Che forza!

Bisogna ammetterlo: il nostro Sindaco è veramente una forza della natura! Dall’inizio della pandemia, ha continuato incessantemente – e con un impegno certo non comune – a fare tutto ciò che è in suo potere per affrontare e risolvere nel migliore dei modi tutte le questioni (e non sono state certo poche…) che le si sono presentate in questi mesi difficili.

Azione, informazione, collaborazione, presidio ed aiuto. Prima l’organizzazione – assieme agli uffici – di nuovi servizi richiesti dall’emergenza Covid, poi i presìdi, con la Polizia Locale. Abbiamo visto implementare servizi di aiuto economici, sociale e assistenziali per i cittadini lissonesi, coordinare il numeroso volontariato lissonese (Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Auser, Carabinieri…), senza dimenticare la tutela dei dipendenti comunali e di tutti i cittadini con la chiusura di zone critiche (cimitero, giardini pubblici, aree cani…) tese a proteggerci.

C’è stato anche il non semplice lavoro di coordinamento con Ats, Provincia, Comune e l’analisi, l’attuazione e l’efficace comunicazione alla cittadinanza via web dei numerosi provvedimenti governativi e regionali che si sono succeduti in questi mesi.

Oltre otto mesi di tale lavoro richiedono una determinazione, un impegno e una resistenza notevole, sicuramente non comune. Più che mai in questo momento, noi la sosteniamo e la ringraziamo per tutto quello che sta facendo e per l’esempio che ci dà.

E, speriamo, che tutti assieme ce la faremo.

Aiutiamo chi ci aiuta

Vogliamo oggi diffondere un appello che la Croce Verde Lissonese ha lanciato poche ore fa. Comunica infatti una loro volontaria che la Croce Verde ha “urgente bisogno di mascherine, guanti, visiere, tute ad alta protezione, ossigeno, prodotti per la sanificazione e tanto altro.” Sono state già spese circa 75.000 euro per acquistare questi prodotti, ma ne servono ancora molti altri, poiché migliaia di unità sono state utilizzate per i soccorsi degli ultimi mesi.

Il Listone invita tutti i cittadini a dare un aiuto alla Croce Verde, contribuendo con una “piccola o grande donazione” a questo link:

SOS Croce Verde lissonese Onlus (GoFoundMe.com)

Il Sindaco Concetta Monguzzi e la Giunta lo sanno bene: Protezione civile, Vigili del Fuoco, Croce Verde, Alpini, Carabinieri in congedo, Auser e altri, sono sinonimo di aiuto concreto e pronto supporto per tutti. E anche tutti noi abbiamo potuto vedere e apprezzare l’impegno e la dedizione dei loro volontari (e non dimentichiamolo, sono volontari!) questa primavera, durante la prima ondata di Covid.

Ognuno di noi può dare, nel suo piccolo, un aiuto prezioso: diamo una mano alle associazioni e in questo caso rispondiamo all’appello della Croce Verde Lissonese, sempre in prima fila per soccorrere ed aiutare i cittadini.

Cronache di un ‘caso’

In questi giorni è difficile parlare di qualcosa che non sia correlato alla situazione pandemica del nostro paese e in particolare della nostra Brianza. Ciascuno ha la propria esperienza, più o meno drammatica, e ciascuno vive con sensibilità diverse questi giorni difficili. E allora noi oggi vi proponiamo il contributo di un nostro lettore.

“Eccomi. Instancabile lavoratore nel sociale, appartenente alla generazione “nel mezzo del cammin di nostra vita“, tanto per citare Dante. Sono un “caso”. Un “individuo positivo” e ai Tg locali e nazionali è tutto un parlare di me e delle mie condizioni: febbre, tosse, dolori articolari, con l’aggravante di non costituire una sintomatologia prevedibile. Certi giorni, infatti, pare andar meglio mentre altri l’oppressione al petto mi ricorda che non è, come dicono in tanti “come un’influenza qualsiasi”.

È proprio a queste persone che desidero rivolgermi, senza polemica alcuna, e desidero anche parlare a tutti coloro che vivono nella nostra città, a chi ha figli in didattica a distanza, a chi ha genitori anziani, a chi ha nipotini all’asilo ai quali bada ogni pomeriggio: siate prudenti!

Ammalarsi oggigiorno nella nostra Provincia non è difficile, pur usando i dpi e uscendo solo per recarsi al lavoro o a fare la spesa; i medici di base sono oberati, i tamponi si eseguono con solerzia solo in caso di più sintomi concomitanti, il tracciamento degli asintomatici è pressoché nullo e, come se non bastasse, a ciò si aggiunge il fatto che non sempre durante il tragitto sui mezzi si riesca a ridurre il rischio contagio.

Attenzione, allora, in quanto ammalarsi è facile soprattutto perché c’è chi minimizza, chi non ci crede, chi rischia e mette a rischio la comunità adducendo a una fantomatica riduzione delle libertà.

Sono un “caso positivo ” che non si ammalava da anni e che vuole approfittare del fatto che le persone stanno cominciando – anche i più ritrosi – a capire che, dietro alla parola “casi”, ci sono nomi, vite, amicizie.

Siate prudenti, io lo sono stato ma non è bastato, evidentemente, e adesso sto qui, col dolore al petto e la voglia di uscirne presto, e un messaggio urgente in testa: siate prudenti e vigili, solo così andrà tutto bene”.

 

Il lockdown, a Lissone

Ce lo aspettavamo: la Lombardia tutta (e quindi anche la nostra città) è stata classificata “zona ad alta criticità di contagio”; rientriamo quindi all’interno della fatidica ZONA ROSSA. E cosa cambia per noi da oggi, 06 novembre 2020? Tantissimo, ci verrebbe da dire.

Brevemente: per prima cosa non ci si può spostare da casa se non per validi e autocertificati seri motivi (salute, lavoro, necessità inderogabile). Sono CHIUSI bar, pasticcerie, pub, discoteche e ristoranti (tranne che per l’asporto e la consegna a domicilio) e sono sospese anche le attività di estetisti (ma non parrucchieri). Chiusi anche il nostro Museo, la biblioteca, le palestre, i teatri, sale bingo, scommesse e slot machine.

Restano invece APERTI negozi di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie; per i servizi alla persona, invece, sono aperti i parrucchieri, i barbieri, le lavanderie e restano aperti le Chiese, il Cimitero, la piattaforma ecologica e il Comune (ma solo per servizi inderogabili e su prenotazione), così come le attività artigianali e produttive, i servizi assicurativi finanziari e le banche

La Giunta lissonese si è subito attivata per evitare ulteriori problematiche ai cittadini in smart working o in quarantena, sospendendo sia la sosta a pagamento (strisce blu) che il divieto di sosta per il lavaggio strade. Ma non solo: ha disposto tempestivamente lo smart working per gli addetti del Comune, garantendo così sicurezza ad operatori ed utenti. Sono tornate le iniziative per la consegna a domicilio della spesa e dei farmaci ai lissonesi e sono stati messi a disposizione 3 strutture comunali per la gestione in sicurezza delle vaccinazioni anti influenzali.

Insomma, l’Amministrazione c’è, si è già mossa e continuerà a farlo incessantemente, cercando sempre di fornire risposte e soluzioni precise e puntuali.

A volte viene un po’ distratta dai consiglieri di minoranza, che sembrano essere poco consci dell’emergenza in corso; ad esempio, abbiamo letto sui social che il 5Stelle Piermarco Fossati (davvero più unico che raro) ha scritto al Sindaco e Comandante della Polizia locale per proporre la sospensione della sosta a pagamento: ma non ce n’era bisogno, visto che già in occasione nel precedente lockdown le strisce blu erano state abolite. Comunque il tentativo è stato pregevole, seppur vano.

Video di aggiornamento del Sindaco Concetta Monguzzi (5 nov 2020 – durata 4’55”)

Aiuti economici, Lissone c’è

È scaduto lo scorso 30 settembre il termine per presentare le domande per il contributo a fondo perduto predisposto dal Comune di Lissone a sostegno degli operatori del tessuto economico locale per i disagi subiti a seguito dell’emergenza Covid-19. Le domande pervenute sono state circa 300, a fronte delle oltre 2.000 micro imprese che, sulla carta, avrebbero potuto richiedere tale contributo.

Ad oggi sono state evase circa 230 richieste (per un totale di 115mila euro) e le restanti verranno liquidate a breve, con una proiezione di spesa per il Comune di Lissone di circa 170mila euro. Le attività che maggiormente hanno beneficiato di questo contributo sono stati bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e attività di commercio di mobili, tutte attività che, per propria natura, hanno subìto maggiori danni dal fermo attività della scorsa primavera.

A fronte di questi dati, resta un po’ di perplessità per lo scarso numero di domande pervenute, visto anche l’impegno e lo sforzo che tutta l’amministrazione (maggioranza e minoranza insieme) ha fatto per la creazione del fondo.

Ma l’attenzione sul commercio e le attività produttive è alta e ora il Comune rilancia: infatti è da poco uscito un altro bando nell’ambito del progetto “Distretti del Commercio per la ricostruzione economica territoriale urbana” per contributi a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese del commercio, della ristorazione, dell’artigianato e del terziario che operano a Lissone. Lo stanziamento complessivo è di 250mila euro, di cui 150mila stanziati dal Comune di Lissone e 100mila da Regione Lombardia e il termine per la presentazione delle domande è il 30 novembre.

È questa un’opportunità pensata per le piccole-medie imprese che hanno investito nella ripartenza della propria attività, nella sicurezza dei lavoratori e dei propri clienti, che si sono adeguati al nuovo modo di lavorare. Questo secondo bando sta avendo molto successo, tanto che il Comune è pronto ad integrare con nuovi fondi l’eventuale eccesso di richieste.

Ma ora tutto questo dovrà fare i conti con la fatidica “seconda ondata” e le sue conseguenze: una realtà che purtroppo ci attende proprio dietro l’angolo…

Bando contributi alle imprese

Natale, comunque Natale

Ormai l’abbiamo capito tutti: il Natale 2020 sarà sicuramente molto diverso da quelli tradizionali passati in famiglia con baci, abbracci e grandi pranzi intorno ad un tavolo con parenti e amici. E diverso sarà anche il consueto “Natale lissonese” perché, allo stato attuale, con i vari DPCM e ordinanze regionali che impediscono l’organizzazione di fiere, sagre e feste cittadine, anche la nostra Amministrazione ha dovuto ripensare contenuti e modalità per offrire un po’ di aria natalizia ai cittadini. 

Quest’anno, purtroppo, non ci sarà il villaggio delle associazioni in Piazza Libertà così come altre manifestazioni che tradizionalmente facevano da contorno al Natale; non mancheranno però l’illuminazione del grande cedro davanti a Villa Magatti, le luminarie nelle vie lissonesi e la filodiffusione di musica natalizia nel centro cittadino.

L’Amministrazione sta inoltre pensando anche ad altre iniziative (naturalmente compatibili con le restrizioni imposte dallo stato di pandemia) indirizzate soprattutto ai più piccoli per restituire un po’ di magia e tradizione a questo Natale così anomalo ma che è pur sempre la festa più cara ai bambini.

Vi terremo aggiornati!

La violenza non risolve

Questo virus che torna a crescere ci ha resi ansiosi e stiamo correndo il pericolo di diventare anche disuniti: mentre a marzo il virus era un nemico da combattere a colpi di chiusure, misure sanitarie e morigeratezza, oggi la risalita dei casi di Covid (la fatidica e temuta “seconda ondata”) ha trovato un panorama sociale diverso, fatto di cittadini – se non impauriti o sfiduciati – addirittura arrabbiati.

Certo, il Covid ha modificato profondamente la percezione di sicurezza che avevamo, ma non dobbiamo dimenticare che le Istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, stanno muovendosi nell’unica direzione possibile, ovvero la tutela del bene primario che è la Salute.

Lascia l’amaro in bocca assistere all’escalation di violenza agita da gruppi estremisti che, sfruttando e pilotando la sensazione di precarietà di molte categorie di lavoratori, si sono riversati per le strade delle grandi città vandalizzando e distruggendo vetrine, automobili e arredi urbani.

Bisogna prendere con decisione le distanze da questi vandali distruttori e non lasciarsi neanche lontanamente tentare dal richiamo della rabbia e della violenza come possibile via per una soluzione.

I Comuni ci sono: se ne ha riprova ascoltando le puntuali comunicazioni dei Sindaci (tra i quali il nostro Sindaco Concettina Monguzzi) e attraverso gli aiuti economici, messi a disposizione da Comune e Stato già durante la prima fase dell’epidemia.

Teniamo duro e ribadiamolo a tutti: la violenza non risolve nulla, il rispetto delle persone e delle norme sanitarie sono gli unici riferimenti ai quali un cittadino onesto deve attingere.

Molotov e violenza: il centro di Milano a ferro e fuoco (ilgiorno.it – 27 ott 2020)

Uno sforzo collettivo

Il DPCM emanato ieri e in vigore da oggi, appare a molti cittadini uno sforzo gravoso, richiesto in un periodo emotivamente ancora più instabile rispetto allo scorso marzo. Ci troviamo dunque a dover fronteggiare un altro periodo scandito da regole a tutela della salute, perché ormai è chiaro che nessun assetto sociale o economico può reggersi se non c’è la Salute.

Certo, come sempre ciascuno dirà la propria: provvedimenti “troppo restrittivi”, oppure “non abbastanza rigidi”, “non andavano chiuse le palestre” (o le piscine, o i bar o i cinema… a seconda della sensibilità e i gli interessi di ciascuno) e anche “ma perché i ristoranti aperti la domenica?” Ma tant’è, per ora è così e dovremo quindi pazientare e rimandare la frequentazione di sale giochi, sale teatrali, cinematografiche e concerti, palestre, piscine, centri benessere e così via.

Dopo tanta discussione, ora le scuole secondarie superiori adotteranno una didattica a distanza per il 75% delle attività mentre gli altri ordini di scuola continueranno con la modalità in presenza. Anche qui, tanti pro e tanti contro…

I disagi ci saranno per tutti, e per molti saranno anche e soprattutto di natura economica. Ancora una volta, non abbattiamoci: ce la possiamo fare e un passo dopo l’altro, adottando tutte le precauzioni di igiene e distanziamento che ben conosciamo, cercheremo di tener di nuovo testa a questo virus e ricominciare con un nuovo spirito.

E oggi, con coscienza civile, invitiamo anche chi ci sta intorno a rispettare le regole, per il bene di tutti.

 

Testo del DPCM del 25 ottobre 2020 (Governo.it)

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La giravolta

È recentissimo l’annuncio: il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha chiesto (e probabilmente otterrà) lo stop di attività e spostamenti dalle 23 alle 5 e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, a partire dal 22 ottobre, in tutta la nostra Regione.

In prima battuta il Governo si è detto favorevole a concedere ulteriori restrizioni ma, immaginiamo, sarà anche rimasto sorpreso dalla richiesta del governatore leghista. Da domani, quindi, assisteremo a questa “giravolta”, una scelta che indica un cambio di passo molto deciso.

Fontana, salviniano di ferro, anche in supporto alle diatribe concorrenziali nei confronti del “doge” Zaia, pare aver abbandonato la linea negazionista (o comunque salviniana) che da sempre minimizza la situazione, non indossa volentieri la mascherina e che, implicitamente, sostiene le ragioni dell’economia prima di quelle della salute.

Ora invece Fontana ha riconosciuto che la situazione in Lombardia è grave e ha agito, in concerto con i sindaci, per predisporre ulteriori chiusure e limitazioni, oltre a quelle già disposte nei giorni scorsi dal premier Conte per l’intera nazione.

Ora, può sorgere il dubbio se questa nuova stretta regionale sia una mossa di natura politica o invece di giusta tutela dei lombardi. Noi propendiamo per la seconda ipotesi, tenuto conto che, a detta degli esperti, la situazione in Lombardia non solo è grave, ma potrebbe veramente esplodere, con conseguenze molto più pesanti sia dal punto di vista sanitario che economico.

Sì, stavolta Fontana ha fatto bene, secondo noi, a fare una “giravolta”. Vedremo il mitico Matteo cosa farà e cosa dirà… Potrebbe anche dire che ora è giusto agire così! Lui, di “giravolte” è esperto, ne ha già fatte ben più di una!

DPCM del 18 ottobre 2020

La situazione in Italia, con oltre 11.700 contagi nella sola giornata di ieri, è decisamente critica e giustamente ieri sera, a brevissima distanza dal precedente, il Governo ha licenziato un nuovo DPCM. Le prescrizioni, gli obblighi e i divieti, vanno tutti nella logica del contenimento di assembramenti e riduzione dei rischi. Niente di clamoroso: nella situazione attuale la salute ha dovuto fare i conti anche con l’economia e con la limitazione della nostra libertà di azione e di movimento. Anche il ritardo della comunicazione di Conte fa intuire la difficoltà di riuscire a conciliare le esigenze delle diverse componenti.

Nel merito, la stretta riguarda:
– le riunioni pubbliche, annullate
– il conferimento ai Sindaci del potere di chiudere vie e piazze note per essere luogo di assembramenti
– gli eventi sportivi non nazionali, annullati
– il lavoro nella pubblica amministrazione, a distanza
– i congressi ed i convegni in persona, vietati
– le palestre avranno tempo una settimana per sanificare e stilare protocolli di sicurezza
bar, pasticcerie, ristoranti etc. potranno aprire dalle 5 di mattina fino alle 18, dopodiché si potrà solo servire al tavolo (con un massimo di 6 commensali)
riunioni solo a distanza
divieto sagre e fiere locali
Per la scuola un capitolo a parte: resterà aperta, con accessi scaglionati e con raccomandazioni in merito a gestioni locali che consentano alternanza.

Infine, resta fondamentale ribadire la necessità di utilizzare mascherine, mantenere il distanziamento e le procedure di igiene.

Insomma, dobbiamo essere attenti e accorti perché è ormai chiaro a tutti che, se i numeri non caleranno, le restrizioni saranno ancora maggiori…

Testo completo del DPCM del 18 ottobre 2020