Volemose ‘bbene? Sì, ma senza dimenticare

Diamo atto ad alcuni esponenti delle minoranze (che di solito non sono stati teneri con noi, usando anche argomenti molto pretestuosi) di aver lanciato in questo periodo messaggi di distensione e persino di gratitudine verso la maggioranza. Emanuele Sana ha postato sul sito M5S un simpatico – per una volta… – testo di giudizio/ringraziamento al Sindaco, alla giunta e al Consiglio comunale, riconoscendone il lavoro.

Roberto Perego ha accantonato la sua acidità per invitare gli altri candidati sindaci a non sentirsi avversari bensì colleghi. Ci associamo volentieri a questo spirito costruttivo e collaborativo, purché non significhi un disarmo nei confronti del pericolo che ancora incombe su Lissone: il ritorno della cementificazione e del governo “discrezionale” sperimentati nel ventennio legaiol-berlusconiano.

Ci sembra che su questo siamo tutti d’accordo; e su questo – non tanto sugli auspici e sui volemose ‘bbene, pur graditi – si deve sperimentare l’effettiva adesione a uno stesso bene comune. Se davvero lo vogliamo.

Autofinanziamento: per non avere debiti con nessuno

Dal professore universitario al pensionato, dal meccanico all’archeologa: c’è davvero molto “nuovo” tra i “magnifici 100 (24 candidati per 4 liste, oltre al sindaco sostenuto da tutte) che lunedì 8 maggio al Terragni si presentano ufficialmente alla città sotto lo slogan che caratterizza la campagna 2017: “CON il cambiamento, CON Lissone, CONcetta Monguzzi Sindaco CON te!”.

Ovviamente ci sono anche i “vecchi” della passata legislatura – onore al merito dei consiglieri del Listone: gli unici che si ripresenteranno al gran completo anche a queste elezioni – per garantire continuità e “fare scuola” ai nuovi.
Ma soprattutto ci sono competenze varie, condite da un entusiasmo e uno spirito corale che già si vedono nei gazebo collettivi in piazza o al mercato.

Senza dimenticare un particolare molto importante:  secondo i principi di legalità e trasparenza sempre professati dal Sindaco e dalla sua coalizione, la campagna per Concetta Monguzzi sindaco verrà sostenuta dai candidati stessi con autofinanziamento (per esempio anche una cena e una simpatica lotteria a premi) per non dover ricorrere ad aiuti economici di altra provenienza, che potrebbero poi condizionare la libertà degli eletti nell’atto di amministrare il bene comune. Chi dà, poi magari si aspetta di ricevere; e noi preferiamo essere liberi di decidere, senza dover rispondere a “poteri forti” di nessun tipo.

La Monguzzi sfodera i suoi 100 candidati (Cittadino – 29 apr 2017)

La Lega a scuola di buona amministrazione

Evidentemente non sono riusciti a digerire che altri siano stati più bravi di loro, e per di più ottenendo il consenso della Regione (che era ed è marcata centrodestra!). Si legge infatti molta invidia nell’annuncio del candidato sindaco Fabio Meroni, che proclama di voler istituire – anche nel caso di sconfitta elettorale – due commissioni consiliari d’inchiesta: la prima sullo spostamento del cogeneratore, la seconda sullo scioglimento di Asml.

Si tratta di due evidenti e importanti successi dell’amministrazione Monguzzi e la Lega ce li ha ancora sullo stomaco: “Ma come?!? Questi qui appena insediati sono riusciti a togliere un invasivo caminone dal giardino della scuola elementare, quando a noi la Regione (che per di più era dei nostri) aveva sempre risposto picche: come è stato possibile?!? Ci dev’essere sotto qualcosa…”.Discorso simile per la liquidazione di Asml – disposta dalla legge, lo ricordiamo – che ha messo a disposizione parecchi milioni di euro prontamente usati per opere pubbliche: le quali evidentemente sono risultate indigeste ai padani.

Di qui dunque due Commissioni d’inchiesta: ma prego, si accomodino; avranno da imparare come si amministra secondo la legge e ottenendo risultati buoni per tutti.

Costi e permessi per il cogeneratore. Chieste due commissioni d’indagine (Il Giorno – 29 apr 2017)

San Luigi: la fiera dei sogni

Le promesse, si sa, sono il lievito delle competizioni elettorali: prometti pure mari e monti, tanto poi nessuno avrà il potere di chiederne conto. Lo si vede anche nel caso del San Luigi, l’ex oratorio maschile di Lissone; il settimanale locale ha fatto un giro di opinioni tra i candidati sindaci ed ecco che cosa ne è venuto fuori, sintetizzato in questa nostra tabella.

Facciamo però qualche osservazione di merito sulle singole proposte.

– I Cinquestelle in realtà hanno idee generiche. In passato avevano proposto addirittura che la parrocchia regalasse l’area al Comune (!), magari in cambio di una raccolta fondi pubblica per ristrutturare l’oratorio Madonna di Lourdes (!!). Del resto, è noto che per le loro idee anticlericali non vedono di buon occhio alcun aiuto alle parrocchie.

– Roberto Perego all’opposto, da buon “paolotto” conservatore (ex Lega ed ex Aenne), propone addirittura che il Comune ristrutturi a sue spese la chiesa (!): cosa che nemmeno la parrocchia si sogna di chiedere, e che ovviamente il Comune non potrebbe mai fare in quanto trattasi di edificio di culto privato. Inoltre propone di ristrutturare l’oratorio per associazioni e anziani, senza tener conto che il Comune dispone già di altri edifici allo stesso scopo (anziani) o inutilizzati – come Villa Magatti – da mettere a disposizione (associazioni).

– Fabio Meroni è il più esagerato di tutti: sapendo che i lissonesi sono affezionati alla chiesa, furbamente propone di salvarla ma come teatro (e dell’Excelsior lì a due passi, cosa intende fare? Un altro teatro? O lo abbatte?), e poi vorrebbe fare non uno, ma due silos per parcheggi, uno dei quali anche al Miriam (!!).
E con quali soldi – ci dica – comprerebbe le due aree, visto che la legge lo vieta? E costruirci sopra dei silos lo potrebbero fare semmai dei privati, i quali poi ovviamente farebbero pagare il parcheggio: col risultato di averlo sempre vuoto a Lissone… Insomma, siamo pronti a scommetterci, ma il nostro cementificatore userebbe il suo solito metro: renderebbe le due aree residenziali per qualche costruttore, e i “silos” sarebbero semmai dei parcheggi sotterranei, anche quelli a uso prevalente dei privati.

Bum! Lissonesi, stanno sparando a casaccio; a promettere son capaci tutti; ma bisogna almeno sapere che cosa è realizzabile e cosa no. E loro non lo sanno.

Meroni sul San Luigi: “La chiesa come teatro e silos per i parcheggi” (Il Cittadino 15 apr 2017)

La Pro Loco è un Pro Partito

Nessuna novità: noi l’abbiamo detto fin dall’inizio e infatti man mano che ci avviciniamo alle elezioni i nodi stanno venendo tutti al pettine. L’attuale direttivo dell’associazione, costituito – a quando ci risulta, perché non è così facile capire se è ancora in carica oppure no –  dalla presidente Marcella Spinelli e dal vice Ruggero Sala, è nettamente e visibilmente schierato per un partito politico.

Liberissimi; ma ciò è in contrasto con lo statuto dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, cui quella di Lissone risulta iscritta, che all’articolo 1, comma 2 recita: “Associazione apartitica ed indipendente da qualsiasi ideologia”.

Aspettiamo il 12 maggio, quando dovranno essere rese note le liste del nuovo Consiglio comunale; poi vedremo se – per coerenza – i candidati che sono anche nel direttivo della Pro Loco (e di Lissone Commercia) si dimetteranno.
E se non lo faranno, non ci vengano più a dire che si tratta di due associazioni libere e apolitiche: al contrario, sono (e sono sempre stati) il braccio operativo e camuffato di un partito.

Copiateci pure: non siamo gelosi…

Ci stanno copiando. Se guardate anche superficialmente le proposte dei vari candidati sindaci alle prossime elezioni, vedrete che si tratta in fondo delle stesse idee che Concetta Monguzzi, la sua coalizione e il Listone in specie hanno espresso già mesi fa (le trovate per esempio esplicitate in questa intervista di Massimo Mauri: l’arredo della piazza con concorso di architetti, la destinazione del San Luigi con il nuovo teatro, l’area feste al Bosco urbano, le iniziative per il lavoro dei giovani, il bilancio partecipativo… (e nel nostro caso c’è anche parecchio di più, vedi volantino “5 poli – 5 aree”).

Da una parte questo “allineamento” ci fa piacere, perché vuol dire che – anche per aver governato negli ultimi 5 anni e aver ascoltato le reali esigenze dei cittadini – sappiamo molto bene di che cosa davvero c’è bisogno a Lissone e non ci stiamo inventando nulla di soltanto elettorale; dall’altra parte la “copiatura” testimonia che gli avversari non hanno molte idee proprie e si accontentano di accodarsi quando vedono una proposta sensata.

Facciano pure: Lissone ha bisogno anzitutto di buon senso e di progetti condivisi.
Noi non siamo gelosi.

I programmi dei candidati sindaci Monguzzi-Perego, Meroni-Gulglielmin, Sana (Il Cittadino – 15 apr 2017)

Meroni non piace a nessuno

“Ancora???”. “Come siamo conciati…”. “Oddio!”. “Ma come si fa a trovare il coraggio di riproporsi ancora”. “Di sicuro non voto ‘sto qui”… E’ stata davvero una valanga quella dei commenti negativi alla notizia della ricandidatura di Fabio Meroni; e non su un sito del centrosinistra, no: sulla pagina Fb Fox Populi del consigliere berlusconiano Daniele Fossati. A tal punto che il moderatore, dopo il diluvio, ha preferito bloccare i commenti.

“I cittadini a Lissone hanno un pessimo ricordo delle giunte leghiste e voi che fate? Proponete un ex sindaco”. “Non potevano scegliere di peggio”.  “Che tristezza!”. “Speravo in un candidato diverso e più giovane”. “Poveri noiiii…riesumato???”. “Proprio aria di rinnovamento”… Insomma, una vera debacle per il nostro ex onorevole.

Inutilmente i pretoriani della Lega e di Forza Italia si sforzavano di contrastare gli attacchi; l’ “alleato” Ruggero Sala è giunto persino ad ammettere che la malaugurata decisione è calata dall’alto: “Le scelte devono avere il benestare delle segreterie”.

Appunto. E queste sono le conseguenze.

Da Facebook: screen1, screen2, screen3, screen4

Dal cemento al frumento

E’ stato divertente, l’altra sera, vedere i (pochi) rappresentanti del centrodestra presenti in Consiglio comunale fare acrobazie verbali per bocciare l’ingresso di Lissone nel Parco del Grugnotorto – un fatto veramente storico per la nostra città, la più cementificata della Brianza! – senza dire apertamente la loro vera preoccupazione: quella che così sarà ancora un po’ più difficile consumare suolo e costruire su terra vergine a Lissone.

E’ stato davvero incredibile vedere persone che hanno persino l’ambizione di diventare sindaco (vedi Roberto Perego) astenersi nel voto davanti a una decisione che è addirittura ovvia, l’unica possibile per salvare quel poco che resta di natura a Lissone … D’altra parte è anche un’occasione per vedere quale idea di città ha davvero in mente chi aspira a governarci.
Cittadini, ricordatevene: costoro non vogliono il verde, vogliono ancora cemento!

Comunque sia, l’ingresso nel Grugnotorto è stato approvato e ora dovranno accettarci gli altri 8 Comuni già membri. Alcuni dati per capire in cosa consiste questo Parco:
– 1400 ettari verdi, cui si aggiungeranno i 200 di Monza e i nostri 160
– 15% di territori di proprietà pubblica, gli altri privati e coltivati normalmente
– 21 ettari di nuovi boschi creati dalla nascita del Parco nel 2001
– 10.000 metri di filari e siepi creati lungo campi e strade campestri
– 168.000 euro di contributi annui dagli 8 Comuni e solo due dipendenti
– molti progetti di recupero promossi, per esempio: lo storico viale di Villa Bagatti a Varedo; l’Oasi di S. Eusebio a Cinisello; una cava trasformata in Lago Nord a Paderno; il Bosco Bello di Varedo; l’Oasi dei Gelsi di Paderno; la Roggia S. Martino tra Nova e Cinisello…
– infine, oltre metà dei Comuni della Brianza ormai sono entrati in un Plis, alcuni addirittura in due.
E adesso c’è anche Lissone!
NB:   Vediamo che il suddetto Perego legge il nostro sito al mattino presto e infatti oggi ha subito risposto dal suo blog: segno che è stato colto sul vivo. Peraltro, per rispondere a quelle che chiama “menzogne”, espone tre motivazioni per la sua astensione nel voto che noi chiamiamo semplicemente “balle”:

1) NON E’ VERO infatti che l’adesione al Parco è per 50 anni obbligati; la cosa è stata chiarita anche in Consiglio comunale, nell’accordo c’è scritto chiaro e netto che ogni socio può uscire quando vuole

2) NON E’ VERO che non sappiamo i costi: i quali sono parametrati ai cittadini del Comune socio e agli ettari conferiti, due dati ben noti. I conti si fanno alla fine del procedimento di adesione perché tutto va ricalcolato in base ai costi (che sono ormai fissi da anni) e ai nuovi ingressi, ma finora gli 8 Comuni soci pagano 168.000 euro tutti insieme: quindi anche la nostra cifra media si aggirerà intorno ai 20.000 euro annui. Questo è il sistema usato anche per TUTTI gli altri Comuni, ma è anche quello che si usa normalmente per calcolare altre tariffe: per esempio l’adesione ad Anci, o la tariffa dei rifiuti. E’ una cifra che dipende da dati che variano, dunque è variabile e proporzionale: ma proprio per questo è più equa!

3) E’ VERO che il verde agricolo sarebbe comunque rimasto verde, grazie al nostro Pgt (che Perego ha bocciato…), ma è altrettanto vero che in questo modo ha una tutela in più: il che, conoscendo alcuni attuali aspiranti sindaci lissonesi, non è affatto un danno, anzi! E poi, entrando nel Parco, abbiamo la possibilità di aderire a bandi di finanziamento e bellissimi progetti di miglioria ambientale che altri Comuni hanno già realizzato e che NON AVREMMO modo di fare se restassimo da soli.

Capovolgiamo il ragionamento di Perego: se il verde era già tutelato e il Parco è solo un bollino in più, perché si è astenuto? Che poi è la decisione peggiore: se davvero crede che “non si firmano contratti così”, doveva avere il coraggio di votare contro! Invece no, ha fatto la scelta di Pilato: perché è impopolare dire no al verde, ma è impopolare pure scontentare i proprietari delle aree verdi… Il solito piede in due scarpe.

Ieri nemici, oggi alleati, domani chissà

C’eravamo tanto armati, l’un contro l’altro, ma oggi ci vogliamo tanto tanto bene… E’ proprio il teatrino della politica: l’ultima volta che li abbiamo visti insieme a governare la città, infatti, Pdl e Lega erano – citiamo letteralmente dai giornali dell’epoca – “un’armata Brancaleone” e “una maggioranza tenuta insieme con lo scotch” (inteso come carta gommata, si spera…).

Addirittura uno dei loro attuali leader, Ruggero Sala, aveva fatto lista di minoranza da solo per non dover condividere nulla né con i berluscones, né con i padani (infatti la stampa riporta anche uno dei numerosi battibecchi tra Meroni e Sala).

Adesso invece sorridono nelle foto come vecchi amici; ma i lissonesi possono star sicuri: durerà solo fino alla prossima litigata.

Ritrovata l’unità per gestire un cambiamento necessario al futuro della città (Il Giorno – 8 apr 2017)

La crisi della Cdl e “La maggioranza unita con lo scotch”(Cittadino – 2009)

Ma lor signori sono sopra le regole?

Come forse i lettori sanno, con l’amministrazione Monguzzi Lissone è stato uno dei primi Comuni a imporre per regolamento la pubblicazione dei redditi di tutti gli amministratori, dai consiglieri comunali in su (obbligo poi diventato di legge con il decreto 33 del 2013, art 14).

L’avevamo detto in campagna elettorale e l’abbiamo mantenuto, al punto che due validi sostenitori (un assessore e un consigliere) che per motivi propri non desideravano mettere in pubblico questo dato, hanno presentato le dimissioni.

Ma se consultate il sito del Comune, due persone non hanno ancora ottemperato a questo obbligo nel 2016: i consiglieri di minoranza Stefano Battocchio e Daniela Ronchi. Perché?
Sappiamo che l’amministrazione ha inviato più solleciti, non ricevendo però l’effetto sperato. Perché?

Nel nostro regolamento ci sono anche delle sanzioni in merito (da 500 a 10.000 euro), ma noi speriamo che i due ottemperino alla prescrizione per obbligo morale più che per multa e presto, prima delle prossime elezioni e soprattutto (ma non solo) se si rimetteranno in lista.

Non mettere in pubblico i propri redditi è infatti legittimo per i semplici cittadini, ma se non si desidera farlo è corretto verso i propri elettori non cercare nemmeno di diventare consiglieri comunali.