Quando l’indirizzo finisce in un binario morto
C’è stato un momento, martedì sera, in cui nell’aula del Consiglio comunale di Lissone è calato un silenzio di quelli che non hanno bisogno di spiegazioni. L’intervento della sindaca Laura Borella – infilata tra le comunicazioni iniziali, prima dell’ordine del giorno – ha avuto l’effetto di una doccia gelata: quest’anno niente Luna Park, almeno non nella sua forma tradizionale. E poi, minuto dopo minuto, è emerso un quadro che definire imbarazzante è già un esercizio di diplomazia.
La storia è semplice: causa dei lavori in Piazzale degli Umiliati, la Giunta decide di “mantenere la tradizione” e individua – con tanto di delibera e cartine – il “parcheggione” e le zone limitrofe alla Stazione come possibile nuova sede per le giostre. Una scelta ardita, ma tranquilli: “è solo un atto di indirizzo”. Tradotto: abbiamo detto agli uffici di vedere se si può fare. Un po’ come prenotare un matrimonio senza sapere se la chiesa esiste…
Nel frattempo, minoranze, cittadini e perfino qualcuno in maggioranza, facevano notare che un Luna Park accanto ai binari poteva presentare delle criticità: rumore, luci, sicurezza, treni che passano. Ma la linea della Giunta pare fosse: tutto sotto controllo. Fino a quando – finalmente! – è stato chiesto il parere a RFI che, in data 25 giugno, mettendo nero su bianco, ha risposto: NO! No per il rumore, no per le luci, no per l’afflusso di persone, no per la sicurezza. Non un’opinione, ma il parere dell’unico soggetto che ha l’autorità di affermarlo.
Qui la domanda, rimbalzata in aula, resta sospesa: ma davvero nessuno, prima di annunciare, progettare, convocare, rassicurare, ha pensato di scrivere o telefonare a RFI? La sindaca ha provato a minimizzare: era solo una verifica, gli uffici non sono stupidi, nessuno pensava a giostre proprio sotto i cavi… e meno male! Ma il punto non è questo, il punto è come un’ipotesi fragile sia stata, per settimane, una soluzione quasi certa in termini di aspettative create, giostrai coinvolti, graduatorie rifatte e con il problema di chi escludere da spazi che, di fatto, non esistevano…
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lavori in piazzale degli Umiliati al via (giustamente), sagra confermata, ma Luna Park cancellato. Una retromarcia tanto improvvisa quanto prevedibile perché non serviva essere tecnici ferroviari, bastava il buon senso o – più banalmente – chiedere prima.
Qualcuno ha parlato di “figura da cioccolatai”. Espressione colorita e poco istituzionale, ma efficace. Perché il pasticcio è tutto lì: fretta, superficialità e allergia all’ovvio. Non basta rifugiarsi nell’“atto di indirizzo”, ma quando si annuncia una soluzione, quella soluzione deve stare in piedi, altrimenti non è indirizzo: è improvvisazione.
Il paradosso finale è che l’unica cosa che non ha retto è proprio quella che si voleva salvare: le giostre quest’anno non ci saranno. In conclusione: prima di salire sulle montagne russe, conviene verificare che i binari esistano davvero…



