Houston, abbiamo Rossati (e non è l’unico problema)
C’è qualcosa di profondamente poetico nel modo in cui questa amministrazione gestisce le emergenze. Non in senso eroico, ma in quello teatrale: mentre qualcuno prova a capire cosa stia succedendo, altri entrano in scena parlando d’altro.
Il Consiglio comunale “urgente” del 14 maggio ne è stato l’esempio perfetto: è stato convocato in tempi brevissimi per discutere la mozione presentata dal Listone su un tema semplice da capire e apparentemente difficilissimo da affrontare cioè l’utilizzo di un’area comunale destinata alla Protezione Civile come deposito delle terre di scavo di Pedemontana. Tradotto: un’area per l’emergenza (elisoccorso incluso) che rischia di diventare un cumulo di terra. Ma tranquilli, è tutto sotto controllo (si fa per dire…).
Parte della maggioranza, però, decide che la vera emergenza non è questa, ma sono le presunte tensioni all’interno ella minoranza (a cura del solerte Marco Fossati) e anche la propaganda pre-elettorale, secondo l’imperturbabile Massimiliano Paninforni. Un classico: quando non sai cosa dire, cambia argomento. Nessuno, però ha raccolto la provocazione e la discussione è tornata ostinatamente sui fatti, e i fatti – si sa – sono testardi.
Arriva così la ricostruzione ufficiale: il 30 gennaio comunicazione al Comune da parte di Pedemontana; il 18 marzo pervenuta ordinanza da parte di pedemontana; il 30 aprile il Comune invia a Pedemontana una lettera diffida dall’utilizzare il campo volo in uso alla Protezione civile. Ma che combinazione! Proprio il giorno dopo la presentazione della nostra mozione…
Anche se qualcuno nel frattempo aveva già piantato i picchetti nel terreno, niente paura: c’è sempre il “peccato originale”, comodamente collocato nel 2009, così lontano da essere ormai una categoria dello spirito.
Nel 2009, con l’approvazione del progetto definitivo di Pedemontana, quell’area veniva indicata come possibile sito di deposito delle terre di scavo (sito CO3). Il problema, evidentemente, è sempre di “qualcun altro”, anche quando i picchetti sono ben piantati nel presente.
Il momento più onesto della serata arriva con la sintesi perfetta: “Houston, abbiamo Rossati”. Perché il punto non è il “passato remoto”, ma il “presente indicativo”. Quando succedono le cose, un’amministrazione dovrebbe esserci prima, e non rincorrere dopo. Qui, invece, si risponde solo a fine aprile, quando le attività sono già in corso, si rassicura quando il problema è già visibile e si governa… a posteriori.
Resta però una domanda che ancora non ha trovato risposta: quelle terre da dove arriveranno? Solo dal tratto locale, dai paesi limitrofi o anche da altrove, magari da zone dove la parola “diossina” non è folklore? La risposta è rinviata, possibilmente al prossimo “consiglio urgente”.
Alla fine, va tutto bene e quindi la mozione viene respinta, la maggioranza si dichiara tranquilla, le rassicurazioni abbondano.
Ma i cittadini possono davvero stare sereni? Dopotutto, se non fosse stato per quella mozione “urgente”, probabilmente non avrebbero nemmeno saputo che qualcuno aveva già iniziato a piantare picchetti su un’area destinata alle emergenze.
Ma noi invece siamo tranquilli perché sicuramente sarà tutto previsto. Come sempre…



