La commissione fantasma

Illustriamo oggi con un esempio come questa Amministrazione ritenga inutili e superflue le Commissioni Consiliari, di come consideri “sua” la città e di come – con arroganza e noncuranza – eviti confronto e dialogo, ritenendo la propria azione ed il proprio pensiero esclusivi e giusti.

Le Commissioni consiliari – secondo la normativa relativa agli Enti locali – hanno funzioni consultive, preparatorie e di controllo sull’attività dell’Amministrazione comunale ed esaminano le proposte di deliberazione prima che vengano discusse in Consiglio.

Svolgono quindi un lavoro di approfondimento e possono dare suggerimenti sui temi proposti. Ma possono anche – di loro iniziativa – approfondire argomenti di interesse generale e questioni specifiche della città e dell’Amministrazione. Possono inoltre promuovere consultazioni su materie di interesse comunale con rappresentanti di Istituti ed Enti esterni al Comune, Associazioni di categoria e sindacali.

Le Commissioni potrebbero svolgere quindi un lavoro davvero importante, ma per fare questo le Commissioni devono essere CONVOCATE! E il compito di convocarle sta in capo al Presidente di Commissione. Ebbene, a Lissone tutto questo non viene fatto; evidentemente viene ritenuto superfluo.

Parliamo in particolare della 6^ Commissione, la “Commissione politiche sociali e servizi verso la persona”, presieduta dalla consigliera Felicia Scaffidi (FdI). Sì, è proprio lei la Presidente, colei che ci regalò il memorabile paragone tra “gay” e “normodotati” e che recentemente si è arrampicata sui vetri per giustificare e rivendicare le assenze dell’assessora Minotti.

Questa Commissione viene convocata raramente, solo per presa d’atto di regolamenti e convenzioni riguardo ai quali non è possibile discutere né modificare una virgola di quanto già stabilito.

La nostra consigliera Concetta Monguzzi chiede da molto, molto tempo, nei giusti luoghi istituzionali, la convocazione della 6° Commissione, ma tutti fanno orecchie da mercante: nessuna risposta pervenuta. Tacciono la presidente Scaffidi, l’assessore Lo Faro, la sindaca Borella e anche gli altri membri della commissione: Gaia Sieli (Lega) e Sandro Maniero (FI). Anche il Presidente del Consiglio, Roberto Perego, non se ne fa carico.

Il 18 settembre i consiglieri Concetta Monguzzi e Mattia Gelosa (membro di minoranza in Commissione) hanno di nuovo messo per iscritto la richiesta di convocazione e lo hanno fatto perché vogliono che ci si focalizzi sulla carenza di Medici di Medicina generale (più volte sottolineata dai cittadini), sul funzionamento degli “Ambulatori temporanei” presso la Casa di Comunità, sulle previsioni a breve termine.

Lo hanno fatto perché ritengono indispensabile che si porti alla conoscenza del Consiglio la programmazione dei servizi che devono garantire l’integrazione tra i bisogni sanitari e quelli sociali e che si rifletta sulle politiche messe in atto per tutelare la salute dei nostri cittadini.

Lo hanno fatto perché sui bisogni dei cittadini è necessario un confronto, soprattutto sulle difficoltà legate alla salute e sull’inderogabile diritto alla cura.

Ma, ad oggi, ancora nessuna risposta pervenuta…

 

Una luce di dignità

Apprendiamo dai giornali che in due vie di Lissone sono stati installati i nuovi corpi illuminanti a LED. Questo è il traguardo di un lungo percorso iniziato nel 2013 dall’Amministrazione Monguzzi, unitamente ad un Consigliere di minoranza (Stefano Battocchio) e che ora ha permesso alla Sindaca di scegliere le prime due vie da illuminare a Led. Sicurezza, efficienza, minori consumi, risparmio importante, un investimento che guarda al futuro.

Certo, belle parole. Peccato che le scelte, quelle che “oggi” hanno consentito questa novità, arrivino dalla Giunta Monguzzi e solo (molto) poi dalla Borella. Chi si aspettava un riconoscimento, è rimasto a bocca asciutta. Chi scommetteva sull’autocelebrazione, ancora una volta ha fatto centro.

Leggendo le sue dichiarazioni, infatti, sembra che Borella abbia fatto tutto lei. Peccato che, come giustamente specificato dal giornalista, tutto fosse bloccato dal 2020 con ricorsi e controricorsi, liti giudiziali e legali al lavoro. Allora lo diciamo noi, facendo “luce” ad una dignità tutta da riscoprire.

Questi i passaggi fondamentali e il lavoro svolto per arrivare al risultato odierno e futuro.

Nel 2013 sono iniziati i primi studi sulla situazione, rendendosi conto che, a Lissone, i pali erano di proprietà di ENEL Sole. Da lì e fino al 2018, grazie anche agli uffici comunali, ai tecnici ed ai consulenti, si è riuscito a dare un valore a ciascun palo, a geolocalizzarlo, a creare il PRIC (Piano Regolatore della Illuminazione Comunale), effettuare la trattativa di acquisto dei pali, realizzare un progetto illuminotecnico e il relativo bando di gara presso la CUC (Centrale Unica di Committenza) della Provincia di Monza e Brianza.

Poi la gara e l’assegnazione dell’appalto al primo classificato, poi il ricorso del secondo classificato con vari gradi di giudizio. Infine il Consiglio di Stato (durante l’amministrazione Borella) mise la parola FINE ed assegnò definitivamente il bando ad ENEL Sole. Da allora, e sino ad oggi, il silenzio, ma immaginiamo che saranno continuati gli incontri ed il lavoro con l’assegnataria. La famosa continuità amministrativa, ed è giusto così.

Quello che da parte nostra troviamo meno giusto e poco dignitoso è inneggiare alla novità, alle scelte sul futuro e poi “dimenticarsi” di dire come si è arrivati. Forse si conta sulla non conoscenza dei fatti da parte dei neofiti in Consiglio, su chi pensa che “quelli di prima” abbiano sbagliato tutto e su chi, nel proprio tribunale immaginario, pensa che la luce si possa accendere con un semplice click.

Comunque, prima di goderci la luce nelle due vie “centralissime” (?!) vedremo a quanti selfie ed autocelebrazioni dovremo assistere…

Il maxi piano dell’illuminazione. Luci a led nel cuore di Lissone (ilgiorno.it – 7 ott 2025)

Cattiveria o incapacità

Cattivi od incapaci? Chissà. Siamo reduci dall’aver ascoltato – ancora una volta – disquisizioni sulla questione VEFER. L’occasione l’ha fornita il consigliere Massimiliano Paninforni durante il “Question Time”. Il cavaliere e giudice della Lega ha posto due interrogazioni, concordate evidentemente con la sua “capa”: la prima su una mancata comunicazione ai Revisori dei Conti e la seconda sulle strategie di chi ha amministrato la città fino a maggio 2022. E la Sindaca ha risposto.

Noncurante della vittoria del Comune al Consiglio di Stato, lui e lei (la Sindaca) hanno colto l’occasione di non avere alcun contraddittorio (per il Regolamento di Perego è così) ed abbiamo dovuto ascoltare – in silenzio e di nuovo – la ricostruzione della vicenda. Tutto questo solo dal loro punto di vista, naturalmente: una ricostruzione con omissis, parziali verità e angolature “legal-farlocche”. Dobbiamo essere sinceri: siamo ammutoliti da tanta “cattiveria” e da tanta “incapacità” e dalla loro reiterazione.

Leggere le carte e dire che il parere favorevole lo diede l’ex Assessore Colnaghi è falso e stupido.
Leggere le carte e dire che sarebbe stata la parte amministrativa, eventualmente, a dover avvisare i Revisori è falso e stupido.
Leggere le carte e dire che la somma da pagare (e non la richiesta) era di 21 milioni è falso e stupido.
Leggere le carte e dire che il TAR non ordinava al Comune di stabilire con la controparte il quantum (su diritti e doveri) è falso e stupido.
Leggere le carte ed arrivare a chiedere se ci fosse modo di agire civilmente o penalmente contro gli amministratori del passato è falso e stupido. Alla fine, lo ha dovuto ammettere persino la Sindaca: nessun illecito. E lo dice lei, che avrebbe preferito trascinare gli amministratori in cause legali legate al buon nome, al buon onore e alla rifusione del danno patrimoniale.

Cattiveria o incapacità? Ad ascoltare domande e risposte, nell’imbarazzo di una credibilità ormai persa, viene da sorridere amaramente: una cattiveria incapace.

Il consigliere Paninformi è sempre più imbarazzante nel suo ruolo e pare che anche la sindaca Borella ora qualche dubbio lo abbia… Gli altri Consiglieri, come spesso succede, tutti muti. La Lega chiede, risponde, comanda, insinua, avverte e manifesta la sua cattiveria incapace.

Ad ogni buon conto, per consentire a tutti di farsi un’idea obiettiva di ciò che Paniniforni e la Sindaca sembra non abbiano capito, pubblichiamo l’intera sentenza del TAR e la successiva sentenza del Consiglio di Stato.

VEFER -Sentenza TAR  – 26/11/2021
VEFER – Sentenza Consiglio di Stato – 07/05/2025

Una farsa in 4 atti

Le “Comunicazioni” che aprono i lavori del Consiglio comunale sono un momento che, in teoria, dovrebbe dare voce a riflessioni di interesse generale, a spunti di crescita civica o almeno a considerazioni politiche di respiro. Nella pratica, purtroppo, il 29 settembre scorso abbiamo assistito ancora una volta ad un imbarazzante spettacolo di aggressioni verbali, strumentalizzazioni e rovesciamenti della realtà.

Quattro interventi, quattro variazioni sullo stesso tema: la destra-destra lissonese non perde occasione per evitare accuratamente qualsiasi menzione positiva a valori come inclusione, solidarietà, rispetto delle minoranze o difesa dei più deboli. Al loro posto, un copione sempre identico: attacco, vittimismo e criminalizzazione sistematica di chi non la pensa come loro.

Atto I – Gaia Sieli e il Brianza Pride

La consigliera Sieli (Lega) ha esordito con un’operazione di acrobazia retorica: un elogio alla Giunta per il recente FuoriGP, dipinto come evento “inclusivo”e “per tutti”, subito contrapposto al Brianza Pride che, secondo lei, sarebbe stato “inclusivo solo a parole”.

La colpa? Una fantomatica “Via Frocis”, definita parodia offensiva dei simboli cristiani. Peccato che nel suo intervento non vi fosse traccia di un riconoscimento del senso vero di quella manifestazione: difendere diritti civili, contrastare discriminazioni, rivendicare dignità per chi ancora oggi subisce marginalizzazione.

Atto II – Massimiliano Paninforni e l’ossessione securitaria

Segue il consigliere Paninforni (Lega) che si lancia in una requisitoria violentissima contro le manifestazioni pro-Palestina, definite senza esitazione “guerriglia urbana”, “violenza organizzata”, “odio contro lo Stato”. Nessun distinguo, nessuna consapevolezza delle motivazioni profonde, nessuna parola sulle vittime civili di Gaza, un popolo decimato e vittima di un genocidio sotto gli occhi del mondo intero. Per Paninforni, tutto è ridotto a “propaganda violenta dell’estrema sinistra”.

E poi, in crescendo, “tolleranza zero”, ripetuto come un mantra contro chi manifesta, contro chi dissente, contro chi non rientra nel perimetro dell’ordine imposto. Una visione da Stato di Polizia, non da democrazia costituzionale. L’apice arriva con la proposta “se non bastano le carceri, costruiamone ancora di più”.

È questo il modello di società che si vuole proporre? Altro che sicurezza: è la negazione stessa dei principi democratici e dei diritti fondamentali.

Atto III – Matteo Lando e la strumentalizzazione disgustosa

Il consigliere Matteo Lando (capogruppo Lega) è riuscito nell’impresa di superare i colleghi. Una tragedia reale, l’assassinio di Charlie Kirk, che dovrebbe richiamare rispetto e riflessione, diventa invece occasione per dipingere la sinistra come complice morale di un “clima d’odio” e per agitare lo spettro della violenza politica in salsa locale. A nulla sono servite le dichiarazioni delle forze di minoranza riguardo l’omicidio Kirk e tutte le violenze strumentali generate dai soliti soggetti mascherati, dai quali la gente per bene si dissocia.

L’uso strumentale di un omicidio a fini propagandistici con la richiesta del minuto di silenzio in aula è disgustoso. Non esiste giustificazione. Siamo davanti a una caduta di stile e di umanità che lascia attoniti.

Atto IV – Epilogo tra antifascisti “più fascisti dei fascisti” e battutacce da bar

Infine, il consigliere Marco Fossati (Forza Italia) ha rincarato la dose, parlando di “fascismo degli antifascisti”, indicando nei centri sociali e nella sinistra il vero pericolo per la democrazia. E, per non farsi mancare nulla, ha rispolverato la solita ironia da osteria: magliette con “Frocia Italia”, slogan sguaiati, sarcasmo sulle identità di genere. Ancora una volta, nessun cenno a valori positivi, nessuna proposta, nessun contributo alla comunità. Solo insulti e caricature.

Quattro interventi, un unico filo conduttore: la retorica dell’attacco permanente, della criminalizzazione del diverso, della ridicolizzazione dei diritti civili.
La scena che ne esce non è quella di un Consiglio comunale che rappresenta la comunità, ma di una tribuna ideologica in cui le urla sostituiscono le idee e in cui la paura del confronto democratico viene mascherata da difesa dei “valori cristiani” o dell’“ordine pubblico”.

Lissone merita di più. Molto di più.

Un fallimento

In prima pagina, sul settimanale del sabato, titolo sulla sicurezza a Lissone, questa sconosciuta. Solo qualche settimana fa il segretario della Lega di Lissone, Matteo Lando, aveva proclamato che l’amministrazione Borella “era da promuovere”: risultati, strategie, progetti, unità di intenti con la coalizione. Tutte storie (o meglio: tutte balle. Così i consiglieri leghisti capiscono meglio).

Lo testimoniano gli eventi che succedono nella piazza principale della città: atti vandalici, insulti, spintoni. Ultimo episodio: un adulto ripetutamente bullizzato, deriso e infine affrontato in centro città da ragazzini e dalle loro amichette.

Un cavallo di battaglia, quello della sicurezza, ormai fallito. Certo, i vigili ci sono ma per le multe, gli efficientissimi ausiliari del traffico controllano, ma solo la sosta. Sono lontani i giorni delle promesse della campagna elettorale…

Anche i grandi progetti sono al palo. Proseguono i lavori di quelli lasciati in eredità (Palazzetto dello sport, ex CPS in via Garibaldi, strategie che si muovevano su più anni tipo il PNRR, il bosco urbano e la riqualificazione…). Il monumento a ricordo delle vittime della pandemia è scomparso dai radar, la ciclabile di fronte alla VEFER e la conclusione dei lavori a fianco del Cimitero sono disperse, l’annullamento di “Territori Virtuosi 2” ha prodotto spese ed interventi, la riqualificazione di il piazzale degli Umiliati (piazza mercato) non decolla (tranne che nella testa di Lando), il parco Carlo Maria Martini (vicino ai Vigili del Fuoco)  a 27 mesi dal disastro climatico è ancora senza ripiantumazioni, il Fuori Salone chi l’ha visto, molte feste e tradizionali iniziative dei Commercianti sono state annullate, e i ragazzi dell’Istituto Meroni sono delusi…

E la coalizione di maggioranza? Litigiosa all’interno, separati in casa, con la Giunta che stride tra selfie auto celebrativi e cordate di amicizie. La credibilità diminuisce mese dopo mese, quando le promesse elettorali si rivelano essere state solo tali, quando l’ordinario non è diventato straordinario… L’Amministrazione si allontana sempre più dalla città: alcuni lo dicono apertamente, altri “non lo possono dire direttamente”, ma lo pensano.

Altro che “promossa”, questa Amministrazione è un vero fallimento!

Io, uomo adulto, “bullizzato” da ragazzini (Il Cittadino – 27 set 2025)

Una stella cadente

Stasera, nella sala consiliare, ci sarà il “Question time”: 17 domande e altrettante risposte. Ne sentiremo delle belle ma vogliamo darvi alcune anticipazioni, soprattutto su due interrogazioni che rasentano l’ilarità. Errori nei concetti, falsità nelle richieste e giudizi politici, il tutto senza possibilità di contraddittorio.  Praticamente, la Lega chiede e la Lega risponde, facile no? Ottima mossa, pare suggerita dal presidente Perego.

Entriamo nel merito: il solito attore giustizialista, Massimiliano Paninforni, chiede se il Comune può prendere provvedimenti civili o penali nei confronti della ex Giunta Monguzzi (?) per non aver comunicato ai Revisori l’esistenza della sentenza Vefer. Ma in questa interpellanza ci sono alcuni errori grossolani: l’Assessore non dà pareri, l’importo incerto doveva essere ancora quantificato dal TAR, le rivalse su danni non esistenti semplicemente non esistono! Ancora una volta dobbiamo constatare una approssimazione (se non un’incapacità) che rasenta la malafede, del presentatore dell’interpellanza e del suo Sindaco.

E poi sempre dall’alto della propria inconsistenza, in un’altra interpellanza il consigliere Paninforni chiede chiarimenti sulle trattative intercorse tra il Comune e la Vefer dopo che quest’ultima aveva incassato una sentenza a favore; in particolare, “l’invito al Comune di proporre una quantificazione che tenesse conto dei vantaggi e degli svantaggi”… Ribadiamo (di nuovo!) che quelli erano incontri necessari per valutare, insieme, l’eventuale quantificazione del danno e, da parte degli amministratori, per proteggere l’Ente comunale. Se il consigliere Paninforni ha prove di illeciti – o peggio di reati – commessi, lo dica, lo scriva e vedremo come andrà a finire.

Ricordiamo a Paninforni – che a questo punto pensiamo non abbia nemmeno lette le carte, come del resto ammise lo scorso luglio il suo capo Lando – che il Comune ha vinto il ricorso presentato quando lui non era ancora una stella, seppur cadente, dell’amministrazione lissonese. Gli ricordiamo anche che, fra meno di 18 mesi, ci saranno le elezioni amministrative e poi potrà tornare ad occuparsi di altre cose, più alla sua portata.

Vi invitiamo ad assistere di persona al Question Time, oppure seguire la diretta streaming.

Interrogazione sulla mancata informativa ai Revisori

Interrogazione sulla trattativa dopo la sentenza

 

La Lega, il passato e il presente

Ancora sulla la questione VEFER: la sentenza che preoccupa ed impegna gli “amici della Lega”. Invece di pensare al futuro e progettare una Lissone migliore i 4 consiglieri della Lega continuano la loro crociata contro l’amministrazione precedente, più interessati ad aizzare le persone che ad amministrare il contingente (il disastro della raccolta rifiuti, tanto per dirne una) e a progettare il futuro.

È davvero curioso come, dopo che il Comune ha vinto il ricorso, nessuno dei fantastici 4, comandati a bacchetta dalla Sindaca Borella, abbia gioito o almeno sussultato felicità per il lieto fine della vicenda. Anzi, è iniziata una vera e propria fase accusatoria su chi non ha fatto e su chi non ha detto e su chi stava gestendo la delicata situazione. Nessuna azione formale da parte loro, ma tante parole e tante accuse.

Sarebbe anche ora di lasciare in pace l’azienda e la vicenda ma loro – duri e puri – rimasti a bocca asciutta da improbabili rivalse verso gli amministratori del passato, sono ora promotori di una feroce dialettica contro chi ha amministrato fino a maggio 2022. Chissà, forse per colmare il “grande vuoto” che si sente in città.

Non importa se il ricorso e le motivazioni presentate “a quel tempo” siano state accolte: meglio aggredire, attribuire responsabilità, accusare. Come succede a livello nazionale, verrebbe da dire

E allora, visti gli scarsi risultati finora ottenuti, i consiglieri leghisti torneranno alla carica il 26 settembre durante il “Question Time”, dove il contraddittorio non esiste per regolamento e dove la Sindaca – dopo il suo intervento di oltre 50 minuti in un precedente Consiglio comunale – dirà ancora tutto quello che vorrà.

Da parte nostra, che di interrogazioni non ne abbiamo volutamente protocollate nessuna, ascolteremo in silenzio le novità rispetto ad un passato che la Lega sembra non essere in grado di rimuovere. Esattamente come i rifiuti che da giorni e giorni ingombrano le nostre strade. Ci mancavano proprio loro, che sono stati eletti con lo slogan Sicurezza-Decoro-Pulizia. Ed ora sono immersi nel passato, e Lissone nei rifiuti.

La giostra dei lavori

Dopo la Festa di Lissone (19-20 ottobre) in piazza Mercato (cioè nel Piazzale degli Umiliati) cominceranno i lavori di riqualificazione.
Chi l’ha detto? Chi ha “spoilerato” alla stampa l’inizio dei lavori che – sulla carta – saranno il fiore all’occhiello dell’azione amministrativa della sindaca Borella? Lui, naturalmente, il riferimento della maggioranza, della Sindaca e dei partiti della coalizione che governa Lissone: il consigliere Matteo Lando.

Ah beh, allora stiamo freschi… Allora dopo la Festa di Lissone non comincerà un bel niente. Incuriositi, abbiamo comunque chiesto conferma a chi avrebbe dovuto sapere, ma nessuno ha avuto notizia dell’imminente inizio lavori: facce tra lo stupito e l’imbarazzato. Ma Lando e la Lega non sono nuovi a figuracce (non abbiamo certo dimenticato l’assegno benefico-elettorale mai documentato).

Comunque, per fortuna, fra un mesetto vedremo se i lavori partiranno davvero o se anche questa è una bufala di Lando. Nel caso, potrà sostenere che il vero problema è la sinistra (un classico, utilizzato in ogni occasione) e che i “comunisti” hanno colpito ancora una volta…

A quel punto il consigliere Marco Fossati potrebbe anche affermare che il suo “riferimento” Lando ha solo detto “dopo la Festa di Lissone”, senza però indicare l’anno... E la consigliera Felicia Scaffidi potrebbe leggere un comunicato, preparato da uno degli assessori, di supporto al suo referente…

E il Piazzale del Mercato? Con questi politicanti potrebbe cambiare anche nome, diventando il Piazzale dei “Barlafüs”

Matteo, ma ci sei o ci fai?

Arriva lui, bello bello, Matteo Lando, consigliere comunale della Lega e Segretario del partito in città, che rilascia una lunga intervista al giornale locale. Viene presentato come “una delle voci più autorevoli della maggioranza” (ci immaginiamo allora il livello delle altre voci…) e “uno dei consiglieri più pacati ed equilibrati, mai toni sopra le righe, la sua arma preferita è l’ironia” (in effetti è uno dei consiglieri più citati nel nostro sito, e non certo per le sue uscite brillanti… L’ultima l’abbiamo riportata proprio in un post della scorsa settimana).

Dopo un riassunto della sua esperienza politica e aver affermato che la Lega è “punto di riferimento per tutta la maggioranza” (ma gli altri lo sanno??), comincia un vero e proprio show. Alla richiesta di un giudizio sulla attuale amministrazione, Lando parte elencando situazioni e interventi effettuati dall’attuale amministrazione, ricostruendoli però in modo parziale, se non addirittura falso. Dal famoso “buco di bilancio” ai finanziamenti per la sistemazione delle strade, dell’ex CPS, dei giardini vicino ai Vigili del Fuoco, all’impegno profuso per riportare il CPS a Lissone…

Seguono poi anticipazioni (delle quali solo lui è a conoscenza) sull’inizio lavori per a riqualificazione di Piazza mercato e termina poi con il pezzo forte: la sicurezza in città, con tanto di rivendicazione del merito di aver ottenuto il presidio dell’esercito!

Al di là delle sconcertanti affermazioni di Lando, vogliamo anche sottolineare come l’intervista risulti “a senso unico”, senza un approfondimento o una replica. Forse il giornalista è rimasto attonito dalle risposte o forse non sapeva che le affermazioni di Lando non erano proprio veritiere…

Noi, invece, la memoria ce l’abbiamo e risponderemo punto per punto alle affermazioni di Lando, chiedendo possibilità di replica sullo stesso giornale.

Caro Matteo, siamo veramente allibiti e ritornando al quesito iniziale… secondo noi CI SEI proprio!

Le bugie regnano…

Riprendiamo oggi un argomento discusso durante l’ultimo Consiglio comunale a fine luglio. Parliamo della SENTENZA VEFER, riguardo alla quale vogliamo precisare che l’accesso agli atti richiesto dai nostri consiglieri Nava e Monguzzi non ha evidenziato da parte dell’allora Amministrazione né trattative né proposte né tantomeno alcuna transazione che prevedesse la cementificazione del territorio, contrariamente a quanto pubblicamente affermato dalla sindaca Borella. Che non ci fossero state proposte, lo ha dichiarato anche il Segretario generale in uno dei documenti che abbiamo ricevuto.

Certo, le interlocuzioni ci sono state perché ordinate dal Tar al fine di trovare un accordo sul quantum da proporre poi al Tar Lombardia in totale trasparenza. Naturalmente gli incontri sono avvenuti alla presenza dei tecnici comunali, dei legali delle parti e degli assessori Nava ed Erba: tutto normale e secondo le regole.

Ma chi “regna” ora a Lissone doveva trovare un cavillo per poter “mettere il cappello” sulla vittoria. Come se la vittoria fosse propria e non sancita da una sentenza del Consiglio di Stato il 7 maggio 2025, a seguito del ricorso alla decisione del Tar, ricorso presentato dai legali del Comune di Lissone il 14 Maggio 2022, durante l’amministrazione Monguzzi.

La sindaca Borella sostiene però che “solo grazie a lei” il ricorso è stato vinto….  Gli avvocati precedenti? Degli incompetenti, forse. Gli amministratori del passato? Pazzi scalmanati che avrebbero prima eliminato 29 ambiti di trasformazione e poi regalato volumetrie ai vincitori al Tar, pur di non pagare nulla. E lo ha ribadito – in modo teatrale – anche il fido scudiero, il consigliere Massimiliano Paninforni che, pur esperto di grande distribuzione, forse non lo è altrettanto in materia legale; ma è lì, e pontifica. Un giudice mancato.

E poi è stata la volta di Matteo Lando, da Desio per provenienza. “Vergogna!” inizia il suo intervento di accusa. “Quelli di prima” hanno trattato, hanno promesso e hanno fatto. Abbiamo fatto l’accesso atti e voi dovete vergognarvi!  A quel punto, incuriosito, il nostro consigliere Nava si è avvicinato e ha gentilmente chiesto dove lui – illuminato Matteo – avesse letto delle proposte che racconta. La risposta lascia senza parole: “No, non ho letto niente, me lo hanno detto e sarà vero!

Vergogna, allora, lo diciamo noi, ricordando che anche le bugie, seppur politiche e raccontate da piccoli politicanti, hanno una data di scadenza e alla fine tutto si scoprirà. E allora altro che “regnare” la Città…