Lissone - Municipio

Chiude il bar del Comune

Con amarezza – ma senza alcuna sorpresa – apprendiamo che il servizio bar all’interno del Municipio di Lissone cessa la propria attività. Il contratto quinquennale con il gestore uscente è giunto a scadenza e il nuovo bando di concessione è andato deserto. Nessun candidato, nessuna proposta, nessuna continuità.

Si dice – e l’ipotesi appare tutt’altro che peregrina – che il bando presentasse condizioni talmente rigide da scoraggiare qualsiasi potenziale gestore dotato di un minimo di buon senso imprenditoriale. Ma il punto politico non è questo, o almeno non solo. Il punto è che oggi Lissone perde un altro presidio di vita quotidiana, e lo perde per una scelta amministrativa, non per una fatalità. Un bar comunale non è semplicemente un luogo dove si consuma un caffè: è uno spazio di relazione, di incontro informale tra cittadini, dipendenti comunali, amministratori, anziani che trovano lì un momento di socialità. È una piccola ma significativa infrastruttura civica.

La sua chiusura si aggiunge a un quadro già preoccupante: negozi che abbassano le serrande, attività storiche che rinunciano perché non più sostenibili, un centro cittadino che lentamente si svuota. Ogni chiusura, presa singolarmente, può sembrare marginale. Sommate, invece, raccontano una città che fatica a restare attrattiva e viva.

Quando un bando pubblico va deserto, l’Amministrazione dovrebbe interrogarsi seriamente sul perché. Se ciò non avviene, il sospetto è che ci si rifugi dietro la burocrazia per non assumersi responsabilità politiche. Le regole sono uno strumento, non un fine. Quando diventano un ostacolo anziché un’opportunità, il risultato è sotto gli occhi di tutti: spazi chiusi, servizi persi, occasioni mancate.

Qui non siamo di fronte a un incidente di percorso, ma all’ennesimo segnale di una gestione che fatica a tenere insieme regole e realtà. Una città non si misura solo dai grandi annunci o dai rendering futuribili, ma anche – e forse soprattutto – dalla cura dei suoi spazi quotidiani. E su questo terreno, purtroppo, l’Amministrazione continua a mostrare crepe sempre più evidenti. Perdere il bar del Municipio è un piccolo segnale, certo, ma di quelli che indicano ancora una direzione sbagliata.

Dobbiamo tutti chiedere all’Amministrazione comunale di:

  • rendere pubblica una valutazione politica delle ragioni per cui il bando è andato deserto;
  • rivedere in tempi rapidi le condizioni della concessione, eliminando eventuali vincoli sproporzionati;
  • valutare soluzioni transitorie che consentano di non lasciare il Municipio privo di questo servizio per mesi, se non anni.

Non per fare un favore a qualcuno, ma per restituire alla città un servizio minimo e un luogo di relazione che non avrebbe mai dovuto essere messo a rischio.

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