Illustriamo oggi con un esempio come questa Amministrazione ritenga inutili e superflue le Commissioni Consiliari, di come consideri “sua” la città e di come – con arroganza e noncuranza – eviti confronto e dialogo, ritenendo la propria azione ed il proprio pensiero esclusivi e giusti.
Le Commissioni consiliari – secondo la normativa relativa agli Enti locali – hanno funzioni consultive, preparatorie e di controllo sull’attività dell’Amministrazione comunale ed esaminano le proposte di deliberazione prima che vengano discusse in Consiglio.
Svolgono quindi un lavoro di approfondimento e possono dare suggerimenti sui temi proposti. Ma possono anche – di loro iniziativa – approfondire argomenti di interesse generale e questioni specifiche della città e dell’Amministrazione. Possono inoltre promuovere consultazioni su materie di interesse comunale con rappresentanti di Istituti ed Enti esterni al Comune, Associazioni di categoria e sindacali.
Le Commissioni potrebbero svolgere quindi un lavoro davvero importante, ma per fare questo le Commissioni devono essere CONVOCATE! E il compito di convocarle sta in capo al Presidente di Commissione. Ebbene, a Lissone tutto questo non viene fatto; evidentemente viene ritenuto superfluo.
Parliamo in particolare della 6^ Commissione, la “Commissione politiche sociali e servizi verso la persona”, presieduta dalla consigliera Felicia Scaffidi (FdI). Sì, è proprio lei la Presidente, colei che ci regalò il memorabile paragone tra “gay” e “normodotati” e che recentemente si è arrampicata sui vetri per giustificare e rivendicare le assenze dell’assessora Minotti.
Questa Commissione viene convocata raramente, solo per presa d’atto di regolamenti e convenzioni riguardo ai quali non è possibile discutere né modificare una virgola di quanto già stabilito.
La nostra consigliera Concetta Monguzzi chiede da molto, molto tempo, nei giusti luoghi istituzionali, la convocazione della 6° Commissione, ma tutti fanno orecchie da mercante: nessuna risposta pervenuta. Tacciono la presidente Scaffidi, l’assessore Lo Faro, la sindaca Borella e anche gli altri membri della commissione: Gaia Sieli (Lega) e Sandro Maniero (FI). Anche il Presidente del Consiglio, Roberto Perego, non se ne fa carico.
Il 18 settembre i consiglieri Concetta Monguzzi e Mattia Gelosa (membro di minoranza in Commissione) hanno di nuovo messo per iscritto la richiesta di convocazione e lo hanno fatto perché vogliono che ci si focalizzi sulla carenza di Medici di Medicina generale (più volte sottolineata dai cittadini), sul funzionamento degli “Ambulatori temporanei” presso la Casa di Comunità, sulle previsioni a breve termine.
Lo hanno fatto perché ritengono indispensabile che si porti alla conoscenza del Consiglio la programmazione dei servizi che devono garantire l’integrazione tra i bisogni sanitari e quelli sociali e che si rifletta sulle politiche messe in atto per tutelare la salute dei nostri cittadini.
Lo hanno fatto perché sui bisogni dei cittadini è necessario un confronto, soprattutto sulle difficoltà legate alla salute e sull’inderogabile diritto alla cura.
Ma, ad oggi, ancora nessuna risposta pervenuta…
