Papa Francesco, vota per lui!

Dio, patria e famiglia: sembra la vecchia triade fascista, quella del candidato Roberto Perego (che del resto non nasconde i suoi trascorsi di destra). Alla presentazione delle sue liste l’abbiamo visto, forse per la prima volta, cantare l’inno nazionale: in 3 anni in Consiglio comunale non l’ha mai fatto (come del resto quasi tutti i colleghi di minoranza).

E poi un tripudio di cattolicesimo, compresa una strumentalizzazione molto grossolana di Papa Francesco in immagini e parole: bisogna vedere però se l’ex leghista e “paolotto” (che sta anche facendo il giro delle sette chiese in tutti gli ambienti cattolici lissonesi) è disposto a seguire le parole del pontefice pure quando parla dell’accoglienza ai migranti…

Insomma, tutto fa brodo quando bisogna prendere i voti: ma stavolta non si tratta di quelli religiosi!

Ztl e strisce blu: la città risponde

Ma guarda un po’… Le “bestie nere” di Lissone, demonizzate da (certa) politica e da (certa) economia, ovvero la Ztl e le strisce blu, non solo funzionano ma… cominciamo persino a piacere! Non lo dice il Listone: lo scrivono i giornali, e sulla base di alcuni dati.

Per la prima infatti, a 6 mesi dall’estensione a tutti i giorni della settimana, le cifre sono chiare: contravvenzioni calate del 70%, circa una trentina al giorno di cui solo un quarto ai lissonesi; segno che – dopo il necessario periodo di assestamento iniziale – adesso la città è a regime. D’altra parte tutti gli aventi diritto, circa 2000, hanno ormai il pass, mentre aumentano le soste gratuite nel silos di piazza Libertà, prima sotto-utilizzato; non si è dunque verificata nessuna delle “catastrofi” temute all’inizio, è bastato solo darsi un poco di tempo per abituarsi al nuovo regime.

Quanto alla sosta a pagamento, le notizie relative al nuovo bando sono state l’occasione per diffondere i dati dell’attuale gestione, che sono ugualmente confortanti: sanzioni stabili e moderate (più o meno una all’ora), stalli sempre più utilizzati, abbonamenti in crescita…

E sarà lo stesso anche con le future nuove norme sulla sosta regolamentata in centro e i pass per i residenti: perché provvedimenti del genere – in ambienti affollati come purtroppo è il nostro – aiutano a fare ordine nel traffico e di conseguenza migliorano la qualità del vivere.
Ci vuole solo un po’ di coraggio da parte dell’amministrazione a fare qualcosa di inizialmente impopolare e di pazienza da parte nei cittadini nel cambiare abitudini; ma poi i risultati ci sono. Vuoi vedere che siamo anche noi una città “normale”?!?

E Seregno ha gli stessi problemi (tante multe iniziali e proteste dei commercianti) e fa le nostre stesse riflessioni: avranno sbagliato tutto anche loro? Eppure sono di centrodestra….

Rivoluzione della sosta in centro: aumenteranno i posti blu a pagamento (Il Giorno – 10 mag 2017)
Strisce blu, ormai è un’abitudine. Oltre 50mila euro di incasso (Il Giorno – 11 mag 2017)

Vota Meroni e torneranno i mattoni

Ormai lo ammette lui stesso: Fabio Meroni è stato il Gran Cementificatore della nostra città. Lo dice senza pudore alcuno persino in pubblico, e lo ripete (però in modo molto più subdolo) nel suo programma elettorale, dove spiega che cosa farà in futuro: se vincerà, il Gran Cementificatore rimetterà mano al Pgt appena approvato per ricominciare a costruire sulle aree verdi e vuole avere campo libero per farlo.

Infatti scrive: “ll Documento di Piano e il Piano dei Servizi saranno oggetto di un profondo rinnovamento” per “orientare e incentivare gli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse, sottoutilizzate da riqualificare o rigenerare”.

Attenti alle parole: “prioritariamente”, non “esclusivamente”!
Capita la sottigliezza? Addio consumo di suolo zero, così faticosamente conquistato con la presente amministrazione, addio Parco verde…

Cittadini, sappiatelo: è tornato Fabio Mattoni, e se ne vanta pure.

“Orgoglioso di aver cementificato”. Meroni presenta la sua lista ‘del fare’ (Il Cittadino – 20 mag 2017)

La mafia che è tra noi

Torna varie volte il nome di Lissone nell’inchiesta appena conclusa dalla Direzione Antimafia di Milano intorno alle infiltrazioni della ‘ndrangheta in alcune attività commerciali e finanziarie brianzole.

Anzitutto per la cittadinanza lissonese di alcuni dei fermati, titolari di imprese (i fratelli Alessandro e Nicola Fazio, Vincenzo Strazzulla) e commercialisti (Antonino Ferraro), accusati di aver creato un giro di fatture false per creare fondi neri a disposizione di una cosca siciliana.
Poi come luogo dove si sono svolte le operazioni illecite e gli scambi di denaro.
Quindi per la residenza di un anonimo maresciallo della Guardia di Finanza, che avrebbe passato informazioni riservate ai malavitosi.
Infine per la citazione di Gabriele Volpe, vecchia conoscenza della nostra politica e tuttora candidato per la lista di Forza Italia, di cui in alcune intercettazioni gli arrestati millantavano la conoscenza come possibile aggancio per ottenere la gestione del Centro Sportivo Palaporada di Seregno da parte di Aeb spa (di quest’ultima società Volpe, che comunque non è indagato, è consigliere di amministrazione).

A leggere le carte dell’inchiesta si ha un’idea, da una parte, della ramificazione incredibile ormai raggiunta dalla mafia; dall’altra, dell’abilità dei malavitosi nel gestire operazioni finanziarie complesse.
Mentre invece ci sono strumenti ancora insufficienti per controllare la provenienza del denaro che permette tanti investimenti in esercizi pubblici, anche nella nostra città.

Nella città del mobile spunta la mafia (Il Giorno – 17 mag 2017)
Le mani sui supermercati (Il Cittadino – 20 mag 2017)
In suv dalla Brianza fino in Sicilia per portare i soldi in contanti ai clan (Il Cittadino – 20 mag 2017)
Il pizzaiolo di Lissone che sfornava fatture false e buste paga gonfiate (Il Cittadino – 20 mag 2017)
Gli uomini della mafia e la politica (Il Cittadino – 20 mag 2017)

In via Loreto a 30 Km/h: ora è obbligo

Va in pensione il semaforo più famoso della città, lo “storico” impianto appeso all’incrocio tra via Matteotti e Loreto: quello – per intenderci – “del caffé Milano”. Il semaforo è fuorilegge da un quarto di secolo e finalmente Lissone si mette in regola, grazie alla solerzia del comandante della Polizia locale che si è accorto dell’anomalia ed ha attivato le necessarie procedure.

Ma l’occasione servirà anche a creare un nuovo ingresso alla zona 30 Km/h del centro, che è il provvedimento conseguente alla Ztl secondo il Piano urbano del traffico: infatti intorno all’area pedonale della piazza è prevista una zona in cui la velocità delle auto dovrà essere limitata a 30 Km/h, anche per permettere una percorrenza ciclabile più sicura. Un restringimento all’inizio di via Loreto avrà la funzione di rallentare i veicoli e avvisare fisicamente i conducenti che stanno entrando nella cerchia protetta.
La stessa cosa dovrà poi essere ripetuta negli altri ingressi al centro (via Monza, via SS. Pietro e Paolo, eccetera) e avverrà anche nel centro di Santa Margherita.

E – già che siamo in tema di novità viabilistiche – segnaliamo pure un’opera piccola ma lungamente attesa, più volte auspicata dai membri del Listone qui e in Consiglio comunale: l’attraversamento pedonale protetto su viale della Repubblica, all’altezza di via Redipuglia-Isonzo-Nobel. E’ in arrivo anche quello e sarà speciale, ovvero dotato di una nuova tecnologia di illuminazione che si attiva con un sensore.

Piazza Italia: un nuovo ingresso per la zona 30 km/h del Centro storico (Comunicato stampa – 16 mag 2017)

Viale Repubblica-Via Redipuglia: al via i lavori per il nuovo attraversamento pedonale luminoso  (Comunicato stampa – 17 mag 2017)

Ma c’è faccia e faccia

Il dibattito “faccia a faccia” dei 6 candidati sindaci lissonesi, organizzato l’altra sera dal Giornale di Monza, è risultato abbastanza vivace, anche grazie alle opposte “tifoserie” che gremivano Palazzo Terragni; una cosa comunque è apparsa molto chiara: c’è un modo nuovo di fare politica, e c’è un modo molto molto vecchio.

E’ stata una soddisfazione, per esempio, ascoltare il candidato Roberto Perego porre al primo posto delle sue priorità le questioni sociali (esattamente quello che ha fatto la nostra amministrazione, che ha aumentato di un terzo i fondi per i più deboli!) e persino esaltare il ruolo di controllo delle Gev e dell’Associazione Carabinieri in congedo – portate a Lissone da noi, nonostante i bastoni tra le ruote messici in tutti i modi dalla Lega.

E’ stato un piacere – e scusate il bisticcio di parole – sentire Filippo Piacere, candidato dei comunisti, parlare della lotta al lavoro nero e al precariato.

E’ stata infine una bella sorpresa constatare quanti altri temi (pur nelle non trascurabili differenze) abbiamo in comune con Sana e i 5Stelle: la mobilità sostenibile, l’ambiente, la partecipazione…

Insomma, si è avuta davvero l’impressione che in questi 5 anni a Lissone sia comunque cresciuta una classe politica “diversa”, che ha idee spesso non coincidenti ma che davvero vuole interessarsi di un bene comune.

E dall’altra parte? Di là invece c’è un centrodestra ottuso, chiuso su modalità del passato e interessato solo a comprarsi il potere solleticando le lobby e giocando sulle paure irrazionali della gente. Abbiamo incredibilmente sentito Fabio Meroni rivendicare il suo essere cementificatore (12.000 abitanti in più in 15 anni!!), proporre di nuovo Progetto Lissone (1,3 milioni di buco, pagati da noi!!), promettere di comprare tutti assieme il San Luigi, il Miriam, la piscina coperta e i silos per le auto, oltre ovviamente alla palestra per una società il cui presidente è un suo candidato… Trattano ancora i cittadini come i bambini: se stai buono e mi lasci lavorare (nelle cose che contano), io poi ti faccio un bel regalino.

Meroni? E’ il signor passato: il Sor Passato.

L’ultima spallata alla vecchia Lega

Tanti vecchi arnesi, nella lista della Lega, e qualche giovane “importato”. Ciò che colpisce nella composizione delle liste dei leghisti lissonesi non sono tanto le presenze, ma le assenze: la compagine del candidato sindaco è debolissima e non raggiunge nemmeno i 24 nomi (sono solo 21), in quella “ufficiale” mancano persino alcuni ex fedelissimi di Meroni, presenze storiche dei padani in Consiglio e anche nelle varie giunte (Massimo Bignamini, Giuliano Beretta) ma soprattutto non c’è nessun “giovane padano” lissonese, né il consigliere uscente e astro nascente Andrea Crippa, né l’architetto Luca Spinelli (da non confondere con l’altro architetto Massimiliano, che invece c’è), né l’ex consigliere Diego Borella (forse per incompatibilità, essendo membro in quota Lega del Corecom regionale), per non parlare di Omar Porro.

Già si sapeva che dall’anno scorso molti “giovani padani” locali non hanno rinnovato nemmeno la tessera e se ne sono andati dalla sezione lissonese, in polemica con i vecchi bossiani che non vogliono mollare lo scettro. Ora l’assenza di Crippa – portaborse di Salvini – la dice lunga sull’ “appoggio” che i vertici provinciali del partito prestano all’ex onorevole; si vocifera addirittura che qualcuno abbia chiesto al leader padano nazionale di bloccare la ricandidatura di Meroni a Lissone…

Il capo non ha voluto sporcarsi le mani, ma nemmeno ha dato il placet alla presenza in lista del suo scudiero Crippa: ed è molto significativo. Meroni si gioca insomma il tutto per tutto: tocca a noi lissonesi dare l’ultima spallata, poi anche nella Lega avranno un motivo definitivo per chiedergli di farsi da parte.

Ma sono mille papaveri rossi…

La canzone di De André fa da perfetta colonna sonora a questa visione, che per una volta ci mostra una Lissone bella e colorata. Questa fioritura ornava qualche giorno va la montagnetta di terreno che giace presso la ex cava di via Cellini (zona piscina), in attesa che Anas – come abbiamo già spiegato – completi il lavoro di risanamento e restituzione dell’area all’uso civile.

Intanto, però, i papaveri non hanno aspettato e sono fioriti lo stesso, con l’incredibile capacità che hanno i fiori di rendere bella persino una zona dismessa come questa.
Un segnale significativo anche per noi; un simbolo che la natura non si arrende nemmeno davanti alle brutture degli uomini e che niente è mai del tutto perduto, persino gli ambienti più maltrattati e marginali possono essere recuperati: con un po’ di fantasia e di poesia.

Pedemontana: nel 2021 la carica dei 50.000

La tratta C della Pedemontana – quella che interessa anche la nostra città – dovrebbe essere pronta entro il 1° luglio 2021. Così almeno secondo il nuovo cronoprogramma tracciato da uno studio trasportistico commissionato a una società specializzata.

L’analisi rivede anche le previsioni di finanziamento secondo gli introiti effettivamente incassati dalle due tratte finora in esercizio: risultano del 40% inferiori al previsto nonostante l’incremento del traffico registratosi tra 2016 e 2017, per cui Pedemontana sta studiando una riduzione del 25-30% dei pedaggi e anche sistemi di esazione più accessibili.

Secondo gli scenari di previsione, che dipendono strettamente dalla diminuzione delle tariffe, la nostra tratta dovrebbe comportare all’apertura un traffico giornaliero di 40.000/70.000 veicoli per arrivare a oltre 60.000/110.000 nel 2035.

Meglio una palestra per 10 eccellenze o per 1000 cittadini?

Preferite una palestra per 10 persone, ancorché olimpioniche, oppure una struttura utile per 1.000? Al di là di tutte le polemiche a chiaro fine elettorale e di successo personale, a questa semplice domanda – rivolta ai lissonesi – andrebbe ridotta la questione della palestra specialistica Gal.

Noi abbiamo risposto: preferiamo il palazzetto dello sport! E non perché ci faccia schifo o non riconosciamo l’utilità di una palestra specialistica, ma perché – non essendo possibile averle tutt’e due – reputiamo che la priorità principale sia quella che va incontro a un’esigenza della maggioranza dei cittadini. Noi insomma non siamo contro uno, ma a favore di tutti.

Voi non siete d’accordo? Padronissimi. Ma prima di giudicare è bene farsi qualche domanda in più; e cioè se la palestra voluta dal presidente Meloni non riguardi un’infima minoranza delle iscritte alla Gal (tutte le altre possono benissimo allenarsi in palestre “normali”, palazzetto compreso, e infatti già lo fanno); se noi non abbiamo già una palestra specialistica, alla Pro Lissone, che si potrebbe benissimo riqualificare per tutt’e due le società; se Meloni non ne voglia una a suo uso esclusivo anche per ragioni di prestigio personale e di contrasto con la società rivale; se – visto che si vogliono soldi pubblici – non sia opportuno che la Gal cominci a rendere noti i suoi bilanci.

Risposto a queste domande, potete continuare tranquillamente a pensare che a Lissone la palestra specialistica sia più necessaria del palazzetto. Noi no.

Buone pratiche:  A Sesto San Giovanni la società Geas la palestra se la paga da sé