Lissone - Consiglio comunale

Né capo né coda

Durante il Consiglio Comunale del 18 giugno (quello svoltosi in via Gramsci, per intenderci), il Grande Capo della Lega – Massimiliano Paninforni – ha detto la sua. Se fosse un indiano, sarebbe stato “Capo Tuonante”, ma in città nessuno lo vede e lo conosce e inoltre i suoi interventi in Consiglio non sono particolarmente brillanti. Ma c’è poco da discutere: quando uno è CAPO è CAPO, e lui è il Capogruppo della Lega in Consiglio comunale e lui, quindi, dirige.

Nell’ormai misero spazio dedicato alle Comunicazioni, riferendosi all’assenza delle minoranze per i motivi a tutti ormai ben noti, Paninforni ha affermato che noi non torneremo indietro, con voi o senza di voi, noi andremo avanti, perché noi lavoriamo!

Da vero capo lombardo, ha quindi delineato la strategia della coalizione borelliana; in caso contrario non avrebbe “tuonato” in quel modo e la Sindaca non avrebbe sorriso compiaciuta, con la fedele assessora Arrigoni.

Tra le altre cose, Paninforni ha poi definito l’”Altro Consiglio” una pagliacciata, una scelta scellerata, narcisista ed egoista. Ma cosa avrà voluto dire con “egoista”? Che ci sia rimasto male perché ci siamo tenuti tutto il pubblico per noi?

Mah, forse gli appartenenti alla maggioranza seguono “corsi formativi” a noi ignoti, ma che, se li frequenti, poi fai il CAPO.

Come Marco Fossati (FI) che, con un contorto ragionamento, ha affermato che il percorso delle modifiche (al regolamento del Consiglio comunale) è stato molto intenso IN MAGGIORANZA, è stato molto tribolato e la mediazione c’è stata, IN MAGGIORANZA.

Peccato, però, che questo genere di percorso non deve essere fatto in solitaria ma con la partecipazione di coloro che ne sono coinvolti (le minoranze, ovviamente) rispettando i ruoli, le persone e le idee di tutti, non solo di coloro che sono attualmente in maggioranza.

Sono concetti difficili, ma forse alla “Scuola dei Capi” non sono ancora arrivati a questa lezione…

Da parte nostra, non possiamo che prendere atto dell’affermazione che “non si tornerà indietro” e, comunque, le 644 firme della petizione sono state presentate e protocollate.

Vedremo se potranno in qualche modo incidere sulle prossime decisioni o se 644 cittadini resteranno “a bocca asciutta”, e sarebbe grave!

Vedremo anche quanto contano le parole dei CAPI: se non sapranno mantenere quanto detto, allora sarebbe meglio che andassero a nascondersi e si dimettessero.

Inutili, quindi, le proteste di Omar Foligno e Daniele Fossati: loro non sono CAPI. Ne prendano atto: Lega e Forza Italia – con Borella e Perego – hanno già deciso tutto (o no?!).