Durante la seduta di Consiglio Comunale dedicata al “Question time” di venerdì 25 settembre (della quale scriveremo a breve) molte questioni riguardavano l’Assessorato allo SPORT. In particolare, 3 delle 4 domande poste dal Listone erano di competenza dell’assessorato allo Sport e alle Politiche giovanili.
Di regola, il calendario delle sedute del “Question time” è fissato l’anno precedente durante una riunione dei Capigruppo: vengono programmate in totale 4 sessioni e le domande devono essere protocollate almeno 20 giorni prima della data di svolgimento.
Il fatto è che, venerdì sera, l’assessore Giovanni Camarda non era presente in aula, neppure in collegamento remoto come sarebbe invece stato possibile. La giustificazione? Un laconico “motivi personali”.
I social dicono che fosse a Catania o dintorni, i beninformati sussurrano anche che fosse in viaggio con un amico DJ, ma questi sono “affari suoi”. Può andare dove vuole, con chi vuole e quando vuole, ma il rispetto per le istituzioni venerdì sera avrebbe imposto la sua presenza, almeno virtuale. E questo non tanto per rispetto verso i suoi Consiglieri – che sono ormai rassegnati al proprio ruolo di votanti seriali – ma verso la città, verso i Consiglieri che pongono domande, verso i colleghi di Giunta, verso Lissone.
Le risposte, scarne e insufficienti, sono arrivate per iscritto, firmate da lui ma illustrate dalla Sindaca Borella. Noi la ringraziamo per lo sforzo, ma le risposte avrebbe dovuto darle e illustrarle lui di persona: sia per dovere che per la conoscenza diretta delle informazioni richieste.
Gli altri assessori “interrogati” c’erano tutti: hanno spiegato e hanno fatto quello che il loro ruolo (e il loro stipendio) richiede. Saranno stati stanchi, scocciati e disturbati? Può essere, ma erano lì e hanno fatto il loro dovere. Anche l’assessora Arrigoni, che non aveva risposte da dare anche se ci è sembrata molto attenta e commentava parecchio – ha rispettato il suo ruolo.
La Sindaca evidentemente non è riuscita ad imporre la presenza (neppure da remoto) ad un suo Assessore e l’assenza per “motivi personali” è in questo caso molto debole, anche se la legge lo consente: nulla da dire sotto il profilo giuridico, ma l’etica comportamentale è cosa diversa.
In questi quattro anni, abbiamo visto di tutto, ma questa assenza su argomenti importanti e sui quali abbiamo sollevato mille dubbi imponeva una gestione diversa: la presenza e una dettagliata spiegazione.
Assessore Camarda, questa volta, sul Question time, hai meritato proprio una secca bocciatura! Presidente Perego, il nostro grado di soddisfazione è: assolutamente insoddisfatti!