Il cantiere fantasma
Abbiamo letto con interesse sul Cittadino di sabato 28 marzo l’editoriale “Quando un cantiere salva il consenso” e, all’interno, un’intervista al leghista Matteo Lando, capo della maggioranza lissonese.
Lando parla di risultati e progetti e confronta questi “suoi” 4 anni con i precedenti della Giunta Monguzzi: accenna alle caldaie, alle asfaltature e, naturalmente, alla Piazza del mercato. Un’intervista a tratti tragicomica.
Lui, che aveva annunciato l’inizio dei lavori subito dopo la Sagra paesana (ottobre 2025) e a tutt’oggi nulla si è visto.
Lui, che ignora o finge di non sapere dei progetti che sono stati accantonati dalla attuale Giunta. (Uno di questi, ad esempio, prevedeva in oltre dieci immobili comunali (tra i quali le scuole) la sostituzione delle caldaie in bando project. Si tratta del progetto “Territori Virtuosi 2”, con appalto già assegnato al vincitore e poi invece abbandonato…)
Lui che cita come “suo” risultato il ritorno del Centro Psico Sociale a Lissone: evidentemente non lo sa chi lo riporterà, davvero, in città.
Lui, che si vanta delle opere di riqualificazione dei giardini pubblici: in effetti sono quelle che arriveranno come compensazioni di Pedemontana.
Insomma, Lando è un politico imbarazzante, che cita risultati e progetti non suoi, alcuni nemmeno iniziati, altri nemmeno progettati.
Fuori posto e inopportuno riteniamo sia anche il confronto con il secondo mandato dell’amministrazione Monguzzi, sia per i lavori eseguiti che per le opere progettate ed ora in conclusione.
Certo che è difficile confrontarsi con questa amministrazione, pare che lì la memoria (uffici inclusi) sia proprio una “merce rara”.



