Lega Lissone

La memoria selettiva

Durante il prossimo Consiglio comunale, non mancheranno le commemorazioni per Umberto Bossi e, come sempre accade in questi casi, ascolteremo parole solenni, elogi e ricostruzioni indulgenti. È giusto così: la morte di una persona merita sempre rispetto. È umano, ma non è sufficiente, perché il rispetto non può trasformarsi in rimozione della memoria.

Perché Bossi non è stato solo un carismatico protagonista politico ma è stato il principale artefice di una stagione che ha diviso il Paese, legittimando un linguaggio fatto di contrapposizioni, slogan identitari e ostilità verso intere parti d’Italia.

È stato il tempo dei cori contro il Sud, delle ampolle del Po, di una cultura politica che ha contribuito a cambiare il linguaggio pubblico, rendendolo più aggressivo, più semplificato, più incline alla costruzione sistematica di un “nemico” utile al consenso.

Non si può nemmeno dimenticare come quella stagione si sia chiusa: tra scandali, inchieste, un progressivo svuotamento di credibilità e le contraddizioni di un progetto che, nel tempo, ha smarrito sé stesso.

Viene poi spontaneo pensare alla Lega dei giorni nostri: il suo attuale “sostituto” incarna proprio ciò che la “Lega di Umberto Bossi” combatteva: il centralismo, il potere a tutti i costi, l’inciucio continuo (vedi Vannacci). La Lega attuale è la degenerazione della Lega Nord di Bossi e Maroni, quella nata nei paesini e che, bene o male, diede voce a molti cittadini.

Il rispetto per la morte di una persona è doveroso, ma ricordare una figura pubblica significa tenerne insieme tutte le dimensioni: non solo quelle che fanno comodo oggi, ma anche quelle che interrogano, che dividono, che chiedono una riflessione.

Per questo, mentre ascolteremo parole di elogio – prevedibili e legittime da parte di chi ne condivide la storia politica – crediamo sia doveroso, per chi ha una visione diversa, non rinunciare a un esercizio di memoria critica.

La memoria, quando riguarda figure pubbliche di questo peso, non può essere selettiva.