Tra cultura e frittelle
Lo scorso weekend lo street food regionale ha di nuovo occupato piazza Libertà: stand gastronomici, bancarelle, musica, balli e possibilità di consumazione in loco. Il solito Palazzo Terragni preso d’assalto dai furgoncini, le solite criticità ai giardini, la solita scarsa pulizia, i soliti odori, i soliti prezzi alti e la solita concorrenza ai ristoranti/bar del centro.
Ma questa volta c’era anche qualcosa in più: in questi giorni, a Palazzo Terragni, era in esposizione la mostra “Mafie in Brianza”, realizzata dall’associazione “Brianza SiCura” nell’ambito del progetto “Lissone Lagalità”. Era un’ottima occasione per sensibilizzare i cittadini accorsi per lo street food e invitarli a visitarla. E invece…
Davanti all’ingresso del Terragni c’erano bancarelle, tavolini etc. e l’unica indicazione della presenza della mostra era un cartello raffazzonato in bianco e nero, posizionato tra frittelle, caramelle e tavolini… Ma non solo: anche il monumento ai Caduti, lì a fianco, era coperto alla vista da un camioncino dello street food. Che tristezza e che occasione sprecata!
Ma “l’assessore allo street food” Alibrandi continua imperterrito sulla strada indicata dalla sindaca Borella. D’altronde il cibo regionale e lo street food tirano sempre (anche se questa volta pare meno del previsto) e l’impegno organizzativo è minimo. Speriamo solo di non fare il giro di tutte le regioni d’Italia!
Ora che – a detta dell’Assessore – il commercio tiene, a Lissone si trova lavoro senza problemi e va tutto bene, non c’è bisogno di molto altro: giusto qualche street food e così si resta in linea con le performance della Giunta dei “migliori di sempre”.





