Lissone - Carnevale 2026

A Carnevale ogni bluff vale!

Cara Sindaca Borella, complimenti per il post di Facebook. Una narrazione così epica sul Carnevale – con laboratori creativi, truccabimbi e coloratissime sfilatenon si leggeva dall’ultima biografia su Alice nel Paese delle Meraviglie. Una festa epica che, a quanto dici, ha radunato folle oceaniche in piazza e sembrerebbe perfino in grado di competere con Viareggio o Roma in termini di partecipazione e fantasticheria. Poi, però, apriamo un altro post e scopriamo che nel mondo reale esiste una versione alternativa della stessa giornata. Una versione (piuttosto concreta, e non di fantasia) in cui:

  • alle 15:00 una bimba mascherata si presenta felice in piazza,
  • alle 16:00 si aspetta fermamente che qualcosa inizi
  • alle 16:45 il sole cala, il freddo comincia a farsi sentire e le famiglie se ne vanno.
  • alle 17:00 parte un tentativo di animazione con un megafono d’epoca, trampolieri in letargo e un gruppo di percussionisti che suonano il silenzio.

Perfetto! Se qualcuno pensava che il Carnevale fosse festa, musica, musica, musica, ebbene Lissone ha elevato il silenzio a disciplina artistica ufficiale. E siccome “a Carnevale ogni scherzo vale”, questa è una trovata davvero originale!

Confronto con l’Italia vera (giuro, non l’altra galassia).
Nel resto del paese, il Carnevale 2026  è vivo e vegeto. All’ombra di Bologna, paesi come San Giovanni in Persiceto vantano parate storiche con carri, sfilate e una coinvolgente atmosfera di festa – parliamo di quella con confetti e pubblico, non con megafoni vintage. Da Roma a Putignano, passando per Fano e le celebrazioni tradizionali, ci sono eventi con musica, maschere, folle e vero divertimento.

E in Brianza? A Monza, ad esempio, il centro città si è davvero animato: strade piene di maschere, colori, balli e spettacoli, con musiche, artisti itineranti e famiglie coinvolte fino a tarda serata. Le vie si sono riempite di festa e allegria, con laboratori e iniziative che non restano confinate nel regno dei post social. A Limbiate, l’evento in piazza Tobagi ha richiamato tante famiglie e bambini, trasformando il centro in uno spazio di allegria concreta, pieno di maschere, coriandoli e sorrisi. A Vimercate, sabato scorso, la sfilata di Carnevale ha riempito le vie della città di migliaia di persone e di costumi a tema “Olimpiadi d’Inverno”, grazie all’organizzazione di Pro Loco e oratori, con corteo, feste e premiazioni. E poi Muggiò, Vedano al Lambro….insomma: mentre Lissone celebra il Carnevale con il silenzio contemplativo tipico della meditazione zen (quasi un preludio alla Quaresima molto prima del dovuto) altrove in Italia si balla, si ride e si festeggia con tutto il folklore e la vitalità che questa festa richiede.

Ma c’è una cosa che non mente: mentre in tante località italiane il Carnevale è festa, allegria e comunità, a Lissone pare sia diventato caccia al microfono perduto. Si può chiamarlo strategie di comunicazione politica, ottimismo digitale, o semplicemente carnevalata post-moderna, ma il risultato è chiaro: a Carnevale ogni bluff… vale, e vale pure doppio… e Lissone anticipa la Quaresima al sabato grasso!