Un altro bel pasticcio
Durante il Question Time del 26 giugno, l’assessore allo sport Giovanni Camarda, in risposta alla nostra interrogazione, ha affermato che, poiché la società l’AC Lissone in un comunicato ha preso le distanze dal video pubblicato dalla ZETA MILANO, è tutto a posto.
Tutto a posto un bel niente, caro Assessore. Nel video la Zeta Milano annunciava che avrebbe avuto la disponibilità della struttura sportiva di via dei Platani (di proprietà del Comune di Lissone e in uso all’AC Lissone) in cambio di lavori che sarebbero stati da loro effettuati all’interno del centro sportivo.
L’AC Lissone, dunque, era a conoscenza del progetto e ha concesso il permesso di entrare nel campo sportivo per realizzare il video, garantendo alla Zeta Milano spazi e disponibilità. E di tutto questo il Comune (il proprietario!) non poteva non saperne nulla! Si tratta di un impegno di oltre 1.600.000 euro con ricorsi a mutui e a finanziamento Soci da restituire. Secondo quanto affermato l’altra sera, l’impegno economico verrà invece affrontato da AC Lissone, in cambio della concessione della struttura per 15 anni.
Ci stupisce che l’Assessore e la Giunta non si chiedano come farà un sodalizio dilettantistico a rientrare in 15 anni da un l’investimento così importante che, tra lavori, restituzioni di quote ed interessi, alla fine arriva ad almeno 3.000.000 di euro, secondo i conteggi riportati nella procedura per l’affidamento, con quote annuali di restituzione che variano tra i 90.000 e i 159.500 euro.
E se fra qualche anno, qualcuno darà forfait, a chi toccherà pagare i lavori e le migliorie? Forse al proprietario? Tra l’altro, ricordiamo che, per convenzione, non si possono subaffittare i campi e non si può nemmeno aprire un bar/ristorante aperto al pubblico.
Pensiamo che non si possa e non si debba subordinare la funzione “sociale ed educativa” dello sport, rivolta ai “nostri” ragazzi, a quella del business legato ad un progetto imprenditoriale, sfruttando impianti di proprietà comunale.
Ci spiace che ora AC Lissone avrà qualche problema (per lo meno comunicativo) e bisogna anche che in Giunta ed i Maggioranza, abbiano ben chiari “comportamenti e regole” quando si tratta di un bene pubblico. Un po’ come per l’aiuola di Via Gorizia. Una cosa sono i selfie, altra cosa è la gestione dei beni comunali.
P.S. Tutto questo fino a lunedì 29 giugno, quando ci hanno segnalato l’inizio dei lavori con scavi e movimentazione terra. Ma i lavori, secondo quanto è stato detto venerdì sera, erano subordinati alla positiva conclusione dell’iter in corso con l’Amministrazione comunale. Che sia successo “un miracolo” proprio nel weekend e che, altrettanto miracolosamente, l’impresa fosse disponibile ad iniziare i lavori il lunedì stesso? Oppure era già tutto risolto e deciso e il Consiglio è stato deliberatamente tenuto all’oscuro?
A fronte delle criticità illustrate nella documentazione tecnica e recepite dalla stessa Giunta e in un’ottica di trasparenza e legalità, i nostri consiglieri hanno richiesto un accesso agli atti.



