Venerdì scorso, in Consiglio Comunale sono successe “robe da matti”. Durante la discussione di una mozione sulle difficoltà economiche della società Pedemontana, alcuni Consiglieri di minoranza sono intervenuti e hanno dato il loro contributo. Anche un consigliere di maggioranza (Edoardo Pallavicini, FdI) avrebbe voluto farlo e, come si usa nei consessi democratici, si è prenotato per intervenire. L’Avvocato, persona intelligente, competente e preparata, avrebbe potuto dare – immaginiamo – un buon contributo alla discussione.
Ma evidentemente non tutti la pensavano così. Il Presidente della Commissione Urbanistica Andrea Carraretto (FI) – consigliere di maggioranza – a quel punto, dal proprio banco e a voce alta, ha affermato: “No, no, non deve parlare!“.
Subito il vicesindaco Oscar Bonafè, dai banchi della Giunta, si è affrettato a garantire l’appoggio al suo consigliere (Carraretto) e ha convinto il collega di Giunta Giovanni Camarda (FdI) ad “intervenire”.
Detto fatto, Camarda si è recato tra i banchi della maggioranza per un veloce “scambio di opinioni” e… il consigliere Pallavicini ha sfilato la tessera, ha annullato la prenotazione all’intervento ed è uscito temporaneamente dall’aula.
Carraretto, Bonafè, Camarda, Perego erano trionfanti; il collega di Pallavicini – Marco Fossati (FdI) – sembrava non si fosse accorto di nulla e l’unico a intervenire, ad onor del vero, è stato Matteo Lando (Lega) che, infischiandosene di tutto e di tutti, si è prenotato e ha fatto il suo intervento. Lui sì, ha potuto farlo.
Certo, Pallavicini ha sfilato volontariamente la tessera, ma sottostando così ai “censori” che avevano deciso che lui non dovesse parlare; e così è stato. Ora, a Lissone, c’è anche chi decide chi può parlare e chi no,.
Dai banchi della minoranza il nostro consigliere Marino Nava ha espresso stupore e sgomento per ciò che è accaduto e che tutti hanno visto e udito. Poi, tutto è ripreso come se nulla fosse, è tutto normale, per chi siede nei banchi di Maggioranza.
Ma per noi no: questo “stile” non va proprio bene. In questo modo si calpesta la Democrazia, il diritto di parola, il rispetto per le idee e le persone. È una deriva molto pericolosa. Altro che “i migliori”…
Con buona pace di Carraretto, Bonafè, Camarda & C.
