Fase 2: facciamo ancora attenzione

Milano, Ospedale Policlinico: trapianto record su un paziente Covid. Un intervento eccezionale: per la prima volta in Europa è stato effettuato il trapianto di entrambi i polmoni su un paziente Covid. Ma ciò che qui vogliamo evidenziare è che non si è trattato di un paziente Covid “normale”.

L’intervento ha riguardato infatti Francesco, un ragazzo lombardo di diciotto anni che, prima dello scorso 2 marzo, era un ragazzo “alto, in buona salute e senza alcuna patologia pregressa. Poi, il 6 marzo il ricovero, dopo solo 2 giorni è stato intubato e dal 23 marzo è stato necessario ricorrere alla circolazione extracorporea mentre nel frattempo i suoi polmoni sono stati compromessi in modo irrimediabile.

Poi la svolta: 15 giorni fa, trovato un organo idoneo donato da una persona deceduta, il delicatissimo intervento e il “ritorno alla vita” del ragazzo che ora è sveglio e collaborante, anche se la strada per il recupero non sarà breve.

Una storia che si avvia ad un lieto fine, per fortuna, ma una storia che fa paura: fa paura ai ragazzi e anche ai genitori.

Ma perché – vi chiederete – il Listone evidenzia questa notizia? Cosa c’entra con la nostra città?
A noi sembra proprio che c’entri, perché anche da noi troppi giovani non sono abbastanza coscienziosi e rispettosi delle regole, forti e certi della loro “onnipotenza” e di una (da loro presunta) immunità; occorre invece che facciano maggiore attenzione e speriamo che questa storia faccia riflettere e prendere consapevolezza. A poco serve invocare “i controlli” perché la Polizia locale non può intervenire in ogni luogo della città: in piazza, alla stazione, nei giardini, nei luoghi di ritrovo… perché le forze in campo sono sempre quelle e sono misurate.

Distanziamento, mascherine, gel disinfettante, igiene delle mani... Ce la faremo, ma serve il contributo consapevole di tutti. Forza ragazzi, e auguri di una rapida guarigione a Francesco!

Milano, il coronavirus gli aveva bruciato i polmoni: diciottenne salvato con un trapianto mai fatto in Europa (Repubblica – 28 mag 2020)

Una gaffe di troppo

Molti giornali e siti web riportano, in questi giorni, un’uscita “infelice” fatta dall’assessore regionale lombardo, il leghista Gallera: alcuni parlano di “gaffe“, altri usano una terminologia più colorita… ma noi qui vogliamo solo chiarire un concetto importante e fare qualche considerazione.

Sabato scorso, durante la sua consueta conferenza stampa pomeridiana, Gallera (ricordiamolo: assessore alla sanità della Regione Lombardia) ha fornito una spiegazione non corretta dell’indice di contagio Covid-19, l’ormai famoso R0. Se l’indice è a “0,51 che cosa vuol dire? Che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50. Questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone infette nello stesso momento”.

Sbagliato! Come riporta Wikipedia, R0 è un indicatore statistico che “rappresenta il numero di nuovi casi generati, in media, da un singolo caso durante il proprio periodo infettivo”. Quindi l’indicatore R0=0,5 rispecchia una situazione nella quale, ad esempio, 50 persone infette ne contageranno in media 25 e 10 ne contageranno 5. Due persone infette, quindi, ne contageranno una sola: ma questo non significa certo che occorra incontrare contemporaneamente 2 persone infette per contrarre il virus! Semplicemente, l’indice R0=0,5 indica che, durante il periodo del contagio, in media metà degli infetti passerà il virus a qualcun altro e l’altra metà invece no.

Fornire informazioni fuorvianti o incomplete – come ha fatto l’assessore padano alla sanità – potrebbe far pensare che il virus si sia indebolito o che “le potenzialità di ogni singolo soggetto di infettarne un altro sono ridotte”. Una simile convinzione (che ad oggi non è assolutamente provata) pensiamo possa esporre i cittadini a rischi inutili e potrebbe allontanarli da tutta quella serie di pratiche virtuose raccomandate dai sanitari (quelli sì, titolati in materia di salute ed estranei a siparietti e vetrine politiche) che hanno permesso all’indicatore R0 di scendere fino a raggiungere il valore di 0,5.

Ovviamente ci auguriamo ciò non avvenga ma ci spiace constatare, purtroppo, che chi contesta la gestione Gallera e Fontana, partendo dalla decisione di delocalizzare i malati COVID presso le Rsa lombarde, per non parlare dell famoso “Ospedale in Fiera”, qualche serio fondamento ce l’ha… Dare, in conferenza stampa, certe indicazioni non è per niente “salutare”, e nemmeno utile alla reputazione di tutta la Lombardia. Si, ci spiace.

E allora, per concludere, ci rifacciamo alle parole di Gallera, che tenta forse di giustificarsi dicendo di cercare di parlare il linguaggio semplice delle massaie…  Massaie, cittadini, lavoratori e non, di qualunque età: abbiate cura di rispettare le norme igieniche, evitate assembramenti e soprattutto proteggete voi e i vostri cari. Solo così ne usciremo, ancora una volta, più forti.

La riapertura calibrata

Questa settimana siamo entrati nel vivo della fatidica “fase 2”, con numerose riaperture di attività e disponibilità di servizi. Lentamente e gradualmente si cerca di ritornare ad una vita “normale”. Ma come siamo messi a Lissone?

Sono stati riaperti senza limitazioni il Cimitero, gli orti urbani, i mercati comunali (anche per gli articoli non alimentari), le casette dell’acqua (gratuita nella fase 2), la piattaforma ecologica (a targhe alterne), il Museo, gli uffici comunali (su appuntamento), i cantieri pubblici e privati. Il divieto di sosta per la pulizia strade è ancora sospeso, la biblioteca è aperta solo per consegna e ritiro libri, i giardini pubblici sono accessibili (per ora ancora senza i giochi) e i riti religiosi sono ripresi, naturalmente con regole e limitazioni.

Tutto bene? Certo, ma occorre continuare ad essere vigili, rispettosi e corretti.

Non si deve sottovalutare la pericolosità del virus e non si deve esagerare con la “confidenza”, perché siamo di fronte ad un nemico invisibile che può colpire ancora, e duramente. Possiamo vivere, possiamo usufruire e godere degli spazi pubblici ma serve molta cautela. La nostra intelligenza e la nostra prudenza sono l’ago della bilancia: mascherine, distanze , presidi igienici non vanno mai dimenticati ma utilizzati secondo le regole che ormai tutti conosciamo.

Noi del Listone facciamo un appello: riprendiamoci pure la nostra vita, la nostra libertà e facciamolo tutti, ma rispettando le regole e cercando di essere “sentinelle della città”. In particolare, ai giovani chiediamo di essere collaboranti e responsabili, perché si tratta anche e soprattutto del loro futuro.

 

Qualcuno non ha capito!

Purtroppo ci tocca tornare indietro al post di una decina di giorni fa e riprendere la proposta dell’ormai famoso “monumento” che celebri l’impegno e le vittime del coronavirus. Ci sembrava di aver esposto chiaramente come fossero andate le cose, invece evidentemente c’è chi non ha capito. Leggete un po’ come è stata liberamente interpretata la faccenda da un giornale locale.

Riassumiamo i fatti: il consigliere Ruggero Sala propone (attribuendosene in questo modo la paternità) di votare un impegno per Sindaco e Giunta di realizzare un monumento celebrativo dal nome già deciso (Io resto a casa), dal significato già scelto, in concomitanza di una data già stabilita (4 novembre). La maggioranza, per voce di Mattia Gelosa prima e Daniele Mariani poi, ha proposto a Ruggero Sala di ritirare la proposta, di discuterne e di presentarne una condivisa, senza riferimenti ai partiti, ragionando tutti assieme sull’intitolazione e il significato, in modo che fosse il più possibile inclusiva per tutta la città.

Rifiutata la proposta, la maggioranza ha bocciato la mozione e, come da dichiarazioni e comunicato stampa del Sindaco, ha dichiarato che ci avrebbe ragionato nel tempo corretto, con le caratteristiche corrette.

E poi, il sabato successivo, sulla stampa locale compare un articolo dal titolo: “Monumento per le vittime. Il pressing della minoranza alla fine convince la giunta”. Pressing?! La minoranza che fa pressioni e ottiene un OK dalla giunta?! Ci viene da ridere… La storia NON è questa.

Immediata la replica sui social media dei consiglieri e degli assessori della Lista per Concetta che giustamente puntualizzano che “l’articolo è completamente privo di qualsiasi accenno agli interventi dei consiglieri di maggioranza e sarebbe bastato citare il nostro Mattia per dover proporre un titolo totalmente diverso ed evidenziare che nessuno ha cambiato idea”:

La politica vecchia ed ideologica e un articolo sbagliato, dal titolo fuorviante, non hanno proprio fatto un buon servizio. Peccato, neppure nelle pandemie…

Non abbassiamo la guardia

Lunedì 4 maggio siamo passati alla cosiddetta “Fase due”: una fase delicata, un periodo di transizione verso quello che, speriamo tutti, comporterà meno ristrettezze e più aperture. Lo vogliamo ribadire anche noi: NON È un “liberi tutti” ma una fase in cui occorre continuare ad avere prudenza, fare attenzione e rispettare le regole indicate da Governo, Regione e Comune.

Anche il territorio lissonese  si sta adattando alla nuova fase, avendo cura di attenersi alle disposizioni di sicurezza e sanità pubblica. Dal 4 maggio, oltre alla ripresa di alcuni cantieri e attività produttive, c’è stata la riapertura dei mercati cittadini, delle aree verdi (eccezion fatta per le aree giochi) e del bosco urbano, l’accesso regolamentato agli orti urbani e la possibilità di conferimento del verde presso la piattaforma ecologica.

Dalla prossima settimana ci sarà la riapertura delle casette dell’acqua, della piattaforma ecologica per le utenze domestiche e si potrà far visita ai propri cari presso il cimitero comunale; il tutto, naturalmente, con ingressi contingentati.

Le parole d’ordine di questa pandemia sono proprio “pazienza” e “rispetto delle regole”, perché solo non abbassando la guardia si avranno ricadute positive sulla salute dei singoli individui e della comunità, e si potrà finalmente tornare a sperare nella fine dello stato di emergenza. La nostra amministrazione crede convintamente nella forza dei cittadini e confida anche nel loro impegno perché presto anche questa fase lasci il posto a un domani più sereno.

Buffe metafore, solo polemiche

Il Listone lo ribadisce, proprio come è stato espresso nel Consiglio comunale del 29 aprile: nessuno dei consiglieri e degli assessori dell’attuale giunta ha preso sottogamba l’emergenza che sta vivendo la nostra città e la Nazione intera: un’emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale ed economica.

È dunque per puro spirito polemico e per intento sobillatorio verso schiere (neanche tanto numerose) di ipotetici fan, che sembrano essersi espressi alcuni consiglieri di minoranza (non tutti, per fortuna). Una parte polemica è stata quella “recitata” dal consigliere di Forza Italia, Daniele Fossati, che, oltre alle classiche punzecchiature, ha tentato addirittura di travisare gli intenti, le comunicazioni e le pratiche messe in atto dalla giunta lissonese. E abbiamo parlato di “recita” perché, utilizzando metafore musicali e teatrali, il consigliere Daniele Fossati ha buffamente tentato di sminuire l’ottimo lavoro di equipe che i consiglieri, gli assessori e il Sindaco hanno messo in campo.

Non è questo il tempo per polemiche e inutili dispersioni di energie; noi del Listone, invece, ringraziamo i consiglieri di maggioranza e di minoranza che si sono dimostrati solidali, partecipi e uniti nel cercare di elaborare insieme una soluzione pratica, veloce e concreta in aiuto delle categorie più colpite economicamente dal virus.

Non ringraziamo invece lui, il capog­ruppo in Consiglio di Forza Italia. Non lui, che del nostro umile ringraziamento non se ne farebbe nulla. A chi, come il nostrano Fossati, nemmeno durante una pand­emia accantona lo sc­ontro politico e alza a tutti i costi lo scontro, non vogliamo inviare alcun graz­ie.

Lasciamo certi giochetti a quella parte di minoranza – non tutta per fortuna – che continua imperterrita a sminuire e polemizzare: quel che noi abbiamo a cuore è operare presto e bene per alleggerire le difficoltà dei cittadini in questa emergenza .

Un Consiglio virtuale

L’attività politica-amministrativa del Comune di Lissone, compresi i Consigli comunali e le varie Commissioni, ha dovuto adeguarsi alle restrizioni e alle limitazioni imposte dai vari DPCM per limitare la diffusione del coronavirus. Già a partire dall’inizio del mese sono state convocate le Commissioni commercio, sociale, bilancio e istituzionale ma, invece delle classiche sedute “fisiche”, si sono svolte delle riunioni “virtuali”, grazie a strumenti informatici come “Zoom meeting”  che ormai molti hanno iniziato a conoscere e utilizzare.

Il discorso è diverso invece per le sedute del Consiglio Comunale, in quanto la piattaforma da utilizzare per i collegamenti da remoto deve essere “sicura e certificata”. Il nostro Comune si è allora affidato ad una società esterna, la Microvision, che fornisce alla Pubblica Amministrazione soluzioni con i giusti requisiti per la diretta streaming dei Consigli comunali e le votazioni elettroniche.

Consiglieri , assessori, dirigenti, con il Sindaco e il Segretario generale, martedì 28 e mercoledì 29 aprile saranno connessi a distanza – chi da casa, chi dall’ufficio – e il Presidente del Consiglio Talarico avrà l’arduo compito di guidare e coordinare l’aula virtuale e gli interventi; speriamo che anche le minoranze, in questa situazione inusuale e di emergenza, partecipino ai lavori con spirito collaborativo e propositivo.

Naturalmente i cittadini potranno seguire in streaming questa prima “storica” seduta virtuale del Consiglio comunale: tra i vari punti all’ordine del giorno, vogliamo evidenziare una mozionecondivisa da tutti i gruppi consiliari – sugli interventi a sostegno delle attività economiche a seguito dell’emergenza coronavirus .

Un appuntamento storico, da non perdere!

Comune e associazioni, la rete che fa bene

Ordine, chiarezza, trasparenza. I video che il Sindaco Concetta Monguzzi realizza e diffonde per informare i cittadini non solo sono necessari ma vanno divulgati, perché il maggior numero di persone abbia ben chiaro ciò che il Comune sta mettendo in atto per aiutare chi è in gravi difficoltà a causa dell’emergenza.

Buoni Spesa: 240.000 euro erogati dalla Regione sono stati trasformati in buoni da 10 e 20 euro da utilizzare nei punti vendita in città e qualche supermercato (circa 400 euro a famiglia, attribuiti secondo i criteri già esplicitati qui )

– Il 10% dei 240.000 euro saranno utilizzati per l’acquisto diretto di generi alimentari destinati alle famiglie che non sono rientrate nei criteri del bonus spesa. A questa quota, il Comune aggiunge altri 150.000 euro di risparmi dal capitolo spesa “Fondo di Solidarietà” e altri 28.000 euro derivanti dal contributo di BrianzaAcque.

– è stato aperto di un conto corrente sul quale chiunque potrà liberamente versare un contributo anch’esso destinato all’acquisto di beni di prima necessità per chi è in difficoltà economiche.

Il Sindaco ringrazia la grande rete solidale di Associazioni e di volontari che prepara, distribuisce e consegna fisicamente i generi alimentari nelle case: Caritas, San Vincenzo, Chiesa Evangelica e singoli volontari.

Il Comune non è un ente astratto, ma è fatto di persone che fanno rete e agiscono in modo ordinato e coordinato per il bene dei cittadini. Lo fa con trasparenza, intessendo rapporti con associazioni e volontari accreditate e presenti sul territorio da tempo.
Lo fa con chiarezza: la stessa che troviamo nei comunicati del nostro Sindaco e alla quale noi del Listone vogliamo contribuire, divulgandone i contenuti.

Emergenza Coronavirus, attivato un conto corrente comunale dedicato per la raccolta fondi (Comunicato stampa – 20 apr 2020)

Grazie Sindaco!

Lo sanno tutti in città: al tempo del Covid-19 non si può abbracciarsi, baciarsi, andare al mercato, andare a messa… e al cimitero. Si, anche il nostro cimitero, luogo di riposo e di cura dei nostri cari defunti, è chiuso ormai da settimane e molti speravano che lo si potesse riaprire, almeno per Pasqua, almeno per sistemare le tombe ed i fiori.

Purtroppo non è stato possibile ma, grazie all’iniziativa del Sindaco e del Settore Lavori pubblici, il Comune si è sostituito alle persone e ha predisposto una pulizia straordinaria delle parti comuni, ha posato all’ingresso due grandi vasi di ulivo e due composizioni floreali, ha posato fiori freschi sulle tombe dei caduti, delle associazioni e dei cittadini esemplari poste vicino all’ingresso, ha tolto i fiori ormai appassiti rimasti sulle tombe di famiglia, sulle tombe individuali e negli ossari.

Un bel lavoro, un grande segno di rispetto e cura nei confronti dei nostri cari. Per questo molti cittadini hanno esplicitamente ringraziato l’amministrazione ed il Sindaco in primis.

Grazie Sindaco, un atto di cura e premura che in questo momento ci voleva proprio. Grazie da tutti noi!

Festività Pasquali, Sindaco e parroco in cimitero per una preghiera a nome della Città (Comunicato stampa – 11 apr 2020)

Le mascherine… bollenti

Un giorno: tanto è durato il grido dei social (aizzato dai soliti) nei confronti del Sindaco Monguzzi. Dopo la notizia che erano finalmente arrivate le mascherine che la Regione Lombardia aveva messo a disposizione dei Comuni, infatti, tutti i “super informati” e i “super manager” sono partiti in quarta a criticare il metodo e i criteri di distribuzione, un “metodo da incompetenti” e criteri di scelta opinabili. Tutti ad evocare la solita parola, “Vergogna!”, e altri a predire che il giorno seguente ci sarebbero stati “15.000 lissonesi in giro per Lissone” e così via.

Invece, a due giorni dall’inizio della distribuzione, sembra proprio che il metodo scelto – cioè la distribuzione in zone già frequentate (supermercati, negozi, farmacie etc.) – e la registrazione delle generalità, sia stato vincente.

Vincente perché non si sono creati assembramenti (come in altre città dove hanno identificato una postazione precisa per la distribuzione), vincente perché non ci sono stati trattamenti discriminatori (come in altre città dove hanno identificato dei gruppi di beneficiari: anziani, malati, giovani, madri…), vincente perché non ci sono i soliti furbi che ne imboscano più del dovuto (come in altre città dove la distribuzione è stata affidata ad alcuni commercianti) mentre a Lissone occorre dare il proprio codice fiscale per ricevere la mascherina. Ricordiamo che gli anziani, le persone con fragilità, i malati che lo richiedono ed altre specifiche utenze (ad esempio i volontari e il personale che eroga servizi) ricevono già l’assistenza e le mascherine dal Comune.

Altre sono invece le cose che ci lasciano perplessi. Perché, diciamolo, la quantità di mascherine arrivata – a due mesi dall’inizio dell’epidemia – è assolutamente insufficiente: 12.500 per 46.000 abitanti (o per 20.000 nuclei familiari) e ancora non si sa quando ne arriveranno altre. E i sindaci – ciascuno con la propria squadra e una propria metodologia – hanno dovuto sopperire al difficile confronto con i propri cittadini.

E chiudiamo con un “domandone”: apparteniamo alla più importante regione d’Italia e tra le prime in Europa, e allora cosa non ha funzionato? Perché, a due mesi di distanza, ancora non siamo in grado di fornire mascherine a tutti?

Coronavirus, a Lissone 12.500 mascherine: ecco le modalità di distribuzione (MBNews – 8 apr 2020)

Video di aggiornamento su coronavirus – 7 apr 2020 (4 min)

Video di aggiornamento su coronavirus – 8 apr 2020 (7 min)