Un mondo migliore? Sul pianeta Iarga…

Radio Padania ha appena chiuso i battenti, e ce ne dispiace: se non altro per questi siparietti, che però si trovano ancora in Rete. Se dunque volete divertirvi un po’, ascoltate questa vecchia intervista a Fabio Meroni e ricordatevi che quello che sta parlando è l’attuale candidato sindaco di Lissone; colui che vuole portare Lissone “nel futuro”…

Quale futuro? Forse quello extraterrestre del pianeta Iarga, abitato da extraterrestri con la faccia da cavallo ma molto pacifici ed evoluti, che sanno guidare i veicoli a distanza e hanno ospedali avanzatissimi.
Peccato che anche gli Iargani siano preoccupati per lo sfruttamento dell’ambiente nel pianeta Terra: si vede che non hanno ancora organizzato un “incontro ravvicinato” con il loro fan Fabio Meroni…

Calunnie che saranno perseguite penalmente

Stanno circolando su alcuni social vicini al centrodestra lissonese voci infamanti e diffamatorie relative a un inesistente volantinaggio elettorale che sarebbe stato effettuato da alcune insegnanti addirittura nelle loro classi. Ovviamente, secondo una collaudata strategia denigratoria, non si fa nessun nome, non si danno prove e nemmeno si citano le liste presunte “colpevoli”.

Avvertiamo pertanto tutti i lissonesi che si tratta di un ignobile tentativo per screditare gli avversari politici e in particolare le liste che sostengono Concetta Monguzzi, che radunano appunto numerose insegnanti.
Siamo certi che l’intelligenza dei cittadini non cadrà nella trappola, anzi avrà modo di valutare la moralità di chi usa questi mezzi.

Chiediamo a tutti i candidati sindaci di dissociarsi esplicitamente da queste bassezze e da parte nostra siamo pronti ad agire in tutte le sedi, anche penali, contro chi tentasse di sporcare l’onestà e correttezza dei nostri candidati.
Il Comitato elettorale “Concetta Monguzzi Sindaco”

In stazione a 2 e a 4 ruote

La ciclofficina, ma anche il raddoppio dei parcheggi per pendolari. E’ finalmente partito, dopo gli inevitabili intoppi burocratici, il cantiere per la costruzione della ciclostazione con deposito custodito delle biciclette, che – ricordiamolo – è stato pagato con l’indennizzo della ciminiera “svenuta” per il caldo nell’estate di qualche anno fa e che già dal prossimo autunno consentirà ad almeno un centinaio di pendolari ciclisti di lasciare i propri velocipedi in mani sicure.

Ma, oltre all’aspetto del nuovo manufatto, osservando il cartello di cantiere si può scoprire un’altra cosa: la pianta del parcheggio esteso che occuperà il resto dello spiazzo fino alla via Perlasca, di nuova apertura con sbocco su via Cappuccina. In pratica avremo uno spazio pavimentato a nuovo con accesso solo da un’estremità e uscita – dopo un percorso a senso unico e a serpentina che garantisce sicurezza – dall’altra.

Lavori in corso per la nuova ciclostazione con ciclofficina (Comunicato stampa – 24 mag 2017)

Lo stalking del populista

Ormai siamo a livello di stalking: eh sì che – di sicuro! – l’assessore Beretta non è certo una bella donna… Sarà infatti almeno la quinta volta che, anche con ripetute interpellanze comunali, il candidato Roberto Perego accantona le sue finte alucce da cattolico tradizionalista e sfodera i canini affilati dell’ambizioso in carriera politica per prendersela con i rimborsi ai permessi retribuiti del nostro esponente, “reo” (a differenza sua) di essere un lavoratore dipendente e dunque di aver diritto per legge ad assentarsi dal lavoro per svolgere i lavori di Giunta.

Quasi 70.000 euro in 5 anni, cioè 14.000 euro l’anno di rimborsi versati dal Comune all’azienda di Beretta: il quale –  si noti bene! – non ne ha messa in tasca nemmeno una lira, ma ha soltanto continuato a ricevere il suo stipendio di sempre (lordo, tra l’altro: dunque quei rimborsi in parete “ritornano” in tasse, e anche al Comune di Lissone…).

Sono comunque tanti soldi? Dipende. Abbiamo infatti già fatto notare altre volte con un chiaro specchietto che ripetiamo qui, che il Comune spende per Beretta né più né meno di quello che spende per altri assessori o per il presidente del Consiglio; con la differenza, semmai, che altri li ricevono come reddito aggiunto, lui invece no.

Quindi in questi 5 anni ha “guadagnato” lo stesso netto di altri colleghi dipendenti come lui (Colnaghi, Mariani) e molto meno di quelli che invece svolgono libere professioni – una differenza peraltro voluta correttamente dal legislatore, che ai lavoratori dipendenti concede i permessi retribuiti di cui gli altri non godono.

Questo lo ripetiamo non tanto perché Perego finalmente lo capisca, ma perché lo sappiano magari altri elettori che s’imbattono per la prima volta in questa annosa storia.
E vorremmo che sapessero anche questo: nel suo programma Perego sbandiera che i suoi “consiglieri dovranno firmare un atto di rinuncia ai rimborsi per permessi retribuiti” e crede con ciò di fare un atto di trasparenza; invece dà prova di incompetenza di pubblico amministratore, perché quella regola è stata realizzata proprio per dare a tutti – e non solo ai ricchi, o a quelli che vivono di rendita: come succedeva in passato, quando comandavano solo quelli che avevano un certo reddito – la possibilità di esercitare incarichi elettivi o pubblici senza patirne un danno economico che sarebbe insostenibile per chi vive solo del suo lavoro.

Dunque quello che vorrebbe chiedere ai suoi consiglieri – che non necessariamente devono essere lavoratori autonomi come lui – è assolutamente antidemocratico, anzi probabilmente anticostituzionale, e non resisterebbe a nessun ricorso.

I soldi pubblici vanno risparmiati dove è giusto farlo (per esempio sui 30.000 euro per l’inutile postazione con l’elenco dei defunti che lui voleva piazzare fuori dal cimitero…) e non quando ne va a discapito la parità tra cittadini.
Quello che predica non è uguaglianza e oculatezza, bensì paternalismo populista.

Ps. A chi si dovesse chiedere come mai Beretta, che non è l’unico lavoratore dipendente della Giunta, sia l’unico ad ususfruire dei permessi retribuiti, questa è la spiegazione: l’azienda di Angioletti ha deciso liberamente di non richiedere il rimborso; Colnaghi e Mariani, essendo dipendenti pubblici, non ne hanno bisogno perchè il loro ente provvede in proprio; infine il sindaco Concetta Monguzzi è in aspettativa.

Il buon politico non fa il “padrone”

“Cerchiamo di non essere ipocriti. Possiamo chiedere l’onestà, la competenza, l’impegno, il rispetto della legalità a chi ci governa e a chi ci governerà solo se anche per noi sono valori in cui crediamo e che realizziamo nella vita”.

Parla chiaro don Tiziano Vimercati, parroco della Comunità pastorale di Lissone “Santa Teresa Benedetta della Croce”, che dedica alle prossime elezioni amministrative il lungo editoriale del suo bollettino settimanale.
Il parroco continua, bacchettando da una parte l’arroganza del potere e dall’altra le blandizie del populismo:

“A chi governa, a tutti i livelli, possiamo chiedere, e ne abbiamo il diritto, competenza, preparazione, genuino senso dell’onestà, rispetto della legalità per poterla poi chiedere ai cittadini, rispetto profondo verso tutti, avere a cuore i più deboli, favorire la solidarietà, il volontariato, tutelare il lavoro e dare speranza ai giovani, difendere la libertà di educazione, superare le emarginazioni.

Gestire ciò che è di tutti, il denaro pubblico, il territorio, la qualità della vita, la ripartizione dei benefici e dei sacrifici, richiede molta serietà e rispetto della gente. Ma che ci può essere solo se chi ci governa non si dimentica che nessuno l’ha eletto padrone della città.

Chiediamo anche che non ci si limiti all’ordinaria amministrazione, alle cose che appagano nell’immediato nella speranza che procurino qualche facile consenso, e tanto meno che si cavalchino e si fomentino le paure costruite ad arte, ma si pensi al futuro, alla città che desideriamo consegnare ai figli e ai nipoti, in qualche misura chiediamo che ci sia anche qualche “bel sogno” da realizzare, capace però di trasformare la quotidianità e renderci migliori”.

Un bel programma, e per quanto ci riguarda lo sottoscriviamo.

Casa di Riposo: il bilancio può attendere

Confessiamo che qualche volta ci dispiace avere sempre ragione: preferiremmo, per il bene della nostra città, che i fatti ci dessero torto su alcune fosche previsioni. Ma del resto è così facile intuire cosa accadrà in certi casi. Infatti anche stavolta ve l’avevamo anticipato: il Consiglio di amministrazione della Casa di riposo sta facendo melina in attesa del… “messia” che potrebbe rinnovargli le poltrone.

Alcuni membri del suddetto Cda (700 euro mensili di emolumenti a testa, eccetto il parroco che ha rinunciato e tre consiglieri che da tempo si sono autoridotti lo stipendio), fanno infatti costantemente saltare le riunioni di approvazione del bilancio, dopo il quale loro dovrebbero lasciare il posto ai successori nominati dal sindaco e secondo il nuovo statuto che ne riduce il numero da 9 a 5.

Ma il termine ultimo per l’adempimento è il 30 giugno e a quell’epoca – chissà mai – potrebbe esserci anche una nuova amministrazione più “amichevole”…

Nota a margine: due membri del suddetto Cda, Riccardo Tognon e Antonio Mezzatesta, sono in lista con Fabio Meroni.

La coalizione firma il suo Patto

Qualcuno una volta firmò il «contratto con gli italiani»… Invece i candidati per la coalizione di Concetta Monguzzi Sindaco, più modestamente ma con grande impegno, firmano in piazza il «Patto etico per Lissone». E la data è estremamente significativa: il 2 giugno, festa della Repubblica!

Alle 17, sotto il tricolore di piazza Libertà, i 96 candidati delle 4 liste che sostengono il sindaco Concetta Monguzzi sottoscriveranno infatti pubblicamente e con forte gesto simbolico un «Patto etico» e il Programma elettorale comune di tutta la coalizione.

Legalità, rifiuto di regali e clientele, onestà: il documento, stampato in “formato manifesto”, riconosce anzitutto «nella Costituzione Italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica» e impegna chi lo firma a rispettare il «Programma elettorale della coalizione nella sua integrità come frutto della riflessione comune e quale orizzonte fondamentale dell’azione amministrativa».

Inoltre obbliga moralmente ad altre clausole, come il «rispetto della legalità in tutte le sue forme», il rifiuto di «tutte le forme di discriminazione basate sulla differenza di genere o di cultura, di religione, di razza, di stato economico», la difesa delle «libere opinioni purché nel rispetto delle leggi vigenti»; la pubblicazione annuale dei redditi, la cura «dei beni e delle risorse messi a disposizione in ragione dell’incarico», il rifiuto di «regali o altre utilità per la propria funzione istituzionale» e del cumulo degli incarichi, infine l’attenzione a «mantenere anche nella vita privata un comportamento onesto e corretto che accresca l’onorabilità delle pubbliche istituzioni».

Un atto simbolico, un impegno forte.

 

Le case popolari fanno cappotto

Si avvicinano le elezioni, ma l’amministrazione Monguzzi non smette di lavorare. Un’altra opera importante, sia per investimento (oltre 800.000 mila euro) sia per impatto sul territorio, è il restyling della case popolari di via Ferrucci: uno storico complesso che mostra tutti gli acciacchi dei suoi 70 anni.

In autunno partirà il completo rifacimento delle facciate, con tanto di “cappotto” termico (che permetterà di risparmiare sulle bollette) ma che implica pure la messa a norma degli impianti di riscaldamento, i quali oggi hanno le canne fumarie che finiscono appunto sulla facciata.

Insomma, un lavoro che renderà quasi nuovi i 70 appartamenti, in gran parte di proprietà comunale, e il cui notevole effetto finale si può già vedere nel rendering di progetto, appeso anche alle stesse case.

Case comunali, restyling al via: no alle stufe, si alla parabola (Il Cittadino – 20 mag 2017)

Tra moglie e marito non mettere il sito

Daniela Ronchi accorre in soccorso del marito in difficoltà… Davvero divertente la polemica divampata pochi giorni fa sulla pagina Facebook di Daniele Fox Fossati (il patto d’acciaio Lega-Forza Italia comincia già a traballare?), dove qualcuno ha postato un dato inequivocabile ma ormai notissimo: Lissone è la prima città in Lombardia e la sesta in Italia per consumo di suolo, come segnala anche il relativo Rapporto Ispra 2016.

Davanti a tale ovvietà, però, la signora va su tutte le furie e perde ogni lucidità, dando la colpa della cementificazione lissonese prima al boom economico degli anni Cinquanta (“La maggior edificazione del territorio ci fu dal 1951 al 1971“), poi ai permessi dati “negli anni Duemila per le cooperative votati all’unanimità dal Consiglio comunale compreso Pd e Listone” (peccato che noi esistiamo soltanto dal 2007…).

Già, proprio tutte “cooperative”…  Anche i Piani integrati di Intervento (i famosi Pii) di via Giotto, via Isonzo e Bernini, ex Oeb, ex Mussi Bianchi e Fossati, eccetera eccetera (riportiamo qui una tabella risalente al 2008). E senza contare quelli enormi che siamo riusciti a bloccare solo perché il centrodestra ha perso le elezioni nel 2012!

Insomma, Ronchi fa una figuraccia imbarazzante per difendere il marito; il quale invece non si vergogna affatto, anzi è fiero di essere stato il mattonaro di Lissone, e lo dice anche.
Almeno lui non nega l’evidenza.

Un regalo per il prossimo sindaco

Chiunque esso sia (e noi una decisa preferenza in merito de l’abbiamo…) il futuro sindaco di Lissone si troverà un bel “regalo” sulla scrivania subito il giorno dopo l’elezione: il 26 giugno, il lunedì seguente i ballottaggi delle amministrative, è infatti il giorno previsto per l’apertura delle buste del bando di gara per il nuovo palazzetto del quartiere Moscotti.

Vuol dire che si saprà chi eseguirà i lavori per la struttura da 750 posti e da subito il neo-sindaco avrà una bellissima opera già confezionata e pronta da portare avanti nel suo mandato. Basterà seguire i lavori: altro che la “palestra elettorale” e solo per pochi promessa da certuni sulla carta…

Una riflessione maliziosa: che differenza rispetto a 5 anni fa, quando noi i giorni immediatamente dopo l’elezione di Concetta Monguzzi ci trovammo – sempre nel medesimo contratto di quartiere – il caminone del cogeneratore da spostare (per non parlare del buco nella piscina, delle dimissioni del gestore del Botticelli, delle voragini di bilancio nell’Osservatorio Colore e in Progetto Lissone…).

Un’eredità molto, molto faticosa; ma con impegno ce la siamo cavata, e ne siamo fieri e contenti per Lissone

Il quartiere don Moscotti avrà il suo palazzetto (Il Cittadino – 13 mag 2017)