri facendo emergere un distacco e una mancanza di condivisione tra le parti.

In effetti, tecnicamente, dovrebbe succedere esattamente il contrario: i consiglieri dettano la linea ed il Sindaco e la Giunta li eseguono. E se non lo eseguono (vedi ZTL), vanno a casa! Invece qui, tranne eccezioni, ci sono Consiglieri con poche/niente idee, che seguono senza fiatare le direttive di Presidente del Consiglio, Sindaco e qualche Dirigente, che guardano e votano.

Quindi, cari Consiglieri, se una cosa si fa o non si fa, è proprio colpa o merito vostro, perché siete voi a decidere: in questo caso, con centinaia di migliaia di euro a disposizione è stato scelto di fare altro. Tutto lecito, ma che lo sappia l’autrice della domanda e ne siano coscienti i cittadini tutti.

 

Tra cultura e frittelle

Lo scorso weekend lo street food regionale ha di nuovo occupato piazza Libertà: stand gastronomici, bancarelle, musica, balli e possibilità di consumazione in loco. Il solito Palazzo Terragni preso d’assalto dai furgoncini, le solite criticità ai giardini, la solita scarsa pulizia, i soliti odori, i soliti prezzi alti e la solita concorrenza ai ristoranti/bar del centro.

Ma questa volta c’era anche qualcosa in più: in questi giorni, a Palazzo Terragni, era in esposizione la mostra “Mafie in Brianza”, realizzata dall’associazione “Brianza SiCura” nell’ambito del progetto “Lissone Lagalità”.  Era un’ottima occasione per sensibilizzare i cittadini accorsi per lo street food e invitarli a visitarla. E invece…

Davanti all’ingresso del Terragni c’erano bancarelle, tavolini etc. e l’unica indicazione della presenza della mostra era un cartello raffazzonato in bianco e nero, posizionato tra frittelle, caramelle e tavolini… Ma non solo: anche il monumento ai Caduti, lì a fianco, era coperto alla vista da un camioncino dello street food. Che tristezza e che occasione sprecata!

Ma “l’assessore allo street food” Alibrandi continua imperterrito sulla strada indicata dalla sindaca Borella. D’altronde il cibo regionale e lo street food tirano sempre (anche se questa volta pare meno del previsto) e l’impegno organizzativo è minimo. Speriamo solo di non fare il giro di tutte le regioni d’Italia!

Ora che – a detta dell’Assessore – il commercio tiene, a Lissone si trova lavoro senza problemi e va tutto bene, non c’è bisogno di molto altro: giusto qualche street food e così si resta in linea con le performance della Giunta dei “migliori di sempre”.

 

   Lissone - Ingresso Terragni Lissone - Monumento ai Caduti

Che dire? Nulla!

Alcuni nostri affezionati lettori ci domandano come mai non parliamo mai  dell’assessore Lo Faro e di ciò che riguarda i Servizi sociali. La risposta è semplice e disarmante: non c’è nulla da dire!

Come commentare e scrivere di un assessore che non incide sulle azioni del proprio settore, che in Consiglio si limita a leggere i propri interventi, ma che ha ricevuto oltre 300 voti e per questo è stato nominato assessore? (E ambiva – anche lui! – alla carica di vice Sindaco…)

Siamo in imbarazzo per l’inconsistenza del contributo fornito agli uffici comunali in un settore complicato, fragile e critico come quello dei servizi sociali.

In passato ci si era impegnati a costruire buone prassi, azioni virtuose, dentro e fuori da Lissone. Ora più nulla: solo silenzio da parte dell’assessore che, se non altro, sui social si mostra più discreto di altri…

Noi comunque attendiamo fiduciosi buone nuove sul fronte dei Servizi sociali; nel frattempo, fino alla lettura del suo prossimo intervento in Consiglio comunale, non abbiamo davvero nulla da dire!