Siamo alla frutta

Secondo quanto affermato da Matteo Lando nel lontano settembre 2025, i lavori del piazzale degli Umiliati avrebbero dovuto iniziare subito dopo la festa di Lissone, quella del 2025 naturalmente.

Poi ci hanno raccontato che nel 2026 Borella e la sua Giunta avrebbero dato una nuova vita ad un luogo inadeguato e sottoutilizzato. Poi, infine, sono stati indicati gli importi (coi due lotti si arriva oltre 3.800.000 euro), i bandi, gli appalti e recentemente è stato reso pubblico anche il progetto.

Legata a tutto ciò, c’è anche la questione del Mercato del lunedì che – secondo le previsioni – avrebbe già dovuto essere spostato. A giugno sono stati segnati i nuovi stalli nelle vie Don Bernasconi-Ponchielli-Manara e i cittadini hanno iniziato – giustamente – a chiedere quando il Mercato si sarebbe spostato. All’inizio di luglio. No, a metà luglio. No, a fine luglio…

Oggi siamo al 27 di luglio e il mercato è ancora lì, al suo posto, come sempre. E di lavori neanche l’ombra. “Iniziano a fine luglio – avevano detto – almeno le recinzioni”. Invece niente. Probabilmente partiranno a fine agosto, dopo le ferie.

E la frutta? Per ora sempre al solito posto. Uno story telling ridicolo, una politica che parla al presente di risultati che devono ancora arrivare. “Voglio-Posso-Decido” è lo stile di governo del quale vanno fieri, dall’alto (!) del loro 50,qualcosa % degli elettori… Una politica decisamente alla frutta.

Per ora, comunque, pere, mele, banane e anche qualche cocomero, sono ancora lì, nel piazzale degli Umiliati. Invece le zucche, quelle vuote, stanno altrove.

È calato il sipario

È calato il sipario: quello che è stato affermato durante il Consiglio comunale di mercoledì 22 luglio è che i lavori di riqualificazione del piazzale degli Umiliati sono una scelta strategica ed è stato ribadito come non sia possibile rimandare l’inizio dei lavori e quindi mantenere le tradizioni della Sagra lissonese.

Matteo Lando, Marco Fossati, Gianfilippo Alibrandi e il Vicesindaco Oscar Bonafè, tutti all’unisono a ribadire che i lavori partiranno a breve, ben prima della metà di ottobre. Ad aspettare fino a dopo la Sagra, i lavori non potrebbero concludersi prima delle elezioni amministrative del prossimo anno, dicono. Ma non saranno conclusi nemmeno iniziando ora, diciamo noi.

I disagi, i malcontenti e le situazioni non chiare alle quali i lissonesi andranno incontro nei prossimi mesi saranno numerosi ed è utile ricordarli e metterli tutti in fila.

  • L’inizio lavori comunicato è la fine di luglio 2026. Peccato che manchi ancora una validazione del progetto… Se tutto va bene, potrebbe essere intorno al 24 agosto.
  • La durata dei lavori sarà di 272 giorni, quindi la fine è prevista entro maggio 2027. Beata speranza… basta un mese di troppo caldo o troppo freddo o un contrattempo qualsiasi – e ne capitano! – e la scadenza magicamente può slittare di settimane o mesi.
  • L’interruzione della viabilità su via Volturno avrà conseguenze davvero importanti. Soprattutto per i mezzi pesanti, non sarà facile fare il “giro dell’oca” per raggiungere la via Goito.
  • Il progetto complessivo comprende anche un terreno di proprietà di un privato cittadino, che è ignaro di tutto…
  • Sarà invertito il senso di marcia di via Rossini e si ipotizza l’installazione di un nuovo semaforo su via Matteotti. Record! In via Matteotti 3 semafori in 200 metri (incroci Volturno-Rossini-Dante)
  • Il classico Luna park, come ormai noto, per quest’anno non ci sarà. L’ipotesi di spostarlo “alla Stazione” ha avuto un netto parere negativo di RFI e allora sarà prorogato quello (molti più piccolo) della Bareggia e i lissonesi, secondo i nostri amministratori, potranno divertirsi lì, con gaudio.
  • Infine, anche la scelta dello spostamento del mercato in via Don Bernasconi (proprio vicino alla Casa di Comunità) sembra essere alquanto infelice…

Questo hanno deciso Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. E non importa dei cittadini, degli operatori, dei giostrai… La regola è: voglio-dispongo-comando (Roberto Perego docet…).

Con questa superficialità e arroganza, con chi confonde opere e tradizioni, non andremo lontani e pensiamo che i lissonesi ormai l’abbiano capito. Ora speriamo che i “danni” alla ormai “ex” piazza del mercato non siano irreparabili.

Comunque, sulla scelta e sui tempi dell’intervento, è ormai calato il sipario.

Più confusi che persuasi

Doveva essere la serata della chiarezza. È stata, ancora una volta, la rappresentazione plastica di un metodo che esclude, rinvia e confonde. In Biblioteca civica, all’incontro organizzato martedì 14 luglio dal Giornale di Monza, l’esordio è stato già rivelatore: lamentarsi della scarsa partecipazione dei lissonesi – con una sala comunque ben oltre la metà della capienza e in una serata torrida e poco attrattiva – è parso più uno scivolone che un invito al dialogo.

In platea, tra il pubblico, diversi rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Al tavolo, la Sindaca, Assessori, Tecnici e Imprese hanno snocciolato numeri e promesse, riferendo di circa 10 mesi di lavori (sulla fiducia) e 3,2 milioni di euro (sicuri). I rendering mostrano una piazza ridisegnata tra alberature, strutture di accoglienza, spazi per sport e svago. Tutto molto suggestivo, finché non si passa dal disegno alla vita reale.

E qui iniziano i problemi. Il mercato del lunedì resterà, ma con una logistica che desta interrogativi e poche certezze. Il Luna park della festa patronale seguirà la stessa sorte, tra ipotesi e dubbi. Nel frattempo, la città dovrà fare i conti con mesi di chiusure, spostamento di attività e manifestazioni e traffico deviato su una viabilità già provata dai cantieri della Pedemontana. Non a caso, dai pochi interventi del pubblico, sono emerse preoccupazioni concrete su manovre di mezzi pesanti, strettoie, circolazione d’emergenza e perfino su nuovi semafori “creativi”.

Come se non bastasse, si scopre solo ora che il progetto dovrà passare al vaglio di una società esterna di Ancona per la certificazione. Scelta sensata e per certi versi obbligata, certo, ma comunicata a giochi già avviati, con il risultato di aggiungere altre incognite ai tempi che già oggi appaiono ottimistici.

È il nodo politico, quello vero, che però continua a essere accuratamente aggirato. Questo progetto è nato senza un confronto preventivo con le minoranze e con una trasparenza tutta da dimostrare, a partire da una gara d’appalto lampo di soli 17 giorni in pieno periodo natalizio e conclusa con un solo partecipante. Un capolavoro di tempismo, se non altro.

Lo spazio riservato alle domande avrebbe potuto finalmente portare un po’ di luce. Avrebbe, appunto. E invece niente microfono al pubblico, niente interventi diretti, ma solo “pizzini” raccolti prima della lettura. Il risultato è stato prevedibile: le domande tecniche sono passate mentre quelle davvero scomode – sulle modalità con cui il progetto è nato e è gestito – semplicemente non si sono viste perché si è ritenuto inaccettabile il metodo dei “pizzini” che non consente di esporre le motivazioni alla base delle domande stesse.

Più che un confronto, una selezione di domande. Quando qualcuno ha provato a far notare l’inopportunità di questa modalità, la risposta è stata un’alzata di spalle. Evidentemente il contraddittorio, quello vero, è considerato un optional.

Al termine, il vero dibattito si è svolto fuori, in piazza IV Novembre, tra alcuni cittadini e rappresentanti delle opposizioni. Lì, senza foglietti, sono emerse le domande che dentro non hanno trovato spazio.

È l’ennesima occasione mancata. Un percorso che dovrebbe essere trasparente procede tra ritardi, comunicazioni parziali e molte zone d’ombra. Altro che partecipazione: qui si recita a soggetto e il pubblico, più che coinvolto, è tollerato. Non si esce convinti, né informati. Si esce, ancora una volta, più confusi che persuasi.

Il perché

Abbiamo già analizzato vari aspetti della riqualificazione del piazzale degli Umiliati (piazza mercato) e abbiamo riflettuto su come questa scelta – importante, affrettata e delicata – sia stata effettuata senza coinvolgimento delle parti, con affidi velocissimi, con inviti dedicati e con querele in fase di istruttoria. Anche la questione della tempistica è stata affrontata, arrivando alla conclusione che l’opera non sarà conclusa entro la fine mandato.

Quest’oggi approfondiamo il PERCHÉ la Giunta si sia imbarcata in un’opera che non potrà mai concludere ma anche il perché, fra tante priorità, abbiano scelto di investire oltre 3milioni e perché proprio durante l’ultimo anno di mandato.

Ovviamente, nessuno ha “la verità”, ma tenteremo di rispondere, secondo il nostro punto di vista.

Durante questi 5 anni di amministrazione, tutte le azioni sono state di conclusione o completamento di opere già finanziate o in corso. Si definisce “continuità tecnico-amministrativa”: le opere in corso vanno concluse, i progetti aperti vanno continuati, i fondi reperiti da altri vanno spesi.

Alcuni esempi: ciclabile via Pacinotti, i lavori del contratto di quartiere, l’ex CPS di via Garibaldi, l’appalto del CDD (tetto e condizionamento), i fondi PNRR al Botticelli e per il “Dopo di noi” di via Leopardi, la ciclabile viale Martiri della Libertà, i lavori attorno al Palazzetto dello sport. Alcune opere sono anche spacciate per risultati, ma sono invece risultati di altri (lavori alla Casa di Riposo, nuovo CPS di Via Don Minzoni portato dalla ATS Monza e Brianza).

Tante opere e azioni hanno quindi un nome ed un cognome, e non è affatto “Giunta Borella”. Serviva allora un’opera importante, visibile, originale, che avrebbe potuto connotare questi 5 anni, senza un passato ingombrante. Il progetto di riqualificazione del piazzale degli Umiliati era un’occasione unica. I fondi? Subito trovati (nonostante il famoso “buco di bilancio”…)

E il tempo? Di quello ce n’era poco, ma si comincia a fare e a parlarne come se fosse già cosa fatta (ricordiamo l’annuncio di Matteo Lando di inizio lavori previsto a ottobre 2025 …). E se le idee sono poche, allora si prende un ottimo studio di architettura, lo si “invita” e si parte. In caso di contestazioni, si querela e chi si mette contro, lo si porta in Tribunale, poi si vedrà.

Ecco allora il PERCHÉ: la riqualificazione del piazzale connoterà il lavoro della Giunta e darà un nome e un cognome a questi 5 anni di amministrazione.

A noi, per ora, resteranno i disservizi per il mercato, le giostre, la viabilità e la gestione dei nuovi spazi. E i problemi non mancheranno: questa è quindi un’eredità critica e complicata da gestire, quasi fosse un “dispetto” per chi verrà poi. Secondo i “rumors” non è affatto detto che l’attuale sindaca Borella rivinca le elezioni né che si ricandidi, viste le tribolazioni della squadra futura, e questo della piazza potrebbe essere il primo grande problema gestionale della futura amministrazione.

Riprenderemo più avanti altre questioni: il COME e il COSA, il QUANDO e la VIABILITA’, il DOVE, la QUERELA. Buona lettura a tutti gli “umiliati”.

 

Un verde benessere

Venerdì 18 giugno è stata discussa in Consiglio comunale la mozione “Piantumazioni a seguito di alberi abbattuti nei giardini delle scuole”, presentata dalla nostra consigliera Monguzzi e sottoscritta da tutte le forze politiche di minoranza. La mozione – che richiama il Regolamento comunale sul verde e il procedimento della Variante al Piano di Governo del Territorio – chiede a Sindaca e Giunta di piantumare i nuovi alberi nelle zone dove sono stati rimossi, in particolare nei giardini delle scuole al fine di creare dei microclimi freschi.

Questa mozione è giunta in Consiglio dopo il percorso dei Consigli comunali dei ragazzi, che hanno posto al centro il BEN-ESSERE DEI BAMBINI. Gli alberi, infatti, aiutano a star bene: producono ossigeno e assorbono CO₂, agiscono come purificatori naturali intercettando le polveri sottili, (prevenendo così asma e bronchite cronica), trattengono l’umidità mitigando il calore e creando un microclima più fresco, riducono l’inquinamento acustico e creano un ambiente piacevole e accogliente per i giochi e le attività dei bambini.

La mozione ha avuto il parere favorevole dell’assessore Rossati e, con un piccolo emendamento, è stata approvata dalla maggioranza. Un grande successo! Raramente si è riusciti a giungere ad un pensiero e ad un impegno condiviso.

Durante la discussione, è stata chiesta in particolare la situazione della scuola Primaria Moro. Da questo inverno, infatti, il giardino – luogo di gioco e ricreazione di più di 300 alunni – è stato in gran parte recintato con un nastro bianco e rosso per motivi di sicurezza e alcuni alberi sono stati marcati con segni di colore rosso e blu. Dopodiché, nessuno è ancora intervenuto.

Tempo fa, l’assessore Bonafè aveva comunicato che lì voleva creare un giardino botanico, ma il progetto è fermo perché deve ancora essere presentato alla Dirigente scolastica per la necessaria condivisione. Nel frattempo, verrà realizzata una recinzione più solida di quella attuale e l’area sarà preclusa per molto tempo.

E allora: altro che costruire microclimi freschi, altro che creare isole di mitigazione del calore, altro che fornire spazi gioco all’aperto per i bambini…

La mozione che era stata approvata poco prima, ribadiva l’importanza degli alberi e del verde per il benessere dei bambini: tutto il Consiglio l’ha votata ma poi l’assessore Bonafè ha tirato dritto per la sua strada…

Ricordiamo che la scuola Moro ha un altro spazio verde, quello che si affaccia su via Ferrucci: uno spazio ora trascurato ma che potrebbe accogliere un giardino botanico e degli orti, come già successo in passato.

Questa scuola ha bisogno di uno spazio verde, bonificato, sicuro, per esperienze di gioco e per esperienze scolastiche. 300 bambini sono molti e il loro BENESSERE ci sta a cuore.

Si comincia!

Come ci informano gli articoli apparsi lo scorso fine settimana sulla stampa locale, inizieranno a breve i lavori per la riqualificazione del piazzale degli Umiliati, meglio conosciuto come “piazza del mercato”. Critiche, perplessità, considerazioni negative e anche imprecazioni, a fronte di giustificazioni debolissime. Queste le reazioni che abbiamo letto sui social, reazioni che supportano ciò che da tempo anche noi sosteniamo: così com’è, il progetto non va bene né nei modi né nei tempi..

Purtroppo, ora non si può rimediare più a nulla. L’opera – che per ora è sulla carta – è basata su un progetto assegnato con invito ad un unico Studio (tra le centinaia presenti a Milano), con un bando assegnato in una ridottissima finestra temporale (30 giorni, dei quali 17 lavorativi) con una spesa per le casse comunali di 3 milioni di euro. Tutto in regola, ci mancherebbe!

Il fatto è che la riqualificazione non sarà certamente terminata entro la conclusione dell’attuale mandato elettorale, e questo a noi è stato chiaro fin da subito: bastava fare i conti dei tempi tecnici e degli eventuali (ma purtroppo immancabili) contrattempi e imprevisti.

Ma nonostante tutto l’amministrazione Borella (coi suoi fedeli scudieri Carraretto e Bonafè in prima e seconda fila) ha deciso di impegnare risorse e personale su un progetto che non riuscirà a consegnare alla città e che si preannuncia carico di criticità, che verranno lasciate “in eredità” a chi amministrerà nel prossimo quinquennio.

In breve: il mercato sarà trasferito in zona via Bernasconi per oltre un anno (i residenti hanno già espresso qualche malumore e lo hanno scritto senza mezzi termini), le giostre della festa patronale andranno ad occupare il parcheggione della stazione (230 posti auto) per almeno 10 giorni, per la gioia dei pendolari. Ci sono poi anche perplessità sulla realizzazione di tre piccole costruzioni (70 mq l’una) che ospiteranno un bar, un locale tecnico con il materiale della nuova piazza e un ufficio per la gestione dei commercianti ambulanti, realizzata della Polizia locale. Per finire, è prevista la chiusura del transito viabilistico su via Volturno.

Politici con reale conoscenza del territorio e cittadini di buon senso hanno già “bocciato” il progetto.Altre sono le priorità” si sente dire: strade, marciapiedi, pulizia, abbattimento di barriere architettoniche, progetti diversi…

Se l’obiettivo della sindaca Borella era che del nuovo piazzale degli Umiliati se ne parlasse, riuscirà sicuramente nel suo intento, ma sicuramente non nel modo in cui immaginava… e questo, per oltre 3 milioni di motivi!

Lissone, il Comune conferma lo spostamento di luna park e fiera per la patronale: «Il piazzale degli Umiliati è da riqualificare» (IlCittadinoMB.it – 15 giu 2026)

Risultato o alibi (Listonelistacivica.it – 6 mar 2026)
E querela fu (Listonelistacivica.it – 27 feb 2026)
L’opera principe (Listonelistacivica.it – 4 feb 2026)
Il piazzale degli umiliati (Listonelistacivica.it  – 17 feb 2025)

Fontane verdi

Torniamo a parlare del nuovo Social Media Manager, quello veloce e politicamente “verde”. Se possiamo dargli un suggerimento, come suo primo lavoro potrebbe adoperarsi per enfatizzare il verde, padano, delle fontane lissonesi.

Sì, a Lissone abbiamo le fontane verdi! Basta vedere le immagini della fontana in piazza Libertà, scattate nei giorni scorsi, per capire quanto il colore della Lega stia primeggiando a Lissone. Un risultato notevole, per coloro che si autoproclamano i migliori della storia (migliori o peggiori, naturalmente, dipende dagli obiettivi e dai risultati che ci si propone di raggiungere).

In attesa della debacle elettorale, tra perdita di credibilità e problemi con i seguaci lissonesi di Vannacci (che hanno già dichiarato come l’immobilismo di Borella sia deleterio, anche secondo un ex leghista ora “mezzo generale”) il social manager potrebbe anche fare foto e riprese per illustrare altri colori della nostra città.

Potrebbe mostrare il giallo brillante dei cassonetti per la raccolta degli indumenti e, soprattutto, l’arcobaleno di colori di tutto quello che è depositato ai piedi degli stessi…

Insomma, tra il verde e i colori dell’arcobaleno, non siamo messi benissimo. Ma ormai siamo agli sgoccioli, manca poco…

 

  

Il cantiere fantasma

Abbiamo letto con interesse sul Cittadino di sabato 28 marzo l’editoriale “Quando un cantiere salva il consenso” e, all’interno, un’intervista al leghista Matteo Lando, capo della maggioranza lissonese.

Lando parla di risultati e progetti e confronta questi “suoi” 4 anni con i precedenti della Giunta Monguzzi: accenna alle caldaie, alle asfaltature e, naturalmente, alla Piazza del mercato. Un’intervista a tratti tragicomica.

Lui, che aveva annunciato l’inizio dei lavori subito dopo la Sagra paesana (ottobre 2025) e a tutt’oggi nulla si è visto.
Lui, che ignora o finge di non sapere dei progetti che sono stati accantonati dalla attuale Giunta. (Uno di questi, ad esempio, prevedeva in oltre dieci immobili comunali (tra i quali le scuole) la sostituzione delle caldaie in bando project. Si tratta del progetto “Territori Virtuosi 2”, con appalto già assegnato al vincitore e poi invece abbandonato…)
Lui che cita come “suo” risultato il ritorno del Centro Psico Sociale a Lissone: evidentemente non lo sa chi lo riporterà, davvero, in città.
Lui, che si vanta delle opere di riqualificazione dei giardini pubblici: in effetti sono quelle che arriveranno come compensazioni di Pedemontana.

Insomma, Lando è un politico imbarazzante, che cita risultati e progetti non suoi, alcuni nemmeno iniziati, altri nemmeno progettati.

Fuori posto e inopportuno riteniamo sia anche il confronto con il secondo mandato dell’amministrazione Monguzzi, sia per i lavori eseguiti che per le opere progettate ed ora in conclusione.

Certo che è difficile confrontarsi con questa amministrazione, pare che lì la memoria (uffici inclusi) sia proprio una “merce rara”.

Lissone, tra bugie e querele

Siamo ancora allibiti dall’infelice (e soprattutto falsa) dichiarazione del vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici, l’architetto Oscar Bonafè, resa durante il Consiglio comunale di venerdì 6 marzo.  Durante l’esposizione dei “grandissimi passi in avanti” che l’assessorato sta facendo per la nostra città, Bonafè ha dato conto anche dei lavori al manto di copertura della Biblioteca civica.

Ha chiuso il suo intervento con uno sprezzante ed ironico: “Sono dieci anni che non si faceva nulla”. La solita storia: loro, i migliori, i salvatori della città. Quelli di prima, hanno solo scaldato la sedia e non hanno fatto nulla. L’ennesimo tentativo di cancellazione della storia passata, di negazione della serietà e dell’impegno delle persone. E questo in Consiglio, a microfono aperto, venerdì 6 marzo.

Non capiamo i motivi di questo livore, ma comprendiamo l’irritazione di chi ha governato prima: Concetta Monguzzi e Marino Nava in primis, ma anche tutti gli altri. Non capiamo perché una persona che abbiamo sempre considerato “seria”, un professionista prestato alla politica, un vicesindaco, debba arrivare a ferire gratuitamente (come vedremo poi) – tra gli sghignazzi del suo braccio destro Carraretto ed amici – le persone.

Dire che non si è intervenuti sul tetto della biblioteca è falso! Significa ignorare le determine n.1391 e 1593 del 2017 e 2018 e dimenticare il lavoro della dirigente Paola Taglietti, del RUP e direttore lavori, l’architetto Dirk Cherchi (che ancora lavora in Comune a Lissone). Ci riferiamo a oltre 140.000 euro di lavori eseguiti per infiltrazioni e per la linea vita. Per fortuna il nostro consigliere Nava ha la memoria buona e queste cose le ha dette, rivendicate e dimostrate a microfono.

Ma ancora più riflessione dovrebbe scaturire dalle successive affermazioni dell’assessore Bonafè. Alla domanda se, nel caso la sua affermazione sui mancati lavori al tetto della biblioteca non fosse stata veritiera avrebbe dato le dimissioni, la riposta è stata un deciso “No!”. Certo, la poltrona non si tocca, mai! E poi: “Io ho chiesto e mi hanno detto che non avevate fatto nulla. Non è colpa mia e mi scuso, visto che avete portato le prove…”.

Scusarsi è sempre un buon segno, ma è inutile cercare scuse se poi si danno informazioni false, politicamente ingiustificabili. La Sindaca ha promesso che, d’ora in poi, lei querelerà chiunque osi fare insinuazioni contro la sua Amministrazione. Ecco: tra querele, bugie e campagna elettorale ne vedremo delle belle, con buona pace della (scarsa) memoria di Dirigenti attuali e del passato.

Risultato o alibi

Nel Consiglio comunale del 26 febbraio la vera protagonista non è stata la città: è stato il piazzale degli Umiliati. L’assessore Oscar Bonafè ha difeso l’operazione di riqualificazione con rigore quasi notarile: cronoprogrammi, date, conteggi. Per il bando, 30 giorni a calendario che, in periodo natalizio, sono diventati 17 lavorativi. Una ricostruzione minuziosa, formalmente impeccabile.

Il consigliere Elio Talarico ha posto invece il tema dell’opportunità di un bando pubblicato in pieno periodo natalizio: non una contestazione giuridica, bensì una domanda di buon senso amministrativo. La replica è stata però tecnica, come se il problema fosse dimostrare che i giorni prescritti ci fossero, e non valutare se fossero i giorni giusti.

Anche Marino Nava ha spostato la questione dal “si poteva fare” al “se era opportuno farlo così”, riportando la discussione su un terreno politico.

Poi, con il proseguire degli interventi, è emersa una sensazione chiara: la maggioranza non stava difendendo soltanto un progetto urbanistico, ma un simbolo identitario. Il piazzale diventa il perno narrativo della legislatura, la prova regina da esibire, il vessillo da sollevare ogni volta che serve dimostrare efficacia dell’amministrazione. Ma, se una legislatura concentra la propria legittimazione quasi esclusivamente su un’opera simbolica, allora il confine tra risultato e alibi diventa sottile.

Poi ci è sorto un (fondato) dubbio: siamo sicuri che l’opera verrà conclusa e che non ci troveremo – sotto elezioni – con una piazza devastata dai lavori, che avrà già subito una radicale e irreversibile trasformazione e senza la possibilità di utilizzarla? I tempi sono strettissimi, le procedure e i passaggi obbligati sono molti e non è proprio detto che tutto fili liscio. Oltretutto, bisogna sperare che non ci siano intoppi, imprevisti e giorni di forte pioggia o maltempo…

Ecco perché, dalla maggioranza, si comincia a sostenere che “al massimo, avremo iniziato i lavori per una piazza nuova, ma resteranno comunque le altre opere”. Certamente, non sarà l’unica opera non portata a termine…

Per ora, una certezza è che il mercato del lunedì sarà spostato in via Don Bernasconi (zona ex ospedale di Lissone). L’altra, è che noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e informazione, nella massima trasparenza.