Un gelso di 200 anni

C’era una volta una pianta di gelso (o “murùn”, in dialetto brianzolo) che aveva la bellezza di 200 anni. Sì, non 2 o 20 ma 200 anni! Si trovava in via Garibaldi al numero 31, a Lissone. Una pianta tipica del nostro territorio, piuttosto bassa, ma che aveva resistito a due guerre mondiali, alle varie capitozzature umane, alle stagioni più rigide, ai forti temporali, a periodi di siccità e ai tanti momenti critici della sua lunga vita…

Usiamo i verbi al passato – e non al presente – perché, nonostante oggi sia ancora lì, a breve potrebbe non esserci più. L’uomo (o la donna) del nostro tempo ha deciso: quella pianta di gelso sarà abbattuta, la legna sarà smaltita o bruciata, i proprietari pagheranno quanto dovuto per l’intervento e sarà tutto finito.

Certo, l’albero ha dei problemi (dicono sia classificato in classe D, cioè da abbattere), forse anche per l’età e per le potature subite nel tempo e sarebbe pericoloso se, durante un temporale o in altra situazione, dovesse cadere del tutto o in parte.

La decisione dei proprietari (pare dopo un lungo dibattito) è stata quella di procedere all’abbattimento, e senza nemmeno la possibilità di ripiantare un altro gelso al suo posto perché – secondo quanto espressamente decretato dagli uffici comunali – lì, un altro gelso, non si può piantare.

Noi pensiamo che si debba far di tutto per cercare di salvare questa pianta: si debba curarlo, nei limiti del possibile, e sostenerlo con opportuna picchettatura per evitare che possa causare danni.

Alcune città a noi vicine sono invece orgogliose dei loro gelsi centenari e hanno regolamenti e progetti per tutelare gli esemplari storici. Ad esempio Agrate (gelso di 400 anni), Giussano (oltre 100 anni), Bellusco (di età non nota) e Monza (un filare di gelsi).

Cerchiamo anche noi di tener vivo questo nostro gelso, pianta tipica e memoria del nostro territorio, spettatore silenzioso di 200 anni di vita lissonese e che ancora dà ombra, ossigeno e ristoro in una zona centrale della nostra città. Visto il clima torrido di questo inizio d’estate e quello che ci si prospetta per il futuro, è importante salvaguardare il (poco) verde che abbiamo a disposizione.

Riteniamo che il verde privato sia anche un bene comune, e per questo effettueremo un accesso agli atti per capirne di più e valutare meglio la situazione.

 

L’arrogante

Si aggiudica il titolo di “Arrogante dell’anno” il nostro Presidente del Consiglio, Roberto Perego. Non è mai successo, infatti, che un Presidente del Consiglio si sia rivolto, denigrandolo ed offendendolo, ad un Consigliere comunale, a microfono, con la prepotenza degli arroganti. A dire il vero, Bob (così lo chiamano gli amici) lo aveva già fatto: in passato, aveva dato dei “tremaculo” ai consiglieri di maggioranza, anche se in quel caso non fu a microfono aperto ma, parlando con la Sindaca, aveva offeso i suoi consiglieri.

Non ci fu una reazione da parte dei “tremacua” in questione, quasi una conferma della definizione, forse anche perché alcuni nemmeno sapevano cosa significasse, in dialetto, quella parola.

In questo caso, invece, Perego ha offeso il capogruppo del Partito democratico, Elio Talarico, ripetendo più volte a gran voce: “Sei un politico dilettante, sei un dilettante!”. Talarico, da molti anni in politica, architetto e insegnante, non ha certo bisogno di una difesa da parte nostra perché ha ottime capacità dialettiche di suo. Ma un Presidente che, in piena assise consiliare, si sveste dal suo essere garante e terzo e si lascia andare a ripetute frasi offensive, non si era mai visto.

Inoltre, con estrema arroganza, il Presidente ha pure rifiutato di concedere a Talarico il “fatto personale”. (Quando un consigliere viene citato, offeso o dileggiato, può chiedere una replica per “fatto personale”). Siamo al paradosso: il “fatto personale” chiesto al Presidente, contro il comportamento del Presidente stesso. E il nostro “Donald brianzolo” ha pensato bene di rifiutarlo perché “non esiste fatto personale, decido io, il Consiglio comunale è terminato” e tutti a casa. Un comportamento inqualificabile.

Forse perché la querelle è nata su una questione che riguardava anche Daniele Fossati, il Consigliere che non parla più nemmeno con il suo socio di lista, proprio lui, Roberto Perego.
Forse perché Daniele Fossati ha osato mettere in dubbio la (contestatissima) scelta della Giunta di posizionare le Giostre della Sagra nel parcheggio della Stazione.
Forse anche perché non riesce più a “controllarlo”. Perego sarebbe un Presidente del Consiglio senza nemmeno un Consigliere di riferimento. E si vocifera, addirittura, che la lista “Lissone in Movimento” nel 2027 scomparirà perché le sue due anime – Daniele Fossati e Roberto Perego – potrebbero andare in due distinte realtà (nuove, o usate sicure).

Insomma, se invece del Sindaco si dovesse votare “l’Arrogante”, tutti saprebbero chi votare, Daniele Fossati, Elio Talarico e tutti noi compresi.

 

Un altro bel pasticcio

Durante il Question Time del 26 giugno, l’assessore allo sport Giovanni Camarda, in risposta alla nostra interrogazione, ha affermato che, poiché la società l’AC Lissone in un comunicato ha preso le distanze dal video pubblicato dalla ZETA MILANO, è tutto a posto.

Tutto a posto un bel niente, caro Assessore. Nel video la Zeta Milano annunciava che avrebbe avuto la disponibilità della struttura sportiva di via dei Platani (di proprietà del Comune di Lissone e in uso all’AC Lissone) in cambio di lavori che sarebbero stati da loro effettuati all’interno del centro sportivo.

L’AC Lissone, dunque, era a conoscenza del progetto e ha concesso il permesso di entrare nel campo sportivo per realizzare il video, garantendo alla Zeta Milano spazi e disponibilità. E di tutto questo il Comune (il proprietario!) non poteva non saperne nulla! Si tratta di un impegno di oltre 1.600.000 euro con ricorsi a mutui e a finanziamento Soci da restituire. Secondo quanto affermato l’altra sera, l’impegno economico verrà invece affrontato da AC Lissone, in cambio della concessione della struttura per 15 anni.

Ci stupisce che l’Assessore e la Giunta non si chiedano come farà un sodalizio dilettantistico a rientrare in 15 anni da un l’investimento così importante che, tra lavori, restituzioni di quote ed interessi, alla fine arriva ad almeno 3.000.000 di euro, secondo i conteggi riportati nella procedura per l’affidamento, con quote annuali di restituzione che variano tra i 90.000 e i 159.500 euro.

E se fra qualche anno, qualcuno darà forfait, a chi toccherà pagare i lavori e le migliorie? Forse al proprietario? Tra l’altro, ricordiamo che, per convenzione, non si possono subaffittare i campi e non si può nemmeno aprire un bar/ristorante aperto al pubblico.

Pensiamo che non si possa e non si debba subordinare la funzione “sociale ed educativa” dello sport, rivolta ai “nostri” ragazzi, a quella del business legato ad un progetto imprenditoriale, sfruttando impianti di proprietà comunale.

Ci spiace che ora AC Lissone avrà qualche problema (per lo meno comunicativo) e bisogna anche che in Giunta ed i Maggioranza, abbiano ben chiari “comportamenti e regole” quando si tratta di un bene pubblico. Un po’ come per l’aiuola di Via Gorizia. Una cosa sono i selfie, altra cosa è la gestione dei beni comunali.

P.S. Tutto questo fino a lunedì 29 giugno, quando ci hanno segnalato l’inizio dei lavori con scavi e movimentazione terra. Ma i lavori, secondo quanto è stato detto venerdì sera, erano subordinati alla positiva conclusione dell’iter in corso con l’Amministrazione comunale. Che sia successo “un miracolo” proprio nel weekend e che, altrettanto miracolosamente, l’impresa fosse disponibile ad iniziare i lavori il lunedì stesso? Oppure era già tutto risolto e deciso e il Consiglio è stato deliberatamente tenuto all’oscuro?
A fronte delle criticità illustrate nella documentazione tecnica e recepite dalla stessa Giunta e in un’ottica di trasparenza e legalità, i nostri consiglieri hanno richiesto un accesso agli atti.

Sono proprio tutti d’accordo?

Sia noi che il Partito democratico avevamo espresso dubbi ed evidenziato problemi legati alla scelta dell’Amministrazione di localizzare le giostre legate alla Sagra patronale nel “parcheggione” della Stazione ferroviaria, lungo la viale Elisa Ancona e poi ancora nel parcheggio a strisce blu in via della Pinacoteca.

Hai voglia a dire che esiste una fascia di rispetto per la presenza dei binari e dei treni in transito (ricordiamo che la stazione ferroviaria di Lissone non è presidiata). Hai voglia a dire che i pendolari, per almeno 10 giorni, non avranno a disposizione i consueti 230 posti auto. Hai voglia a dire che i residenti già si lamentano… Niente da fare, si va avanti dritti e sicuri: è deciso, quest’anno le giostre saranno lì.

Oltre che dubbiosi sui lavori del piazzale degli Umiliati, noi rivendichiamo di essere stati tra i primi ad allertare l’amministrazione che le soluzioni individuate (le giostre ma anche il mercato del lunedì) non erano idonee.

Ma niente, anche quando abbiamo richiesto se fossero state concesse tutte le necessarie autorizzazioni, nessun tentennamento: la maggioranza ha avallato ciecamente tutto ciò che la Giunta aveva già deciso. Come sempre, del resto.

Peccato che, “come un fulmine a ciel sereno”, Daniele Fossati – consigliere di Lissone In Movimento – abbia chiesto di discutere del posizionamento delle giostre.  Non sia mai! Subito redarguito per una richiesta errata e bizzarra.

Lui, uomo di maggioranza (anche se spesso critico, ma non in fase di voto), ha posto un problema ma prontamente il suo compagno di Lista si è affrettato a specificare che la mozione non riporta il simbolo del Movimento ed è quindi da intendersi presentata a titolo personale. In Maggioranza si sono già espressi, la Giunta ha valutato e fatto la sua scelta: problemi per i treni, per i pendolari, per i residenti sono inesistenti o assolutamente sopportabili. 

Vedremo se, ancora una volta, Fossati si farà andar bene le scelte, le motivazioni e gli atteggiamenti arroganti e dispotici di questa Giunta, che commette un errore dietro l’altro ma viene sempre giustificata e difesa.

 

Il perché

Abbiamo già analizzato vari aspetti della riqualificazione del piazzale degli Umiliati (piazza mercato) e abbiamo riflettuto su come questa scelta – importante, affrettata e delicata – sia stata effettuata senza coinvolgimento delle parti, con affidi velocissimi, con inviti dedicati e con querele in fase di istruttoria. Anche la questione della tempistica è stata affrontata, arrivando alla conclusione che l’opera non sarà conclusa entro la fine mandato.

Quest’oggi approfondiamo il PERCHÉ la Giunta si sia imbarcata in un’opera che non potrà mai concludere ma anche il perché, fra tante priorità, abbiano scelto di investire oltre 3milioni e perché proprio durante l’ultimo anno di mandato.

Ovviamente, nessuno ha “la verità”, ma tenteremo di rispondere, secondo il nostro punto di vista.

Durante questi 5 anni di amministrazione, tutte le azioni sono state di conclusione o completamento di opere già finanziate o in corso. Si definisce “continuità tecnico-amministrativa”: le opere in corso vanno concluse, i progetti aperti vanno continuati, i fondi reperiti da altri vanno spesi.

Alcuni esempi: ciclabile via Pacinotti, i lavori del contratto di quartiere, l’ex CPS di via Garibaldi, l’appalto del CDD (tetto e condizionamento), i fondi PNRR al Botticelli e per il “Dopo di noi” di via Leopardi, la ciclabile viale Martiri della Libertà, i lavori attorno al Palazzetto dello sport. Alcune opere sono anche spacciate per risultati, ma sono invece risultati di altri (lavori alla Casa di Riposo, nuovo CPS di Via Don Minzoni portato dalla ATS Monza e Brianza).

Tante opere e azioni hanno quindi un nome ed un cognome, e non è affatto “Giunta Borella”. Serviva allora un’opera importante, visibile, originale, che avrebbe potuto connotare questi 5 anni, senza un passato ingombrante. Il progetto di riqualificazione del piazzale degli Umiliati era un’occasione unica. I fondi? Subito trovati (nonostante il famoso “buco di bilancio”…)

E il tempo? Di quello ce n’era poco, ma si comincia a fare e a parlarne come se fosse già cosa fatta (ricordiamo l’annuncio di Matteo Lando di inizio lavori previsto a ottobre 2025 …). E se le idee sono poche, allora si prende un ottimo studio di architettura, lo si “invita” e si parte. In caso di contestazioni, si querela e chi si mette contro, lo si porta in Tribunale, poi si vedrà.

Ecco allora il PERCHÉ: la riqualificazione del piazzale connoterà il lavoro della Giunta e darà un nome e un cognome a questi 5 anni di amministrazione.

A noi, per ora, resteranno i disservizi per il mercato, le giostre, la viabilità e la gestione dei nuovi spazi. E i problemi non mancheranno: questa è quindi un’eredità critica e complicata da gestire, quasi fosse un “dispetto” per chi verrà poi. Secondo i “rumors” non è affatto detto che l’attuale sindaca Borella rivinca le elezioni né che si ricandidi, viste le tribolazioni della squadra futura, e questo della piazza potrebbe essere il primo grande problema gestionale della futura amministrazione.

Riprenderemo più avanti altre questioni: il COME e il COSA, il QUANDO e la VIABILITA’, il DOVE, la QUERELA. Buona lettura a tutti gli “umiliati”.

 

128.000 inutili scuse

Negli ultimi tempi, a noi è apparso sempre più evidente come il Consiglio comunale sia succube e agli ordini della Giunta Borella. Il Consiglio non “decide” ma “ratifica” le azioni, forse per incapacità, forse per appartenenza di assessori, sicuramente in sfregio alle regole democratiche. I Consiglieri eletti dai cittadini devono solo “obbedire”.

Succede durante il Consiglio del 17 giugno che un importante operatore – per esigenze logistiche conseguenti ai lavori di Pedemontana – chieda di acquisire una parte di terreno comunale (situato tra due suoi insediamenti) in cambio della realizzazione di un camminamento esterno alla proprietà e, come da perizia eseguita, di un indennizzo di 128.000 euro.

Tutte le forze di minoranza hanno dichiarato di essere d’accordo e hanno proposto un emendamento che testualmente diceva “destiniamo le somme che il Comune riceve all’ambito del Bosco Urbano, ad eseguire delle azioni sul verde”. Un impegno aperto, libero rispetto a cosa fare. Un emendamento di buon senso proposto da chi rappresenta il 49% circa degli elettori.

A quel punto, però, alcuni assessori si sono avvicinati ai banchi della maggioranza, evidentemente per dare “l’ordine”. E così è finita come sempre, che la proposte delle minoranze – che hanno pure corretto un errore presente nella delibera – è stata rifiutata. Un trumpismo “de noantri”.

Anche i Consiglieri che spesso ci appaiono più ragionevoli, sono stati muti come pesci, per gli altri non si discute: si vota e si boccia l’emendamento. Certo, la democrazia e le regole ancora una volta sono state rispettate, nella forma. Quella che manca è la sostanza, cioè che il Consiglio possa indicare alla Giunta dove spendere i 128.000 euro.

Da notare anche lo stucchevole tentativo di giustificazione dell’assessora al bilancio Serena Arrigoni che ha sostenuto come quei soldi fossero “indispensabili” per altre finalità. Rimarchiamo allora che, su un Bilancio di oltre 40 milioni di euro, la cifra in questione è irrilevante, era imprevista (perché derivante da una proposta del privato) ed era fuori dal Bilancio già approvato. Era, quindi libera.

Per la cronaca, il provvedimento che consente l’acquisizione del terreno all’azienda è stato votato da tutti, anche senza l’emendamento. Noi compresi, vicini come sempre a chi fa impresa e business sul territorio.

Fino al 2027 le cose andranno così, e per fortuna manca poco. State SERENI…

Un verde benessere

Venerdì 18 giugno è stata discussa in Consiglio comunale la mozione “Piantumazioni a seguito di alberi abbattuti nei giardini delle scuole”, presentata dalla nostra consigliera Monguzzi e sottoscritta da tutte le forze politiche di minoranza. La mozione – che richiama il Regolamento comunale sul verde e il procedimento della Variante al Piano di Governo del Territorio – chiede a Sindaca e Giunta di piantumare i nuovi alberi nelle zone dove sono stati rimossi, in particolare nei giardini delle scuole al fine di creare dei microclimi freschi.

Questa mozione è giunta in Consiglio dopo il percorso dei Consigli comunali dei ragazzi, che hanno posto al centro il BEN-ESSERE DEI BAMBINI. Gli alberi, infatti, aiutano a star bene: producono ossigeno e assorbono CO₂, agiscono come purificatori naturali intercettando le polveri sottili, (prevenendo così asma e bronchite cronica), trattengono l’umidità mitigando il calore e creando un microclima più fresco, riducono l’inquinamento acustico e creano un ambiente piacevole e accogliente per i giochi e le attività dei bambini.

La mozione ha avuto il parere favorevole dell’assessore Rossati e, con un piccolo emendamento, è stata approvata dalla maggioranza. Un grande successo! Raramente si è riusciti a giungere ad un pensiero e ad un impegno condiviso.

Durante la discussione, è stata chiesta in particolare la situazione della scuola Primaria Moro. Da questo inverno, infatti, il giardino – luogo di gioco e ricreazione di più di 300 alunni – è stato in gran parte recintato con un nastro bianco e rosso per motivi di sicurezza e alcuni alberi sono stati marcati con segni di colore rosso e blu. Dopodiché, nessuno è ancora intervenuto.

Tempo fa, l’assessore Bonafè aveva comunicato che lì voleva creare un giardino botanico, ma il progetto è fermo perché deve ancora essere presentato alla Dirigente scolastica per la necessaria condivisione. Nel frattempo, verrà realizzata una recinzione più solida di quella attuale e l’area sarà preclusa per molto tempo.

E allora: altro che costruire microclimi freschi, altro che creare isole di mitigazione del calore, altro che fornire spazi gioco all’aperto per i bambini…

La mozione che era stata approvata poco prima, ribadiva l’importanza degli alberi e del verde per il benessere dei bambini: tutto il Consiglio l’ha votata ma poi l’assessore Bonafè ha tirato dritto per la sua strada…

Ricordiamo che la scuola Moro ha un altro spazio verde, quello che si affaccia su via Ferrucci: uno spazio ora trascurato ma che potrebbe accogliere un giardino botanico e degli orti, come già successo in passato.

Questa scuola ha bisogno di uno spazio verde, bonificato, sicuro, per esperienze di gioco e per esperienze scolastiche. 300 bambini sono molti e il loro BENESSERE ci sta a cuore.

Quando il divertimento diventa un’ordinanza

C’è un modo molto semplice per capire come funziona oggi l’amministrazione a Lissone: basta aspettare. Non una comunicazione, non un confronto, non un passaggio istituzionale. No. Bisogna aspettare e leggere sui giornali o sui social ciò che accadrà sotto casa propria.

È così che cittadini e forze politiche scoprono che, da metà ottobre, il grande parcheggio della stazione — quello utilizzato quotidianamente da oltre duecento pendolari — verrà trasformato in un luna park. Non per un giorno, non per una sera, ma per un periodo stimato di circa due settimane tra montaggio, esercizio e smontaggio.

Una decisione di questa portata, con impatti evidenti su viabilità, sicurezza, qualità della vita e ordine pubblico, è stata presa senza passare dalle commissioni competenti, senza discussione in Consiglio comunale, senza uno straccio di confronto con chi quella zona la vive ogni giorno. Un nuovo capolavoro di arroganza istituzionale, confezionato con la consueta leggerezza.

Perché qui non si tratta solo di metodo — già gravemente carente — ma di sostanza: per i residenti delle vie Luini, Perlasca e Guidoni si prospetta una quotidianità scandita da rumori continui: montaggi metallici all’alba, musica sparata a livelli da concerto permanente, flussi di persone fino a tarda sera, il tutto a pochi metri dalle abitazioni. Una situazione che, a voler essere generosi, si può definire “stressante” e più realisticamente, insostenibile.

Poi c’è il tema della sicurezza: collocare un’area ad alta frequentazione, con bambini e famiglie, a ridosso della ferrovia è già di per sé una scelta discutibile, vista anche la presenza di passaggi diretti dal piazzale al marciapiede del binario 1. E chissà, forse Trenitalia o RFI avrebbero qualcosa da dire in proposito.

Prevedere una manifestazione di forte richiamo come le giostre lissonesi in un contesto urbano che da anni convive con problemi di degrado, risse, furti e bivacchi — più volte segnalati e mai affrontati seriamente — significa aggiungere criticità a criticità. Le telecamere più volte richieste? Nulla. Quelle richieste per analoghi problemi nel quartiere Giotto? Concesse, approvate e già in fase di realizzazione. Due quartieri, stessi problemi, ma una sola differenza: le risposte dell’amministrazione.

Come se non bastasse, il parcheggio della stazione verrà sottratto ai pendolari, che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro e il risultato è facilmente prevedibile: un’invasione delle vie limitrofe, attualmente già sature, con residenti costretti a girovagare alla ricerca di un introvabile parcheggio. Un perfetto effetto domino del disagio. Tutto questo, vale la pena ricordarlo, senza un confronto pubblico, senza una delibera discussa, senza la minima condivisione.

Ci si chiede allora se esista ancora un’idea di città che metta al centro i cittadini, o se ormai la logica sia quella dell’atto calato dall’alto, da apprendere passivamente e subire con disciplina. Perché qui non siamo di fronte a un semplice spostamento logistico: siamo di fronte a un modello decisionale che considera il territorio una scacchiera muta e i residenti pedine senza voce.

Sia chiaro: nessuno mette in discussione il valore delle tradizioni, delle feste, delle giostre tanto amate dai lissonesi. Il punto è un altro: è il rispetto per chi vive i luoghi, per chi lavora, per chi ogni giorno contribuisce a tenere viva questa città. A Lissone, invece, sembra valere un principio diverso: prima si decide, poi – forse – si spiega. Spesso, nemmeno quello.

Nel frattempo, ai cittadini non resta che prepararsi: non a una festa, ma a una prova di resistenza e magari, tra una giostra e l’altra, ricordarsi che il rumore più fastidioso non sarà quello della musica ma quello, assordante, del silenzio istituzionale.

Si comincia!

Come ci informano gli articoli apparsi lo scorso fine settimana sulla stampa locale, inizieranno a breve i lavori per la riqualificazione del piazzale degli Umiliati, meglio conosciuto come “piazza del mercato”. Critiche, perplessità, considerazioni negative e anche imprecazioni, a fronte di giustificazioni debolissime. Queste le reazioni che abbiamo letto sui social, reazioni che supportano ciò che da tempo anche noi sosteniamo: così com’è, il progetto non va bene né nei modi né nei tempi..

Purtroppo, ora non si può rimediare più a nulla. L’opera – che per ora è sulla carta – è basata su un progetto assegnato con invito ad un unico Studio (tra le centinaia presenti a Milano), con un bando assegnato in una ridottissima finestra temporale (30 giorni, dei quali 17 lavorativi) con una spesa per le casse comunali di 3 milioni di euro. Tutto in regola, ci mancherebbe!

Il fatto è che la riqualificazione non sarà certamente terminata entro la conclusione dell’attuale mandato elettorale, e questo a noi è stato chiaro fin da subito: bastava fare i conti dei tempi tecnici e degli eventuali (ma purtroppo immancabili) contrattempi e imprevisti.

Ma nonostante tutto l’amministrazione Borella (coi suoi fedeli scudieri Carraretto e Bonafè in prima e seconda fila) ha deciso di impegnare risorse e personale su un progetto che non riuscirà a consegnare alla città e che si preannuncia carico di criticità, che verranno lasciate “in eredità” a chi amministrerà nel prossimo quinquennio.

In breve: il mercato sarà trasferito in zona via Bernasconi per oltre un anno (i residenti hanno già espresso qualche malumore e lo hanno scritto senza mezzi termini), le giostre della festa patronale andranno ad occupare il parcheggione della stazione (230 posti auto) per almeno 10 giorni, per la gioia dei pendolari. Ci sono poi anche perplessità sulla realizzazione di tre piccole costruzioni (70 mq l’una) che ospiteranno un bar, un locale tecnico con il materiale della nuova piazza e un ufficio per la gestione dei commercianti ambulanti, realizzata della Polizia locale. Per finire, è prevista la chiusura del transito viabilistico su via Volturno.

Politici con reale conoscenza del territorio e cittadini di buon senso hanno già “bocciato” il progetto.Altre sono le priorità” si sente dire: strade, marciapiedi, pulizia, abbattimento di barriere architettoniche, progetti diversi…

Se l’obiettivo della sindaca Borella era che del nuovo piazzale degli Umiliati se ne parlasse, riuscirà sicuramente nel suo intento, ma sicuramente non nel modo in cui immaginava… e questo, per oltre 3 milioni di motivi!

Lissone, il Comune conferma lo spostamento di luna park e fiera per la patronale: «Il piazzale degli Umiliati è da riqualificare» (IlCittadinoMB.it – 15 giu 2026)

Risultato o alibi (Listonelistacivica.it – 6 mar 2026)
E querela fu (Listonelistacivica.it – 27 feb 2026)
L’opera principe (Listonelistacivica.it – 4 feb 2026)
Il piazzale degli umiliati (Listonelistacivica.it  – 17 feb 2025)

Question Time del 26 giugno

In occasione del Question Time del 26 giugno, la nostra Lista civica ha presentato 4 domande all’Amministrazione Borella. Gli argomenti delle nostre interrogazioni spesso hanno origine da domande e richieste di informazioni che pervengono al Listone e ai suoi Consiglieri; da queste si prende spunto per formulare le domande per il Question Time.

A noi, in quanto “minoranza”, poco viene detto riguardo a scelte, decisioni e criticità e il Question Time diventa quindi uno strumento fondamentale per avere informazioni e risposte. In questo modo, l’Amministrazione, tra un selfie e l’altro, “deve” rispondere, volente o nolente.

In passato, c’era più tempo per un confronto; ad esempio, all’inizio di ogni Consiglio comunale, durante lo spazio delle “Comunicazioni”. Ora, dopo le modifiche volute e sostenute dal Presidente Perego (che ha concesso solo 3 minuti e poi 1 solo di replica) i tempi a disposizione di ogni Consigliere si sono ridotti ed è difficile riuscire a sviluppare un ragionamento.

Comunque, anticipiamo qui i titoli delle interrogazioni presentate dal Listone e alle quali sarà data risposta (più o meno soddisfacente…) il 26 giugno durante il Question Time.

–  Centro sportivo di proprietà comunale in comodato ad A.C. Lissone (assessore: Camarda)

–  Centro sportivo di proprietà comunale in comodato a Pro Lissone Calcio (assessore: Camarda)

Cimitero: funzionamento App per la ricerca dei defunti (luogo di sepoltura) e controllo accesso autovetture (assessore: Alibrandi)

Nuova aiuola in via Origo angolo via Gorizia (assessore: Camarda)

Siamo sicuri che anche questa volta ne sentiremo delle belle…

Se poi qualcuno avesse temi o argomenti da proporre per il prossimo Question Time, può scriverci a info@listonelistacivica.it