Teli bianchi
Teli bianchi, sudari. Avvolgono, a Gaza, i corpi dei palestinesi morti ammazzati, e sono così diventati simbolo della strage. Sono, cioè, gli oggetti comuni del nostro tempo crudele. Un tempo di genocidio.
Il sudario ricopre, sottrae alla vista del mondo il corpo di cui è stato fatto scempio. Avvolgere nel sudario è un gesto estremo di cura, di pietas. Protegge la dignità degli esseri umani quando le vite non valgono più niente, nella conta approssimativa dei morti.
Come si fa a piangere e onorare la memoria, dei morti di Gaza in quasi 600 giorni di assedio?
Come si fa a piangerli uno per uno?
Alcune associazioni lissonesi proveranno a farlo, in silenzio, sabato 24 maggio con un flash mob in piazza IV Novembre alle ore 18, di fronte alla Biblioteca.
È una iniziativa promossa da Tommaso Montanari – storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena – che si svolgerà, seppur con diverse modalità, in molte (e speriamo tutte) città d’Italia.
A Lissone, ciascuno potrà partecipare al flash mob presentandosi con un telo bianco ed esporre un telo bianco alla finestra o sul balcone della propria casa.
Sarebbe bello che, tutti insieme, in tutta Italia, si arrivasse al tragico numero dei 50.000 di Gaza. Tutti insieme, saranno i corpi che il mondo non vuole vedere.





