GPG Film, orgoglio lissonese

Grande interesse, questa settimana, a Biassono per l’anteprima  di CRUX MAN , l’ultima fatica della GPG Film, una realtà tutta lissonese che da anni scrive, realizza e produce film.

Dario Perego con Filippo e Giancarlo Grilli, fondatori della GPG Film, sono stati i motori dell’iniziativa, coadiuvati da oltre 1.200 tra attori, staff, comparse e lavoranti. Tutti coinvolti, tutti innamorati del film, tutti al lavoro… e i risultati lo dimostreranno anche questa volta!

CRUX MAN è la storia di don Beppe, un giovane prete che viene inviato in un’anonima cittadina di periferia dove, da subito, si dà da fare ottenendo risultati immediati e benefici per tutti i membri della comunità.

Il film, a tratti divertente e spiritoso, trasmette un messaggio chiaro e forte: noi tutti, se decidiamo di metterci in gioco, possiamo diventare “piccoli eroi” e influire in modo positivo sulla vita delle persone che ci circondano e nelle situazioni difficili e apparentemente immutabili. Non “voltarsi dall’altra parte” – quindi – ma “intervenire” e impegnarsi, a volte anche pagandone personalmente il prezzo (uno stile di vita che,  se applicato per esempio alla nostra città, potrebbe migliorarci l’esistenza…).

Invitiamo tutti ad andare a vedere questo film e a pubblicizzarlo, orgogliosi di questa realtà  lissonese che dà lustro, anche indirettamente, alla città di Lissone: è sicuramente un bel biglietto da visita.

E un altro motivo di orgoglio è lo scopo benefico dei proventi del film (costato circa 20mila euro): la GPG Film dichiara infatti che tali proventi saranno destinati a due interventi di scolarizzazione: in Costa d’Avorio e nella Repubblica Centrafricana. Allora è proprio vero: anche vicino a noi gli “eroi” esistono davvero!

Forza GPG Film, forza CRUX MAN e buona visione a tutti!

CRUXMAN, il sito e le date delle proiezioni

Biassono: presentato in anteprima il nuovo film di Filippo Grilli (MBNews – 16 gen 18)

Lissone, il film sul prete supereroe e gli «studios» in oratorio (Corriere.it – 13 gen 18)

Lissone città pulita

Da quando l’Amministrazione ha rinegoziato con Gelsia Ambiente la concessione del servizio di pulizia strade e raccolta rifiuti, Lissone è indubbiamente più pulita. Il divieto di sosta alternato su tutta la città permette di avere strade spazzate a dovere, non avere veicoli in sosta rende Piazza Libertà più ordinata e più pulita (un operatore dedicato passa tutte le mattine), il parcheggio sottostante Palazzo Terragni è ora pulito più frequentemente e l’avvento dei sacchi gialli e della raccolta differenziata di carta e cartone ci ha spronati ad avere una maggior sensibilità e consapevolezza sulla raccolta e lo smaltimento rifiuti.

Ma allora va tutto bene? Purtroppo no, non tutto va bene. A volte, infatti, veniamo a conoscenza di pessimi comportamenti del personale addetto al ritiro, soprattutto dei cestelli dell’umido: troppa fretta e superficialità durante il lavoro fanno sì che il risultato siano cestelli lasciati spesso in mezzo al marciapiede (o anche giù dal marciapiede…), aperti, rovesciati (a volte rotti…) e con residui sull’asfalto. Non dovrebbe proprio essere così e ci impegneremo ancora a segnalare e a raccomandare agli operatori maggiore attenzione.

Ma non solo: purtroppo troppe volte vediamo anche come alcuni cittadini abbiano dimenticato il senso civico, la buona educazione e il rispetto degli altri. E ci riferiamo a chi espone i sacchi nei giorni sbagliati o a chi – peggio ancora – lascia i propri rifiuti per strada sotto i cestini arancioni o a chi imbratta giardini o terreni buttando sacchetti di plastica anonimi ed indifferenziati. Per non parlare poi di chi abbandona per strada divani, lavatrici, aspirapolvere e altro e di alcuni piccoli (diremmo “piccolissimi” in senso civico) imprenditori che depositano i loro rifiuti in zone “buie”: materiale per lo più edile ma non solo .

Questi comportamenti vanificano gli sforzi fatti dall’intera comunità e ricordiamo che una vera e propria “task force” è stata organizzata dal Comune e da Gelsia per rintracciare la provenienza dei rifiuti “selvaggi” ed assegnare sanzioni consistenti. Il metodo repressivo e sanzionatorio, è ovvio, non piace a nessuno ma è proprio l’ultima spiaggia; da parte dei cittadini sarebbe auspicabile, invece, una corretta applicazione delle regole e la condivisione di un progetto che garantirà a tutti noi di vivere in una Lissone pulita.

Errato conferimento dei rifiuti: 47 accertamenti a novembre da parte del «Vigile ecologico» (Comunicato stampa – 29 nov 2017)

“Chi di verde si veste a beltà sua s’affida”

Lasciamo perdere l’avanzare sfacciato del grigio del ventennio leghista, bastano un paio di pedalate per lasciarselo – almeno per un pó – alle spalle.
Raggiunto infatti Bosco Urbano di Lissone , si puó apprezzare l’opera di riqualificazione e cura che ha visto oggetto il laghetto e l’ambiente circostante negli ultimi 5 anni. Non dimentichiamo quale era la situazione della struttura nel 2012. Ora l’ambiente è così tranquillo e accogliente che persino una nutrita famiglia di paperotti ha deciso di soggiornarvi e passeggiare, con tutta calma,tra i visitatori.

In questa calda estate, possiamo riscoprire il piacere di una passeggiata nel verde a Lissone.
Oltre a natura e fauna, chi abbia voglia di recarsi sul posto troverà una struttura per la ristorazione e la possibilità di pescare con attrezzatura propria. E alla sera si potranno ammirare i giochi di acqua e luce della nuova fontana, offerta alla cittadinanza su richiesta dei Marinai di Lissone dalla Società Brianzacque.
Insomma, non ci affideremo alla beltà di verde abbigliamento , ma a quella della natura, orgogliosamente, sí.

 

Anche i rifiuti possono essere buoni

Nella concitazione elettorale sono passate un po’ sotto silenzio alcune novità, magari piccole ma belle e significative, intervenute a Lissone.

Per esempio nell’ambito del riciclo dei rifiuti l’ultimo mese ha segnato un interessante triplice colpo dell’amministrazione Monguzzi: anzitutto la stabilizzazione del “sacco blu”, la raccolta differenziata che ha guadagnato ben 7 punti di percentuale e li mantiene stabilmente da tre mesi; poi la consegna del nuovo Centro per il riuso, costruito presso la piattaforma ecologica e che dovrà essere affidato a una cooperativa di gestione ; infine i risultati dei cassonetti gialli per la raccolta di vestiti in buono stato, grazie alla quale si è ridotto l’inquinamento ambientale e finanziato alcune iniziative di solidarietà.

Casualmente dunque la cronaca ci mette sotto gli occhi tre esempi di “buone pratiche” sull’uscio di casa nostra: quasi per confermare che anche poco, ma fatto da tutti, basta a ottenere risultati importanti, che magari nemmeno immaginavamo possibili a Lissone.

Raccolta differenziata rifiuti, guadagnati 7 punti in soli tre mesi (Comunicato stampa – 23 giu 2017)
Consegnato al Comune il nuovo Centro del Riuso: meno rifiuti e nuova vita per gli oggetti usati (Comunicato stampa – 9 giu 2017)
I vecchi vestiti fanno crescere fiori. E fanno anche risparmiare… (Comunicato stampa – 22 giu 2017)

Il fumo fa male. La differenziata no

Interessante (e inquietante) lo studio commissionato dall’amministrazione di Desio sulla ricaduta dei fumi dell’inceneritore collocato alla periferia della città; è stato determinato il raggio di caduta delle emissioni del caminone, che interessa tre quarti di Desio stessa più altre zone di città limitrofe verso ovest (Lissone è esclusa).

Adesso verranno richiesti i dati epidemiologici degli ultimi anni, in modo da verificare se in quell’area si riscontrano patologie particolari. Noi speriamo ovviamente di no; ma intanto una certezza c’è: più facciamo la differenziata e promuoviamo il riciclo, meno rischi corriamo. Per l’ambiente e per la nostra salute.

Desio, i fumi dell’inceneritore ricadono su sei comuni. “Ora lo studio sulle malatttie” (Il Giorno – 26 mag 2017)

Cosa succede a Seregno

C’è Lega e Lega: l’abbiamo sempre detto. C’era una volta a Lissone la Lega che difendeva il territorio e c’è purtroppo da 15 anni la stessa Lega – e spesso con le stesse persone… – che lo ha distrutto per sempre, con pratiche di potere che hanno favorito interessi di pochi.

Guardate cosa succede a Seregno, ben spiegato da quest’articolo di Infonodo, e relativo a una vicenda di cave e di edilizia

Ma leggete soprattutto cosa ha fatto con coerenza e un certo coraggio l‘assessore locale all’urbanistica, dimettendosi quando si è resa conto di essersi scontrata con una volontà politica ben diversa dalla sua:
“E’ evidente,  infatti, che favorire e assecondare pedissequamente le istanze di nuovi insediamenti di grande distribuzione commerciale è atteggiamento contrario alle linee guida impartite dal movimento Lega Nord per l’espletamento del mio mandato. Salvaguardare il verde, che sia Plis, di cintura o cuscinetto, dovrebbe essere di per sé un valore inestimabile in quanto ontologicamente “fruibile”,soprattutto all’interno di un tessuto fortemente urbanizzato come il nostro”.

Capito? A Seregno la Lega Nord difende il verde.
Accidenti, proprio a noi dovevano capitare i padani sbagliati?

Vota Meroni e torneranno i mattoni

Ormai lo ammette lui stesso: Fabio Meroni è stato il Gran Cementificatore della nostra città. Lo dice senza pudore alcuno persino in pubblico, e lo ripete (però in modo molto più subdolo) nel suo programma elettorale, dove spiega che cosa farà in futuro: se vincerà, il Gran Cementificatore rimetterà mano al Pgt appena approvato per ricominciare a costruire sulle aree verdi e vuole avere campo libero per farlo.

Infatti scrive: “ll Documento di Piano e il Piano dei Servizi saranno oggetto di un profondo rinnovamento” per “orientare e incentivare gli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse, sottoutilizzate da riqualificare o rigenerare”.

Attenti alle parole: “prioritariamente”, non “esclusivamente”!
Capita la sottigliezza? Addio consumo di suolo zero, così faticosamente conquistato con la presente amministrazione, addio Parco verde…

Cittadini, sappiatelo: è tornato Fabio Mattoni, e se ne vanta pure.

“Orgoglioso di aver cementificato”. Meroni presenta la sua lista ‘del fare’ (Il Cittadino – 20 mag 2017)

Ma sono mille papaveri rossi…

La canzone di De André fa da perfetta colonna sonora a questa visione, che per una volta ci mostra una Lissone bella e colorata. Questa fioritura ornava qualche giorno va la montagnetta di terreno che giace presso la ex cava di via Cellini (zona piscina), in attesa che Anas – come abbiamo già spiegato – completi il lavoro di risanamento e restituzione dell’area all’uso civile.

Intanto, però, i papaveri non hanno aspettato e sono fioriti lo stesso, con l’incredibile capacità che hanno i fiori di rendere bella persino una zona dismessa come questa.
Un segnale significativo anche per noi; un simbolo che la natura non si arrende nemmeno davanti alle brutture degli uomini e che niente è mai del tutto perduto, persino gli ambienti più maltrattati e marginali possono essere recuperati: con un po’ di fantasia e di poesia.

10%! Il riciclaggio schizza in avanti

Avevamo scritto che “I rifiuti vanno a mille“. Adesso possiamo precisare che… almeno vanno al 10% in più. In effetti è davvero eccellente il risultato conseguito dalla nuova modalità di raccolta dei rifiuti con il sacco Rfid blu: dopo un solo mese, il primo mese “pieno” con l’innovativo sistema, la percentuale di differenziata è schizzata al 74,7 per cento (l’anno scorso eravamo al 65%)!

Questo significa che tre quarti dei rifiuti lissonesi ormai sono avviati al riciclaggio e non alla distruzione o alla discarica; e siamo addirittura vicini all’80% che l’amministrazione si è posta come obiettivo per i prossimi 5 anni.
Speriamo che non sia un fuoco di paglia e che la percentuale venga confermata anche in seguito.

E intanto grandi complimenti alla cittadinanza, che in così poco tempo si è adeguata con estrema efficienza alla novità, che porterà benefici sia economici sia ambientali per tutti.

Raccolta differenziata: col nuovo servizio di igiene urbana, a marzo sfiora quota 75% (Comunicato stampa – 26 apr 2017)

Un Contratto onorato fino in fondo

Noi non lo volevamo, eppure – una volta ricevutolo in eredità – l’abbiamo realizzato in gran parte, l’abbiamo migliorato, abbiamo salvato del suolo vergine e costruito meno metri cubi e abbiamo persino risparmiato circa 11 milioni di euro: che cosa volere di più?

Un’interrogazione 5Stelle, l’altra sera in Consiglio comunale, ha permesso agli assessori Anna Maria Mariani e Marino Nava di dipingere il quadro completo del cosiddetto “contratto di quartiere” (la riqualificazione del quartiere ex Ls/1, ora Don Moscotti), dalle origini ad oggi; ed è apparso in tutto il suo valore un grandissimo successo dell’amministrazione Monguzzi.

Ecco il dettaglio per punti:
– il contratto di quartiere è stato approvato nel 2007, con i voti contrari dell’allora minoranza (oggi maggioranza) perché appariva un progetto ciclopico e per vari aspetti azzardato; l’ammontare era di 40 milioni di euro, quasi per il 40% coperti dalla Regione, poi da Aler, dal Comune e dai privati
– nel 2012, all’insediarsi dell’amministrazione Monguzzi, le uniche realizzazioni erano le tre nuove palazzine in cui dovevano trasferirsi gli inquilini della parte di abbattere
– subito la Giunta Monguzzi ha trasferito il cogeneratore, che avrebbe dovuto sorgere nel bel mezzo del giardino della scuola elementare Buonarroti, con un’alta ciminiera al posto del prato.
– quindi è stato realizzato con successo e senza alcun disordine il “più grande trasloco d’Italia”: 134 famiglie dalla “stecca” alle palazzine nuove
– poi è stata abbattuta la stecca degradata, spostando temporaneamente altrove gli alunni della scuola primaria per evitare rischi dovuti al rumore e alle polveri
– è stata concordata con il privato la rinuncia all’ampliamento del supermercato esistente in loco e quella di nuove palazzine di edilizia convenzionata, riducendo dunque l’impatto urbanistico e demografico sul quartiere
– la scuola Buonarroti ha ottenuto diverse migliorie (ingressi, abbattimento passerella, rinnovo giardino), nemmeno previsti all’inizio
– la palestra “scolastica” inizialmente prevista è diventata un palazzetto da 750 posti, per il quale si attende solo la gara d’appalto (competenza provinciale), e non sarà costruito come previsto sul prato bensì sul sedime prima occupato dalle case abbattute, con risparmio di suolo
– il Centro giovanile Cubotto, invece di essere abbattuto e rifatto, sarà riqualificato e raddoppiato, con notevole risparmio sui costi; anche di questo è già stato approvato il progetto preliminare
– ultimo punto dolente: le scale che Aler avrebbe dovuto ristrutturare, ora probabilmente saranno demolite; ed è un’altra diminuzione di pressione demografica in una zona problematica

Questo è ciò che abbiamo fatto in 5 anni (gli stessi trascorsi dall’approvazione alla fine dell’amministrazione precedente), per un totale di 29 milioni di euro e nonostante rallentamenti e ritardi; e hanno ragione gli oppositori a sostenere che raccontarlo equivale a fare uno “spottone” elettorale a nostro favore.
E’ proprio così: abbiamo lavorato bene e molto, e ne abbiamo tanto più merito per il fatto che non era nemmeno una scelta nostra.