Tutto lo sport di Lissone

Domenica scorsa si è svolta la 17° edizione di SPORT & SPORT, una manifestazione nata da un’idea di Lino Fossati e poi ripresa e rivitalizzata prima da Elio Talarico e poi da Renzo Perego, ottimi assessori allo Sport nelle Giunte Monguzzi. In questa occasione, le numerosissime associazioni sportive lissonesi si “mettono in mostra” e illustrano le proprie attività, forniscono informazioni sui corsi e spesso offrono una dimostrazione pratica o la possibilità di provare in loco lo sport in questione.

Lissone è una città molto viva per quanto riguarda la varietà e la quantità degli sport praticati: alcuni a livello dilettantistico mentre altri possiedono eccellenze sia collegiali che individuali.

Siamo molto fieri di questo evento che negli anni è andato migliorando, fermo restando lo spirito di educazione, rispetto e passione per lo sport. È migliorato anche nella “location”, grazie al nuovo Palazzetto dello Sport, e nell’organizzazione, grazie alle Associazioni sportive e alla parrocchia Madonna di Lourdes.

Siamo anche molto fieri di aver partecipato all’idea, alla creazione e alla costruzione del Palazzetto dello Sport che fu una delle nostre scelte vincenti. Fatti che sono segni tangibili dei risultati prodotti per Lissone e che, tranne qualche politico un po’ confuso, tutti riconoscono e che hanno consentito oggi di celebrare come si deve Sport & Sport 2026.

Meritano poi una menzione speciale gli sport partecipati e praticati da persone fragili o con criticità fisiche, con il doppio dello sforzo e – crediamo – anche con il doppio della soddisfazione.

Volutamente non citiamo alcuna società sportiva perché per noi le società sportive sono tutti uguali, tutti da aiutare e da agevolare, senza preferenze, senza interferire e senza vicinanze troppo strette, per dare a tutti i ragazzi e le ragazze le stesse opportunità.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione, e avanti così con lo sport lissonese! Sport significa educazione, rispetto, sacrifici e risultati: a tratti, sembra la ricetta della vita stessa.

La mannaia prima ancora di cominciare

Settembre è arrivato e la prima seduta del Consiglio comunale ha già fornito materiale sufficiente per capire che il copione non è cambiato: quando una questione rischia di diventare davvero politica, ecco che arriva “la procedura” a mettere tutto a posto. Il tema del Luna Park della sagra lissonese ne è l’esempio perfetto.

A luglio, la richiesta di rinviare l’avvio dei lavori di Piazza Mercato – quanto bastava per salvare la Festa di Lissone – era arrivata da Daniele Fossati e la minoranza ha accolto con favore la proposta, ritenendo sensato discuterne. La Presidenza del Consiglio, però, dichiarò “non urgente” questo ordine del giorno e ora, quando finalmente l’argomento è arrivato in Aula, il cantiere è già stato consegnato per l’inizio lavori e quindi la maggioranza ha presentato in questo Consiglio comunale una pregiudiziale.

A cassare con orgoglio ogni discussione è stato Matteo Lando (Lega): ormai è troppo tardi, il contratto è firmato e il Comune non può più rinviare i lavori. È una nostra scelta di non fare le giostre quest’anno. Punto.

E qui sta il vero capolavoro politico: prima non se ne discute perché non ci sono i requisiti per discuterne, poi non se ne discute perché è troppo tardi per farlo. Veramente geniale!
Perché il punto non è stabilire qui se la pregiudiziale sia giuridicamente fondata. Il punto è un altro: chi ha deciso che quella questione non dovesse essere discussa quando era ancora politicamente discutibile? La risposta è scritta negli atti: il Presidente del Consiglio comunale, Roberto Perego.

È proprio qui che il Regolamento diventa una ghigliottina istituzionale e non serve più a ordinare la discussione, ma a stabilire preventivamente quali questioni possono arrivare al confronto e quali possono essere lasciate maturare fino a diventare, guarda caso, non più discutibili. Non è una questione di simpatie o antipatie, ma è una questione di metodo e il metodo produce un risultato politico preciso: la minoranza non viene necessariamente battuta nel merito, semmai viene privata del merito.

Tra i diversi interventi arrivati dai banchi della minoranza – tutti concordi nel sottolineare il problema – il notro consigliere Marino Nava ha centrato il punto: magari dietro questa scelta non c’era alcuna strategia. Magari. Ma il risultato è esattamente quello: quando finalmente si arriva in Aula, la decisione politica è già stata resa irreversibile dai fatti.

Dai banchi dell’opposizione è arrivata anche un’altra considerazione che merita di essere citata: la scelta di fare o non fare la Sagra era, prima di tutto, una scelta politica. Non si trattava di chiedere all’Amministrazione di violare un contratto, ma di domandarsi se fosse stato opportuno arrivare a quel contratto in quel momento. Una domanda che, se a luglio poteva ancora essere posta e discussa, a settembre, invece, la risposta era già stata scritta dal cantiere.
La politica doveva sostituirsi agli avvocati; invece gli avvocati si sono sostituiti alla politica.

Abbiamo già imparato la lezione nella prima seduta. Marco Fossati (Forza Italia) può continuare la sua personale crociata contro Bonaccini, il PD e, ormai per estensione, contro la sinistra tutta. Un’ossessione che sembra avere trovato nel Consiglio comunale il luogo ideale per essere coltivata con ostinata puntualità. Peccato che, mentre combatte le sue battaglie nazionali, a Lissone ci siano cittadini che aspettano risposte molto più prosaiche, semplicemente un medico di famiglia, una strada decente, un po’ di verde, una Sagra…

Per il resto, tranquilli, il regolamento provvede. A Lissone la politica può aspettare. La ghigliottina regolamentare, invece, è sempre puntuale.

Grazie Mario!

Vogliamo proprio dirlo: “GRAZIE MARIO!” Mario Fargetta, famoso DJ, lissonese di nascita, ha regalato alla città un evento molto importante. Lui ha ringraziato Lissone, ma siamo anche noi lissonesi a ringraziare lui. E siamo sicuri che questo post “civico” gli arrivi.

Lo scorso venerdì sera la piazza IV Novembre era strapiena, con gente che saltava a ritmo di musiche anni 90/2000. E lui, con la sua camicia bianca, a fare da contraltare sul palco con uno schermo coloratissimo. La serata era di quelle “giuste” e la città era presente per divertirsi e condividere un’esperienza da raccontare. Ritmo e musica da numero 1!

Questa esperienza del “Fuori GP” è stata centrata, dimostrando che a Lissone si può divertirsi e stare bene senza eccedere. Una Lissone presente, colorata, viva, che traina persino il solito street food (stavolta pugliese).

Nonostante il torpore di questi primi 4 anni dell’amministrazione, con il vero assente e “bell’addormentato nel bosco”, l’assessore Gianfilippo Alibrandi, Mario ha dimostrato che, con la persona giusta e con il “clima” giusto, Lissone non ha nulla da invidiare a Monza, Vedano o Biassono. Speriamo che il successo di questo evento qualcosa possa insegnare…

Archiviamo dunque questa serata come “positiva”, anche se con un appunto alla sicurezza (i nostri consiglieri faranno accesso agli atti) e all’assessore Camarda, sempre da protagonista sul palco a filmare e fare selfie.

Grazie Mario e alla prossima!

Arriva il “Fuori GP”

Parlando di “Fuori GP” ci si riferisce a tutte le iniziative e le manifestazioni che riguardano il “Gran Premio d’Italia Formula 1 di Monza”, in generale il mondo dei motori e che coinvolgono i comuni vicini e “collegati” alla corsa automobilistica. In questa occasione, anche Lissone si propone come comune attrattivo e come luogo ove godere di un evento sportivo che unisce la velocità alla passione per le auto e costituisce l’evento sportivo automobilistico più importante della Lombardia e dell’Italia.

Da sempre concordi a creare momenti aggregativi in città (come del resto per il FUORI SALONE del mobile), per trasparenza abbiamo esaminato la Delibera di Giunta n. 151 del 29 luglio 2026.

Siamo rimasti stupiti dallo straordinario impegno economico che la Giunta ha previsto e che viene richiesto dall’organizzazione degli eventi (in totale 59.000 euro) e anche dall’accettazione – da parte del Comune – di singoli contributi e sponsorizzazioni tecniche di enti pubblici (ad es. BrianzaAcque) oltre che di privati e piccole imprese.

In totale, le sponsorizzazioni arrivano a circa 16.000 euro e da parte sua il Comune, oltre a mettere a disposizione materiali e logistica, sostiene serenamente la spesa di oltre 43.000 euro a saldo.

Per questa occasione, a Lissone sono previsti momenti di musica, sport e aggregazione, mostre e giochi all’aperto. Oltre al solito Street Food regionale tanto caro all’Assessore Alibrandi…

Forse, (ma è una riflessione che quando si gestiscono denari pubblici va fatta) per 4 giorni di manifestazioni è stato previsto un investimento veramente notevole.  Ma sono scelte, e la ricerca di visibilità nell’ultimo anno di mandato comincia a farsi largo. L’occasione è molto ghiotta, soprattutto per qualche Assessore con alte mire elettorali, e quindi: via con la Pole Position della spesa sul FUORI GP!

Noi speriamo che i lissonesi si godano questo lungo weekend di sport (vedi programma) e che alla fine l’investimento risulti profittevole ed arricchente per la città. FORZA LISSONE!

La stazione no!

Ormai è praticamente certo: il Luna park e le bancarelle che da sempre caratterizzano la Sagra di Lissone (3ª domenica di ottobre), quest’anno non saranno posizionati né nella consueta grande “location” nel piazzale degli Umiliati (causa lavori in corso) ma nemmeno dove la Giunta aveva deciso di trasferirli, cioè nel “parcheggione” della Stazione ferroviaria e nelle vie limitrofe.

I nostri consiglieri Nava e Monguzzi tempo fa avevano chiesto, in aula consiliare, se fossero stati chiesti e ottenuti i permessi e le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della manifestazione, vista la vicinanza ai binari di Rete Ferrovie Italiane e alla Stazione ferroviaria. Naturalmente tutto a posto, tutto in ordine, figurarsi se c’è bisogno che lo ricordassimo noi… poi ai “migliori”?

Ma, noi che siamo “i cattivoni”, abbiamo richiesto l’accesso atti e abbiamo scoperto che il parere di RFI è stato effettivamente richiesto ed è stato rilasciato in data 25 giugno 2026. MA il parere è stato NEGATIVO per l’utilizzo, anche in via temporanea, dell’area sita presso i parcheggi in zona stazione ferroviaria per lo svolgimento dell’evento in oggetto.

Dopo il nostro “avviso” di attenzione, dopo quello del Partito democratico che ha richiamato problemi di sicurezza e pericoli, dopo anche quello di un Consigliere di maggioranza che esprimeva forti perplessità sulla scelta del luogo, per la sindaca Borella è arrivata una bella doccia fredda (e forse anche per gli Uffici comunali). Dilettanti allo sbaraglio, o allo sbando, sarebbe da dire…

Ma la storia non finisce qui: il giorno dopo “il gran rifiuto” di RFI, è arrivata in Comune un’altra mail – stesso oggetto e stesso mittente – nella quale RFI ribadiva le criticità già illustrate MA… con un finale è diverso: “incontriamoci e parliamone” cioè: si richiede la vostra disponibilità per effettuare un sopralluogo congiunto al fine di valutare e discutere la fattibilità dell’evento nelle aree designate.

Un cambio repentino in 24 ore nette! Forza e potere della politica? Non lo sappiamo, e non sappiamo come andrà il sopralluogo. Ma con motivazioni così evidenti, sarà difficile esaudire la volontà di Borella e Giunta. Addirittura, in chiusura della prima mail, e senza mezzi termini, la stessa RFI consiglia di individuare una diversa area da destinare alla manifestazione…

D’altra parte – si sa – le giostre e le bancarelle sono girovaghe; si troverà un’altra area più adatta (forse alla Bareggia?) e comunque andrà a finire, sarà sempre motivo di orgoglio e di autocelebrazione, magari suggellato da un bel selfie con frittella…

Alleghiamo qui sotto ciò che i nostri Consiglieri hanno ricevuto a fronte della richiesta di accesso agli atti; le motivazioni che hanno generato il diniego sono chiare e – diciamolo – non erano difficili da prevedere, soprattutto per “la Giunta dei migliori”, quelli dello straordinario che diventa ordinario… “negato”.

Prima comunicazione da RFI

Seconda comunicazione da RFI

Quando il divertimento diventa un’ordinanza

C’è un modo molto semplice per capire come funziona oggi l’amministrazione a Lissone: basta aspettare. Non una comunicazione, non un confronto, non un passaggio istituzionale. No. Bisogna aspettare e leggere sui giornali o sui social ciò che accadrà sotto casa propria.

È così che cittadini e forze politiche scoprono che, da metà ottobre, il grande parcheggio della stazione — quello utilizzato quotidianamente da oltre duecento pendolari — verrà trasformato in un luna park. Non per un giorno, non per una sera, ma per un periodo stimato di circa due settimane tra montaggio, esercizio e smontaggio.

Una decisione di questa portata, con impatti evidenti su viabilità, sicurezza, qualità della vita e ordine pubblico, è stata presa senza passare dalle commissioni competenti, senza discussione in Consiglio comunale, senza uno straccio di confronto con chi quella zona la vive ogni giorno. Un nuovo capolavoro di arroganza istituzionale, confezionato con la consueta leggerezza.

Perché qui non si tratta solo di metodo — già gravemente carente — ma di sostanza: per i residenti delle vie Luini, Perlasca e Guidoni si prospetta una quotidianità scandita da rumori continui: montaggi metallici all’alba, musica sparata a livelli da concerto permanente, flussi di persone fino a tarda sera, il tutto a pochi metri dalle abitazioni. Una situazione che, a voler essere generosi, si può definire “stressante” e più realisticamente, insostenibile.

Poi c’è il tema della sicurezza: collocare un’area ad alta frequentazione, con bambini e famiglie, a ridosso della ferrovia è già di per sé una scelta discutibile, vista anche la presenza di passaggi diretti dal piazzale al marciapiede del binario 1. E chissà, forse Trenitalia o RFI avrebbero qualcosa da dire in proposito.

Prevedere una manifestazione di forte richiamo come le giostre lissonesi in un contesto urbano che da anni convive con problemi di degrado, risse, furti e bivacchi — più volte segnalati e mai affrontati seriamente — significa aggiungere criticità a criticità. Le telecamere più volte richieste? Nulla. Quelle richieste per analoghi problemi nel quartiere Giotto? Concesse, approvate e già in fase di realizzazione. Due quartieri, stessi problemi, ma una sola differenza: le risposte dell’amministrazione.

Come se non bastasse, il parcheggio della stazione verrà sottratto ai pendolari, che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro e il risultato è facilmente prevedibile: un’invasione delle vie limitrofe, attualmente già sature, con residenti costretti a girovagare alla ricerca di un introvabile parcheggio. Un perfetto effetto domino del disagio. Tutto questo, vale la pena ricordarlo, senza un confronto pubblico, senza una delibera discussa, senza la minima condivisione.

Ci si chiede allora se esista ancora un’idea di città che metta al centro i cittadini, o se ormai la logica sia quella dell’atto calato dall’alto, da apprendere passivamente e subire con disciplina. Perché qui non siamo di fronte a un semplice spostamento logistico: siamo di fronte a un modello decisionale che considera il territorio una scacchiera muta e i residenti pedine senza voce.

Sia chiaro: nessuno mette in discussione il valore delle tradizioni, delle feste, delle giostre tanto amate dai lissonesi. Il punto è un altro: è il rispetto per chi vive i luoghi, per chi lavora, per chi ogni giorno contribuisce a tenere viva questa città. A Lissone, invece, sembra valere un principio diverso: prima si decide, poi – forse – si spiega. Spesso, nemmeno quello.

Nel frattempo, ai cittadini non resta che prepararsi: non a una festa, ma a una prova di resistenza e magari, tra una giostra e l’altra, ricordarsi che il rumore più fastidioso non sarà quello della musica ma quello, assordante, del silenzio istituzionale.

Che bella la Pace!

Molto riuscita e partecipata la “1° Marcia per la pace” lissonese che si è svolta sabato 6 giugno per le vie della città. Con lo slogan “IO CI SONO!”, una ventina di Associazioni e tanti cittadini hanno aderito alla manifestazione che prevedeva un percorso a tappe, con 5 momenti di musica, riflessione e performance artistiche.

Partenza da piazza IV Novembre e tappe in luoghi particolarmente significativi della nostra città: davanti alla Chiesa Prepositurale, alle scuole Dante/Croce, al parco giochi inclusivo “Liberi Tutti!”, alla Fondazione Stefania, al Parco della Resistenza in via Don Minzoni e infine di nuovo in piazza IV Novembre, passando per Piazza Libertà.

Un serpentone colorato di striscioni, bandiere e cartelli che chiedeva a gran voce ponti di pace tra culture, tra persone, tra religioni, tra cittadini. Ci sono state testimonianze di guerre, sofferenze, divisioni ma anche tanta speranza e voglia di fare.

Soddisfazione e orgoglio di “esserci”, di poter condividere delusioni e speranze per il futuro: questo si poteva cogliere tra le persone che per 2 ore hanno percorso le strade di Lissone.

Tutto si è svolto in sicurezza, senza alcun problema grazie all’ottima organizzazione e alla collaborazione di Polizia locale e Carabinieri.

Questa prima “Marcia per la Pace” è stata un’esperienza nuova per Lissone, e anche l’adesione di così tante Associazioni è sicuramente un fatto su cui riflettere. Come hanno dichiarato gli organizzatori, “La pace ha bisogno di corpi, di voci, di comunità. E noi scegliamo, insieme, di essere tutto questo”.

 

I nuovi orizzonti

Si scrive “fagitó tou drómou”, si pronuncia: “fagitò tu dromu e significa “cibo della strada”.
Ebbene sì, ancora una volta a Lissone torna lo street food. Stavolta, però, esaurite le stagioni e le regioni italiane, siamo passati alle nazioni europee: questa volta è toccato alla Grecia.

In un weekend cittadino con già in programma la classica “Lisunada 2026” e con la festa del parco inclusivo “Liberi tutti!”, il Comune (o meglio: l’Assessore agli street food) ha pensato di stupirci con un evento nuovo e sorprendente: uno street food internazionale!

Gente non tantissima, prezzi – come sempre – alti e cibo di qualità, per la gioia dell’Assessore che, come altri, sta preparando la propria campagna elettorale. Come l’onnipresente Camarda (con e senza accompagnatori) o come chi fa l’elenco delle opere pubbliche.

Insomma, tutti in vetrina, coi selfie sui social ad esprimere gratitudine e pensieri geniali, commossi e orgogliosi, a seconda della situazione.

E ora che siamo passati dalle regioni alle nazioni, siamo proprio curiosi di sapere a chi toccherà la prossima volta: Francia, Spagna, chissà… D’altra parte, il costo e l’impegno del Comune per questo tipo di eventi è minimo: l’organizzazione, infatti, è in capo a chi propone lo street food.

Allora non resta che andare a mangiare “tipico”, con buona pace dei commercianti locali e di una programmazione che, magari, tenga anche conto di altri eventi previsti nella medesima giornata.

Caro Assessore, buon appetito! Anzi: Kalì òreksi!

25 aprile 2026

Forza JIT!

Da oggi, e fino al 6 aprile, a Lissone si respirerà un’aria “internazionale”: inizia lo JIT, Junior international Tournement! Un torneo di 12 squadre di basket di giovani atleti, rappresentanti di quella voglia di stare assieme e vincere che porta con sé entusiasmo, colore ed energia positiva.

Lo JIT 2026 – organizzato da APL Lissone – prenderà il via oggi alle 19:30 con un’amichevole che si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport della Città di Lissone, in via Di Vittorio.

Questo torneo è anche un’occasione di incontro tra culture e consuetudini diverse, un prezioso momento di confronto e scambio sia per chi ospita gli atleti che per chi è ospitato. Un evento e un clima educativo anche per i “piccoli”, che osservano e respirano l’aria dei “grandi”, atleti italiani e stranieri.

Il Palazzetto, il PalaFarè e la palestra della San Mauro saranno tirate a lucido per l’occasione, con il classico gran finale del lunedì di pasquetta alle 17.

Dobbiamo essere orgogliosi di organizzare e ospitare questo Torneo, che nel nuovo Palazzetto ha proprio trovato la sua giusta collocazione. Anche in questo caso, le scelte effettuate nel passato sono state un giusto l’investimento per un presente e un  futuro migliore.