Codardi?

Nel Consiglio comunale di lunedì 27 luglio, durante le comunicazioni, il capogruppo della Lega Fabio Meroni ha dato dei “codardi” ai consiglieri perché il Consiglio comunale si stava svolgendo via web e non “di persona”. Ora, da definizione (Treccani): “codardo è persona che, per viltà e pusillanimità, viene meno ai proprî doveri o comunque evita di affrontare rischi o pericoli”. In questo caso, invece, a noi pare proprio che i Consiglieri, gli Assessori e il Sindaco stessero adempiendo il proprio dovere, utilizzando una modalità che, senza inutili rischi e pericoli, garantisse la sicurezza di tutti; e questo sì è un messaggio positivo per i cittadini!

Già da tempo, la conferenza dei capigruppo ha infatti deliberato che i Consigli comunali, almeno fino al 31 luglio 2020, si svolgessero via web per le ben note ragioni di sicurezza e di attenzione alle persone e questo sì è un messaggio positivo per i cittadini

Nessuna codardìa, quindi, e nessuna scelta estemporanea. Aggiungiamo anche che lo strumento a distanza garantisce comunque la possibilità di esercitare la democrazia, senza eccessiva teatralità e riduce (ma non sempre, purtroppo) i litigi e gli insulti.

Evviva la democrazia, e senza codardìa.

Il saluto

Abbiamo aspettato una settimana per elaborare sentimenti e impressioni, e ancora oggi le immagini e il ricordo sono sempre ben vivi in chi ha partecipato alla celebrazione religiosa che si è svolta al nostro cimitero lo scorso lunedì. La funzione era in ricordo dei 114 defunti nei mesi di marzo, aprile e maggio e per i quali, causa Covid-19, non era stato possibile celebrare il funerale.

Le sedie predisposte, oltre 350, erano tutte occupate con anche molte persone in piedi, e in un cimitero ordinato e silenzioso il parroco Don Tiziano ha celebrato una funzione densa di contenuti e di significati, cercando di supplire al momento mancato del congedo dai propri cari.

Toccanti sono state le parole del sacerdote e del Sindaco Monguzzi, accompagnate anche da due gesti significativi: l’aver richiamato per nome, uno per uno, tutti i defunti ed un regalo personale del Sindaco: una gerbera ad ogni famiglia toccata dal lutto, per significare la sua vicinanza e quella di tutta la città a coloro che hanno sofferto più di altri e in prima persona in questi difficili mesi di lockdown.

Un evento che è stato una grande e preziosa pietra miliare nella storia di Lissone, per chi ha fede e anche per chi dubita. Come ha detto il sindaco, è mancato il momento del grazie e del saluto, delle lacrime e degli addii” ma da lunedì un piccolo frammento del puzzle è andato al suo posto.

Il dolore, la paura, il ricordo (Sito del Comune di Lissone – 29 giu 2020)
Foto della funzione in ricordo dei defunti del periodo Covid-19 (Sito del Comune di Lissone – 29 giu 2020)

Chi ricorda porta nel cuore

Una preghiera comunitaria per ricordare chi è scomparso durante i mesi della pandemia: questo hanno pensato il nostro Sindaco Concettina Monguzzi e la Comunità Pastorale “S. Teresa Benedetta della Croce” di Lissone.

E così lunedì 29 giugno alle 19 verrà celebrata una funzione religiosa presso il Cimitero comunale per ricordare i defunti del periodo Covid-19, naturalmente il tutto nel rispetto delle regole di distanziamento.

È stata scelta una ricorrenza-simbolo per Lissone – il giorno dei Santi patroni Pietro e Paolo – come data per la S. Messa alla quale il Sindaco presenzierà con la fascia tricolore.

Il vocabolo “ricordo” contiene la parola latina “cor” cioè “cuore”: tornano e stanno nel nostro cuore infatti, le vittime della pandemia e tutti i deceduti per i quali non è stato possibile celebrare il funerale a causa delle restrizioni dei mesi scorsi.

Il Sindaco rappresenterà dunque i cittadini in segno di rispetto, cordoglio e compartecipazione verso coloro che non sono più, ma che rimarranno sempre nel cuore – nel “ricordo”, appunto – dei propri cari e della comunità lissonese.

Lunedì 29 giugno una funzione in ricordo dei defunti del periodo Covid-19 (Comunicato stampa – 24 giu 2020)

La pandemia ci ha reso migliori?

Qualcuno lo diceva e ne era convinto, qualcun altro lo sperava: l’esperienza forte e drammatica del Covid-19 ci avrebbe aiutato a identificare le vere priorità e a migliorare la nostra società e la nostra convivenza.

Ma è andata proprio così? Non sappiamo rispondere con sicurezza, ma da quel che ci sembra la risposta è “purtroppo no, sicuramente “non molto”. Anzi, sotto alcuni aspetti siamo pure peggiorati…

Il lockdown ha forse contenuto i toni e alcuni si sono anche rallegrati del nuovo “sistema città”. Ma ora che stiamo ritornando alla vita (quasi) normale, notiamo come l’aggressività – sui social in particolar modo – sia sempre più dilagante: “tutti sanno tutto” e sono pronti – sempre – a sentenziare, giudicare e a scagliarsi contro questo o quello, senza porsi alcun problema.

Anche “fisicamente” abbiamo notato come la riapertura abbia scatenato, in parecchi giovani ragazzi e ragazze, la voglia di “strafare”, a volte senza alcun rispetto nei confronti dell’altro. Molte le lamentele legate agli schiamazzi negli spazi sotto i condomini e disturbi da parte di avventori di locali pubblici che non si contengono.

Occorrerà, e lo auspichiamo, un giro di vite da parte di Carabinieri e Polizia Locale; solo facendo rispettare le regole di convivenza, oltre naturalmente a quelle anti-covid , potremo uscire da questa ulteriore fase senza troppi danni…

Il messaggio

A tempo di record, dopo l’approvazione in Consiglio comunale, l’Amministrazione lissonese ha preparato la documentazione e la modulistica per la richiesta del contributo comunale da parte delle Partite IVA che hanno la propria attività in città.

Si tratta di modulo semplice, che autocertifica il possesso dei requisiti necessari e che, una volta inviato, equivale alla domanda di contributo. Non un grandissimo importo (circa 600 euro) ma sicuramente un bel messaggio: un invito ad artigiani, professionisti, commercianti, consulenti a non mollare, a tenere duro e ricominciare.

È un contributo concreto a sostegno dei costi fissi per chi ha subito la chiusura (parziale o totale) a causa del lockdown. L’importo stanziato sul bilancio ammonta ad 1 milione 300mila euro e ci sembra davvero un bel messaggio di vicinanza e di prossimità per chi costituisce il tessuto socio economico di Lissone.

Di questi tempi è necessario essere uniti e solidali, e chi potrà avere il contributo avrà anche la sicurezza che la Città gli è concretamente vicina. Complimenti a tutta l’Amministrazione e forza Lissone, assieme ce la faremo!

Avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a fondo a perduto a sostegno di operatori del tessuto economico locale (Sito Comune di Lissone)

Fase 2: facciamo ancora attenzione

Milano, Ospedale Policlinico: trapianto record su un paziente Covid. Un intervento eccezionale: per la prima volta in Europa è stato effettuato il trapianto di entrambi i polmoni su un paziente Covid. Ma ciò che qui vogliamo evidenziare è che non si è trattato di un paziente Covid “normale”.

L’intervento ha riguardato infatti Francesco, un ragazzo lombardo di diciotto anni che, prima dello scorso 2 marzo, era un ragazzo “alto, in buona salute e senza alcuna patologia pregressa. Poi, il 6 marzo il ricovero, dopo solo 2 giorni è stato intubato e dal 23 marzo è stato necessario ricorrere alla circolazione extracorporea mentre nel frattempo i suoi polmoni sono stati compromessi in modo irrimediabile.

Poi la svolta: 15 giorni fa, trovato un organo idoneo donato da una persona deceduta, il delicatissimo intervento e il “ritorno alla vita” del ragazzo che ora è sveglio e collaborante, anche se la strada per il recupero non sarà breve.

Una storia che si avvia ad un lieto fine, per fortuna, ma una storia che fa paura: fa paura ai ragazzi e anche ai genitori.

Ma perché – vi chiederete – il Listone evidenzia questa notizia? Cosa c’entra con la nostra città?
A noi sembra proprio che c’entri, perché anche da noi troppi giovani non sono abbastanza coscienziosi e rispettosi delle regole, forti e certi della loro “onnipotenza” e di una (da loro presunta) immunità; occorre invece che facciano maggiore attenzione e speriamo che questa storia faccia riflettere e prendere consapevolezza. A poco serve invocare “i controlli” perché la Polizia locale non può intervenire in ogni luogo della città: in piazza, alla stazione, nei giardini, nei luoghi di ritrovo… perché le forze in campo sono sempre quelle e sono misurate.

Distanziamento, mascherine, gel disinfettante, igiene delle mani... Ce la faremo, ma serve il contributo consapevole di tutti. Forza ragazzi, e auguri di una rapida guarigione a Francesco!

Milano, il coronavirus gli aveva bruciato i polmoni: diciottenne salvato con un trapianto mai fatto in Europa (Repubblica – 28 mag 2020)

Una gaffe di troppo

Molti giornali e siti web riportano, in questi giorni, un’uscita “infelice” fatta dall’assessore regionale lombardo, il leghista Gallera: alcuni parlano di “gaffe“, altri usano una terminologia più colorita… ma noi qui vogliamo solo chiarire un concetto importante e fare qualche considerazione.

Sabato scorso, durante la sua consueta conferenza stampa pomeridiana, Gallera (ricordiamolo: assessore alla sanità della Regione Lombardia) ha fornito una spiegazione non corretta dell’indice di contagio Covid-19, l’ormai famoso R0. Se l’indice è a “0,51 che cosa vuol dire? Che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50. Questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone infette nello stesso momento”.

Sbagliato! Come riporta Wikipedia, R0 è un indicatore statistico che “rappresenta il numero di nuovi casi generati, in media, da un singolo caso durante il proprio periodo infettivo”. Quindi l’indicatore R0=0,5 rispecchia una situazione nella quale, ad esempio, 50 persone infette ne contageranno in media 25 e 10 ne contageranno 5. Due persone infette, quindi, ne contageranno una sola: ma questo non significa certo che occorra incontrare contemporaneamente 2 persone infette per contrarre il virus! Semplicemente, l’indice R0=0,5 indica che, durante il periodo del contagio, in media metà degli infetti passerà il virus a qualcun altro e l’altra metà invece no.

Fornire informazioni fuorvianti o incomplete – come ha fatto l’assessore padano alla sanità – potrebbe far pensare che il virus si sia indebolito o che “le potenzialità di ogni singolo soggetto di infettarne un altro sono ridotte”. Una simile convinzione (che ad oggi non è assolutamente provata) pensiamo possa esporre i cittadini a rischi inutili e potrebbe allontanarli da tutta quella serie di pratiche virtuose raccomandate dai sanitari (quelli sì, titolati in materia di salute ed estranei a siparietti e vetrine politiche) che hanno permesso all’indicatore R0 di scendere fino a raggiungere il valore di 0,5.

Ovviamente ci auguriamo ciò non avvenga ma ci spiace constatare, purtroppo, che chi contesta la gestione Gallera e Fontana, partendo dalla decisione di delocalizzare i malati COVID presso le Rsa lombarde, per non parlare dell famoso “Ospedale in Fiera”, qualche serio fondamento ce l’ha… Dare, in conferenza stampa, certe indicazioni non è per niente “salutare”, e nemmeno utile alla reputazione di tutta la Lombardia. Si, ci spiace.

E allora, per concludere, ci rifacciamo alle parole di Gallera, che tenta forse di giustificarsi dicendo di cercare di parlare il linguaggio semplice delle massaie…  Massaie, cittadini, lavoratori e non, di qualunque età: abbiate cura di rispettare le norme igieniche, evitate assembramenti e soprattutto proteggete voi e i vostri cari. Solo così ne usciremo, ancora una volta, più forti.

La riapertura calibrata

Questa settimana siamo entrati nel vivo della fatidica “fase 2”, con numerose riaperture di attività e disponibilità di servizi. Lentamente e gradualmente si cerca di ritornare ad una vita “normale”. Ma come siamo messi a Lissone?

Sono stati riaperti senza limitazioni il Cimitero, gli orti urbani, i mercati comunali (anche per gli articoli non alimentari), le casette dell’acqua (gratuita nella fase 2), la piattaforma ecologica (a targhe alterne), il Museo, gli uffici comunali (su appuntamento), i cantieri pubblici e privati. Il divieto di sosta per la pulizia strade è ancora sospeso, la biblioteca è aperta solo per consegna e ritiro libri, i giardini pubblici sono accessibili (per ora ancora senza i giochi) e i riti religiosi sono ripresi, naturalmente con regole e limitazioni.

Tutto bene? Certo, ma occorre continuare ad essere vigili, rispettosi e corretti.

Non si deve sottovalutare la pericolosità del virus e non si deve esagerare con la “confidenza”, perché siamo di fronte ad un nemico invisibile che può colpire ancora, e duramente. Possiamo vivere, possiamo usufruire e godere degli spazi pubblici ma serve molta cautela. La nostra intelligenza e la nostra prudenza sono l’ago della bilancia: mascherine, distanze , presidi igienici non vanno mai dimenticati ma utilizzati secondo le regole che ormai tutti conosciamo.

Noi del Listone facciamo un appello: riprendiamoci pure la nostra vita, la nostra libertà e facciamolo tutti, ma rispettando le regole e cercando di essere “sentinelle della città”. In particolare, ai giovani chiediamo di essere collaboranti e responsabili, perché si tratta anche e soprattutto del loro futuro.

 

Qualcuno non ha capito!

Purtroppo ci tocca tornare indietro al post di una decina di giorni fa e riprendere la proposta dell’ormai famoso “monumento” che celebri l’impegno e le vittime del coronavirus. Ci sembrava di aver esposto chiaramente come fossero andate le cose, invece evidentemente c’è chi non ha capito. Leggete un po’ come è stata liberamente interpretata la faccenda da un giornale locale.

Riassumiamo i fatti: il consigliere Ruggero Sala propone (attribuendosene in questo modo la paternità) di votare un impegno per Sindaco e Giunta di realizzare un monumento celebrativo dal nome già deciso (Io resto a casa), dal significato già scelto, in concomitanza di una data già stabilita (4 novembre). La maggioranza, per voce di Mattia Gelosa prima e Daniele Mariani poi, ha proposto a Ruggero Sala di ritirare la proposta, di discuterne e di presentarne una condivisa, senza riferimenti ai partiti, ragionando tutti assieme sull’intitolazione e il significato, in modo che fosse il più possibile inclusiva per tutta la città.

Rifiutata la proposta, la maggioranza ha bocciato la mozione e, come da dichiarazioni e comunicato stampa del Sindaco, ha dichiarato che ci avrebbe ragionato nel tempo corretto, con le caratteristiche corrette.

E poi, il sabato successivo, sulla stampa locale compare un articolo dal titolo: “Monumento per le vittime. Il pressing della minoranza alla fine convince la giunta”. Pressing?! La minoranza che fa pressioni e ottiene un OK dalla giunta?! Ci viene da ridere… La storia NON è questa.

Immediata la replica sui social media dei consiglieri e degli assessori della Lista per Concetta che giustamente puntualizzano che “l’articolo è completamente privo di qualsiasi accenno agli interventi dei consiglieri di maggioranza e sarebbe bastato citare il nostro Mattia per dover proporre un titolo totalmente diverso ed evidenziare che nessuno ha cambiato idea”:

La politica vecchia ed ideologica e un articolo sbagliato, dal titolo fuorviante, non hanno proprio fatto un buon servizio. Peccato, neppure nelle pandemie…

Non abbassiamo la guardia

Lunedì 4 maggio siamo passati alla cosiddetta “Fase due”: una fase delicata, un periodo di transizione verso quello che, speriamo tutti, comporterà meno ristrettezze e più aperture. Lo vogliamo ribadire anche noi: NON È un “liberi tutti” ma una fase in cui occorre continuare ad avere prudenza, fare attenzione e rispettare le regole indicate da Governo, Regione e Comune.

Anche il territorio lissonese  si sta adattando alla nuova fase, avendo cura di attenersi alle disposizioni di sicurezza e sanità pubblica. Dal 4 maggio, oltre alla ripresa di alcuni cantieri e attività produttive, c’è stata la riapertura dei mercati cittadini, delle aree verdi (eccezion fatta per le aree giochi) e del bosco urbano, l’accesso regolamentato agli orti urbani e la possibilità di conferimento del verde presso la piattaforma ecologica.

Dalla prossima settimana ci sarà la riapertura delle casette dell’acqua, della piattaforma ecologica per le utenze domestiche e si potrà far visita ai propri cari presso il cimitero comunale; il tutto, naturalmente, con ingressi contingentati.

Le parole d’ordine di questa pandemia sono proprio “pazienza” e “rispetto delle regole”, perché solo non abbassando la guardia si avranno ricadute positive sulla salute dei singoli individui e della comunità, e si potrà finalmente tornare a sperare nella fine dello stato di emergenza. La nostra amministrazione crede convintamente nella forza dei cittadini e confida anche nel loro impegno perché presto anche questa fase lasci il posto a un domani più sereno.