Il limite

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale il segretario della Lega di Lissone, Matteo Lando, ha preso la parola e si è detto stupito del fatto che spesso, fra i Consiglieri, si superi il limite. Il mitico Lando, che da Desio ora è “emigrato” a Lissone, ha detto che non gli è piaciuto l’attacco fuori microfono fatto dalla ex sindaca Concetta Monguzzi.

Sindaca per dieci anni, sempre presente, responsabile impeccabile della salute pubblica durante la pandemia, viene spesso accusata di non aver fatto, di non aver detto, di essere stata lì, immobile, per oltre 7.000 giorni… Affermare QUESTO è una vera vergogna! Oltre 100 opere in 10 anni, tantissimi risultati, tanto impegno e un ampio riconoscimento da parte dei cittadini.

Ma Lando non si è accorto di nulla. In Consiglio esordisce con toni ed interventi che il limite, spesso, non ce l’hanno proprio. Matteo è un “misto” tra un giovane Salvini ed un vecchio Paninformi, tra un seguace di Vannacci e qualche “commilitone”. E scimmiotta anche lo stile del presidente Roberto Perego, il grande “tutor”…

Matteo accusa e tuona:

– non avete fatto nulla
– abbiamo dovuto “raddrizzare” il Comune, i conti, il personale
– abbiamo vinto da soli la causa VEFER (e peccato non aver portato via la casa agli avversari politici…)
– abbiamo portato la sicurezza a Lissone, perché voi non avete fatto nulla; i “maranza” locali sono solo un problema di educazione familiare
– il paese (e crediamo non si rivolga all’Italia ma alla nostra città) ora è più bello, decoroso, pulito, sicuro e, grazie alla nostra assessora Serena Arrigoni, anche più ricco…

Insomma, il limite, lui e gli altri tre compagni leghisti, non lo superano mai… Nemmeno quando chiesero alla sindaca Borella di fare rivalsa su patrimonio/case dei precedenti amministratori (avendo già data per certa la sconfitta della causa con VEFER). Oppure quando proposero di rimandare in Africa, paragonandoli a dei “cammelli”, i bambini extracomunitari che frequentano i parchi giochi, oppure ancora quando citano eventi e situazioni del passato senza averne la conoscenza e neppure la decenza e il rispetto per chi ha dato tanto alla città e che, nelle ultime elezioni, ha avuto un plebiscito di voti: più di tutti e quattro i leghisti messi assieme! A Lissone Concetta Monguzzi è stata la donna più votata di sempre ma, evidentemente,

Matteo non lo sa e non gliene importa. Lui sì, ignorando il passato e magnificando un presente “ordinario”, rischia di superare il limite ad ogni suo intervento e di provocare reazioni in chi lo ascolta.

Non abbiamo sentito cosa abbia detto fuori microfono la consigliera Monguzzi a Lando ma, a fronte di tutto ciò, riteniamo che sia proprio LUI quello che dovrebbe darsi una regolata!

L’autocompiacimento come metodo di governo

Prima ancora che il Consiglio comunale del 22 gennaio entrasse nel merito del DUP, durante la fase delle comunicazioni, l’aula ha assistito a uno spettacolo ormai rodato: lunghi interventi di autocelebrazione da parte di alcuni Consiglieri di maggioranza, accuratamente scollegati dal documento che di lì a poco sarebbe stato discusso.

Mentre la minoranza si preparava a discutere il Documento Unico di Programmazione per quello che è – uno strumento che dovrebbe chiarire scelte, priorità, risorse e visione della città – dai banchi della Lega sono arrivati due interventi che del DUP non hanno detto praticamente nulla. In compenso, hanno detto moltissimo sull’idea di politica che questa maggioranza continua a praticare: propaganda permanente, autocompiacimento e una sorprendente allergia al confronto.

Il consigliere Massimiliano Paninforni ha offerto una prova tecnicamente ineccepibile di retorica istituzionale autoreferenziale: una sequenza ben scandita di parole rassicuranti (“serietà”, “coraggio”, “responsabilità”, “buon governo”), usate come certificazioni di qualità auto-rilasciate. Nessun dato, nessuna criticità, nessun dubbio. Il governo governa bene perché LUI lo afferma con convinzione, e tanto dovrebbe bastare.

Con l’intervento del consigliere Matteo Lando, invece, la comunicazione si è trasformata apertamente in esercizio di propaganda politica. Qui l’autocompiacimento è diventato racconto epico, la cronaca amministrativa si è mescolata alla mitologia di partito e, per qualche minuto, il Consiglio comunale ha assunto i contorni di una riunione di Sezione. Tra ringraziamenti rituali, “gufi” evocati come figure mitologiche e profezie di caduta puntualmente smentite dal calendario (“non mangiate il panettone”, “non mangiate la colomba”), ha preso forma un monologo con un solo vero collante: il passato, evocato ancora una volta come causa di ogni difficoltà presente.

Emblematica, in questo senso, il rivendicare la riqualificazione della piazza del mercato come “opera tutta nostra”. È vero: l’attuale Giunta ha elaborato un progetto su un’area che la precedente amministrazione aveva individuato come strategica ma non aveva fatto in tempo a cantierizzare. Ma qui finiscono le certezze e cominciano le zone d’ombra. Perché di questo progetto – affidato direttamente a uno studio milanese, senza bando e senza confronto pubbliconon si conoscono contenuti, tempi, impatti. Nessun rendering, nessuna discussione in Commissione, nessuna informazione chiara sul destino del mercato del lunedì, degli eventi tradizionali, delle manifestazioni sportive, delle storiche giostre della festa patronale, né sul futuro dell’ampio parcheggio oggi utilizzato dai cittadini. Si sa solo che verranno spesi milioni di euro. E, a quanto pare, dovrebbe bastare per chiedere fiducia.

Così, mentre nelle comunicazioni si celebra ciò che si dice di aver fatto, il Consiglio viene progressivamente svuotato della sua funzione principale: discutere, capire, controllare. Il DUP arriva dopo, ma il clima è già stato saturato da una narrazione autoreferenziale che scambia il governo per un monologo e il confronto per una seccatura.

C’è però un dato politico che merita di essere messo a fuoco. Una maggioranza che governa da quasi 4 anni e continua a parlare come se fosse ancora all’opposizione – attribuendo al passato ogni problema e a sé ogni merito – non sta solo evitando il confronto: sta rivelando una difficoltà evidente a riconoscersi come classe di governo. E questo, più di qualsiasi slogan, è forse il limite più serio che emerge da queste comunicazioni.

Approvato il DUP

Ieri sera, dopo le commemorazioni e un minuto di silenzio in ricordo dei ragazzi morti e feriti nella tragedia d Crans-Montana, è cominciato il Consiglio comunale Come di consueto, all’inizio ci sono state le Comunicazioni di Giunta e Consiglieri. Tralasciando le considerazioni sull’IRAN di Marco Fossati, che non ne azzecca una, tutti i Consiglieri di minoranza hanno comunicato lo stato di preoccupazione per alcuni temi importanti che riguardano la nostra città.

Chi ha parlato di Pedemontana, chi del Cimitero, chi della Fiera dei Mercanti di Forte dei Marmi, chi ancora della scarsa qualità della mensa scolastica. Segnaliamo anche chi ha parlato del falò di Sant’Antonio del 17 gennaio come propaganda, ma anche come iniziativa che mantiene una tradizione. E poi si è parlato anche delle gare di appalto andate deserte, segno di non interesse, visto le condizioni.

Al momento delle repliche, i cittadini collegati in streaming avranno potuto notare, come spesso succede, le pochissime risposte fornite e i rimandi.

Questa volta il bar era chiuso e quindi, stranamente, tutti sempre presenti in aula.

È arrivato poi il momento di passare all’Ordine del Giorno vero e proprio: il DUP, Documento Unico di Programmazione. Solo 2 gli  interventi nel merito dai banchi della maggioranza; gli altri interventi sono stati politici o di ringraziamento agli assessori. Alla fine il DUP è stato approvato. Tutto come previsto. Amen.

Il prossimo Consiglio

Domani, giovedì 22 gennaio, si svolgerà il primo Consiglio comunale del 2026. Come sempre, a partire dalle 20:30, sarà possibile seguire i lavori anche da casa e ascoltare e verificare l’andamento della politica locale. Questa volta l’ordine del giorno è breve, ma sostanzioso

Dopo le consuete “Comunicazioni” di Assessori e Consiglieri, andrà infatti in discussione il DUP (Documento Unico di Programmazione), il documento che elenca e sancisce gli obiettivi dei singoli assessorati e dell’Amministrazione Borella. Azioni, settori e servizi e anche opere e passi per raggiungere gli obiettivi. Un momento di confronto e discussione per sapere su cosa la Giunta viene impegnata e quali visioni ha per Lissone.

In un periodo dove la distanza tra cittadini e politica è sempre più grande (grazie anche agli esempi nazionali e mondiali), noi cerchiamo di dare il nostro contributo richiamando anche alla partecipazione consapevole, seppure se a distanza. A chi invece volesse essere presente in Consiglio, ricordiamo che ora non si può bere neppure un caffè visto, che la concessione del bar è scaduta

L’invito è quello di “partecipare” comunque, perché solo così, rendendosi conto dei temi e delle prospettive, si potrà in futuro premiare, o meno, la classe di amministratori che ora governa la nostra città.

E che sia un buon Consiglio!

 

Il Marchese Oscar

Che triste immagine… Il Vicesindaco della seconda città della Brianza deriso e “simpaticamente” paragonato dalla stampa locale, anche come immagine, al famoso “Marchese del Grillo”.

Nel celeberrimo film il regista Monicelli costruisce l’altra faccia del borghese meschino e giustiziere, attraverso la caricatura di un nobile arrogante e precursore della decadenza romana. Colto ma volgare, prevaricatore e crudele, Onofrio del Grillo è tra le maschere più riuscite interpretate da Alberto Sordi.

Indimenticabile è lo slogan secondo il quale: “io so’ io e voi nun siete un cazzo!”. Il duo Monicelli-Sordi lo ha fatto passare alla storia come il motto che evidenzia privilegi ed iniquità sociali. (Slogan tanto caro al Consigliere Bertolini che, quando non è ascoltato o non riceve risposte, lo cita spesso in Consiglio per accusare chi ha potere, oggi a Lissone).

Ma come mai il Giornale di Monza paragona ironicamente il Marchese al Vicesindaco? Perché il nostro assessore Oscar Bonafè (come in precedenza avevamo già scritto) durante un Consiglio comunale, a microfono aperto, si è lasciato sfuggire la considerazione che ha dei Consiglieri di minoranza e in generale, forse, di chi non ha potere.

In passato aveva già mostrato una certa insofferenza alle domande, alle critiche e alle richieste di approfondimento ma mai si era lasciato andare a simili considerazioni, offensive e lesive della dignità della minoranza e del Consiglio stesso.

Ora, forte di aver sostituito Camarda, forte di aver portato in Giunta anche la sostituta dell’Assessore Minotti, forse non si è reso conto che quello che stava dicendo non fosse proprio da Oscar… E, secondo l’articolo, nemmeno il fido scudiero, inconsapevole, Marco Fossati.

Ci spiace leggere questi paragoni e ci spiace che l’esercizio del potere sia, ormai, a senso unico. Se chiedi, non sei nessuno; se proponi, vuoi mettere in difficoltà e non sei nessuno, e se non hai potere…”nun sei un cazzo!  Effettivamente… direbbe il Marchese Oscar!

“Voi non siete nessuno”!

Nel Consiglio comunale della scorsa settimana, durante la discussione della Mozione Urgente, il vicesindaco e architetto Oscar Bonafè ha espresso il suo pensiero, affermando pubblicamente quella che, evidentemente, è la sua VERITÀ, una verità nuda e cruda.

A microfono aperto, in presenza di Consiglieri di maggioranza e minoranza, dei colleghi assessori, della sindaca, di alcuni cittadini e di 85 lissonesi collegati a distanza, rivolgendosi ai gruppi di minoranza ha proprio detto:VOI NON SIETE NESSUNO”.

Sì, “Voi non siete nessuno”! Una frase violenta ed umiliante e che, visto il suo ruolo, è ancora più grave. Non è la prima volta che il Vicesindaco, candidamente, sferra attacchi e pugnalate vere e proprie. D’altra parte, chi comanda a Lissone (Borella-Perego-Bonafè) è un cultore della ripicca continua e della rivalsa perenne.

Il consigliere Marco Fossati, che evidentemente non ha capito molto della situazione, ha addirittura percepito che, con la nostra Mozione, volessimo mettere in mora l’Amministrazione. Nessun altro della Maggioranza (oltre a Fossati) ha parlato, non avendo nessuna voce in capitolo e non avendo nemmeno memoria storica. Consiglieri che non conoscono il passato, animati da una continua voglia di ripicca, spesso in malafede e arroganti.

Noi siamo scandalizzati dall’arroganza e dalla superficialità di Bonafè. I nostri consiglieri erano candidati e sono stati eletti, mentre Bonafè è espressione di un’area geo-politica e quindi non ha avuto nemmeno bisogno di candidarsi: aveva la poltrona già pronta.

I nostri elettori, quindi, hanno votato NESSUNO, hanno delegato a rappresentarli NESSUNO. Allora gli elettori stessi, sono NESSUNO?

Ecco perché la politica continua a perdere credibilità. Ecco perché presto servirà “cambiare aria” in città. A Lissone non servono assessori arroganti, che lavorano per ripicca, che sminuiscono gli altri e che tendono a travisare i fatti. Amici di amici, indicati da fuori, che non conoscono studi professionali, che credono che il Fuori Salone sia un ambiente e che la minoranza vada calpestata. Ne riparleremo presto.

La minoranza che lavora

C’è una strana sindrome che colpisce periodicamente questa maggioranza: ogni volta che la minoranza svolge il proprio ruolo istituzionale, qualcuno si sente attaccato, messo sotto accusa o, come si dice, “preso in castagna”. È successo anche nel Consiglio comunale del 18 dicembre, a proposito della mozione PNRR sugli interventi antincendio e di messa in sicurezza delle scuole.

Secondo il consigliere Marco Fossati, quella mozione sarebbe stata una sorta di trappola politica. Peccato che i fatti – quelle fastidiose cose che non si piegano alle interpretazioni – raccontino tutt’altro. La mozione è stata infatti protocollata il 3 dicembre, quando i termini per presentare le domande scadevano il 15 dicembre. Se davvero l’intento fosse stato quello di cogliere la Giunta in fallo, sarebbe bastato protocollare la mozione qualche giorno dopo… Invece la minoranza ha scelto di muoversi per tempo, con un obiettivo semplice e dichiarato: richiamare l’attenzione su un’opportunità utile alla città e al suo bilancio.

La Giunta ha comunque presentato una sua richiesta nei termini, limitata a un solo edificio scolastico. L’assessore Oscar Bonafè ha chiarito che gli altri due plessi, pur bisognosi di interventi, richiedono lavori di importo superiore ai 140 mila euro e quindi sono soggetti a procedure di gara pubblica incompatibili con le tempistiche del bando; spiegazione che la minoranza ha accolto, ritenendola corretta. Un comportamento piuttosto singolare, per chi sarebbe animato da intenti polemici.

Il problema, evidentemente, non è il merito delle questioni, ma l’idea stessa che la minoranza eserciti il proprio ruolo senza timori reverenziali. Così, per la maggioranza, una mozione informativa diventa un attacco, un promemoria istituzionale una provocazione.

In questo clima si inserisce l’intervento del consigliere leghista Massimiliano Paninforni, che ha colto l’occasione per commentare con “piena e profonda soddisfazione” l’assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms, parlando di processo politico, magistratura ideologizzata e volontà popolare tradita. Un intervento dal forte sapore sovranista, condito con la consueta retorica da campagna elettorale permanente, che lascia però aperta una domanda piuttosto semplice: che relazione ha tutto questo con l’amministrazione di Lissone? Il contrasto resta evidente: da una parte chi lavora su atti, scadenze e opportunità concrete; dall’altra chi preferisce la rivendicazione continua, il vittimismo politico e i comizi fuori contesto.

La minoranza continuerà a fare ciò che le compete: proporre, vigilare, segnalare occasioni utili alla città e riconoscere i risultati quando arrivano. Se questo viene vissuto come un fastidio, non è un problema politico della minoranza, ma una difficoltà di chi confonde il governo della città con una perenne campagna elettorale.

Una mozione urgente

Il 21 novembre scorso, il Ministero ha rilasciato un AVVISO PUBBLICO “per la concessione di contributi in favore di enti locali per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico”, e ciò anche grazie all’utilizzo di fondi europei sul PNRR. Un’ottima occasione per i nostri istituti scolastici, sempre bisognosi di interventi per la sicurezza dei nostri bambini e ragazzi.

Secondo lo spirito propositivo che contraddistingue questa minoranza, al completo, abbiamo protocollato in data 3 dicembre una mozione, definendola “URGENTE” e chiedendo a tutto il Consiglio Comunale di votare per impegnare Sindaco e Giunta ad attivarsi affinché anche Lissone potesse accedere ai finanziamenti PNRR e dare informazione poi delle tre proposte progettuali (come da Avviso). Scadenza del termine di presentazione: ore 18 del 15 dicembre 2025. OGGI!

Ma dal 3 dicembre ad oggi, il nulla: nessun riscontro e nessuna comunicazione ci è pervenuta. In compenso, il presidente Roberto Perego ha pensato bene di iscrivere la questione all’ordine del giorno del Consiglio comunale che si svolgerà 3 giorni dopo la scadenza dei termini, cioè il 18 dicembre.

Ovviamente, in questo modo la mozione perde il suo significato e una votazione su una mozione che si riferisce a qualcosa di ormai “scaduto” non ha molto senso. È nello lo stile di Perego Roberto: lavorare sottotraccia, con il sorriso, e poi dire “è scaduto il termine, ma cosa volete votare” …

Siamo sicuri che dopo il nostro invito la Giunta abbia presentato qualcosa. Abbandonato il progetto “Territori Virtuosi 2” (che avrebbe fatto risparmiare molte risorse), investiti capitali sulla annunciata riqualificazione della Piazza Mercato, ogni recupero di fondi terzi è importantissimo. Staremo a vedere…

I veri cementificatori

Incredibile! Durante l’ultimo Consiglio comunale il consigliere comunale Andrea Carraretto ci ha urlato “CEMENTIFICATORI”! Lui, di professione geometra di cantiere. Lui, che aveva votato 31 Ambiti di Trasformazione (cioè cambio di destinazione per rendere edificabili zone che non lo erano). Lui, che è Presidente della Commissione urbanistica, e che la convoca solo quando glielo chiedono i “potenti” della Giunta.

Insomma, il geometra Carraretto, cresciuto a pane e cemento, ci accusa di essere NOI del Listone i veri CEMENTIFICATORI di Lissone! Già questo farebbe ridere. Ma a voler ben leggere il messaggio che voleva mandare, ci viene più da piangere.

Lui, Marco Fossati, Ignazio Lofaro e Giovanni Camarda, approvando il PGT nel 2012, avevano “regalato” alla città decine e decine di migliaia di metri cubi, regalo cancellato proprio dalla successiva amministrazione Monguzzi, della quale facevamo parte a pieno titolo.

Non rendersi conto di come proprio la sua parte politica sia espressione di quel mondo che gravita attorno al MATTONE è sconcertante, ma è un indicatore dello stato di confusione che regna in Forza Italia e dello smarrimento del suo rappresentante più tecnico in Consiglio.

Stavolta il geometra Carraretto ha esagerato; forse è giunto il momento che si prenda una pausa e chieda un avvicendamento, perché non si vive di solo cemento…

Marco, l’indovino

Marco Pirola, direttore del Cittadino, è un vero e proprio indovino! Oltre un mese fa aveva previsto le dimissioni dell’assessora Carolina Minotti e aveva anche annunciato, ben prima della Sindaca, chi l’avrebbe sostituita, con tanto di nome e cognome. C’è stata qualche timida smentita (ridicola, col senno di poi) dei fedeli Borelliani, ma poi tutto è successo come previsto.

Carolina Minotti si è dimessa (dopo aver fatto alcune discutibili affermazioni e prolungate assenze in Consiglio) con lettera alla Sindaca e al suo posto è stata nominata Elisa Belloni.

Sì, Elisa Belloni in Cazzaniga (Massimiliano), lui già consigliere e capogruppo di Forza Italia in Consiglio a Lissone, nuora di Edoardo Cazzaniga, già presidente della RSA Agostoni ed ex-candidato Sindaco. Una famiglia molto nota in Forza Italia. Elisa Belloni, amica di Luca Veggian (marito della ormai ex assessora Minotti) che, seppur non candidata a Lissone, è stata nominata Assessore alla cultura lo scorso mercoledì 3 dicembre.

Allora Marco Pirola è proprio un indovino, oppure – più semplicemente – da giornalista arguto quale è, ha seguito, la pista degli amici degli amici, dei profili social, delle indiscrezioni e/o di qualche malumore…

Speriamo che la neoassessora possa sostituire, in meglio, l’amica dimissionaria. Per ora, la sindaca Borella, mera esecutrice della volontà del partito e dell’area di Faletra-Bonafè-Carraretto, ha eseguito il compito assegnatole. Chi decide è la Forza della coalizione a cui spetta la poltrona; tutto regolare e già visto.

In bocca al lupo alla nuova assessora! Non la conosciamo ma, ne siamo sicuri, diventeremo presto anche noi “amici”. E in bocca al lupo a Lissone, che di questi tempi, ne ha proprio bisogno.