La stazione no!

Ormai è praticamente certo: il Luna park e le bancarelle che da sempre caratterizzano la Sagra di Lissone (3ª domenica di ottobre), quest’anno non saranno posizionati né nella consueta grande “location” nel piazzale degli Umiliati (causa lavori in corso) ma nemmeno dove la Giunta aveva deciso di trasferirli, cioè nel “parcheggione” della Stazione ferroviaria e nelle vie limitrofe.

I nostri consiglieri Nava e Monguzzi tempo fa avevano chiesto, in aula consiliare, se fossero stati chiesti e ottenuti i permessi e le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della manifestazione, vista la vicinanza ai binari di Rete Ferrovie Italiane e alla Stazione ferroviaria. Naturalmente tutto a posto, tutto in ordine, figurarsi se c’è bisogno che lo ricordassimo noi… poi ai “migliori”?

Ma, noi che siamo “i cattivoni”, abbiamo richiesto l’accesso atti e abbiamo scoperto che il parere di RFI è stato effettivamente richiesto ed è stato rilasciato in data 25 giugno 2026. MA il parere è stato NEGATIVO per l’utilizzo, anche in via temporanea, dell’area sita presso i parcheggi in zona stazione ferroviaria per lo svolgimento dell’evento in oggetto.

Dopo il nostro “avviso” di attenzione, dopo quello del Partito democratico che ha richiamato problemi di sicurezza e pericoli, dopo anche quello di un Consigliere di maggioranza che esprimeva forti perplessità sulla scelta del luogo, per la sindaca Borella è arrivata una bella doccia fredda (e forse anche per gli Uffici comunali). Dilettanti allo sbaraglio, o allo sbando, sarebbe da dire…

Ma la storia non finisce qui: il giorno dopo “il gran rifiuto” di RFI, è arrivata in Comune un’altra mail – stesso oggetto e stesso mittente – nella quale RFI ribadiva le criticità già illustrate MA… con un finale è diverso: “incontriamoci e parliamone” cioè: si richiede la vostra disponibilità per effettuare un sopralluogo congiunto al fine di valutare e discutere la fattibilità dell’evento nelle aree designate.

Un cambio repentino in 24 ore nette! Forza e potere della politica? Non lo sappiamo, e non sappiamo come andrà il sopralluogo. Ma con motivazioni così evidenti, sarà difficile esaudire la volontà di Borella e Giunta. Addirittura, in chiusura della prima mail, e senza mezzi termini, la stessa RFI consiglia di individuare una diversa area da destinare alla manifestazione…

D’altra parte – si sa – le giostre e le bancarelle sono girovaghe; si troverà un’altra area più adatta (forse alla Bareggia?) e comunque andrà a finire, sarà sempre motivo di orgoglio e di autocelebrazione, magari suggellato da un bel selfie con frittella…

Alleghiamo qui sotto ciò che i nostri Consiglieri hanno ricevuto a fronte della richiesta di accesso agli atti; le motivazioni che hanno generato il diniego sono chiare e – diciamolo – non erano difficili da prevedere, soprattutto per “la Giunta dei migliori”, quelli dello straordinario che diventa ordinario… “negato”.

Prima comunicazione da RFI

Seconda comunicazione da RFI

Quando il divertimento diventa un’ordinanza

C’è un modo molto semplice per capire come funziona oggi l’amministrazione a Lissone: basta aspettare. Non una comunicazione, non un confronto, non un passaggio istituzionale. No. Bisogna aspettare e leggere sui giornali o sui social ciò che accadrà sotto casa propria.

È così che cittadini e forze politiche scoprono che, da metà ottobre, il grande parcheggio della stazione — quello utilizzato quotidianamente da oltre duecento pendolari — verrà trasformato in un luna park. Non per un giorno, non per una sera, ma per un periodo stimato di circa due settimane tra montaggio, esercizio e smontaggio.

Una decisione di questa portata, con impatti evidenti su viabilità, sicurezza, qualità della vita e ordine pubblico, è stata presa senza passare dalle commissioni competenti, senza discussione in Consiglio comunale, senza uno straccio di confronto con chi quella zona la vive ogni giorno. Un nuovo capolavoro di arroganza istituzionale, confezionato con la consueta leggerezza.

Perché qui non si tratta solo di metodo — già gravemente carente — ma di sostanza: per i residenti delle vie Luini, Perlasca e Guidoni si prospetta una quotidianità scandita da rumori continui: montaggi metallici all’alba, musica sparata a livelli da concerto permanente, flussi di persone fino a tarda sera, il tutto a pochi metri dalle abitazioni. Una situazione che, a voler essere generosi, si può definire “stressante” e più realisticamente, insostenibile.

Poi c’è il tema della sicurezza: collocare un’area ad alta frequentazione, con bambini e famiglie, a ridosso della ferrovia è già di per sé una scelta discutibile, vista anche la presenza di passaggi diretti dal piazzale al marciapiede del binario 1. E chissà, forse Trenitalia o RFI avrebbero qualcosa da dire in proposito.

Prevedere una manifestazione di forte richiamo come le giostre lissonesi in un contesto urbano che da anni convive con problemi di degrado, risse, furti e bivacchi — più volte segnalati e mai affrontati seriamente — significa aggiungere criticità a criticità. Le telecamere più volte richieste? Nulla. Quelle richieste per analoghi problemi nel quartiere Giotto? Concesse, approvate e già in fase di realizzazione. Due quartieri, stessi problemi, ma una sola differenza: le risposte dell’amministrazione.

Come se non bastasse, il parcheggio della stazione verrà sottratto ai pendolari, che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro e il risultato è facilmente prevedibile: un’invasione delle vie limitrofe, attualmente già sature, con residenti costretti a girovagare alla ricerca di un introvabile parcheggio. Un perfetto effetto domino del disagio. Tutto questo, vale la pena ricordarlo, senza un confronto pubblico, senza una delibera discussa, senza la minima condivisione.

Ci si chiede allora se esista ancora un’idea di città che metta al centro i cittadini, o se ormai la logica sia quella dell’atto calato dall’alto, da apprendere passivamente e subire con disciplina. Perché qui non siamo di fronte a un semplice spostamento logistico: siamo di fronte a un modello decisionale che considera il territorio una scacchiera muta e i residenti pedine senza voce.

Sia chiaro: nessuno mette in discussione il valore delle tradizioni, delle feste, delle giostre tanto amate dai lissonesi. Il punto è un altro: è il rispetto per chi vive i luoghi, per chi lavora, per chi ogni giorno contribuisce a tenere viva questa città. A Lissone, invece, sembra valere un principio diverso: prima si decide, poi – forse – si spiega. Spesso, nemmeno quello.

Nel frattempo, ai cittadini non resta che prepararsi: non a una festa, ma a una prova di resistenza e magari, tra una giostra e l’altra, ricordarsi che il rumore più fastidioso non sarà quello della musica ma quello, assordante, del silenzio istituzionale.

Che bella la Pace!

Molto riuscita e partecipata la “1° Marcia per la pace” lissonese che si è svolta sabato 6 giugno per le vie della città. Con lo slogan “IO CI SONO!”, una ventina di Associazioni e tanti cittadini hanno aderito alla manifestazione che prevedeva un percorso a tappe, con 5 momenti di musica, riflessione e performance artistiche.

Partenza da piazza IV Novembre e tappe in luoghi particolarmente significativi della nostra città: davanti alla Chiesa Prepositurale, alle scuole Dante/Croce, al parco giochi inclusivo “Liberi Tutti!”, alla Fondazione Stefania, al Parco della Resistenza in via Don Minzoni e infine di nuovo in piazza IV Novembre, passando per Piazza Libertà.

Un serpentone colorato di striscioni, bandiere e cartelli che chiedeva a gran voce ponti di pace tra culture, tra persone, tra religioni, tra cittadini. Ci sono state testimonianze di guerre, sofferenze, divisioni ma anche tanta speranza e voglia di fare.

Soddisfazione e orgoglio di “esserci”, di poter condividere delusioni e speranze per il futuro: questo si poteva cogliere tra le persone che per 2 ore hanno percorso le strade di Lissone.

Tutto si è svolto in sicurezza, senza alcun problema grazie all’ottima organizzazione e alla collaborazione di Polizia locale e Carabinieri.

Questa prima “Marcia per la Pace” è stata un’esperienza nuova per Lissone, e anche l’adesione di così tante Associazioni è sicuramente un fatto su cui riflettere. Come hanno dichiarato gli organizzatori, “La pace ha bisogno di corpi, di voci, di comunità. E noi scegliamo, insieme, di essere tutto questo”.

 

I nuovi orizzonti

Si scrive “fagitó tou drómou”, si pronuncia: “fagitò tu dromu e significa “cibo della strada”.
Ebbene sì, ancora una volta a Lissone torna lo street food. Stavolta, però, esaurite le stagioni e le regioni italiane, siamo passati alle nazioni europee: questa volta è toccato alla Grecia.

In un weekend cittadino con già in programma la classica “Lisunada 2026” e con la festa del parco inclusivo “Liberi tutti!”, il Comune (o meglio: l’Assessore agli street food) ha pensato di stupirci con un evento nuovo e sorprendente: uno street food internazionale!

Gente non tantissima, prezzi – come sempre – alti e cibo di qualità, per la gioia dell’Assessore che, come altri, sta preparando la propria campagna elettorale. Come l’onnipresente Camarda (con e senza accompagnatori) o come chi fa l’elenco delle opere pubbliche.

Insomma, tutti in vetrina, coi selfie sui social ad esprimere gratitudine e pensieri geniali, commossi e orgogliosi, a seconda della situazione.

E ora che siamo passati dalle regioni alle nazioni, siamo proprio curiosi di sapere a chi toccherà la prossima volta: Francia, Spagna, chissà… D’altra parte, il costo e l’impegno del Comune per questo tipo di eventi è minimo: l’organizzazione, infatti, è in capo a chi propone lo street food.

Allora non resta che andare a mangiare “tipico”, con buona pace dei commercianti locali e di una programmazione che, magari, tenga anche conto di altri eventi previsti nella medesima giornata.

Caro Assessore, buon appetito! Anzi: Kalì òreksi!

25 aprile 2026

Forza JIT!

Da oggi, e fino al 6 aprile, a Lissone si respirerà un’aria “internazionale”: inizia lo JIT, Junior international Tournement! Un torneo di 12 squadre di basket di giovani atleti, rappresentanti di quella voglia di stare assieme e vincere che porta con sé entusiasmo, colore ed energia positiva.

Lo JIT 2026 – organizzato da APL Lissone – prenderà il via oggi alle 19:30 con un’amichevole che si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport della Città di Lissone, in via Di Vittorio.

Questo torneo è anche un’occasione di incontro tra culture e consuetudini diverse, un prezioso momento di confronto e scambio sia per chi ospita gli atleti che per chi è ospitato. Un evento e un clima educativo anche per i “piccoli”, che osservano e respirano l’aria dei “grandi”, atleti italiani e stranieri.

Il Palazzetto, il PalaFarè e la palestra della San Mauro saranno tirate a lucido per l’occasione, con il classico gran finale del lunedì di pasquetta alle 17.

Dobbiamo essere orgogliosi di organizzare e ospitare questo Torneo, che nel nuovo Palazzetto ha proprio trovato la sua giusta collocazione. Anche in questo caso, le scelte effettuate nel passato sono state un giusto l’investimento per un presente e un  futuro migliore.

A Carnevale ogni bluff vale!

Cara Sindaca Borella, complimenti per il post di Facebook. Una narrazione così epica sul Carnevale – con laboratori creativi, truccabimbi e coloratissime sfilatenon si leggeva dall’ultima biografia su Alice nel Paese delle Meraviglie. Una festa epica che, a quanto dici, ha radunato folle oceaniche in piazza e sembrerebbe perfino in grado di competere con Viareggio o Roma in termini di partecipazione e fantasticheria. Poi, però, apriamo un altro post e scopriamo che nel mondo reale esiste una versione alternativa della stessa giornata. Una versione (piuttosto concreta, e non di fantasia) in cui:

  • alle 15:00 una bimba mascherata si presenta felice in piazza,
  • alle 16:00 si aspetta fermamente che qualcosa inizi
  • alle 16:45 il sole cala, il freddo comincia a farsi sentire e le famiglie se ne vanno.
  • alle 17:00 parte un tentativo di animazione con un megafono d’epoca, trampolieri in letargo e un gruppo di percussionisti che suonano il silenzio.

Perfetto! Se qualcuno pensava che il Carnevale fosse festa, musica, musica, musica, ebbene Lissone ha elevato il silenzio a disciplina artistica ufficiale. E siccome “a Carnevale ogni scherzo vale”, questa è una trovata davvero originale!

Confronto con l’Italia vera (giuro, non l’altra galassia).
Nel resto del paese, il Carnevale 2026  è vivo e vegeto. All’ombra di Bologna, paesi come San Giovanni in Persiceto vantano parate storiche con carri, sfilate e una coinvolgente atmosfera di festa – parliamo di quella con confetti e pubblico, non con megafoni vintage. Da Roma a Putignano, passando per Fano e le celebrazioni tradizionali, ci sono eventi con musica, maschere, folle e vero divertimento.

E in Brianza? A Monza, ad esempio, il centro città si è davvero animato: strade piene di maschere, colori, balli e spettacoli, con musiche, artisti itineranti e famiglie coinvolte fino a tarda serata. Le vie si sono riempite di festa e allegria, con laboratori e iniziative che non restano confinate nel regno dei post social. A Limbiate, l’evento in piazza Tobagi ha richiamato tante famiglie e bambini, trasformando il centro in uno spazio di allegria concreta, pieno di maschere, coriandoli e sorrisi. A Vimercate, sabato scorso, la sfilata di Carnevale ha riempito le vie della città di migliaia di persone e di costumi a tema “Olimpiadi d’Inverno”, grazie all’organizzazione di Pro Loco e oratori, con corteo, feste e premiazioni. E poi Muggiò, Vedano al Lambro….insomma: mentre Lissone celebra il Carnevale con il silenzio contemplativo tipico della meditazione zen (quasi un preludio alla Quaresima molto prima del dovuto) altrove in Italia si balla, si ride e si festeggia con tutto il folklore e la vitalità che questa festa richiede.

Ma c’è una cosa che non mente: mentre in tante località italiane il Carnevale è festa, allegria e comunità, a Lissone pare sia diventato caccia al microfono perduto. Si può chiamarlo strategie di comunicazione politica, ottimismo digitale, o semplicemente carnevalata post-moderna, ma il risultato è chiaro: a Carnevale ogni bluff… vale, e vale pure doppio… e Lissone anticipa la Quaresima al sabato grasso!

Arriva la festa!

Si avvicina la terza domenica di ottobre e, secondo la tradizione, a Lissone ci si prepara ai consueti festeggiamenti.

In piazza Mercato sono già pronte le famose giostre – che attirano parecchie persone anche dai paesi vicini -, nelle pasticcerie la “torta paesana” è in bella mostra mentre il concerto bandistico si è già svolto la scorsa domenica.

Tutto come sempre, pare, ma quest’anno Lissone ha anche un’aspettativa in più: l’inizio dei lavori di riqualificazione della piazza Mercato (più correttamente: del “piazzale degli Umiliati”). Lo ha affermato tempo fa Matteo Lando, capogruppo della Lega: “Subito dopo la sagra di Lissone inizieranno i lavori”.

E noi siamo curiosi di vedere gli operai al lavoro, per realizzare un progetto che nessuno conosce e che è stato presentato solo come “schizzo” e a grandi linee. Del resto, non sarebbe certo la prima volta che succede…

Allora Buona Festa a tutti i lissonesi, e soprattutto a chi ha promesso l’inizio lavori ed ora, come noi, aspetterà l’inizio dell’opera!

Il Listone al presidio per Gaza

Sabato pomeriggio, a Vimercate, circa 400 persone hanno partecipato al presidio per chiedere la fine della guerra a Gaza e la difesa del diritto all’esistenza del popolo palestinese. Anche Lissone era presente con una delegazione di amministratori locali della minoranza, a testimonianza della vicinanza e della solidarietà.

Sul palco si sono alternati diversi interventi significativi, tra gli altri:

  • Francesco Cereda, sindaco di Vimercate, ha sottolineato che “Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome: quello che sta accadendo è un genocidio.”
  • Alfredo Somoza, giornalista e docente universitario, ha offerto una lettura storica del conflitto israelo-palestinese, richiamando le responsabilità della comunità internazionale.
  • Viviana Dimarco, dell’associazione Donne e Diritti-Arci Motta di Vimercate, ha ricordato l’impegno delle associazioni locali per mantenere viva l’attenzione sulla tragedia umanitaria.
  • Rappresentanti del MIR Italia – Movimento Internazionale della Riconciliazione hanno ribadito il valore della nonviolenza come unico strumento credibile di costruzione della pace.

Il presidio di Vimercate si inserisce in un percorso di mobilitazione che ha visto, nei mesi scorsi, il presidio di Lissone Pentole e campane per Gaza, la maestosa fiaccolata da Muggiò a Nova e il presidio organizzato dalla CGIL a Monza, dove il segretario Palvarini ha affermato che “l’indignazione deve diventare collettiva”.

Al termine della manifestazione, abbiamo visitato nella biblioteca civica la mostra fotografica “C’era una volta Gaza”, con i toccanti scatti di Paolo Trainito dedicati alla vita quotidiana dei giovani palestinesi prima dell’aggravarsi del conflitto. In questa occasione, oltre ad Alfredo Somoza, è intervenuta Meri Calvelli, cooperante in Palestina e Rappresentante Paese per l’Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS), che ha portato la sua testimonianza diretta di lavoro e solidarietà sul campo.

“Il Listone” ribadisce il proprio impegno a dare voce a chi chiede pace, giustizia e rispetto dei diritti umani: la partecipazione alle iniziative di piazza resta uno strumento essenziale per non rimanere in silenzio davanti alle tragedie del nostro tempo.

Vimercate, in 300 in piazza per chiedere il cessate il fuoco a Gaza (MBnews.it – 14 set 2025)

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PACE

Aderiamo convintamente alla manifestazione per la pace “Dalla Brianza a Gaza” ed estendiamo a tutti voi l’invito a partecipare.

Sarà gesto significativo e importante di presa di coscienza e di solidarietà. La nostra Lista Civica sarà presente ed è al fianco di chiunque mandi segnali di pace.

Il ritrovo è sabato 13 settembre alle 15 in Piazza Santo Stefano, a Vimercate.

Vi invitiamo a leggere l’intero comunicato qui sotto e a partecipare numerosi.

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