Oggi una riflessione sulle elezioni del Consiglio della Provincia di Monza e Brianza che si sono svolte domenica 25 maggio. Parliamo di una provincia all’avanguardia, dove le donne hanno ruoli importanti, una provincia composta da città ricche ed evolute, dove sembra che le donne abbiano raggiunto e ottenuto i medesimi ruoli dei politici uomini.
Invece dobbiamo constatare i dati desolanti che emergono dalle preferenze ricevute dalle candidate consigliere del centrodestra brianzolo. Mentre il centro sinistra ha eletto 3 consigliere (su 8) e con le quali ci congratuliamo, il centro destra, invece, non ha eletto nessuna consigliera donna!
Non solo: alcune (5 su 6) hanno avuto 0 voti e questo significa che le candidate non hanno avuto neppure il coraggio e la dignità di votarsi!
Essere candidate e ricevere zero preferenze identifica e qualifica la squadra degli 8 consiglieri eletti. Quindi solo uomini, solo consiglieri comunali maschi nel centro destra. Sarà forse perché sono più bravi? Noi abbiamo dei forti dubbi…
Eppure, in queste elezioni – denominate “di secondo livello” perché riservate ai Consiglieri comunali (donne e uomini) – votavano rappresentanti dei cittadini brianzoli.
A questo punto è chiaro che le consigliere donne hanno partecipato solo per votare i maschi “alfa” del centro destra, intoccabili. Anche le nostre consigliere Scaffidi, Sieli, Bonanomi e Volpe non si saranno fatte troppe domande: a loro sarà sembrato tutto normale, o si saranno adeguate. Una sola delle candidate deve aver ricevuto un voto ponderale e noi abbiamo una piccola speranza: che si sia votata e non abbia seguito le indicazioni dei capi!
Per fortuna, un dato che vediamo in questa tabella è il pareggio del numero dei consiglieri e, in generale, l’avanzamento dei voti ponderali del centro sinistra.
I miopi politici brianzoli del centro destra hanno così scritto una pagina vergognosa, proprio nell’80° anniversario del diritto di voto alle donne e in barba alla parità di genere. Non sappiamo se in altre provincie sia andata allo stesso modo, noi speriamo di no.
Chissà cosa ne direbbe la Presidente del Consiglio – Giorgia – donna, madre, cristiana. Chissà…
