Arriva la festa!

Si avvicina la terza domenica di ottobre e, secondo la tradizione, a Lissone ci si prepara ai consueti festeggiamenti.

In piazza Mercato sono già pronte le famose giostre – che attirano parecchie persone anche dai paesi vicini -, nelle pasticcerie la “torta paesana” è in bella mostra mentre il concerto bandistico si è già svolto la scorsa domenica.

Tutto come sempre, pare, ma quest’anno Lissone ha anche un’aspettativa in più: l’inizio dei lavori di riqualificazione della piazza Mercato (più correttamente: del “piazzale degli Umiliati”). Lo ha affermato tempo fa Matteo Lando, capogruppo della Lega: “Subito dopo la sagra di Lissone inizieranno i lavori”.

E noi siamo curiosi di vedere gli operai al lavoro, per realizzare un progetto che nessuno conosce e che è stato presentato solo come “schizzo” e a grandi linee. Del resto, non sarebbe certo la prima volta che succede…

Allora Buona Festa a tutti i lissonesi, e soprattutto a chi ha promesso l’inizio lavori ed ora, come noi, aspetterà l’inizio dell’opera!

Il Listone al presidio per Gaza

Sabato pomeriggio, a Vimercate, circa 400 persone hanno partecipato al presidio per chiedere la fine della guerra a Gaza e la difesa del diritto all’esistenza del popolo palestinese. Anche Lissone era presente con una delegazione di amministratori locali della minoranza, a testimonianza della vicinanza e della solidarietà.

Sul palco si sono alternati diversi interventi significativi, tra gli altri:

  • Francesco Cereda, sindaco di Vimercate, ha sottolineato che “Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome: quello che sta accadendo è un genocidio.”
  • Alfredo Somoza, giornalista e docente universitario, ha offerto una lettura storica del conflitto israelo-palestinese, richiamando le responsabilità della comunità internazionale.
  • Viviana Dimarco, dell’associazione Donne e Diritti-Arci Motta di Vimercate, ha ricordato l’impegno delle associazioni locali per mantenere viva l’attenzione sulla tragedia umanitaria.
  • Rappresentanti del MIR Italia – Movimento Internazionale della Riconciliazione hanno ribadito il valore della nonviolenza come unico strumento credibile di costruzione della pace.

Il presidio di Vimercate si inserisce in un percorso di mobilitazione che ha visto, nei mesi scorsi, il presidio di Lissone Pentole e campane per Gaza, la maestosa fiaccolata da Muggiò a Nova e il presidio organizzato dalla CGIL a Monza, dove il segretario Palvarini ha affermato che “l’indignazione deve diventare collettiva”.

Al termine della manifestazione, abbiamo visitato nella biblioteca civica la mostra fotografica “C’era una volta Gaza”, con i toccanti scatti di Paolo Trainito dedicati alla vita quotidiana dei giovani palestinesi prima dell’aggravarsi del conflitto. In questa occasione, oltre ad Alfredo Somoza, è intervenuta Meri Calvelli, cooperante in Palestina e Rappresentante Paese per l’Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS), che ha portato la sua testimonianza diretta di lavoro e solidarietà sul campo.

“Il Listone” ribadisce il proprio impegno a dare voce a chi chiede pace, giustizia e rispetto dei diritti umani: la partecipazione alle iniziative di piazza resta uno strumento essenziale per non rimanere in silenzio davanti alle tragedie del nostro tempo.

Vimercate, in 300 in piazza per chiedere il cessate il fuoco a Gaza (MBnews.it – 14 set 2025)

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PACE

Aderiamo convintamente alla manifestazione per la pace “Dalla Brianza a Gaza” ed estendiamo a tutti voi l’invito a partecipare.

Sarà gesto significativo e importante di presa di coscienza e di solidarietà. La nostra Lista Civica sarà presente ed è al fianco di chiunque mandi segnali di pace.

Il ritrovo è sabato 13 settembre alle 15 in Piazza Santo Stefano, a Vimercate.

Vi invitiamo a leggere l’intero comunicato qui sotto e a partecipare numerosi.

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Appello al voto

Facciamo nostro l’invito a votare per i Referendum firmato delle associazioni del Terzo settore:

La democrazia è partecipazione. Nel referendum il nostro voto conta. Con la partecipazione ognuno di noi si prende la responsabilità di contribuire al bene comune.

È così che facciamo vivere la democrazia, che non solo dobbiamo difendere, ma rendere sempre più diffusa e viva (…).

Contro chi ci vuole tutti e tutte a casa e rassegnati, ANDIAMO A VOTARE L’8 E 9 GIUGNO. Difendiamo i nostri diritti. Si può cambiare”.

Referendum 8-9 giugno, il Terzo settore lancia l’appello al voto: “Democrazia è partecipazione” (LaNuovaEcologia.it – 4 giu 2025)

Come si vota: FAQ Referendum 2025 (Sito Ministero dell’Interno)

Referendum - 5 schede

Teli bianchi

Teli bianchi, sudari. Avvolgono, a Gaza, i corpi dei palestinesi morti ammazzati, e sono così diventati simbolo della strage. Sono, cioè, gli oggetti comuni del nostro tempo crudele. Un tempo di genocidio.

Il sudario ricopre, sottrae alla vista del mondo il corpo di cui è stato fatto scempio. Avvolgere nel sudario è un gesto estremo di cura, di pietas. Protegge la dignità degli esseri umani quando le vite non valgono più niente, nella conta approssimativa dei morti.

Come si fa a piangere e onorare la memoria, dei morti di Gaza in quasi 600 giorni di assedio?
Come si fa a piangerli uno per uno?

Alcune associazioni lissonesi proveranno a farlo, in silenzio, sabato 24 maggio con un flash mob in piazza IV Novembre alle ore 18, di fronte alla Biblioteca.

È una iniziativa promossa da Tommaso Montanari – storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena – che si svolgerà, seppur con diverse modalità, in molte (e speriamo tutte) città d’Italia.

A Lissone, ciascuno potrà partecipare al flash mob presentandosi con un telo bianco ed esporre un telo bianco alla finestra o sul balcone della propria casa.

Sarebbe bello che, tutti insieme, in tutta Italia, si arrivasse al tragico numero dei 50.000 di Gaza. Tutti insieme, saranno i corpi che il mondo non vuole vedere.

 

       

Ottanta volte 25!

Domani, 25 Aprile 2025, si celebra l’80° Anniversario della Liberazione, festa nazionale della Repubblica Italiana a ricordo della liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo. Una liberazione da opprimenti limitazioni della libertà individuale, di coscienza e anche di pensiero, nel ricordo dei Partigiani che hanno combattuto e pagato a caro prezzo il contrasto ad un regime di vera e propria dittatura.

Domani bisogna ricordare e festeggiare alla grande, senza dare ascolto a chi vorrebbe invece manifestazioni sobrie, senza striscioni celebrativi e senza slanci.

Noi lo diciamo forte e chiaro: il 25 aprile 1945 è finito un mondo opprimente, di privazioni per alcuni e di arroganza per altri e noi saremo lì, a tenere alto il ricordo e la memoria.

E se in tutte le piazze d’Italia, come a Lissone, saremo in tanti, vorrà dire una sola cosa: viva la Libertà, viva la Liberazione, viva l’Italia democratica! E ancora 100 di questi giorni!

No, lo striscione no

Il 25 aprile di quest’anno ricorre l’ottantesimo Anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, un grande traguardo di pace e di libertà da ricordare. La memoria è un impegno collettivo che riguarda tutti ed è compito delle Istituzioni coltivarla, promuoverla e sostenerla per evitare di commettere gli errori del passato. La memoria ci permette di ricordare la vita di uomini e donne che hanno costruito la nostra società e permettere di diffondere i valori della Resistenza e della Costituzione.

E allora, cosa c’è di meglio che mettere nel centro della nostra città uno striscione che ricordi l’ottantesimo anniversario, che catturi l’attenzione di chi passa, che stimoli domande nei ragazzi e crei attimi di confronto con chi è adulto? L’ANPI lissonese, in collaborazione con la sezione provinciale, ha proposto uno striscione da esporre sul palazzo comunale, con un testo semplice e lineare: “1945-2025  80° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE”. Nessun riferimento politico o partitico (vedi immagine di copertina).

NO, a Lissone questo non è possibile: la sindaca Borella ha risposto all’ANPI provinciale e ha detto di NO. A Lissone “non si possono esporre drappi/stendardi sugli edifici comunali per non creare disparità alcuna”. (All’ANPI lissonese la sindaca non si è neppure degnata di rispondere: lo ha fatto la sua Segreteria, inoltrando semplicemente la medesima risposta fornita al Comitato provinciale ANPI).

Motivazione ridicola! Come se in città non fossero già esposti striscioni di varia natura su edifici comunali. E in questo caso stiamo parlando di una Festa nazionale della Repubblica italiana, non di un evento sportivo o di una manifestazione ludica!

Non è forse compito delle Istituzioni promuovere i valori fondativi dello Stato e compito di tutti fare memoria? Si vuole forse spingere all’indifferenza e all’oblio?

Peccato, peccato per l’ANPI e per i lissonesi che sarebbero stati orgogliosi di un gesto di ricordo per un anniversario importante.

Noi siamo dalla parte di chi ha lottato e sofferto per riportare Libertà e Pace e ci piacerebbe proprio che il prossimo 25 aprile la nostra città fosse invasa dai fiori del Partigiano.

No allo striscione per celebrare il 25 Aprile: scoppia la polemica (PrimaMonza.it – 9 apr 2025)

Risposta all’ANPI provinciale

Comunicato stampa ANPI Lissone

L’Angelo d’Oro 2024

L’appuntamento è per domenica 16 marzo presso Palazzo Terragni. Alle 16:30, infatti, ci sarà l’assegnazione della benemerenza per il 2024 e la relativa consegna del premio “Angelo d’Oro“. Una speciale commissione di Consiglieri comunali ha infatti vagliato le candidature di persone e associazioni lissonesi che si sono distinte per la loro opera e ha fatto la sua scelta. .

L’Angelo d’Oro è un’onorificenza istituita nel 2014 dalla prima Amministrazione Monguzzi e che ha visto negli scorsi 10 anni nomi importanti per Lissone.

Ricordiamo che le Civiche Benemerenze sono assegnate secondo diverse categorie di appartenenza:

Classe I – Benemeriti in ambito scientifico, letterario, artistico, del mondo dello spettacolo e dello sport

Classe II – Benemeriti nel campo dell’insegnamento, della formazione e dell’educazione

Classe III – Benemeriti in campo economico, produttivo, imprenditoriale e istituzionale nonché promotori di nuove iniziative che abbiano contribuito allo sviluppo della città

Classe IV – Benemeriti nell’ambito sociale, umanitario, assistenziale e di volontariato nonché per atti di coraggio o per particolari manifestazioni di amore verso la comunità locale

Classe V – Enti, associazioni o istituzioni benemeriti

Domenica sarà una festa: siamo tutti invitati a scoprire a chi sarà assegnata la benemerenza e a festeggiare chi ha lasciato un segno nella storia della nostra città.

Civiche Benemerenze: domenica 16 marzo la cerimonia istituzionale (Sito Comune di Lissone)

Buon 2025, lissonesi!

Dopo il deludente “Natale lissonese” (risultato di un Assessore che ha proprio sbagliato mestiere…), la città si affaccia timidamente al nuovo anno. In verità, le aspettative sul Natale erano alte perché gli assessori Alibrandi e Camarda anticipavano grandi risultati, e anche in Consiglio raccontavano di un clima molto positivo, di iniziative molto partecipate. Insomma, si prevedeva un grande successo.

Tutto bello, ma solo a parole. In realtà, alcune scelte non sono state molto azzeccate, c’è stata scarsa partecipazione dei cittadini, e la città ci è parsa triste, nonostante la musica da disco nelle vie principali… Ignoti han fatto anche “saltare” il presepe sul sagrato del Duomo. Insomma, ci viene il dubbio che Alibrandi parli di un’altra città (forse quella nella quale risiede).

E poi problemi alla pista di pattinaggio, problemi alla viabilità (persone che non potevano uscire dal box di casa durante il mercatino della Befana), commercianti che fanno confronti con il passato… Non proprio tutto bene, insomma.

E i rifiuti? Nel periodo delle feste trovare in giro per la città i sacchi gialli e blu non ritirati e residui dei botti esplosi a Capodanno in piazza Libertà e nelle vie limitrofe, non fa certo bene all’attrattività commerciale e al clima di festa. E stupisce come l’assessore Rossati sembri non dica o non faccia nulla.

Va un po’ tutto così… a rotoloni, altro che successi! L’unico che festeggia – e lo fa sui giornali – è il buon Camarda! Lui, il “selfie man”, presenzia coi cittadini, dice che lavora sodo e che ottiene risultati ovunque. Ovviamente anche lui molto a parole, senza alcun confine di delega (ormai è assessore in pectore ai lavori pubblici!) e dimenticando spesso il passato.

Allora, lissonesi, da quel che sembra ci aspetta ancora un 2025 così così. Molti, in città, contano i giorni, e pure noi, siamo sinceri.
Molti, tranne i tre della squadra della Sindaca Borella: per loro – che vivono fuori Lissone – va tutto molto molto bene.

Lissone “non è raggiungibile”

E alla fine manifestazione fu. Nonostante l’ordine della Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e del Prefetto (per tramite del Capo di Gabinetto) qui a Lissone la commemorazione del 4 Novembre si è “regolarmente” svolta ieri, 3 novembre.

Evidentemente qui a Lissone si fa quello che decidono la Sindaca, il Presidente del Consiglio e il Segretario comunale. Gli altri non contano, o non sanno o non hanno voce in capitolo. Forse anche il Prefetto, come del resto i cittadini lissonesi, avrà capito che aria tira qui a Lissone.

Così tra un selfie e l’altro, tra una litigata e l’altra (si vocifera persino tra i membri della Giunta), qualcuno decide di anticipare il giorno, in barba agli ordini che vengono dall’alto, da molto in alto.

Purtroppo, questa è la Lissone della Sindaca Borella, e persino la Presidente del Consiglio, il Prefetto e tutti i cittadini devono portare pazienza e accettare la commemorazione nel giorno sbagliato. Andrà tutto nel dimenticatoio o ci saranno conseguenze per aver ignorato quanto deciso da Roma e ribadito dal Prefetto?

Ma poi, chissà se e quando la Sindaca avrà saputo dell’ordine di Roma e del richiamo del Prefetto. Giovedì 31 era un giorno prefestivo, venerdì festa, sabato Comune chiuso e domenica è domenica…

Complimenti! Se una città ordinata e ligia come Lissone non ascolta lo Stato, significa che il sistema “verticale” è molto fragile. E quindi anche che lo stesso Stato è fragile. Che disastro!