Il pesce puzza dalla testa

Una delle conseguenze della (criticatissima) scelta di riqualificare integralmente il piazzale degli Umiliati, è stata lo spostamento – per almeno 280 giorni – del tradizionale mercato del lunedì. La zona prescelta dalla Giunta (via Bernasconi e limitrofe), oltre ad essere adiacente al vecchio Ospedale (oggi Casa di comunità, punto prelievi, ambulatorio e molto altro) è densa di abitazioni, di attività e di forte passaggio. Inutile dire che i residenti e gli artigiani della zona sono oggi soggetti a problemi e pesanti conseguenze di questa scelta.

Pulizia, rifiuti, parcheggi, rumori mattutini, difficoltà di passaggio e – udite udite! – un grande odore di pesce. Proprio così: una situazione insopportabile che ci hanno segnalato, in particolare, su largo Ponchielli.

Chi ha acquistato casa qui, un quartiere residenziale, ora si è ritrovato fisicamente dentro al mercato del pesce! Le bancarelle sono vicinissime alle abitazioni ed emanano odore di fritto e di acqua mista a pesce, con nugoli di moscerini che stazionano sui liquami, anche per giorni. Grazie all’intervento del Comune (Ufficio ecologia) una volta è passata l’idropulitrice di Gelsia, ma non può essere a disposizione ogni lunedì perché è un’attività extra capitolato.

Occorre che l’Assessore Alibrandi (responsabile del trasloco che, secondo Marco Fossati, potrebbe anche essere definitivo) sposti immediatamente il banco del pesce in una postazione che non sia così vicina alle abitazioni. Dove, possiamo suggerirglielo noi, visto che lui proviene da Giussano e forse non conosce bene la zona… Il posto c’è, l’importante è che intervenga e i tempi, se si vuole, possono essere immediati.

Sollecitiamo un veloce intervento e porteremo avanti questa giusta richiesta, sempre al fianco dei cittadini che, anche questa volta, sembra siano loro gli umiliati…

Il mercato trasloca

Come spesso succede, lo avevamo previsto, lo avevamo anticipato e si è verificato. Dal 24 agosto il mercato del lunedì si trasferisce nella sede temporanea di via Don Bernasconi-Schiapparelli-Manara, zona “Ospedale vecchio” di Lissone, nei pressi del “pratone”.

Parallelamente, nel piazzale degli Umiliati (ormai ex piazza mercato) sono comparsi una ventina di cartelli che vietano la sosta sull’area a partire proprio dal 24 agosto e fino a una non meglio precisata data di “fine lavori”… Anche in questo caso avevamo azzeccato la data, nonostante i vani annunci ufficiali che davano “a fine luglio” l’inizio dei lavori.

Con questa “edizione straordinaria” avvisiamo quindi i cittadini della nuova “location” del mercato (un’area identificata, si dice, dai commercianti e non dal Comune) e ribadiamo che la nuova “piazza elettorale” non sarà terminata prima delle prossime elezioni amministrative del 2027.

Fissato infatti il periodo elettorale (deciso dal Ministero degli Interni) tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027, anche se non si verificasse alcun imprevisto e nessun intoppo, secondo la tabella dei lavori l’inaugurazione non potrà avvenire durante questa legislatura.

La politica di Borella, Camarda e Bonafè, purtroppo, lascerà in carico alla nuova Giunta i problemi di gestione e di viabilità e, anticipiamo, anche la nuova organizzazione del Mercato, quando tornerà, e se tornerà.

E non dimentichiamo il capitolo “LUNA PARK”, ufficialmente annullato per il 2026 e con grandissimi interrogativi logistici e di fattibilità per il 2027.

Insomma, la “piazza elettorale” si potrebbe trasformare nella “debacle elettorale”. Per questo progetto i cittadini non sono stati né interpellati né ascoltati e d’altra parte la Lega (che oggi governa Lissone) anche a livello nazionale ormai non ascolta minimamente le indicazioni che provengono dalla base. Fanno e disfano, a loro piacimento…

L’aiuola che c’è

Siamo sempre attenti e vicini ai commercianti e al loro spirito imprenditoriale. Quando apre una nuova attività è sempre una buona cosa: spesso è un sogno che si realizza e che significa lavoro, produzione o commercio e voglia di fare. Tutto bello e tutto motivante.

Molti cittadini, però, ci hanno segnalato che, vicino ad una nuova attività, è “comparsa” una nuova isola spartitraffico. Stiamo parlando di via Origo, angolo via Gorizia dove ora è stata predisposta un’aiuola, un po’ grezza, ma che potrebbe migliorare.

Qualcuno ci ha chiesto se sia stata correttamente valutata e autorizzata la trasformazione di una zona di suolo pubblico in aiuola: probabilmente si tratta di un intervento proposto ed eseguito a carico dalla nuova attività, ma sarebbe una novità, visto che non ci risulta ci siano dei precedenti.

Chiederemo comunque gli atti autorizzativi per verifica e controllo e speriamo sia tutto in regola: che nessun politico abbia dato autorizzazioni “farlocche” e che la Polizia Locale non sia stata in alcun modo condizionata.

Spiacerebbe che un imprenditore, spinto da sano spirito propositivo, dovesse poi ripristinare/sgomberare lo spazio occupato o dovesse prendere una multa.

L’obiettivo nostro è rispettare il lavoro ed i diritti di tutti, commercianti e cittadini. I Peter Pan esistono solo nelle favole mentre le regole, nel mondo reale, ci sono, vanno rispettate e valgono per tutti. Anche per l’aiuola che c’è…

I nuovi orizzonti

Si scrive “fagitó tou drómou”, si pronuncia: “fagitò tu dromu e significa “cibo della strada”.
Ebbene sì, ancora una volta a Lissone torna lo street food. Stavolta, però, esaurite le stagioni e le regioni italiane, siamo passati alle nazioni europee: questa volta è toccato alla Grecia.

In un weekend cittadino con già in programma la classica “Lisunada 2026” e con la festa del parco inclusivo “Liberi tutti!”, il Comune (o meglio: l’Assessore agli street food) ha pensato di stupirci con un evento nuovo e sorprendente: uno street food internazionale!

Gente non tantissima, prezzi – come sempre – alti e cibo di qualità, per la gioia dell’Assessore che, come altri, sta preparando la propria campagna elettorale. Come l’onnipresente Camarda (con e senza accompagnatori) o come chi fa l’elenco delle opere pubbliche.

Insomma, tutti in vetrina, coi selfie sui social ad esprimere gratitudine e pensieri geniali, commossi e orgogliosi, a seconda della situazione.

E ora che siamo passati dalle regioni alle nazioni, siamo proprio curiosi di sapere a chi toccherà la prossima volta: Francia, Spagna, chissà… D’altra parte, il costo e l’impegno del Comune per questo tipo di eventi è minimo: l’organizzazione, infatti, è in capo a chi propone lo street food.

Allora non resta che andare a mangiare “tipico”, con buona pace dei commercianti locali e di una programmazione che, magari, tenga anche conto di altri eventi previsti nella medesima giornata.

Caro Assessore, buon appetito! Anzi: Kalì òreksi!

La solita minestra

Bisognerà pur dirlo a Gianfilippo Alibrandi – Assessore allo street food perenne – che mangiare sempre la stessa minestra, alla fine stanca. Questo weekend, infatti, Lissone ospitava l’ennesimo street food: solita formula, solita offerta, solita… minestra.

E i lissonesi? In pochissimi sono andati. Venerdì quasi nessuno, sabato pochissimi (e anche infastiditi dai “giovani” che stazionano in piazza Libertà e che la sindaca continua a tollerare), domenica il deserto.

In piazza Libertà i gonfiabili erano troppo a ridosso dell’alzabandiera, i commercianti scontenti e i cittadini stavano altrove, molti nei giardini di piazza IV Novembre, davanti alla Biblioteca. Ciononostante, Alibrandi forse parlerà (ma forse solo a se stesso) di grandi successi e dell’importanza del suo assessorato.

Comunque, qualcuno deve dirglielo: occorre che capisca “ i concetti” e che la sua opera sia maggiormente di indirizzo e di strategia.

Da quando è arrivato, tra i FuoriSalone mancati, le Mascotte imbarazzanti, gli aumenti delle tariffe cimiteriali e gli street food penosi… sarebbe bene che cambiasse la minestra!

A volte ritornano

Ci risiamo. Sabato 17 gennaio l’Assessore allo street food e mercatini “sovracomunali” Alibrandi ci delizierà con una delle sue iniziative: ci riprova con gli ambulanti di Forte dei Marmi. Il mercato – con marchio registrato – arriverà di nuovo in città. Questa volta si svolgerà in via Don Minzoni e limitrofe, che ospiteranno “una boutique a cielo aperto” con orario continuato dalle 8 alle 19.

L’Assessore Alibrandi dovrebbe realizzare che il suo lavoro sarebbe quello di agevolare i commercianti locali, non quello di portare in città nuovi player e competitors. Con lo street food regionale insiste e con iniziative come questa crea di fatto un secondo mercato dell’abbigliamento, in diretta concorrenza con i negozi locali.

Lui, che in Consiglio comunale è sempre molto fiero quando comunica l’apertura di nuovi negozi, tace invece quando in città i negozi scompaiono… Con la fine dell’anno, parecchi sono i negozi che hanno abbassato la saracinesca: ad esempio un’edicola, un bar (2 con quello del Comune), una macelleria… Ma l’Assessore pare non accorgersi. Eppure basterebbe, un pomeriggio, passeggiare in via Loreto e limitrofe, in Piazza Libertà, via Manzoni… Il salotto di Lissone è sempre più in declino.

Ora i commercianti “agevolati” sono quelli che vengono da fuori, quelli locali devono arrangiarsi. Ricordiamo anche che, qualche mese fa, il presidente dell’Associazione dei Commercianti del Centro ha dato le dimissioni.

Insomma, nel prossimo Consiglio comunale Alibrandi ci dirà che noi siamo in malafede, che siamo i soliti criticoni, che i mercatini si facevano anche gli anni scorsi… Vero, ma ricordiamo che non si faceva solo quello: c’erano le feste locali, le iniziative nel centro città, con una scaletta di iniziative programmate e strutturate. Tutte cose che Alibrandi non sa.

Allora tutti pronti sabato 17 per il classico selfie, con buona pace dei commercianti di Lissone.

Le avventure del castoro Lixio

Riprendiamo la storia dell’annunciata mascotte lissonese, il castoro Lixio, che fatica però a farsi vedere e a farsi capire. L’Assessore che sta curando la sua “nascita”, sembra avere la situazione sotto controllo e tranquillizza tutti. Ma noi vorremmo proprio vederlo e vorremmo anche capire che influenza potrà esercitare la Mascotte nei settori commercio-artigianato-piccola industria lissonesi. Magari molto prima della fine della legislatura.

Durante il “Question Time” e in risposta ad una interrogazione dedicata, l’assessore Alibrandi ha anticipato che sarà realizzato un prototipo “0” di Lixio in 3D con una stampante laser. “Magnifico” dirà qualcuno, “conveniente” dirà qualcun altro (circa 350 euro) e solo poi, secondo i desiderata di Borella, dovrà assumere una valenza di richiamo commerciale e di mascotte cittadina “vera”.

Quindi Alibrandi come mastro Geppetto e Lixio come Pinocchio…

Solo dopo la “nascita” del nostro Lixio, potremo forse conoscere il marketing collegato e gli spunti di traino commerciali, con le azioni a supporto del commercio e dell’artigianato, anche della filiera del mobile-design. Intanto, siamo spiacenti per il Geppetto locale Alibrandi ma i negozi chiudono, le saracinesche si abbassano e nella fase “gestazionale” di LIXIO in cui siamo non si muove nulla.

Oltre che a Pinocchio, potremmo anche paragonare la nostra Mascotte al monumento ai caduti per Covid, del quale siamo sempre in attesa ma non c’è più nessuna traccia…

Comunque, staremo a vedere se la fiaba si tramuterà in realtà e se al castoro Lixio, qualora dicesse bugie, si allungherà il naso. Intanto, aspettiamo la Fata dai capelli turchini…

La giostra dei lavori

Dopo la Festa di Lissone (19-20 ottobre) in piazza Mercato (cioè nel Piazzale degli Umiliati) cominceranno i lavori di riqualificazione.
Chi l’ha detto? Chi ha “spoilerato” alla stampa l’inizio dei lavori che – sulla carta – saranno il fiore all’occhiello dell’azione amministrativa della sindaca Borella? Lui, naturalmente, il riferimento della maggioranza, della Sindaca e dei partiti della coalizione che governa Lissone: il consigliere Matteo Lando.

Ah beh, allora stiamo freschi… Allora dopo la Festa di Lissone non comincerà un bel niente. Incuriositi, abbiamo comunque chiesto conferma a chi avrebbe dovuto sapere, ma nessuno ha avuto notizia dell’imminente inizio lavori: facce tra lo stupito e l’imbarazzato. Ma Lando e la Lega non sono nuovi a figuracce (non abbiamo certo dimenticato l’assegno benefico-elettorale mai documentato).

Comunque, per fortuna, fra un mesetto vedremo se i lavori partiranno davvero o se anche questa è una bufala di Lando. Nel caso, potrà sostenere che il vero problema è la sinistra (un classico, utilizzato in ogni occasione) e che i “comunisti” hanno colpito ancora una volta…

A quel punto il consigliere Marco Fossati potrebbe anche affermare che il suo “riferimento” Lando ha solo detto “dopo la Festa di Lissone”, senza però indicare l’anno... E la consigliera Felicia Scaffidi potrebbe leggere un comunicato, preparato da uno degli assessori, di supporto al suo referente…

E il Piazzale del Mercato? Con questi politicanti potrebbe cambiare anche nome, diventando il Piazzale dei “Barlafüs”…

Non ne ho idea!

L’assessore Gianfilippo Alibrandi, imbarazzante ancora una volta. In risposta ad una interrogazione e ad una comunicazione delle minoranze riguardo la famosa mascotte lissonese, “il castoro Lixio”, ha detto tranquillamente che lui non ha idea di quel che sarà il futuro della mascotte…

Ha ringraziato i ragazzi dell’ISS Meroni che l’hanno ideato e ha detto che consegnerà personalmente i premi ai vincitori del concorso, ma non ha saputo rispondere su quali erano le idee e le progettualità iniziali e quali saranno ora gli effettivi ambiti di utilizzo della mascotte,

Con un’imbarazzante sincerità (che gli riconosciamo) ha bellamente affermato che si tratta di un progetto a medio e lungo periodo. 

Tutto ciò, secondo noi, non è accettabile! Non vogliamo che il castoro faccia la fine del monumento COVID, abbandonato “in bozza/prototipo” nell’aiuola di fronte al Comune e senza un futuro certo.

D’altra parte, pare che di idee l’assessore ne abbia proprio poche. Le altre città a noi vicine – come ha detto giustamente il consigliere Nava – sono già impegnate nelle notti d’estate, serate a tema, concerti, negozi aperti e feste. Tutto ciò succede a Monza, Desio, Muggiò… ma non a Lissone.

E intanto Fratelli d’Italia continua a lodare l’operato dell’assessore Giovanni Camarda, ma di Alibrandi nulla dicono…

Povera politica, e povera Mascotte!

L’assessorato allo sbando

L’Assessorato al Commercio Lissonese è ormai allo sbando. In un articolo della scorsa settimana, già avevamo ipotizzato come le recenti dimissioni di Luca Dassi da Presidente di “Lissone Commercia” potessero essere collegate all’incapacità ed alla scarsa conoscenza e consapevolezza del ruolo dell’Assessore e dell’Amministrazione Comunale.

Ora lo stesso ex Presidente, nella sua lettera di dimissioni, molto coraggiosamente, cita fatti e situazioni e dichiara nero su bianco: “Devo constatare che l’assenza di una struttura solida e il continuo operare in condizioni di estrema difficoltà, anche a causa della scarsa contribuzione e collaborazione da parte dell’Amministrazione comunale, rendono ormai insostenibile questo incarico”.

Parole chiare e forti che denunciano come i commercianti, in questi ultimi 2 anni, siano stati lasciati soli (se non addirittura ostacolati) nell’organizzazione di manifestazioni ed eventi.

Lo diciamo da tempo: l’assessore Gianfilippo Alibrandi non è adatto al ruolo di Assessore al Commercio e alle Attività produttive. Speriamo che la sindaca Borella ponga fine a questa imbarazzante pantomima, dove tutti “si vogliono bene” e dove, se si è “amico”, si può anche fallire.

Alibrandi potrebbe lavorare in altri ambiti, tipo allo Sport oppure al Cimitero o al benessere animale. Senza offesa per chi ha questi incarichi, è risaputo che “fanno tutto le associazioni e gli utenti”, praticamente senza necessità di interventi da parte dell’Amministrazione e dell’Assessorato competente, e senza dover costruire relazioni e conoscere ambiti commerciali e produttivi.

Dopo il pessimo Natale, il Fuori Salone ridicolo e ora le dimissioni del Presidente di Lissone Commercia, possiamo ben dire che è ora che vengano presi dei provvedimenti. Questa volta non servirà l’aiuto dei soliti amici Presidenti di altri sodalizi, o altri amici Assessori. Un Sindaco attento deve rendersi conto di ciò che succede e correggere il tiro: nominare qualcun altro o, almeno, cambiargli la poltrona!

Il presidente si dimette (Giornale di Monza – 6 mag 2025)