A Lissone, sotto le stelle

Inizia lunedì 15 giugno la nuova rassegna “CINEMA SOTTO LE STELLE”, edizione 2026. È questa l’ottava edizione di una iniziativa voluta e proposta per la prima volta dall’Amministrazione Monguzzi, che consente di trascorrere serate piacevoli, in compagnia, e che sin dalla sua presentazione, ha ricevuto consensi e conferme. In un tempo in cui la memoria richiama solo negatività verso “chi c’era prima”, constatiamo invece come la scelta fatta allora sia stata visionaria e attuale.

La rassegna può contare su un pubblico attento e affezionato e su chi ha voglia di cultura o spensierata leggerezza: ce n’è per ogni esigenza.

Tutto è pronto: l’appuntamento è nel cortile della Scuola professionale E.C.Fo.P. (ex Oratorio maschile in via Don Colnaghi) con inizio alle 21:30. In caso di maltempo, la proiezione avverrà sotto i portici a lato del cortile. Come è giusto che sia, i prezzi sono contenuti e sostenibili (€ 3,50 l’ingresso, tranne che per la prima proiezione a € 5,00).

Dal 15 giugno al 20 luglio, quindi, tutti al cinema, ma SOTTO LE STELLE!

Sotto le stelle 2026

Il governo dei ragazzi

Nei prossimi giorni si svolgeranno a Lissone due “Consigli comunali delle ragazze e dei ragazzi”: mercoledì 13 per le scuole secondarie e martedì 19 per le primarie. Continua, anno dopo anno, questa ottima iniziativa fortemente voluta dalla ex Sindaca Monguzzi, nata per coinvolgere, far conoscere ai ragazzi la loro città e dar loro modo di impegnarsi per proporre progetti e alternative.

È questo un importante momento di contatto e di dialogo con il mondo degli adulti e con la cosa pubblica, che ha sempre dato buoni risultati. Senza essere influenzati dai comportamenti di certi “grandi”, i pensieri e le proposte dei ragazzi sono spesso concrete, pulite, senza sovrastrutture o preconcetti. Se un’idea è buona, si lavora insieme per portarla avanti.

Sarebbe bello un mondo governato con la trasparenza e la semplicità dei nostri ragazzi.

In passato, abbiamo visto, nel volto e nelle parole, lo stupore e l’emozione di chi entra per la prima volta nella Sala consiliare per presentare il proprio lavoro, progetti che di solito sono un misto di semplicità e funzionalità.

Il tema di quest’anno è il “Ben-Essere”, tema sul quale hanno lavorato gli alunni nel corso dell’anno scolastico 2025-2026. L’ordine del giorno prevede quindi la discussione e la riflessione su tutte quelle azioni che favoriscono il benessere, l’inclusione e la solidarietà.

Non sarà possibile partecipare di persona ai lavori ma solo in streaming, al solito link: https://lissone.consiglicloud.it/home

Benvenuti ragazzi, sappiate che “i grandi” (anagraficamente parlando) vi ammirano molto e ripongono in voi molte speranze. Buon lavoro!

CC ragazzi 2026

Cara sindaca ti scrivo…

Sono Giulio, ero un ragazzo italiano di 28 anni, ero un dottorando dell’Università di Cambridge e nel 2016, al Cairo, mi hanno prima sequestrato, poi torturato e poi, alla fine, ucciso.

Della mia morte nessuno in Italia sa ancora la verità. Il nostro Paese, la mia famiglia, milioni di italiani aspettano e sperano che finalmente si sappia cosa è successo e chi mi ha rapito, torturato e ucciso.

Sono trascorsi 10 anni e “mi hanno detto” che la sua Amministrazione ha arrotolato e “archiviato” lo striscione con la scritta “VERITÀ PER GIULIO REGENI”. Era affisso sulla Biblioteca comunale – luogo di cultura, di formazione, di scambio e di incontro – ed è stato tolto per far posto ad un altro striscione che pubblicizza un’iniziativa del FuoriSalone..

Cara Sindaca (mi permetto di darti del tu, penso di averne il diritto), penso che tu abbia proprio sbagliato: prima a farlo rimuovere e poi anche a non intervenire subito per correggere l’errore. “Mi dicono” che c’è stata discussione su questo, in Consiglio comunale: tu sorda, ferma e addirittura offesa dalla presentazione dell’Ordine del giorno che ne chiedeva il ripristino.

Offesa, ma non una parola sull’intenzione di esporre di nuovo lo striscione; se non subito, magari al termine del FuoriSalone. Dagli interventi dei tuoi “uomini di punta”, invece, sembrava trasparire la volontà –  anche a mostra conclusa – di lasciare “arrotolata” la richiesta di verità legata alla mia morte. “Vedremo poi cosa fare…” non esprime esattamente la volontà di riparare ad una “leggerezza” (come è stata definita con un eufemismo la rimozione dello striscione).

Il mio striscione è un po’ come una “pietra di inciampo”: una memoria e un monito per il futuro. Ti invito a riflettere, ad usare il buon senso e, soprattutto, ad essere la Sindaca di tutti, anche la mi sindaca, visto che sei un’istituzione della Repubblica. Per governare serve lungimiranza, empatia e anche saper tener nel giusto conto le diverse sensibilità. Immagino che moltissimi lissonesi non siano per nulla d’accordo con la rimozione (temporanea o addirittura definitiva) dello striscione giallo di Amnesty International che invoca verità e giustizia per la mia sorte.

Cara Sindaca, penso che chi ha “arrotolato” lo striscione abbia scritto una brutta pagina della storia di Lissone, e chi accetta in silenzio fa ancora peggio. E, come mi dicono si usi dire da voi, “tanto ti dovevo”.

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Lo striscione sul Palazzo della Biblioteca è un simbolo, e come tale ribadisce l’impegno per la ricerca della verità, la responsabilità di lottare contro  torture e sevizie disumane, la vicinanza ai giovani che con tenacia e passione desiderano e lottano per la giustizia.

PS: Agli affezionati lettori di maggioranza, precisiamo che quella sopra è una lettera “non scritta di pugno”.

Lissone ha memoria

Per commemorare le vittime del nazifascismo, il 16 dicembre 1992 l’artista tedesco Gunter Demnig posò la prima “pietra d’inciampo” a Colonia, in Germania. Questo gesto è stato poi ripreso in tutta Europa e ad oggi sono oltre 75.000 le pietre posate, in 26 paesi. 

Dal 2019, i comuni di Lissone, Cesano Maderno e Desio hanno promosso e realizzato, anche in provincia di Monza e Brianza, la posa delle “Pietre di Inciampo” in occasione della Giornata della Memoria. Sono piccole targhe d’ottone con inciso nome, cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e di morte.

A Lissone, ieri abbiamo ricordato e commemorato il lissonese Fernando Cassamagnago, classe 1924, residente in via Mazzini al n. 6, dove è stata posata la “sua” pietra. Una pietra che causa un “inciampo” emotivo e mentale, per ricordare e scongiurare altre deportazioni, divisioni, uccisioni.

Ora a Lissone sono 7 le pietre posate per “farci memoria”: sono dedicate a nostri concittadini Mario Bettega, Attilio Mazzi, Gian Franco De Capitani Da Vimercate, Giulio Colzani, Aldo Fumagalli, Ambrogio Avvoi e ora anche a Fernando Cassamagnago.

Ieri è stato davvero emozionante ascoltare musiche e poesie di quel tempo. Importante e significativo il discorso del Presidente di ANPI che sosteneva quanto siano pericolose situazioni e comportamenti che, ai giorni nostri, ancora possiamo constatare. Prepotenza, arroganza e prevaricazione verbale, fattuale e fisica. Significativi anche i messaggi della Sindaca e di Don Marco, più improntati ai valori della convivenza e dell’aiuto reciproco.

I ragazzi, i cittadini e le maestranze lissonesi hanno così commemorato la Giornata della Memoria. Vi invitiamo ad andare a “salutare” il Fernando: lui, ragazzo poco più che ventenne, merita il nostro passaggio e il nostro “inciampo”. Guai a perdere la memoria, guai a perdere la speranza. La memoria è parte integrante del nostro presente e del nostro futuro.

Lissone - Pietra d'inciampo      Lissone - Pietra d'inciampo

Cordiali saluti!

Abbiamo letto con interesse sul Cittadino l’anticipazione, a firma del Direttore Marco Pirola, delle dimissioni di Carolina Minotti, assessora a Istruzione, Asili nido, Formazione professionale, Alternanza scuola-lavoro, Cultura, Pari Opportunità.

Il Direttore ci racconta come – il prossimo 7 novembre – lascerà l’incarico, saluterà la sua amica Laura Borella e l’intero gruppo di Forza Italia. Avrà una nuova voce da inserire nel suo curriculum e troverà di sicuro altre occupazioni: dopotutto, è pur sempre la moglie del Sindaco di Carate. Di sicuro. Lissone non perde molto: le sue potenzialità sono rimaste – secondo noi – inespresse mentre i proclami – quelli sì – non sono mancati.

Ora, sempre il ben informato Pirola “spoilera” addirittura il nome della sua sostituta: una donna, della stessa corrente di Carolina (e di Bonafe’, di Carraretto, di Faletra e di Volpe…). Insomma, pare che non ci sarà alcuna “sorpresona”. Spiace però constatare che – ancora una volta – la competenza sarà un optional, una cosa secondaria rispetto all’amicizia, all’appartenenza, alla nomenclatura vip.

Ora vedremo se veramente il 7 novembre Carolina lascerà l’assessorato e se la sindaca Laura Borella nominerà “chi deve”, secondo i desiderata di Forza Italia. Intanto, in prospettiva del 2027, già si annuncia qualche spostamento di casacca clamoroso…

L’assessore Minotti si dimette divisa tra pannolini e Consiglio (IlCittadinoMB – 01-nov-2025)

Il Listone al presidio per Gaza

Sabato pomeriggio, a Vimercate, circa 400 persone hanno partecipato al presidio per chiedere la fine della guerra a Gaza e la difesa del diritto all’esistenza del popolo palestinese. Anche Lissone era presente con una delegazione di amministratori locali della minoranza, a testimonianza della vicinanza e della solidarietà.

Sul palco si sono alternati diversi interventi significativi, tra gli altri:

  • Francesco Cereda, sindaco di Vimercate, ha sottolineato che “Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome: quello che sta accadendo è un genocidio.”
  • Alfredo Somoza, giornalista e docente universitario, ha offerto una lettura storica del conflitto israelo-palestinese, richiamando le responsabilità della comunità internazionale.
  • Viviana Dimarco, dell’associazione Donne e Diritti-Arci Motta di Vimercate, ha ricordato l’impegno delle associazioni locali per mantenere viva l’attenzione sulla tragedia umanitaria.
  • Rappresentanti del MIR Italia – Movimento Internazionale della Riconciliazione hanno ribadito il valore della nonviolenza come unico strumento credibile di costruzione della pace.

Il presidio di Vimercate si inserisce in un percorso di mobilitazione che ha visto, nei mesi scorsi, il presidio di Lissone Pentole e campane per Gaza, la maestosa fiaccolata da Muggiò a Nova e il presidio organizzato dalla CGIL a Monza, dove il segretario Palvarini ha affermato che “l’indignazione deve diventare collettiva”.

Al termine della manifestazione, abbiamo visitato nella biblioteca civica la mostra fotografica “C’era una volta Gaza”, con i toccanti scatti di Paolo Trainito dedicati alla vita quotidiana dei giovani palestinesi prima dell’aggravarsi del conflitto. In questa occasione, oltre ad Alfredo Somoza, è intervenuta Meri Calvelli, cooperante in Palestina e Rappresentante Paese per l’Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS), che ha portato la sua testimonianza diretta di lavoro e solidarietà sul campo.

“Il Listone” ribadisce il proprio impegno a dare voce a chi chiede pace, giustizia e rispetto dei diritti umani: la partecipazione alle iniziative di piazza resta uno strumento essenziale per non rimanere in silenzio davanti alle tragedie del nostro tempo.

Vimercate, in 300 in piazza per chiedere il cessate il fuoco a Gaza (MBnews.it – 14 set 2025)

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La retorica a senso unico

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Lissone, la consigliera Felicia Lella Scaffidi ha rivolto ai consiglieri di opposizione una domanda memorabile: «Voi avete mai partorito?». Un interrogativo così profondo da far tremare perfino la ginecologia… Ma il contesto, come spesso accade, era molto più semplice: si stavano sollevando legittime osservazioni sull’assenza prolungata dell’assessora Minotti, che non ha partecipato a numerose sedute di Consiglio, sebbene da mesi sia possibile intervenire anche da remoto, proprio grazie a una modifica al regolamento voluta dalla maggioranza.

Nulla a che vedere, dunque, con la maternità o con il rispetto che essa merita. Si trattava di un normale momento di confronto politico. Ma è bastata la parola “assenza” perché si scatenasse l’indignazione prefabbricata. E così, a seduta conclusa, è arrivato anche il post su Facebook della consigliera Scaffidi: una piccata rivendicazione del diritto alla maternità — che, va ribadito, nessuno aveva messo in discussione — e un’accusa al consigliere Talarico da parte della stessa assessora Minotti, reo – a suo dire – di trattare le donne come “fattrici”. Un’espressione decisamente fuori luogo, infilata a forza in un dibattito dove nessuno, prima di lei, ne aveva fatto menzione.

A difesa dell’assessora, la consigliera Scaffidi ha dunque brandito la maternità come clava politica. Lo ha fatto nel ruolo di madre, come ci ha tenuto a sottolineare, scambiando però l’esperienza personale per argomento istituzionale. E, in questo clima di indignazione autoreferenziale, ha rilanciato: «Chi davvero comprende questo momento, sa quanto sia inaccettabile ridurlo a motivo di polemica politica.».

Appunto. E invece lo si è ridotto esattamente a questo: uno scudo narrativo per sottrarsi al confronto sui doveri istituzionali. Anche perché nessuno ha chiesto all’assessora di trascurare sua figlia. Ma ci si poteva almeno aspettare una mail, una connessione Zoom, o il rispetto delle minime forme di comunicazione con i colleghi.

Ricordiamo che fu proprio la stessa maggioranza a introdurre la possibilità di collegarsi da remoto. Ma evidentemente, partorire dà diritto al silenzio. Criticarlo, invece, significa essere maschi insensibili.

Del resto, dalla stessa consigliera che, tempo fa, ci regalò il paragone tra amici gay e “normodotati”, forse non potevamo aspettarci molto di più.

Per quest’anno non cambiare…

Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia e stesso mare”… Bei tempi, quando si cantava così, in moto sulla mitica Vespa, in Versilia e in altre località popolate dai “VIP” dell’epoca.

Ma come mai questo riferimento a vacanze e ombrelloni? Semplice: dalle colonne del Cittadino, il direttore Marco Pirola scrive come in Giunta, nei giorni scorsi, tra l’assessore Carolina Minotti e la sindaca Laura Borella si sia consumata un’accesa discussione, con tanto di richiesta (sdegnosamente respinta) di dimissioni.

Probabilmente la Sindaca avrà richiesto maggiore impegno e presenza ma l’assessore Minotti sa di essere al sicuro sotto “l’ombrellone politico” di Forza Italia.

Nessuno oserà scalzare la moglie del Coordinatore provinciale di Forza Italia, anche se, dopo la disfatta di Desio e con Forza Italia scomparsa dal Consiglio comunale, Luca Veggian non ha più la nomea di “enfant prodige” come un tempo.

E infatti lei starà lì, bella fresca, come in spiaggia. Assente ma ben affrancata alla poltrona lissonese. E Veggian, pure, starà lì perché si sa che a Lissone “comandano” altri . E’ il codice cencelliano, anche, provinciale.

E comunque, visto chi circola nel partito, non vorremmo che capitasse qualche investitura sovracomunale… tipo il neo forzista Simone Gargiulo,  che  potrebbe prendere in mano le redini.

Eh no, sarebbe veramente troppo; che non venga messo  a Lissone! A quel punto sarebbe molto meglio l’assenteista sotto l’ombrellone…

Cambio in redazione

Diamo oggi un doveroso saluto ad Omar Porro, giornalista, e fino a ieri in forza al Giornale di Monza.

Sempre disponibile e grande conoscitore delle dinamiche cittadine, politiche e sociali lissonesi, per noi è sempre stato una certezza. Con articoli equilibrati e super partes, è una memoria storica della nostra città, una memoria che purtroppo si sta via via perdendo. Nonostante l’impegno, gli articoli di altri giornalisti locali non hanno il livello e la qualità di quelli firmati “poo”

Come mini-redazione di questo sito, siamo dispiaciuti di non poter più contare sui suoi articoli e resoconti ma gli facciamo i nostri auguri per il nuovo percorso lavorativo. In bocca al lupo anche al Giornale di Monza, che ogni martedì riporta ai lissonesi notizie, approfondimenti, cronaca, criticità e peculiarità.

Grazie Omar, e buon lavoro! 

Povero MoVE

Nei mesi scorsi il Consigliere Omar Foligno lo aveva detto: “Bisogna ripulire il MoVE“, riferendosi all’installazione posta in via Carducci, all’imbocco della S36. Il MoVE è una costruzione artistica in legno che segna l’ingresso in città per chi proviene dalla Valassina e che nel passato (prima del COVID) aveva ospitato iniziative culturali e didattiche. Ma all’amministrazione Borella, e ai suoi Consiglieri, quella installazione non è mai piaciuta né mai è stata capita.

Purtroppo, sabato 24 maggio, verso le 23, il nostro MoVE è andato a fuoco. I Vigili del Fuoco di Monza sono riusciti a spegnere l’incendio, ma non senza fatica, a causa della presenza, all’interno, di rifiuti e cartoni che ha contribuito ad alimentare il rogo di una struttura in legno, aperta… In pratica, una torcia.

Povero MoVE, ne ha sentite e passate tante, compreso l’isolamento da COVID, ma non ha retto alla trascuratezza e all’abbandono decretato dalla Giunta Borella.

Ora partiranno le accuse alla mancanza di senso civico, al caso, alla sfortuna o ad altro. Come ha anticipato mesi fa il Consigliere (ex di maggioranza) Foligno, una fine del genere poteva essere prevedibile.

Ma così vanno le cose ora: tutto è preso “alla leggera”; figurarsi se c’è da preoccuparsi per una installazione della quale i nostri amministratori nulla sanno e nulla vogliono sapere. A noi piace ricordarlo così, come lo vedete in copertina; poi vedremo che fine faranno fare a ciò che resta del MoVE. Qualche idea noi ce l’abbiamo…

Fiamme nella notte a Lissone: a fuoco la torre artistica del MoVe (MBNews.it – 24 mag 2025)