Duomo di Monza

La vergogna di Monza è anche nostra

Succede che sabato 12 luglio il Duomo di Monza – luogo sacro, simbolo di fede e di storia – venga trasformato in palcoscenico per una parodia nera: bandiere con simboli fascisti, braccia tese, saluti romani, perfino qualche camicia scura con l’aria nostalgica da dopolavoro repubblichino. Non mancava che l’inno di Almirante in sottofondo e lo spumante per il brindisi.

Il tutto si è svolto alla luce del sole, senza alcun intervento delle forze dell’ordine, nell’assordante silenzio del celebrante, e nel prevedibile immobilismo del nuovo questore di Monza, già noto per il suo zelo… selettivo.

Per fortuna, a rompere il silenzio è stato il sindaco Paolo Pilotto, con parole chiare, ferme, giuste. Parole che meritano il nostro rispetto e il nostro sostegno. Perché questa non è solo una pagina vergognosa per Monza, è un oltraggio alla memoria, ai valori repubblicani, alla dignità civile di un intero territorio. Ed è anche un monito per tutti noi.

Quelle parole non sono solo un doveroso atto istituzionale: sono la voce profonda di una Brianza che sa ancora riconoscere i valori della democrazia, della Costituzione, della convivenza civile. La stessa Brianza operosa e solidale che anche a Lissone sa farsi comunità vigile e responsabile, e che non può restare in silenzio mentre si cerca di riscrivere la storia con gesti indegni e teatrali.

A Lissone, come comunità democratica, non possiamo fare finta di niente. Monza è il nostro capoluogo, e quanto accaduto ci riguarda da vicino. Non si tratta di goliardia di cattivo gusto, ma di una messa in scena eversiva che strizza l’occhio all’ideologia più buia della nostra storia.

Nel 2025, chi ancora gioca a fare il federale con la bandiera di Avanguardia Nazionale non è un pittoresco nostalgico: è un problema. E chi lo lascia fare senza reagire, lo è altrettanto.

Non si può più tacere. Non si può più tollerare. La libertà di espressione non è un lasciapassare per la profanazione dei luoghi sacri e dei principi costituzionali. Servono memoria, coraggio e vigilanza. Perché l’antifascismo, se non si pratica, si perde.

Funerali con le “svastiche”, Pilotto: «La pietà per un morto non deve essere una scusa per violare le Leggi» (IlCittadinoMB.it – 14 lug 2025)

https://www.ilcittadinomb.it/news/cronaca/funerali-con-le-svastiche-pilotto-la-pieta-per-un-morto-non-deve-essere-una-scusa-per-violare-le-leggi/