L’informazione a chilometro zero
C’è una cosa che a Lissone sembra dare più fastidio della diossina: l’informazione, quella vera, completa, che permette ai cittadini di capire cosa sta succedendo davvero attorno a Pedemontana.
Il 4 maggio scorso, in Consiglio comunale, le minoranze hanno avuto l’ardire di proporre una cosa quasi sovversiva: informare i cittadini su tutta la questione di Pedemontana, quindi non solo sul tratto che attraversa il nostro “cortile”, ma sull’intero quadro.
Apriti cielo! La maggioranza ha subito rimesso ordine: sì all’informazione, ma solo quella “a chilometro zero”, cioè quella che rientra nelle strette competenze di Lissone. E perché mai un cittadino dovrebbe sapere cosa succede a Meda, a Seveso, a Cesano? In fondo, la diossina è notoriamente rispettosa dei confini comunali!
Di fronte a questa “raffinata” operazione della maggioranza, l’opposizione ha fatto l’unica cosa sensata: ritirare la mozione. Non certo per resa, ma per non trasformare una richiesta seria in una caricatura istituzionale.
Poi arriva un comunicato che relaziona dell’incontro del 6 maggio del “Tavolo permanente sui lavori di bonifica da diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana” e la realtà si prende la sua rivincita. E si scopre che:
- le informazioni sulle analisi e sulla bonifica arrivano in ritardo e in modo incompleto;
- migliaia di tonnellate di terreno contaminato hanno un destino ancora poco chiaro;
- i dati sono stati ricalcolati e… sorpresa: aumentano le non conformità;
- l’ottimismo ufficiale sull’80% di bonifiche completate è – diciamo così – fantasioso;
- in diversi lotti, una quota significativa delle aree non ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, con picchi che sfiorano il surreale.
Ciò che emerge è una verità semplice: senza un’informazione ampia, continua e indipendente, i cittadini restano al buio, e al buio, si sa, tutto sembra più tranquillo.
Davvero qualcuno pensa che si possa capire Pedemontana guardando solo il proprio ombelico amministrativo?
Davvero si può affrontare una questione che intreccia ambiente, salute, viabilità, costi e tempi – già lievitati di ben 400 giorni oltre i 1.000 proclamati inizialmente – limitandosi alla cronaca di quartiere?
La risposta è sotto gli occhi di tutti: NO. L’informazione non è una concessione, né un favore elargito “pro domo propria”, ma è un diritto e in casi come questi è anche una forma di tutela collettiva.
Perché la diossina e i problemi non si fermano ai confini di una città… ma, a quanto pare, qualcuno spera ancora che si fermino le domande…
I terreni contaminati dalla diossina: “Le bonifiche vanno a rilento” (IlGiorno.it – 8 mag 2026)
Comunicato sul Tavolo permanente sui lavori di bonifica da diossina (6 mag 2026)



