Lissone, tra bugie e querele

Siamo ancora allibiti dall’infelice (e soprattutto falsa) dichiarazione del vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici, l’architetto Oscar Bonafè, resa durante il Consiglio comunale di venerdì 6 marzo.  Durante l’esposizione dei “grandissimi passi in avanti” che l’assessorato sta facendo per la nostra città, Bonafè ha dato conto anche dei lavori al manto di copertura della Biblioteca civica.

Ha chiuso il suo intervento con uno sprezzante ed ironico: “Sono dieci anni che non si faceva nulla”. La solita storia: loro, i migliori, i salvatori della città. Quelli di prima, hanno solo scaldato la sedia e non hanno fatto nulla. L’ennesimo tentativo di cancellazione della storia passata, di negazione della serietà e dell’impegno delle persone. E questo in Consiglio, a microfono aperto, venerdì 6 marzo.

Non capiamo i motivi di questo livore, ma comprendiamo l’irritazione di chi ha governato prima: Concetta Monguzzi e Marino Nava in primis, ma anche tutti gli altri. Non capiamo perché una persona che abbiamo sempre considerato “seria”, un professionista prestato alla politica, un vicesindaco, debba arrivare a ferire gratuitamente (come vedremo poi) – tra gli sghignazzi del suo braccio destro Carraretto ed amici – le persone.

Dire che non si è intervenuti sul tetto della biblioteca è falso! Significa ignorare le determine n.1391 e 1593 del 2017 e 2018 e dimenticare il lavoro della dirigente Paola Taglietti, del RUP e direttore lavori, l’architetto Dirk Cherchi (che ancora lavora in Comune a Lissone). Ci riferiamo a oltre 140.000 euro di lavori eseguiti per infiltrazioni e per la linea vita. Per fortuna il nostro consigliere Nava ha la memoria buona e queste cose le ha dette, rivendicate e dimostrate a microfono.

Ma ancora più riflessione dovrebbe scaturire dalle successive affermazioni dell’assessore Bonafè. Alla domanda se, nel caso la sua affermazione sui mancati lavori al tetto della biblioteca non fosse stata veritiera avrebbe dato le dimissioni, la riposta è stata un deciso “No!”. Certo, la poltrona non si tocca, mai! E poi: “Io ho chiesto e mi hanno detto che non avevate fatto nulla. Non è colpa mia e mi scuso, visto che avete portato le prove…”.

Scusarsi è sempre un buon segno, ma è inutile cercare scuse se poi si danno informazioni false, politicamente ingiustificabili. La Sindaca ha promesso che, d’ora in poi, lei querelerà chiunque osi fare insinuazioni contro la sua Amministrazione. Ecco: tra querele, bugie e campagna elettorale ne vedremo delle belle, con buona pace della (scarsa) memoria di Dirigenti attuali e del passato.