10%! Il riciclaggio schizza in avanti

Avevamo scritto che “I rifiuti vanno a mille“. Adesso possiamo precisare che… almeno vanno al 10% in più. In effetti è davvero eccellente il risultato conseguito dalla nuova modalità di raccolta dei rifiuti con il sacco Rfid blu: dopo un solo mese, il primo mese “pieno” con l’innovativo sistema, la percentuale di differenziata è schizzata al 74,7 per cento (l’anno scorso eravamo al 65%)!

Questo significa che tre quarti dei rifiuti lissonesi ormai sono avviati al riciclaggio e non alla distruzione o alla discarica; e siamo addirittura vicini all’80% che l’amministrazione si è posta come obiettivo per i prossimi 5 anni.
Speriamo che non sia un fuoco di paglia e che la percentuale venga confermata anche in seguito.

E intanto grandi complimenti alla cittadinanza, che in così poco tempo si è adeguata con estrema efficienza alla novità, che porterà benefici sia economici sia ambientali per tutti.

Raccolta differenziata: col nuovo servizio di igiene urbana, a marzo sfiora quota 75% (Comunicato stampa – 26 apr 2017)

San Luigi: la fiera dei sogni

Le promesse, si sa, sono il lievito delle competizioni elettorali: prometti pure mari e monti, tanto poi nessuno avrà il potere di chiederne conto. Lo si vede anche nel caso del San Luigi, l’ex oratorio maschile di Lissone; il settimanale locale ha fatto un giro di opinioni tra i candidati sindaci ed ecco che cosa ne è venuto fuori, sintetizzato in questa nostra tabella.

Facciamo però qualche osservazione di merito sulle singole proposte.

– I Cinquestelle in realtà hanno idee generiche. In passato avevano proposto addirittura che la parrocchia regalasse l’area al Comune (!), magari in cambio di una raccolta fondi pubblica per ristrutturare l’oratorio Madonna di Lourdes (!!). Del resto, è noto che per le loro idee anticlericali non vedono di buon occhio alcun aiuto alle parrocchie.

– Roberto Perego all’opposto, da buon “paolotto” conservatore (ex Lega ed ex Aenne), propone addirittura che il Comune ristrutturi a sue spese la chiesa (!): cosa che nemmeno la parrocchia si sogna di chiedere, e che ovviamente il Comune non potrebbe mai fare in quanto trattasi di edificio di culto privato. Inoltre propone di ristrutturare l’oratorio per associazioni e anziani, senza tener conto che il Comune dispone già di altri edifici allo stesso scopo (anziani) o inutilizzati – come Villa Magatti – da mettere a disposizione (associazioni).

– Fabio Meroni è il più esagerato di tutti: sapendo che i lissonesi sono affezionati alla chiesa, furbamente propone di salvarla ma come teatro (e dell’Excelsior lì a due passi, cosa intende fare? Un altro teatro? O lo abbatte?), e poi vorrebbe fare non uno, ma due silos per parcheggi, uno dei quali anche al Miriam (!!).
E con quali soldi – ci dica – comprerebbe le due aree, visto che la legge lo vieta? E costruirci sopra dei silos lo potrebbero fare semmai dei privati, i quali poi ovviamente farebbero pagare il parcheggio: col risultato di averlo sempre vuoto a Lissone… Insomma, siamo pronti a scommetterci, ma il nostro cementificatore userebbe il suo solito metro: renderebbe le due aree residenziali per qualche costruttore, e i “silos” sarebbero semmai dei parcheggi sotterranei, anche quelli a uso prevalente dei privati.

Bum! Lissonesi, stanno sparando a casaccio; a promettere son capaci tutti; ma bisogna almeno sapere che cosa è realizzabile e cosa no. E loro non lo sanno.

Meroni sul San Luigi: “La chiesa come teatro e silos per i parcheggi” (Il Cittadino 15 apr 2017)

Parcheggi etnici? L’idea che sa di muffa

Sembra proprio che certi candidati sindaci vadano a cercare le loro “nuove” idee nel congelatore, dove qualcun altro le aveva stipate perché irrealizzabili o inopportune. Dopo Meroni che riesuma le stesse proposte di 5 anni fa, ecco dunque Lissone in Movimento che conferma la sua “marcia indrée” per quanto riguarda i parcheggi della stazione, risalendo addirittura a quasi 10 anni or sono!

In effetti il programma populisticamente enunciato dal candidato Perego, ovvero un pass gratuito per i soli pendolari lissonesi, ricalca la stessa identica proposta che fece il suo attuale compagno di lista Sergio Fossati quand’era comandante dei vigili urbani di Lissone…
Nel 2009 l’idea dei “parcheggi etnici” venne cavalcata dalla Lega Nord – del resto il candidato Perego ha un passato da leghista e prima ancora da destra profonda… – ma poi fortunatamente abbandonata anche per gli evidenti problemi tecnici (chi controlla i pass?), per le conseguenze pratiche (è evidente infatti che l’affollamento degli stalli aumenterebbe, mentre i pendolari non residenti si concentrerebbero sulle vie limitrofe: l’esatto opposto di quanto previsto dal proponente…) nonché per gli antipatici risvolti “isolazionisti” che si trascina dietro (e che potrebbero creare facili ritorsioni nei Comuni limitrofi).

E’ facile dunque ripetere qui ciò che scrivevamo sul nostro sito in quel lontano 2009:
Dobbiamo ricordare sempre che la ferrovia è un servizio pubblico e come tale deve restare aperto e facilmente accessibile a TUTTI i cittadini, perché TUTTI (non solo i lissonesi) lo hanno pagato. Questo vuol dire che devono comunque essere garantiti parcheggi anche a chi viene da altre località a prendere il treno a Lissone. Altrimenti dobbiamo aspettarci che anche a noi facciano pagare la sosta quando andiamo a prendere il metrò a Sesto… Non a caso la nostra stazione si è sempre chiamata Lissone-Muggiò, cioè è nata già con l’idea di effettuare un servizio non esclusivamente cittadino…
Siamo nell’Europa senza più dazi e confini eppure da noi prende sempre più piede l’idea di favorire esclusivamente gli appartenenti al proprio piccolo gruppo. Si tratta di una tendenza miope e stupida, oltre che anti-liberale e anti-commerciale (aspetti ideologici cui Roberto Perego dovrebbe essere particolarmente sensibile, ndr): infatti, se le cose andranno avanti in questo senso, dobbiamo aspettarci che – appena fuori dai confini del nostro piccolo ambiente (il Comune, la Regione, la nazione…) – tutti avranno il diritto di farci pagare qualunque cosa. Ripristiniamo allora i pedaggi sui ponti e le gabelle alle porte delle città“.

L’idea di Perego: “In stazione parcheggi gratis per i pendolari” (Il Cittadino – 22 apr 2017)

Questa è la piazza che vogliamo!

Un posto per parcheggiare (e gratis), uno spazio per passeggiare senza nessuna auto in giro, giochi per bambini, famiglie contente, negozi e bar: ecco la piazza che vogliamo, ecco la piazza di Lissone come deve essere! E in questi giorni è davvero così, grazie alle iniziative di animazione “guidata” che l’amministrazione Monguzzi ha promosso e affidato ad animatori specializzati: per tre pomeriggi alla settimana, sino a fine maggio, giochi, sport, spettacoli di strada dedicati ai più piccoli, per incontrarsi in piazza dopo la scuola.

E mentre già le prime foto indicano il gradimento dei cittadini, un’altra iniziativa legata alla Ztl sta dimostrando un certo successo: si tratta dell’ora di parcheggio gratuito nel silos di piazza Libertà, struttura finora sottoutilizzata e che invece comincia ad essere maggiormente apprezzata.

Peccato invece per i voucher che il Comune ha offerto gratis ai commercianti del centro, affinché li distribuissero ai loro clienti per “allungare” lo stazionamento gratuito: solo 30 i biglietti usati in tre mesi.
“Abbiamo suonato il flauto, ma voi non avete ballato…”, lo dice il Vangelo.

 

La Pro Loco è un Pro Partito

Nessuna novità: noi l’abbiamo detto fin dall’inizio e infatti man mano che ci avviciniamo alle elezioni i nodi stanno venendo tutti al pettine. L’attuale direttivo dell’associazione, costituito – a quando ci risulta, perché non è così facile capire se è ancora in carica oppure no –  dalla presidente Marcella Spinelli e dal vice Ruggero Sala, è nettamente e visibilmente schierato per un partito politico.

Liberissimi; ma ciò è in contrasto con lo statuto dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, cui quella di Lissone risulta iscritta, che all’articolo 1, comma 2 recita: “Associazione apartitica ed indipendente da qualsiasi ideologia”.

Aspettiamo il 12 maggio, quando dovranno essere rese note le liste del nuovo Consiglio comunale; poi vedremo se – per coerenza – i candidati che sono anche nel direttivo della Pro Loco (e di Lissone Commercia) si dimetteranno.
E se non lo faranno, non ci vengano più a dire che si tratta di due associazioni libere e apolitiche: al contrario, sono (e sono sempre stati) il braccio operativo e camuffato di un partito.

Copiateci pure: non siamo gelosi…

Ci stanno copiando. Se guardate anche superficialmente le proposte dei vari candidati sindaci alle prossime elezioni, vedrete che si tratta in fondo delle stesse idee che Concetta Monguzzi, la sua coalizione e il Listone in specie hanno espresso già mesi fa (le trovate per esempio esplicitate in questa intervista di Massimo Mauri: l’arredo della piazza con concorso di architetti, la destinazione del San Luigi con il nuovo teatro, l’area feste al Bosco urbano, le iniziative per il lavoro dei giovani, il bilancio partecipativo… (e nel nostro caso c’è anche parecchio di più, vedi volantino “5 poli – 5 aree”).

Da una parte questo “allineamento” ci fa piacere, perché vuol dire che – anche per aver governato negli ultimi 5 anni e aver ascoltato le reali esigenze dei cittadini – sappiamo molto bene di che cosa davvero c’è bisogno a Lissone e non ci stiamo inventando nulla di soltanto elettorale; dall’altra parte la “copiatura” testimonia che gli avversari non hanno molte idee proprie e si accontentano di accodarsi quando vedono una proposta sensata.

Facciano pure: Lissone ha bisogno anzitutto di buon senso e di progetti condivisi.
Noi non siamo gelosi.

I programmi dei candidati sindaci Monguzzi-Perego, Meroni-Gulglielmin, Sana (Il Cittadino – 15 apr 2017)

Un Contratto onorato fino in fondo

Noi non lo volevamo, eppure – una volta ricevutolo in eredità – l’abbiamo realizzato in gran parte, l’abbiamo migliorato, abbiamo salvato del suolo vergine e costruito meno metri cubi e abbiamo persino risparmiato circa 11 milioni di euro: che cosa volere di più?

Un’interrogazione 5Stelle, l’altra sera in Consiglio comunale, ha permesso agli assessori Anna Maria Mariani e Marino Nava di dipingere il quadro completo del cosiddetto “contratto di quartiere” (la riqualificazione del quartiere ex Ls/1, ora Don Moscotti), dalle origini ad oggi; ed è apparso in tutto il suo valore un grandissimo successo dell’amministrazione Monguzzi.

Ecco il dettaglio per punti:
– il contratto di quartiere è stato approvato nel 2007, con i voti contrari dell’allora minoranza (oggi maggioranza) perché appariva un progetto ciclopico e per vari aspetti azzardato; l’ammontare era di 40 milioni di euro, quasi per il 40% coperti dalla Regione, poi da Aler, dal Comune e dai privati
– nel 2012, all’insediarsi dell’amministrazione Monguzzi, le uniche realizzazioni erano le tre nuove palazzine in cui dovevano trasferirsi gli inquilini della parte di abbattere
– subito la Giunta Monguzzi ha trasferito il cogeneratore, che avrebbe dovuto sorgere nel bel mezzo del giardino della scuola elementare Buonarroti, con un’alta ciminiera al posto del prato.
– quindi è stato realizzato con successo e senza alcun disordine il “più grande trasloco d’Italia”: 134 famiglie dalla “stecca” alle palazzine nuove
– poi è stata abbattuta la stecca degradata, spostando temporaneamente altrove gli alunni della scuola primaria per evitare rischi dovuti al rumore e alle polveri
– è stata concordata con il privato la rinuncia all’ampliamento del supermercato esistente in loco e quella di nuove palazzine di edilizia convenzionata, riducendo dunque l’impatto urbanistico e demografico sul quartiere
– la scuola Buonarroti ha ottenuto diverse migliorie (ingressi, abbattimento passerella, rinnovo giardino), nemmeno previsti all’inizio
– la palestra “scolastica” inizialmente prevista è diventata un palazzetto da 750 posti, per il quale si attende solo la gara d’appalto (competenza provinciale), e non sarà costruito come previsto sul prato bensì sul sedime prima occupato dalle case abbattute, con risparmio di suolo
– il Centro giovanile Cubotto, invece di essere abbattuto e rifatto, sarà riqualificato e raddoppiato, con notevole risparmio sui costi; anche di questo è già stato approvato il progetto preliminare
– ultimo punto dolente: le scale che Aler avrebbe dovuto ristrutturare, ora probabilmente saranno demolite; ed è un’altra diminuzione di pressione demografica in una zona problematica

Questo è ciò che abbiamo fatto in 5 anni (gli stessi trascorsi dall’approvazione alla fine dell’amministrazione precedente), per un totale di 29 milioni di euro e nonostante rallentamenti e ritardi; e hanno ragione gli oppositori a sostenere che raccontarlo equivale a fare uno “spottone” elettorale a nostro favore.
E’ proprio così: abbiamo lavorato bene e molto, e ne abbiamo tanto più merito per il fatto che non era nemmeno una scelta nostra.

Meroni non piace a nessuno

“Ancora???”. “Come siamo conciati…”. “Oddio!”. “Ma come si fa a trovare il coraggio di riproporsi ancora”. “Di sicuro non voto ‘sto qui”… E’ stata davvero una valanga quella dei commenti negativi alla notizia della ricandidatura di Fabio Meroni; e non su un sito del centrosinistra, no: sulla pagina Fb Fox Populi del consigliere berlusconiano Daniele Fossati. A tal punto che il moderatore, dopo il diluvio, ha preferito bloccare i commenti.

“I cittadini a Lissone hanno un pessimo ricordo delle giunte leghiste e voi che fate? Proponete un ex sindaco”. “Non potevano scegliere di peggio”.  “Che tristezza!”. “Speravo in un candidato diverso e più giovane”. “Poveri noiiii…riesumato???”. “Proprio aria di rinnovamento”… Insomma, una vera debacle per il nostro ex onorevole.

Inutilmente i pretoriani della Lega e di Forza Italia si sforzavano di contrastare gli attacchi; l’ “alleato” Ruggero Sala è giunto persino ad ammettere che la malaugurata decisione è calata dall’alto: “Le scelte devono avere il benestare delle segreterie”.

Appunto. E queste sono le conseguenze.

Da Facebook: screen1, screen2, screen3, screen4

Ragazzi: ora arriva il bello!

Per chi ne ha la possibilità, consigliamo vivamente di non perdere l’occasione: oggi pomeriggio e sabato 22 mattina i ragazzi delle scuole elementari e medie di Lissone (a maggio parteciperanno anche i piccoli delle materne, con una apposita manifestazione in piazza) tengono in municipio un Consiglio comunale loro riservato e dedicato quest’anno alla bellezza.

Ogni classe ed ogni scuola presenteranno dei lavori: qualcuno è andato a cercare il bello nei monumenti cittadini, qualche altro ha optato per il Bosco urbano, non pochi si sono interessati alla bellezza delle persone incontrando associazione di volontariato, altri ancora hanno deciso di rendere più bello un giardino della città oppure gli spazi della loro stessa scuola…

Una mobilitazione davvero entusiasmante, che è ormai la quarta della serie: infatti con l’amministrazione Monguzzi questa dei Consigli dei ragazzi è diventata una piacevole costante, tant’è che gli stessi docenti e dirigenti scolastici hanno dichiarato che ogni anno si aspettano una proposta perché per loro ormai il Consiglio è considerato da una parte un pezzo del programma scolastico e dall’altra una “sfida” per proporre agli alunni contenuti civici in modi nuovi e accattivanti. E anche questo è davvero molto “bello”.

Gli occhi dei ragazzi a caccia del bello. Consigli per migliorare la città e il verde (Il Giorno – 13 apr 2017)
La bellezza in Consiglio grazie grazie ai ragazzi delle scuole (Cittadino – 15 apr 2017)

La politica del gambero verde

L’orologio della Lega si è fermato. D’accordo che togliersi qualche anno e tornare ai bei tempi del passato è sempre gradevole; ma per chi si propone come amministratore pubblico non è proprio la credenziale migliore…
Eppure Fabio Meroni fa proprio questo: nel suo programma elettorale ricompaiono alcuni dei cavalli di battaglia che hanno portato lui e la Lega Nord lissonese a una cocente sconfitta, tra gli altri ancora il costosissimo raddoppio del museo (tema che è sempre stato caro a sua moglie, la signora Ronchi) e la palestra specialistica della Gal, come se non bastasse il Palazzetto ormai in dirittura d’arrivo.

Per loro insomma non è cambiato niente, le priorità di Lissone sono ancora queste. Anzi, vogliono tornare indietro: per esempio riportando le macchine in centro e abolendo la Ztl.
E’ la politica del gambero… verde!

L’ex sindaco Fabio Meroni sarà il candidato del Centrodestra (Il Giorno – 8 apr 2017)
Il ritorno di Meroni: “Beretta è il Barbarossa” (Il Cittadino – 8 apr 2017)