Referendum

Un NO forte e chiaro

Il primo dato significativo di questa consultazione referendaria è stata la grande affluenza alle urne, in controtendenza rispetto all’andamento delle ultime tornate elettorali. Speriamo proprio che il dato del 59% di elettori indichi l’inizio di una nuova stagione di impegno civile e consapevolezza del voto.

Gli Italiani hanno quindi detto NO alla riforma della Giustizia, così come è stata proposta e come è stata presentata. I sostenitori del SÌ – Premier, Ministri, politici e commentatori vari – hanno spesso parlato a sproposito, utilizzando esempi fuori luogo (pedofili, bambini, delinquenti, mafiosi) e situazioni che nulla avevano a che fare con il quesito referendario.

L’Italia ha detto NO, contro i potenti di turno (Governo, Reti televisive, organismi vari) e contro una campagna per il SÌ che ledeva l’intelligenza dei cittadini… Non è servito eliminare per 20 giorni le accise, non è servito “far finta” di essere distanti da Trump e non è servito neppure richiamare i fedelissimi a scambi clientelari.

Un voto, quello espresso dai cittadini, che manda un messaggio chiaro, alla Premier in primis. Noi ci siamo, noi votiamo, noi ci informiamo e la “Giustizia”, modificata con questa approssimazione e con questa evidente malafede, non si tocca.

Arriveranno le precisazioni e le minimizzazioni ma l’importante è che ora si riparte e i politici, volenti o nolenti, dovranno farsene una ragione. La strada che doveva “scardinare” la Costituzione e portare al premierato è stata bloccata.

L’Italia s’è desta, di nuovo!